involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

giovedì 13 gennaio 2011

la “sindrome di Quirra”

Una strage silenziosa: 40 civili e 23 militari. Diagnosi: leucemia. Il sospetto è ormai una certezza: si chiama “sindrome di Quirra”, la località sarda che ospita il poligono militare interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo. Uranio impoverito, tumori, agnelli deformi. Ha il cancro il 65% dei pastori che vivono nei pressi dell’installazione militare. E’ il risultato-choc di un’indagine avviata dai veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei, per monitorare l’impatto ambientale e sulla salute nell’area a ridosso del poligono. E’ una piccola Chernobyl italiana, scrive Pino Cabras su “Megachip”, dando risalto al reportage di Paolo Carta pubblicato il 4 gennaio da “L’Unione Sarda”.
Una vicenda terribile, un disastro militare-ambientale che si consuma nella terra che accoglie la stragrande maggioranza delle esercitazioni militari Quirra poligonoitaliane: finora i grandi organi di stampa non ne hanno voluto parlare, dice Cabras, con la lodevole eccezione di un’inchiesta di RaiNews, peraltro poco divulgata. «Come spesso accade, sono stati gli scrittori i primi a perforare le bugie di governi e generali, in mezzo ai silenzi dei media e dei politici pavidi». La “sindrome di Quirra” è stata raccontata ad esempio in due romanzi, “Perdas de fogu” firmato da Massimo Carlotto col collettivo sardo Mama Sabot, e “Il pettine senza denti” di Eugenio Campus. «Ora però tutto il disastro emerge nei tabulati di una Asl», continua Cabras: «Gli irrisi, i “complottisti”, quelli che non accettavano le verità ufficiali, avevano ragione. Il caso, scommetteteci, ora non potrà più essere insabbiato»....continua
Quasi in ogni ovile, scrive Paolo Carta su “L’Unione Sarda”, nascono agnelli malformati e i pastori si ammalano di tumore. Le indagini dei veterinari delle Asl cagliaritane, su incarico del Comitato di indirizzo territoriale che segue il controllo ambientale del poligono, sono arrivati a risultati choc. I dati raccolti a ridosso della zona militare sono assolutamente fuori dalla norma. Addirittura, secondo la verifica dei veterinari Giorgio Melis e Sandro Lorrai, esiste un collegamento tra le deformazioni congenite genetiche degli
Quirra agnello deformeagnelli e i tumori che hanno colpito gli allevatori. Una vera emergenza: a Quirra, quasi 7 pastori su 10 hanno contratto la leucemia.
Il rapporto, continua “L’Unione Sarda”, è stato spedito a metà dicembre ai responsabili del comitato d’indagine: è soltanto una prima stesura del lavoro che verrà ultimato entro gennaio con il controllo degli allevamenti presenti nelle campagne di Perdasdefogu. Anche se per arrivare a risultati definitivi sarà necessario attendere l’esito degli esami di laboratorio ancora in corso sugli ovini e sui bovini prelevati negli allevamenti, sui vermi, sulle cozze e su parte della flora già selezionati dagli esperti, un dato già oggi è certo: le rilevazioni ovile per ovile hanno confermato quello che da tempo sostengono pacifisti e antimilitaristi riuniti in diversi comitati. Ovvero: ciò che sta accadendo a Quirra è un fatto assolutamente eccezionale.
L’indagine dei veterinari (arrivata dieci anni dopo le richieste ufficiali dei pacifisti alle istituzioni) ha analizzato soltanto gli allevamenti. Invece il bilancio dei decessi per tumori aggiornato in un registro a cura del comitato pacifista “Gettiamo le Basi” è ancora più grave: 23 militari e 40 persone tra i civili che pascolano, coltivano, abitano o lavorano nei pressi della zona militare. E finisce per mettere sotto accusa le attività del poligonointerforze, anche se nella loro relazione i veterinari effettuano soltanto una fotografia (inquietante) dell’esistente, senza lasciarsi andare nella Quirra proiettilespiegazione scientifica delle cause di tutto ciò, che dovrà venire dal comitato scientifico responsabile del monitoraggio ambientale.
«In attesa dei riscontri ufficiali del controllo del territorio, che doveva concludersi entro il 2009 ma che non è ancora terminato – continua Paolo Carta – quel che è emerso dai primi riscontri trapelati alimenta il dibattito intorno al poligonointerforze e più in generale sugli effetti che producono tutti i campi di addestramento bellico sardi, anche quelli di Capo Frasca e Teulada». Imputato numero uno, le “polveri di guerra”: nano-particelle di metalli pesanti, causate da esplosioni a  temperature elevatissime, raggiungibili solo con l’utilizzo di proiettili arricchiti. Tracce di “polveri di guerra” sono state rilevate persino a Baunei, molto più a nord del poligono del Salto di Quirra, come conferma la dottoressa Maria Antonietta Gatti dell’Università di Modena, consulente del ministero della Difesa nella commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito.
Un allarme che diventa orrore: l’indagine dei veterinari che hanno battuto palmo a palmo la campagna di Quirra finisce per creare una micidiale equazione fra i tumori degli allevatori e le deformità dei capi: agnelli nati con due teste o sei zampe oppure addirittura sventrati. L’inchiesta-choc di Quirra, ricorda ancora “L’Unione Sarda”, sembra confortata dai dati raccolti in un’altra zona della Sardegna, non troppo lontana: quella di Villagrande. Quirra poligono 3«In un allevamento a San Lorenzo, sorto 25 anni fa, i veterinari sono venuti a conoscenza di un elevatissimo numero di aborti tra il 1985 e il 1990 e negli ultimi cinque anni sono nati capretti senza organi genitali».
Il figlio del titolare dell’allevamento, racconta il giornale, si è ammalato di tumore nel febbraio del 1997 ed è morto nel novembre del 2004. A Tintinau, l’ultimo agnello nato con gli occhi dietro le orecchie risale al dicembre del 2009 e due fratelli allevatori che accudivano il bestiame sono morti di tumore a distanza di otto mesi uno dall’altro tra il 2003 e il 2004. Un terzo fratello è in cura per la stessa patologia dal giugno scorso a Milano. E questi sono soltanto alcuni passi della relazione di 43 pagine firmata dai veterinari Giorgio Mellis e Sandro Lorrai. Una novità per certi versi clamorosa, destinata a riscrivere la storia sanitaria del Salto di Quirra e ad aprire nuovi scenari sui tumori nei pastori.
Fonti: Paolo Carta, “Rapporto choc sul poligono di Quirra. L’Asl: negli ovili agnelli deformi e pastori con la leucemia”, da “L’Unione Sarda” del 4 gennaio 2011, www.unionesarda.it.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Giusto per informare, la verità inizia a venire a galla: nesuna traccia di uranio impoverito sui bersagli impiegati nelle esercitazioni! …difficilmente sarà possibile trovarne nel territorio, infatti finora nessun rilievo ne ha dimostrato la presenza. “Il 65% del personale, impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali” va letto con attenzione: si riferisce ad un campione di 18 persone… e le altre 800 della base che stazionano in questo raggio?? Parliamo di “causa-effetto”: effetto-malattie, causa-? STRAGE??? …sapete che il territorio è inquinato da una quantità impresionante di metalli pesanti provenienti dalle miniere a monte attraverso il fiume e che Quirra si trova proprio sulla laguna dove sfocia il fiume? In ogni caso vorrei far notare che il tasso di mortalità della zona di Quirra è al di SOTTO della media nazionale, Perdasdefogu poi è una zona caratterizzata dalla longevità della popolazione tanto da inserirla nel progetto GENOS, …e dalle indagini non è ancora risultato nulla che non sia attività addestrativa e di tiro proprie di un poligono militare. Senza uranio viene poi a decadere la questione legata alla sindrome legata ai balcani. Il territorio è senza dubbio inquinato, da metalli pesanti, che in particolar modo si riversano nella baia di Quirra (dove ci sono gli allevamenti) dove sfocia il fiume che arriva dalle miniere di Baccu Locci, …”causa ed effetto”: io ragiono per nesso di causalità.
Ugo

rossoallosso ha detto...

@Ugo

Militari o meno il problema resta,tutto il polverone un effetto l'ha avuto e cioè porre all'attenzione dei media che la zona è inquinata da metalli pesanti e che necessita perlomeno di una bonifica a meno che non si voglia lavarsene le mani ed inserire il tutto nella casistica,affidarsi alla casualità girando con cornetti portafortuna in tasca.

Grazie per il contributo