involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 5 febbraio 2011

E se avesse ragione MUBARAK ?

Vorrei provare ad analizzare il perchè di questo attaccamento allo scranno del presidente egiziano aldila' delle solite apparenti dittatoriali motivazioni.
Tanto per cominciare si può dire che ,sì è vero,Egitto e Israele sono alleati ma è sempre stata un'alleanza scricchiolante.
Ad Israele è servita per togliersi di torno per un lungo periodo un potente nemico, all'Egitto,sfruttando gli aiuti economici statunitensi e riducendo al minimo i rapporti diplomatici con Israele,per una crescita soprattutto sul piano militare, fino a diventare molto potente ,cosa che, il governo israeliano ben conosce.
qui un'articolo del  2003.
Mubarak in Cina
Quand'è che cominciano ad incrinarsi veramente i rapporti tra i due paesi ?Sotto la dittatura di Mubarak i giornali e tv egiziani hanno sempre attaccato con critiche feroci l'operato israeliano,si può dire che il regime lasciasse fare per tenersi buona quella parte musulmana della popolazione che è la preponderante,ma è anche vero che non ha mai "istruito"o cercato di addomesticare gli stessi verso un'accettazione,anche parziale, di questo alleato.Anzi Mubarak ha preso nel tempo sempre piu' le distanze da Israele congelando turismo,commercio ed industria,aprendo viceversa contatti con paesi come la Cina gia' nel 1999 firmando un rapporto strategico e di cooperazione.Nel 2002 denuncia pubblicamente Israele a cui segue nel 2003 la sua condanna verso la guerra in Iraq,dove di conseguenza cominciano le prime reazioni mediatiche israeliane verso lo stesso Moubarak.Ora è giunto il tempo di passare dalle parole ai fatti,nell'aprile 2010 Soros organizza blogger
coinviolgendo politici per destabilizzare il governo,( questo l'ultimo messaggio lanciato da Anonimus a Mubarak) a cui seguono tutta una serie di schermaglie aprile 2010 , giugno 2010, agosto 2010 , dicembre 2010
ed infine il famoso attentato alla chiesa copta ,il rifiuto da parte egiziana di fornire acque ad Israele, e l'avvertimento del governo egiziano in merito ad una ulterire guerra a Gaza .
Ora alla luce di questi fatti ben si capisce che un immediato abbandono di Mubarak lascerebbe l'Egitto in mano alla Cia-Mossad potendo così ingannare facilmente i rivoluzionari egiziani,difatti la proposta di Obama si limita a questo coinvolgendo di fatto gruppi piu' o meno affidabili ( fratelli musulmani , i quali sostengono ElBaradai ).
Tocca agli egiziani a non cadere nell'inganno.

di Rossoallosso

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