involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

giovedì 17 febbraio 2011

Italia . Nel decreto Milleproproghe del governo una ennesima beffa per i precari della scuola


Alla sentenza della Corte Costituzionale, cha ha bocciato le ‘code’ in graduatoria del ministro Gelmini, la maggioranza, attraverso un emendamento della Lega approvato in commissione Bilancio, risponde col congelamento delle graduatorie inserito nel decreto “mille proroghe” oggi al voto del Senato. In questo modo i precari che per due anni hanno subito l’umiliazione professionale di accettare qualunque supplenza, che si sono trovati costretti a lavorare in scuole private fantasma senza percepire un centesimo, pur di guadagnare i famosi 12 punti del servizio, si trovano oggi, con le graduatorie congelate, a non potere utilizzare quei punti guadagnati al prezzo di pesanti sacrifici. Inoltre, anche per le supplenze brevi, ai precari non sarà possibile andare a cercare lavoro in una provincia differente da quella in cui erano inseriti in graduatoria ad esaurimento, perdendo così anche l’ultima occasione di cumulare punti ed inseguire il miraggio di un contratto a tempo indeterminato. Commenta Alessandro Piccolo, della USB Scuola: “L’accanimento antimeridionale di stampo leghista che traspare da queste ultime mosse della maggioranza, incapace addirittura di una linea condivisa su scuole aperte o chiuse nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, la dice lunga sulle capacità di questo esecutivo a risolvere i problemi reali della scuola”. “Per la scuola – prosegue il rappresentante USB – esiste un’unica soluzione: il ritiro di tutti i tagli passati e futuri e l’immissione in ruolo per tutti i lavoratori inseriti nelle graduatorie provinciali. Solo in questo modo si può porre concretamente fine alle ingiustizie sulla pelle dei precari e contenere il danno erariale derivante dalla sentenza della Consulta, con la conseguente infinita sequenza di ricorsi incrociati causati dall’incompetenza conclamata dei vertici del ministero. Ma non sarà – conclude Piccolo – che il criterio di merito con cui questi vertici vengono selezionati è basato sulla loro capacità di distruzione del pubblico per far ingrassare il privato?”.

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