involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

domenica 22 aprile 2012

L'Italia che verrà,la Grecia ora

Struttura carceraria correzionale di Trikala
Chi ha detto che i detenuti mangiano gratis, chi ha detto che i detenuti non servono allo Stato? Chi ha detto che le imprese multinazionali, i dipendenti e i fornitori non giocano una partita a scapito dei prigionieri?
Nelle prigioni di Trikala, la presunta struttura correzionale ha messo in piedi molto bene il gioco con le multinazionali. Il cosiddetto bakaliko, un negozio di alimentari, che è gestito dalla grande catena di supermercati Veropoulos, non è altro che una grande truffa. Ci sono 718 detenuti che fanno acquisti presso il negozio di alimentari delle carceri, spendendo 15 euro per due persone, per un fatturato stimato in 10.770 euro. Questo è quanto lo Stato prende per le sigarette ed altri prodotti quando l’imposta è del 23%.
Durante le vacanze di Pasqua, gli assistenti sociali, i medici, o in generale tutti i servizi che dovrebbero essere a disposizione dei prigionieri, erano tutti assenti.
Ci sono 20 celle di tre persone (60 prigionieri) per ogni braccio, e dato che la domenica pomeriggio non ci sono i pasti della prigione tutti devono cucinare da se stessi, ma non hanno abbastanza tempo per fare questo, perchè le porte delle celle vengono chiuse alle 20:00.
Il profitto è l’unica cosa che interessa al di là di essere i protettori della democrazia, e aver fatto delle prigioni dei magazzini per gli esseri umani.
State parlando di profitti e di perdite; noi parliamo di vite umane.
Dite che nelle prigioni sono state prese tutte le necessarie misure, ma a nessuno è mai venuto in mente che per i detenuti sono inumane.
Quando le pubblicità di Veropoulos dice “per acquisti di 70 euro o più, riceverete una confezione di birre” e “per acquisti di 150 euro o più, avrete una confezione da 5 litri di vino”, o per i prodotti di pulizia, per esempio, “comprate uno shampoo ed avrete gratis una confezione più piccola”, tutti si chiedono dove tutto questo andrà – certamente, non ai prigionieri.
La Domenica di Pasqua (15/4) è scoppiata una lotta feroce mentre si cucinava; come risultato tre detenuti sono stati feriti, uno dei quali con ferite gravi.
Vaggelis Koutsibelas
trattenuto nella 4a ala delle prigioni di Trikala

FONTE 

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