involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

domenica 17 marzo 2013

ilVenezuela di Chavez





Deceduto il 5 marzo 2013 all'età di 58 anni a causa del cancro, il presidente Hugo Chavez ha segnato per sempre la storia del Venezuela e dell'America Latina.

1. Mai nella storia dell'America Latina, un leader politico aveva raggiunto una legittimità democratica così incontestabile. Fin dal suo arrivo al potere nel 1999, sedici elezioni hanno avuto luogo in Venezuela. Hugo Chavez ne ha vinte quindici, l'ultima il 7 ottobre 2012. Ha sempre battuto gli avversari con una differenza di 10-20 punti

2. Tutte le organizzazioni internazionali, dall'Unione Europea all'Organizzazione degli Stati Americani, attraverso l'Unione delle Nazioni Sudamericane e il Centro Carter unanimemente hanno riconosciuto la trasparenza delle elezioni.
3. James Carter, ex presidente degli Stati Uniti, dichiarò che il sistema elettorale  venezuelano era il "migliore del mondo".
4. L'accesso universale all'istruzione attuata dal 1998 ha avuto risultati eccezionali. Circa 1,5 milioni di venezuelani hanno imparato a leggere, scrivere e contare, grazie alla campagna di alfabetizzazione, chiamata Missione Robinson I.
5. Nel dicembre 2005, l'UNESCO ha dichiarato che l'analfabetismo era stato sradicato in Venezuela.
6. Il numero di bambini che frequentano la scuola è passato da 6 milioni nel 1998 a 13 milioni nel 2011 e il tasso di scolarizzazione nella scuola primaria è ora del 93,2%.
7. La Missione Robinson II fu lanciata al fine di far raggiungere a tutta la popolazione il livello universitario. Pertanto, il tasso di iscrizione alla scuola secondaria è aumentato dal 53,6% nel 2000 al 73,3% nel 2011.
8. Le missioni Ribas e Sucre hanno permesso a centinaia di miglia di giovani adulti di intraprendere gli studi universitari. Così, il numero di studenti è passato da 895.000 nel 2000 a 2,3 milioni nel 2011, con la creazione di nuove università.
9. Nell'ambito della salute, il Servizio Sanitario Nazionale pubblico è stato creato per garantire l'accesso all'assistenza sanitaria gratuita a tutti i venezuelani. Tra il 2005 e il 2012, sono stati creati in Venezuela 7.873 centri medici.
10. Il numero di medici ogni 100.000 abitanti è aumentato da 20 nel 1999 a 80 nel 2010, con un incremento del 400%.
11. La Missione Barrio Adentro ha permesso di effettuare 534 milioni di visite mediche. Circa 17 milioni di persone poterono essere curate, mentre nel 1998, meno di 3 milioni di persone avevano regolare accesso alle cure. 1.700.000 di vite sono state salvate tra il 2003 e il 2011
12. Il tasso di mortalità infantile è sceso dal 19,1 per mille del 1999 al 10 per mille nel 2012, che significa una riduzione del 49%. 
13. L'aspettativa di vita è aumentata da 72,2 anni nel 1999 a 74,3 anni nel 2011. 
14. Grazie all'Operazione Miracolo lanciata nel 2004, 1,5 milioni di venezuelani affetti da cataratta e altre malattie dell'occhio, hanno riacquistato la vista. 
15. Dal 1999 al 2011, il tasso di povertà è passato dal 42,8% al 26,5% e il tasso di povertà estrema dal 16,6% al 7%. 

16. Nella classifica dell'Indice di Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela è passato dall'ottantatreesimo posto nell'anno 2000 (0,656) al settantatreesimo posto nel 2011 (0,735), ed è entrato nella categoria delle nazioni con un indice di sviluppo umano elevato.


17. Il coefficiente GINI, che permette di calcolare la disuguaglianza in un paese, è passato dallo 0,46 nel 1999 allo 0,39 nel 2011.

18. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il Venezuela mostra il coefficiente GINI più basso dell'America Latina, essendo il paese della regione dove c'è meno disuguaglianza.
19. Il tasso di denutrizione infantile si è ridotto del 40% dal 1999.
20. Nel 1999, l'82% della popolazione aveva accesso all'acqua potabile. Ora è il 95%.
21. Durante la presidenza di Chávez, la spesa sociale è aumentata del 60,6%.
22. Prima del 1999, solo 387.000 anziani ricevevano una pensione. Ora sono 2,1 milioni.
23. Dal 1999 si sono costruiti 700.000 alloggi in Venezuela.
24. Dal 1999, il governo ha consegnato più di un milione di ettari di terra ai popoli aborigeni del paese.
25. La riforma agraria ha permesso a decine di migliaia di agricoltori di essere padroni della propria terra. In totale, si sono distribuiti più di tre milioni di ettari.
26. Nel 1999, il Venezuela produceva il 51% degli alimenti che consumava. Nel 2012 la produzione è del 71%, mentre il consumo di alimenti è aumentato dell'81% dal 1999. Se il consumo del 2012 fosse simile a quello del 1999, il Venezuela produrrebbe il 140% degli alimenti consumati a livello nazionale.
27. Dal 1999, le calorie consumate dai venezuelani sono aumentate del 50% grazie alla Misión Alimentación, che ha creato una catena di distribuzione di 22.000 magazzini alimentari (MERCAL, Casas de Alimentación, Red PDVAL), in cui i prodotti sono sovvenzionati fino al 30%. Il consumo di carne è aumentato del 75% dal 1999.
28. Cinque milioni di bambini ricevono adesso alimentazione gratuita attraverso il Programa de Alimentación Escolar. Erano 250.000 nel 1999.
29. Il tasso di denutrizione è passato dal 21% nel 1998 a meno del 3% nel 2012.
30. Secondo la FAO, il Venezuela è il paese dell'America Latina e dei Caraibi che più ha avanzato nella lotta per eliminare la fame.
31. La nazionalizzazione dell'ente petrolifero PDVSA nel 2003 ha permesso al Venezuela di recuperare la sua sovranità energetica.
32. La nazionalizzazione del settore dell'elettricità e di quello delle telecomunicazioni (CANTV e Electricidad de Caracas) ha permesso di porre fine a situazioni di monopolio e di universalizzare l'accesso a questi servizi.
33. Dal 1999 sono state create più di 50.000 cooperative in tutti i settori dell'economia.
34. Il tasso di disoccupazione è passato dal 15,2% nel 1998 al 6,4% nel 2012, con la creazione di oltre 4 milioni di posti di lavoro.
35. Il salario minimo è passato da 100 bolívares (16 dollari) nel 1998 a 247,52 bolívares (330 dollari) nel 2012, ovvero un aumento di oltre il 2.000%. Si tratta del salario minimo più alto dell'America Latina.
36. Nel 1999, il 65% della popolazione attiva percepiva il salario minimo. Nel 2012 solo il 21,1% dei lavoratori si trovano a questo livello salariale.
37. Gli adulti che non hanno mai lavorato dispongono di un reddito di protezione equivalente al 60% del salario minimo.
38. Le donne sole, così come le persone portatrici di handicap, ricevono un aiuto equivalente all'80% del salario minimo.
39. L'orario di lavoro è stato ridotto a 6 ore al giorno e a 36 ore settimanali, senza diminuzione salariale.
40. Il debito pubblico è passato dal 45% del PIL nel 1998 al 20% nel 2011. Il Venezuela si è ritirato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, rimborsando con anticipo tutti i suoi debiti.
41. Nel 2012 il tasso di crescita del Venezuela è stato del 5,5%, uno dei più elevati del mondo.
42. Il PIL pro capite è passato da 4.100 dollari nel 1999 a 10.810 dollari nel 2011.
43. Secondo il rapporto annuale World Happiness del 2012, il Venezuela è il secondo paese più felice dell'America Latina, dietro il Costa Rica, e il diciannovesimo a livello mondiale, davanti a Germania o Spagna.
44. Il Venezuela offre un appoggio diretto al continente americano più importante di quello fornito dagli Stati Uniti. Nel 2.700 Chávez ha destinato più di 8.800 milioni di dollari a donazioni, finanziamenti e aiuti energetici, a fronte dei soli 3.000 milioni dell'amministrazione Bush.
45. Per la prima volta nella sua storia, il Venezuela dispone dei suoi satelliti (Bolívar e Miranda) ed ha ora la sovranità nel campo della tecnologia spaziale. Internet e le telecomunicazioni coprono tutto il territorio.
46. La creazione di Petrocaribe nel 2005 permette a 18 paesi dell'America Latina e dei Caraibi, ovvero 90 milioni di persone, di acquistare petrolio sovvenzionato fra il 40% e il 60%, e di assicurarsi il proprio fabbisogno energetico.
47. Il Venezuela porta aiuto anche alle comunità svantaggiate degli Stati Uniti, fornendo loro combustibile a tariffe agevolate.
48. La creazione della Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA) nel 2004 fra Cuba e Venezuela ha posto le basi di un'alleanza di integrazione basata sulla cooperazione e la reciprocità, che raggruppa 8 paesi membri, e che pone l'essere umano al centro del progetto di società, con l'obiettivo di lottare contro la povertà e l'esclusione sociale.
49. Hugo Chávez è stato l'artefice della creazione nel 2011 della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC), che raggruppa per la prima volta le 33 nazioni della regione, che così si emancipano dalla tutela di Stati Uniti e Canada.
50. Hugo Chávez ha svolto un ruolo chiave nel processo di pace in Colombia. Secondo il presidente Juan Manuel Santos, «se stiamo avanzando in un progetto solido di pace, con progressi chiari e concreti, progressi mai raggiunti prima con le FARC, è anche grazie alla dedizione e all'impegno di Chávez e del governo del Venezuela».







domenica 10 marzo 2013

C'è poco da ridere !!

Approvata l'Introduzione di Chip RFID in USA:

Mentre in Italia si scherza sui microchip, non poche polemiche sono nate a proposito del disegno di legge sulla salute firmata da Obama che renderà obbligatorio per tutti i cittadini statunitensi l'impianto di un microchip Rfid che contenga tutte le informazioni relative a ogni americano. L'intento dichiarato è quello di facilitare il monitoraggio e il controllo della salute di ogni singolo individuo, con la creazione di un apposito registro nazionale in cui ogni chip - e quindi ogni persona - sia registrato.

Freeonda Revolution 
Oltre ai parametri medici potranno essere inserite nei chip informazioni in merito al conto bancario del paziente, così da determinare in tempo reale la sua capacità finanziaria. Medici e ospedali saranno quindi autorizzati ad eseguire la scansione dei conti bancari così da poter prelevare immediatamente, in tempo reale, la cifra prevista per il trattamento terapeutico.
Fin troppo facile lanciarsi in speculazioni indegne dell'orwelliano Grande Fratello, ma il nuovo progetto sulla salute - l'HR 3200 - adottato dal Congresso prevede la necessità di impiantare il chip per identificare tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario. 

Le tasse derivanti dalla riforma Obama finiranno direttamente nelle casse della Federal Reserve. Il mondo intero sta galoppando verso un sistema che funzioni senza denaro contante.
Il progetto era già in studio nel 2004, come rivelano alcuni documenti della Food and Drug Administration, con il nome di Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information (Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l'identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).


Di fatto, con il pretesto di garantire una migliore assistenza sanitaria, gli Stati Uniti stanno cercando di marcare ogni cittadino, senza tra l'altro, aver previsto alcun tipo di regolamentazione per l'impianto e l'uso dei microchip Rfid, cosa che potrebbe causare conseguenze impreviste - almeno non da noi comuni mortali - per la vita anche democratica dei cittadini americani.

Useranno la propaganda e parole come facilità d’uso, sicurezza sanitaria e sicurezza sociale. State pur certi che arriveranno anche qui.
Link diretto alla legge HR 3962 in formato pdf


Fonti:


http://cassinolibera.altervista.org/blog/riforma-obama-approvata-la-introduzione-dei-chip-rfid/?doing_wp_cron=1358815691.9112029075622558593750
http://www.youtube.com/watch?v=SGzZnopnR3I&feature=youtu.be
http://www.losai.eu/riforma-obama-approvata-lintroduzione-dei-chip-rfid/ 

sabato 2 marzo 2013

Apprendistato a delinquere


 
È ormai da quasi due mesi che non si è liberi di accendere il televisore senza essere importunati dagli spot del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che annunciano il Nuovo Apprendistato.
 
Tre spot quasi identici dove Fiorello, il giullare più caro ai potenti, ci racconta quanto il governo abbia a cuore le sorti di tutti noi tanto da aver varato un provvedimento come il nuovo apprendistato che "può aprire un futuro ai giovani… che così apprendono, guadagnano e intanto si diplomano e se sono già laureati si specializzano".
 
In passato abbiamo avuto modo di analizzare dettagliatamente la riforma del lavoro varata dal governo Monti ed in particolare le norme che regolano i contratti di apprendistato, dimostrando come questo sia finalizzato unicamente ad abbassare il costo del lavoro, a diminuire le tutele e a disciplinare in ingresso i giovani lavoratori. E' quindi facile immaginare il fastidio che possiamo provare nel subire questo tipo di propaganda, purtroppo però con la circolare ministeriale 5/2013 del 21 Gennaio questi spot suonano come una vera e propria beffa. Questa circolare, destinata alla Direzione generale per l'Attività Ispettiva, avente come come oggetto le indicazioni operative per il personale ispettivo in relazione alle violazioni in materia di apprendistato, fornisce una posizione interpretativa che anche "Il Sole 24 Ore" non ha esitato a definire "morbida" sulla gestione dell'obbligo formativo. Infatti, il quotidiano della Confindustria il 22 Gennaio titolava a tutta pagina "Apprendistato, meno sanzioni al datore se manca la formazione", fornendo probabilmente la migliore sintesi possibile del contenuto della circolare.
 
I contenuti della circolare
 
Ma vediamo nel dettaglio quali importanti novità introduce la circolare 5/2013.
 
La prima novità riguarda quella parte di formazione che la legge prevede spetti alle regioni ed in particolare la cosiddetta formazione trasversale, ovvero quelle conoscenze e capacità che tutti i lavoratori devono possedere nelle seguenti aree: Competenze relazionali, Organizzazione ed economia, Disciplina del rapporto di lavoro e Sicurezza sul lavoro (misure collettive). Ebbene il Ministero chiarisce che la mancata attivazione di tali percorsi formativi esterni all'azienda non determina il disconoscimento del rapporto di apprendistato e la conseguente riconduzione a quella che è la forma comune di rapporto di lavoro.
 
In poche parole se la regione non prevede, non disciplina o se semplicemente non attiva la formazione per un qualsiasi motivo, il datore di lavoro può tranquillamente assumere utilizzando la formula dell'apprendistato pur essendo cosciente del fatto che al lavoratore non verrà mai erogata la formazione prevista nel contratto.
 
Nonostante quindi venga meno in maniera palese la natura addestrativa del rapporto, il datore può tranquillamente godere dei benefici previsti dalla legge come l'applicazione di un'aliquota contributiva agevolata pari al 10%, il non computo del lavoratore nell'organico aziendale, il sottoinquadramento dello stesso o la "percentualizzazione" della retribuzione.
 
Inoltre il Ministero specifica che "l'eventuale attivazione dei percorsi formativi regionali solo dopo l'avvio del rapporto di apprendistato (ad esempio dopo un anno dall'inizio del rapporto) non comporterà automaticamente un obbligo di recupero, in capo al datore di lavoro, di tutta la formazione non effettuata nel periodo antecedente".
 
L'eventualità che le regioni non attivino i percorsi formativi non è così remota se pensiamo ai tagli dei trasferimenti agli enti locali avvenuti in questi anni e a quelli che si prevedono per il futuro.
 
Una situazione paradossale in particolare se rapportata a due aspetti specifici.
 
Il primo è che tra i soggetti interessati ci sono giovani tra i 15 e i 25 anni assunti con contratto d'apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale valido anche ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione in cui la formazione trasversale gioca un ruolo fondamentale che di fatto si sostituisce alla scuola. E l'altro riguarda il fatto che la formazione trasversale - di cui evidentemente il ministero pensa si possa fare a meno - riguarda aspetti importantissimi come quello dei "diritti" e della sicurezza sul lavoro.
 
La seconda "rivoluzione" portata dalla circolare n.5/2013 nell'interpretazione della normativa riguarda invece la formazione di tipo professionalizzante o di mestiere.
 
Si tratta di quella parte di formazione connessa direttamente alla mansione lavorativa e che come recita il Testo Unico "è svolta sotto responsabilità dell'azienda".
 
In questo caso il Ministero va ad integrare ed approfondire la circolare n. 29/2011e il d.lgs. 124/2004, dove già si affermava un "curioso" principio giuridico.
 
Questi provvedimenti, infatti, stabiliscono che "alla verifica" da parte degli "organi ispettivi "di un eventuale formazione carente non segue necessariamente l'applicazione del regime sanzionatorio" ma si procede "assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere". In pratica pur se si riscontra una violazione non si procede alla sanzione ma si raccomanda di non proseguire in tal senso.
 
Un principio interessante che se venisse traslato in altri ambiti come, ad esempio, quello del Codice della Strada vorrebbe dire che a coloro che vengono fermati per eccesso di velocità le autorità preposte non dovrebbero comminare una multa, ma semplicemente raccomandarsi di proseguire rispettando i limiti.
 
La circolare n.5/2013 al fine di uniformare il comportamento ispettivo in questi casi fornisce una casistica che determina i limiti entro i quali si può procedere con una disposizione che imponga l'adempimento degli obblighi formativi e quando invece si è costretti ad applicare il regime sanzionatorio. Cercando di riepilogare quanto espresso all'interno delle circolare possiamo dire che:
 
In caso di contratto di apprendistato della dura di tre anni
 
La violazione delle ore di formazione previste per il primo anno del contratto non dà mai luogo ad un disconoscimento del rapporto.
 
Nel secondo anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 40% della somma delle ore previste per il primo anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
Nel terzo anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 60% della somma delle ore previste per il primo e per il secondo anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
In caso di contratto di apprendistato della durata di cinque anni
 
La violazione delle ore di formazione previste per il primo anno del contratto non dà mai luogo ad un disconoscimento del rapporto.
 
Nel secondo anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 40% della somma delle ore previste per il primo anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
Nel terzo anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 50% della somma delle ore previste per il primo e per il secondo anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
Nel quarto anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 60% della somma delle ore previste per il primo, per il secondo e per il terzo anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
Nel quinto anno la violazione si configura laddove non siano state svolte almeno il 70% della somma delle ore previste per il primo, per il secondo, per il terzo e per il quarto anno più la quota parte delle ore riferite ai mesi trascorsi dell'anno in corso rispetto al momento della verifica.
 
In buona sostanza la circolare ministeriale è un incentivo per i datori di lavoro a violare la normativa e a non rispettare gli obblighi formativi stabilendo anticipatamente delle soglie di tollerabilità all'interno delle quali si è sicuri di non incorrere in sanzioni.
 
Le aziende infatti vedono la formazione come un indispensabile inconveniente necessario per godere dei benefici normativi connessi all'Apprendistato ed è quindi evidente che tenderanno a limitarsi alle percentuali di ore necessarie a garantire la propria impunibilità.
 
Anche la figura del Tutor, centrale nelle precedenti disposizioni legislative e ministeriali, con la circolare n. 5/2013 viene meno. Secondo il ministero "non può certamente sostenersi che violazioni della disciplina in materia di presenza di un tutore o referente aziendale determinino automaticamente l'applicazione del regime sanzionatorio (...) per mancata formazione dell'apprendista". Facendo anche in questo caso un parallelo sarebbe come dire che in un qualsiasi luogo di lavoro la mancanza di un responsabile della sicurezza che verifica e controlla l'applicazione della normativa non determina una violazione che merita di essere punita.
 
Prima è stata giustificata l'introduzione dell'Apprendistato con il fatto che i datori di lavoro sosterrebbero ingenti costi per la formazione dei neo-assunti, costi che sono stati puntualmente scaricati sugli stessi lavoratori attraverso i sottoinquadramenti, ora, anche quando viene accertata la mancata erogazione della formazione e vengono quindi meno le caratteristiche essenziali della tipologia contrattuale, non si ottiene la riconduzione di quel contratto sotto la disciplina del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
 
L'unica verità che emerge dalla circolare è che l'ipocrisia dei padroni non ha limiti e in questo caso, come in altri, qualsiasi scusa e qualsiasi mezzo sono buoni per abbassare i salari.
 
 
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