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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

mercoledì 24 dicembre 2014

NE CARNE NE PESCE,SOLO FETIDO MARCIUME

fonte 


"I problemi del Partito Laburista non sono molto diversi da quelli degli altri partiti socialdemocratici occidentali... In questo senso viviamo oggi non solo una crisi dello stato britannico, ma anche una crisi generale della socialdemocrazia". (Labour Vanishes, Ross McKibbin, London Review of Books, November 20, 2014).

La sintetica valutazione di McKibbin sulla socialdemocrazia è tanto appassionata quanto convincente. La socialdemocrazia, l'espressione politica del riformismo anticomunista del XX secolo, è arrivata a un punto che sfida la sua visione e la sua stessa vitalità politica. Nelle parole di McKibbin: "Nel corso degli ultimi venti o trenta anni, i grandi partiti socialdemocratici di Germania, Austria, Paesi Scandinavi, Australia e Nuova Zelanda (e ora la Francia) hanno vissuto una emorragia di consensi...". Si potrebbe aggiungere tra questi, anche se in modo meno drammatico, l'imitazione di partito socialdemocratico statunitense, il Partito Democratico.

Da un punto di vista sostanziale, la socialdemocrazia trae energia dalla sua posizione di alternativa al comunismo. Per varie ragioni - timore del cambiamento, demonizzazione anticomunista, ignoranza, supposto interesse individuale - molti tra coloro che sono svantaggiati dal capitalismo cercano rifugio nei partiti addomesticati, gradualisti e aggressivamente anticomunisti, che rivendicano spazio a sinistra. Sostenendo un approccio parlamentare piano, cauto, non conflittuale, imbrigliando lo sforzo con la civiltà, i pensatori socialdemocratici credono di poter smussare le asperità del capitalismo con tranquillità e popolarità.
 
Dopo la fondazione dell'Unione Sovietica e la nascita dell'Internazionale Comunista - dove aderivano molti partiti di massa - la vecchia Internazionale Socialista tracciò una linea riformista che la separava dal comunismo mentre si poneva a difesa dei lavoratori e per il socialismo. All'adozione della moderazione e della condanna del comunismo, seguirono successi parlamentari: una lezione imparata fin troppo bene dai leader pragmatici.

Il modello della socialdemocrazia, dopo la rivoluzione bolscevica, fu senza dubbio il Partito Socialdemocratico della Germania (SPD). Assumendo il potere dopo l'abdicazione del Kaiser, l'SPD represse rapidamente lo zelo rivoluzionario delle masse e istituì un regime parlamentare. Sopprimendo il comunismo, la SPD cercava di chetare le paure isteriche della borghesia e della piccola borghesia, una tattica destinata a permeare il pensiero socialdemocratico fino ai nostri giorni. Pur essendo il più grande blocco partitico nel Reichstag fino al luglio del 1932, né l'accondiscendenza con la destra né una gestione "responsabile" delle pretese dell'economia capitalista avrebbero salvato la SPD e la Germania dal nazismo. I socialdemocratici sono usi a imputare il fallimento della SPD ai militanti di sinistra o dell'estrema destra, ignorando volontariamente il fatto - altrettanto palese oggi - che le persone si allontanano dai partiti di centro, quando questi non riescono a mantenere le loro promesse. Governare la Germania divenne l'obiettivo della SPD più che governare bene e nell'interesse dei lavoratori in Germania

 Col finire della guerra, quando la resistenza al fascismo dei comunisti guadagnò il rispetto e la fiducia popolare, come accadde in quasi tutta Europa, la socialdemocrazia se la passò male. E' ben noto oggi che dove i partiti socialdemocratici europei erano pronti a prendere le distanze ad alta voce e con forza dalla collaborazione con i comunisti, "amici" negli Stati Uniti erano ben lieti di prestare loro aiuto, occulto e palese. La CIA e una miriade di altre entità create dal governo degli Stati Uniti per sovvertire le attività anticapitaliste e favorevoli al lavoro hanno trovato in tutto il mondo collaboratori volenterosi nei partiti socialdemocratici, soprattutto tra coloro che identificavano chiaramente il successo comunista con il fallimento socialdemocratico. Non passò molto tempo che l'opportunismo dell'anticomunismo infettò l'intero movimento socialdemocratico: nel 1951, l'Internazionale socialista si dissociava formalmente dal comunismo, stigmatizzandolo come terrorista, burocratico, imperialista e antilibertario. Gli articoli 7, 8, 9, e 10 della Dichiarazione di Francoforte scomunica il comunismo, condannandolo agli inferi con tutto il fervore dell'Inquisizione.

Ma l'opportunismo genera opportunismo. Nel 1959 ogni pretesa di socialismo viene cancellata dal primo dei partiti socialdemocratici, la SPD. Con il programma Godesberg, la SPD rinuncia effettivamente all'impegno per il socialismo, sostituendolo con vaghe nozioni di giustizia sociale e di allusioni al progresso democratico. La socialdemocrazia tedesca così sigla la sua pace con il capitalismo, sotto la bandiera dell'anticomunismo, e, d'ora in poi, si impegna a non allontanarsi dal cammino delle riforme.

Quasi tutti gli altri partiti socialisti e socialdemocratici ne hanno seguito l'esempio. Al posto del socialismo, la dottrina del benessere sociale emerge come tiepido surrogato per eliminare lo sfruttamento dalle relazioni sociali ed economiche. La socialdemocrazia ha eretto un muro di separazione artificiale tra i lavoratori relativamente benestanti - la cosiddetta "classe media" - e i loro fratelli di classe più indigenti. Invece di espropriare gli espropriatori, la socialdemocrazia insiste sul fatto che l'onere di pacificare i poveri gravi socialmente, in gran parte sulle famiglie operaie.

La classe, come il socialismo, è stata relegata nella spazzatura. Al suo posto è stato introdotto il costrutto di società civile, con i mercati che determinano lo status sociale, gli stipendi e la distribuzione di beni e servizi. Coloro che fossero stati a corto di risorse fisiche o mentali per competere per le "opportunità" offerte dai mercati avrebbero dovuto essere protetti da una metaforica "rete di sicurezza" sociale, ossia una serie di programmi volti a garantire una vita marginale per chi è colpevole di essere carente di capacità competitive o di spirito di iniziativa. Così, il grido di "Liberté, Égalité, Fraternité", ispirato dalla Rivoluzione francese, è stato diluito secoli dopo con la libertà dei mercati, l'uguaglianza della giungla e l'egoismo dell'individualismo. L'unica vestigia dell'umanesimo settecentesco che persiste nella teoria socialdemocratica è una squallida rete porosa che garantisce che i "perdenti" nel gioco della vita restino perdenti.

Per decenni, la stella che ha brillato nel firmamento socialdemocratico era la Svezia. Il mito del "socialismo" svedese ha sostenuto la pretesa di giustizia sociale di quel poco che rimaneva della sinistra dacché ha assunto un ruolo ancillare al capitalismo. Qualunque credibilità abbia goduto questo punto di vista è stata ampiamente smantellata nell'articolo scritto da Peter Cohen nel numero di luglio-agosto 1994 su Monthly Review (Svezia: il modello che non fu mai). Cohen, da lungo tempo residente in Svezia, affermava con enfasi: "Come tutti i partiti socialdemocratici europei, il SAP [Partito socialdemocratico dei Lavoratori] non solo accetta il capitalismo, ma lo difende contro ogni tentativo di cambiamento. Il partito ha sempre sostenuto che ciò che è buono per le imprese svedesi è un bene per la classe operaia svedese".

Cohen presagisce il destino delle classi lavoratrici statunitensi ed europee quando spiega che il SAP ha sempre accettato che la collaborazione di classe "implica che la classe operaia accetti regressi di tutti i tipi quando decrescono i profitti aziendali, e anche quando non decrescono". Cohen delinea il virulento anticomunismo nel SAP che ha portato a sostenere l'internamento dei comunisti nella seconda guerra mondiale e il lavoro in guanto di velluto a fianco degli statunitensi nella guerra fredda, citando il sostegno al governo di Pinochet e l'ostilità per la rivoluzione del Portogallo.

 
Il SAP ha istituito la cosiddetta "politica di solidarietà salariale": un cinico livellamento dei salari dei lavoratori all'interno del pacchetto salariale totale. Cohen spiega: "La solidarietà salariale non colpisce lo squilibrio tra reddito dei lavoratori e reddito dei capitalisti. E' una redistribuzione esclusiva dei salari dei diversi gruppi di lavoratori. E questo fa apparire il SAP come strenuo difensore degli interessi dei lavoratori".

Cohen documenta il ruolo del SAP nell'introduzione delle scuole private nel sistema educativo svedese, nella "riforma" di tassazione procapite e nell'indebolimento della previdenza sociale svedese ("la rete sicurezza").

Cita l'appello del SAP (ormai imperante in tutti i paesi capitalistici) di ritardare la compensazione dei lavoratori nell'interesse della "competitività".

Il notevole articolo di Cohen dimostra una straordinaria lungimiranza, presagendo l'evoluzione della socialdemocrazia nel corso dei due decenni a seguire e prevedendo una sempre maggiore collaborazione di classe. Usando le sue parole: "Le maniere dei forti mentre divorano il loro pasto appaiono più attraenti nei paesi con governi socialdemocratici, ma il processo digestivo è lo stesso".

Si è tentati di vedere questo sviluppo come una mutazione della socialdemocrazia, come una partenza.

Non lo è. Questa è la traiettoria della socialdemocrazia in un mondo in cui lo spettro del comunismo si è fatto evanescente. Senza pressioni da sinistra, i partiti socialdemocratici accantonano ogni pretesa di rappresentare la classe operaia contro il capitale e il potere politico. Oggi, i partiti socialdemocratici - quali il Partito democratico statunitense - operano nell'illusione che l'Europa e il Nord America siano società senza classi, pur riconoscendo il problema della povertà che affligge le persone meno abbienti. In assenza di un qualsiasi impegno alla redistribuzione delle ricchezze, la crisi economica del 2007-2008 ha stretto la sinistra moderata in una morsa: imporre oneri aggiuntivi alla maggior parte dei lavoratori per aiutare i poveri o ignorare la crescente disperazione. In larga misura, il Partito Democratico ha scelto di ignorare la crescente povertà, mentre ha favorito il recupero del capitale nel suo sforzo per tirarsi fuori dal pantano della crisi globale. In sostanza, i socialdemocratici ritengono che il capitalismo possa essere tratto fuori dalla crisi senza modificare significativamente il rapporto esistente tra capitale e lavoro.

Per i lavoratori sedotti dalla socialdemocrazia, la storia d'amore si è dimostrata veramente tragica. Il sodalizio con il capitale coniugato all'impegno di mitigarne gli "eccessi" dimostra di essere uno stravagante autoinganno; il capitale non fa concessioni. Invece di fornire al capitalismo un volto umano, gli architetti del riformismo anticomunista hanno consegnato divisione, austerità, durezza e aggressione imperialista.

Ma ancor più tragicamente, il fallimento del progetto socialdemocratico spinge troppe persone, compresi i lavoratori disillusi, verso l'estrema destra: fascismo e neo-nazismo. In tutta Europa e negli Stati Uniti, i lavoratori, assetati di risposte, sono stati traditi dal riformismo. Purtroppo, troppo spesso voltano a destra, una svolta che evoca immagini inquietanti di ascesa del fascismo tra le due guerre. I lavoratori meritano una scelta migliore.





Zoltan Zigedy | zzs-blg.blogspot.it
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

venerdì 28 novembre 2014

PUTIN.NOI. LORO E L'ORO


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LA TRAPPOLA D’ORO DEL MAESTRO DI SCACCHI PUTIN



Le accuse dell’occidente verso Putin tradizionalmente si basano sul fatto che lavorava nel KGB, e che perciò sia crudele e immorale. Putin è colpevole di tutto, ma nessuno l’ha mai accusato di mancanza d’intelligenza. Tutte le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate. Spesso i media occidentali confrontano questa capacità con l’abilità di un grande maestro che partecipa a partite di scacchi simultanee. I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta. Nonostante le numerose segnalazioni dei successi, nello stile di Fox News e CNN, oggi l’economia occidentale, guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin, la cui via d’uscita non viene vista da nessuno in occidente. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa trappola, più sprofonda.
Qual è la vera tragica situazione dell’occidente e degli Stati Uniti? E perché tutti i media occidentali e i principali economisti occidentali ne tacciono, come fosse un segreto militare ben custodito? Cerchiamo di capire l’essenza degli eventi economici attuali, nel contesto dell’economia, mettendo da parte moralità, etica e geopolitica. Dopo aver compreso di aver fallito in Ucraina, l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si proponeva di distruggere l’economia russa con la riduzione del prezzo del petrolio e del gas quali principali proventi dalle esportazioni del bilancio della Russia e della ricostituzione delle riserve auree russe. Va notato che il fallimento principale occidentale in Ucraina non è militare o politico, ma il rifiuto di Putin di finanziare i piani occidentali per l’Ucraina a carico della Federazione Russa. Ciò rende il piano occidentale irrealizzabile nel futuro prossimo.
L’ultima volta, sotto la presidenza Reagan, tali azioni occidentali per abbassare i prezzi del petrolio ebbero ‘successo’ facendo crollare l’URSS. Ma la storia non si ripete sempre. Questa volta le cose sono diverse per l’occidente. La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia agli scacchi e al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso ma a costi minimi per la forza e le risorse del difensore.
La vera politica di Putin non è pubblica. Pertanto, la politica di Putin in gran parte si concentra non sull’effetto, ma sull’efficienza. Pochissimi capiscono cosa fa Putin oggi. E quasi nessuno capisce cosa farà in futuro. Non importa quanto strano possa sembrare, ma oggi Putin vende petrolio e gas russi solo in oro. Putin non lo grida ai quattro venti. E naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento, ma cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro fisico!
Per capirlo è sufficiente osservare le dinamiche della crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo. Inoltre, nel terzo trimestre gli acquisti da parte della Russia di oro fisico sono i più alti di tutti i tempi, a livelli record. Nel terzo trimestre di quest’anno, la Russia aveva acquistato la quantità incredibile di 55 tonnellate di oro. Più delle banche centrali di tutti i Paesi del mondo messi insieme (secondo i dati ufficiali)! In totale, le banche centrali di tutti i Paesi del mondo hanno acquistato 93 tonnellate del metallo prezioso nel terzo trimestre del 2014. Il 15° trimestre consecutivo di acquisti netti di oro da parte delle banche centrali. Delle 93 tonnellate di oro acquistato dalle banche centrali di tutto il mondo, in questo periodo, l’impressionante volume di 55 tonnellate acquistate appartiene alla Russia.
Non molto tempo fa, scienziati inglesi giunsero alla stessa conclusione, secondo l’indagine dell’US Geological di pochi anni fa: l’Europa non potrà sopravvivere senza l’energia dalla Russia. Tradotto dall’inglese in qualsiasi altra lingua, vuol dire: “Il mondo non sopravviverà se petrolio e gas della Russia scompaiono dall’approvvigionamento energetico globale”. Così, il mondo occidentale, basato sull’egemonia dei petrodollari, si trova in una situazione catastrofica non potendo sopravvivere senza petrolio e gas dalla Russia. E la Russia è pronta a vendere petrolio e gas all’occidente solo in cambio dell’oro!
La svolta del gioco di Putin è il meccanismo della vendita di energia russa all’occidente solo con l’oro, agendo indipendentemente dal fatto che l’occidente sia d’accordo o meno nel pagare petrolio e gas russi con il suo oro artificialmente a buon mercato. Perché la Russia, con un flusso regolare di dollari dalla vendita di petrolio e gas, in ogni caso potrà convertirli in oro ai prezzi attuali, depressi con ogni mezzo dall’occidente. Cioè al prezzo dell’oro, artificialmente e meticolosamente abbassato varie volte da FED e EFS, contro un dollaro dal potere d’acquisto artificialmente gonfiato dalle manipolazioni nel mercato. Fatto interessante: la compressione dei prezzi dell’oro da parte del reparto speciale del governo degli Stati Uniti, l’ESF (Exchange Stabilization Fund), per stabilizzare il dollaro, è una legge degli Stati Uniti.
Nel mondo finanziario è accettato come un fatto che l’oro sia l’anti-dollaro:
• Nel 1971, il presidente statunitense Richard Nixon chiuse la ‘finestra d’oro’, ponendo fine al libero scambio tra dollari e oro, garantito dagli Stati Uniti nel 1944 a Bretton Woods.
• Nel 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha riaperto la ‘finestra d’oro’, senza chiederne il permesso a Washington.
In questo momento l’occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio. In tal modo, da un lato distorce la realtà economica esistente a favore del dollaro statunitense e d’altra parte vuole distruggere l’economia russa che si rifiuta di svolgere il ruolo di vassallo obbediente dell’occidente. Risorse come oro e petrolio sono proporzionalmente indebolite ed eccessivamente sottovalutate rispetto al dollaro USA; conseguenza dell’enorme sforzo economico occidentale. E ora Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi occidentali, e con cui compra oro artificialmente svalutato rispetto al dollaro USA dagli stessi sforzi occidentali!
C’è un altro elemento interessante nel gioco di Putin. L’uranio russo. Una di ogni sei lampadine negli USA ne dipende. La Russia lo vende agli Stati Uniti sempre in dollari. Così, in cambio di petrolio, gas e uranio russi, l’occidente paga la Russia in dollari, il cui potere di acquisto è artificialmente gonfiato verso petrolio e oro dagli sforzi occidentali. Ma Putin usa questi dollari solo per ritirare oro fisico dall’occidente dal prezzo denominato in dollari USA e quindi artificialmente abbassato dallo stesso occidente. Questa veramente geniale combinazione economica di Putin mette l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, nella posizione aggressiva e diligente del serpente che divora la propria coda.
L’idea di questa trappola economica dell’oro tesa all’occidente, probabilmente non è di Putin molto del consigliere per gli affari economici, dottor Sergej Glazev. In caso contrario, perché il dichiarato burocrate Glazev, insieme a molti uomini d’affari russi, è stato incluso da Washington nella lista dei sanzionati?
L’idea dell’economista dottor Glazev è stata brillantemente attuata da Putin, con il pieno appoggio del collega cinese Xi Jinping. Particolarmente interessante in questo contesto sembra la dichiarazione a novembre della Prima Vicepresidentessa della Banca centrale della Russia Ksenia Judaeva, che sottolineava come la BCR può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario. E’ ovvio che date le sanzioni occidentali, tale dichiarazione sia destinata ai Paesi BRICS, e prima di tutto la Cina. Per la Cina, la volontà della Russia di pagare le merci con l’oro occidentale è molto conveniente. Ed ecco perché: la Cina ha recentemente annunciato che cesserà di aumentare le riserve auree e valutarie denominate in dollari USA.
Considerando il crescente deficit commerciale tra Stati Uniti e Cina (la differenza attuale è cinque volte a favore della Cina), questa dichiarazione tradotta dal linguaggio finanziario, dice: “La Cina non vende più i suoi prodotti in cambio dei dollari”. I media mondiali hanno scelto di non far notare questo storico passaggio monetario. Il problema non è che la Cina si rifiuta letteralmente di vendere i propri prodotti in dollari USA. La Cina, ovviamente, continuerà ad accettare i dollari come mezzo di pagamento intermedio per i propri prodotti. Ma appena presi se ne sbarazzerà immediatamente, sostituendoli con qualcosa di diverso nella struttura delle sue riserve auree e valutarie. In caso contrario, la dichiarazione delle autorità monetarie della Cina non ha senso: “Fermiamo l’aumento delle nostre riserve auree e valutarie denominate in dollari USA“. Cioè, la Cina non acquisterà più titoli del Tesoro degli Stati Uniti con i dollari guadagnati dal commercio mondiale, come ha fatto finora. Così, la Cina sostituirà i dollari che riceverà per i suoi prodotti non solo dagli Stati Uniti ma da tutto il mondo, con qualcos’altro per non aumentare le riserve valutarie in oro denominate in dollari USA.
E qui si pone una domanda interessante: con cosa la Cina sostituirà i dollari guadagnati con il commercio? Con quale valuta o bene? L’analisi dell’attuale politica monetaria della Cina dimostra che molto probabilmente i dollari commerciali, o una parte sostanziale, la Cina li sostituirà e di fatto li ha già sostituiti, con l’oro fisico. Pertanto, il solitario delle relazioni russo-cinesi è un grande successo di Mosca e Pechino.
La Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale. Mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale. In questo festival russo-cinese della vita c’è un posto per ogni cosa: merci cinesi, risorse energetiche russe e oro quale mezzo di pagamento reciproco. Solo il dollaro non vi trova posto e non sorprende, perché il dollaro USA non è un prodotto cinese, né una risorsa energetica russa. E’ solo uno strumento finanziario intermedio di liquidazione, un intermediario inutile. Ed è consuetudine escludere gli intermediari inutili dall’interazione di due partner commerciali indipendenti.
Va notato che il mercato globale dell’oro fisico è estremamente ristretto rispetto al mercato mondiale del petrolio. E soprattutto il mercato mondiale dell’oro fisico è microscopico rispetto alla totalità dei mercati mondiali di petrolio gas, uranio e merci.
L’enfasi sulla frase “oro fisico” è fatta perché in cambio delle sue risorse energetiche fisiche, non di ‘carta’, la Russia ritira oro dall’occidente, ma solo nella sua forma fisica, non di carta. Così anche la Cina, acquisendo oro fisico occidentale artificialmente svalutato per pagare prodotti reali inviati all’occidente.
Le speranze occidentali che Russia e Cina accettino in pagamento per le loro risorse energetiche e beni “shitcoin” o cosiddetto “oro cartaceo” di vario genere, non si sono concretizzate. Russia e Cina sono interessate solo all’oro, metallo fisico, come mezzo di pagamento finale. Per riferimento: il fatturato del mercato dell’oro di carta, i futures sull’oro, è stimato a 360 miliardi di dollari al mese.
Ma le transizioni di oro fisico sono pari solo a 280 milioni di dollari al mese. Il che rende il rapporto tra commercio di oro di carta contro oro fisico, pari a 1000 a 1. Utilizzando il meccanismo di recesso attivo dal mercato artificialmente ribassato dall’attività finanziaria occidentale (oro) in cambio di un altro artificialmente gonfiato dall’attività finanziaria occidentale (USD), Putin ha così iniziato il conto alla rovescia della fine dell’egemonia mondiale dei petrodollari. Così, Putin ha messo l’occidente in una situazione di stallo priva di prospettive economiche positive. L’occidente può usare la maggior parte dei suoi sforzi e risorse per aumentare artificialmente il potere d’acquisto del dollaro, ridurre artificialmente i prezzi del petrolio e il potere d’acquisto dell’oro. Il problema dell’occidente è che le scorte di oro fisico in suo possesso non sono illimitate.
Pertanto, più l’occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve. In questa combinazione economica brillantemente interpretata da Putin, l’oro fisico dalle riserve occidentali finisce rapidamente in Russia, Cina, Brasile, Kazakhstan e India, Paesi BRICS. Al ritmo attuale di riduzione delle riserve di oro fisico, l’occidente semplicemente non avrà tempo di fare nulla contro la Russia di Putin, fino al crollo dei petrodollari mondiali occidentali. Negli scacchi la situazione in cui Putin ha messo l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si chiama “tempi bui”.
Il mondo occidentale non ha mai affrontato eventi e fenomeni economici come quelli attuali. L’URSS vendette rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. La Russia acquista rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. In tal modo, la Russia rappresenta una vera minaccia al modello di dominio mondiale dei petrodollari statunitensi. Il principio fondamentale del modello mondiale dei petrodollari permette che i Paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti vivano a spese del lavoro e delle risorse di altri Paesi e popoli grazie al ruolo della moneta statunitense, dominante nel sistema monetario globale (GMS). Il ruolo del dollaro USA nel GMS è essere il mezzo ultimo di pagamento.
Ciò significa che la moneta nazionale degli Stati Uniti, nella struttura del GMS, è l’ultimo bene di accumulazione, e scambiarlo con qualsiasi altro bene non avrebbe senso. Ciò che i Paesi BRICS, guidati da Russia e Cina, fanno ora è effettivamente cambiare ruolo e status del dollaro nel sistema monetario globale. Da ultimo mezzo di pagamento e costituzione del patrimonio, la moneta nazionale degli Stati Uniti, nelle azioni congiunte di Mosca e Pechino viene trasformato in un mero mezzo di pagamento intermedio, destinato solo allo scambio con un’altra attività finanziaria ultima, l’oro. Così, il dollaro USA in realtà perde il ruolo di mezzo ultimo di pagamento e costituzione del patrimonio, cedendo entrambi i ruoli a un altro riconosciuto, denazionalizzato e depoliticizzato patrimonio monetario, l’oro.
Tradizionalmente, l’occidente utilizza due metodi per eliminare la minaccia all’egemonia mondiale dei petrodollari e ai conseguenti privilegi eccessivi occidentali. Uno di tali metodi sono le rivoluzioni colorate. Il secondo metodo, di solito applicato dall’occidente se il primo fallisce, sono le aggressioni militari e i bombardamenti. Ma nel caso della Russia entrambi tali metodi sono impossibili o inaccettabili per l’occidente. Perché, in primo luogo, la popolazione della Russia, a differenza dei popoli di molti altri Paesi, non ha intenzione di scambiare la propria libertà e il futuro dei propri figli per salsicce occidentali. Questo è evidente dal supporto record per Putin, regolarmente pubblicato dalle principali agenzie di sondaggi occidentali.
L’amicizia personale del protetto di Washington Navalnij con il senatore McCain è negativa per lui e Washington. Dopo aver appreso questo fatto dai media, il 98% della popolazione russa ora vede Navalnij solo come un vassallo di Washington e traditore degli interessi nazionali della Russia. Pertanto i professionisti occidentali, che non hanno ancora perso la testa, non possono sognarsi una qualche rivoluzione colorata in Russia. Sul secondo metodo tradizionale occidentale di aggressione militare diretta, la Russia non è certamente la Jugoslavia, l’Iraq o la Libia. In ogni operazione militare non nucleare contro la Russia, sul territorio della Russia, l’occidente guidato dagli Stati Uniti è destinato alla sconfitta. E i generali del Pentagono che guidano le forze della NATO ne sono consapevoli. Sarebbe egualmente senza speranza una guerra nucleare contro la Russia, con il concetto del cosiddetto “attacco nucleare disarmante preventivo”.
La NATO non solo tecnicamente non può infliggere il colpo che disarmerebbe completamente la Russia del potenziale nucleare, in tutte i molteplici aspetti, ma il massiccio attacco di rappresaglia nucleare contro il nemico o gruppo di nemici sarebbe inevitabile. E la sua potenza sarà sufficiente affinché i sopravvissuti invidino i morti. Cioè, una guerra nucleare con un Paese come la Russia non è la soluzione al problema incombente del crollo dei petrodollari mondiali. Nel migliore dei casi, sarebbe la conclusione finale della Storia. Nel peggiore dei casi, l’inverno nucleare e la fine della vita sul pianeta, fatta eccezione per i batteri mutati dalle radiazioni.
La struttura economica occidentale può vedere e capire l’essenza della situazione. I principali economisti occidentali sono certamente consapevoli della gravità della situazione e della situazione disperata in cui si trova l’occidente, caduto nella trappola economica dell’oro di Putin. Dopo tutto, dagli accordi di Bretton Woods conosciamo la regola d’oro: “Chi ha l’oro detta le regole”, ma in occidente stanno zitti. Sono silenziosi perché nessuno sa come uscire da tale situazione. Se si spiegano al pubblico occidentale i dettagli del disastro economico incombente, porrà ai sostenitori dei petrodollari mondiali le domande peggiori, come:
– Per quanto l’occidente potrà acquistare petrolio e gas dalla Russia in cambio di oro fisico?
E cosa accadrà ai petrodollari degli Stati Uniti quando l’occidente esaurirà l’oro fisico per pagare petrolio, gas e uranio russi e le merci cinesi?
Nessuno in occidente oggi può rispondere a queste semplici domande.Ciò si chiama “Scacco matto”, signore e signori. Il gioco è finito.


trad.ita. A.Lattanzio

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sabato 25 ottobre 2014

"NO TAV",PROCESSO O FARSA?


 Fernando Pessoa  FONTE

La lettura dei resoconti del Tg Maddalena dall'aula del maxiprocesso NoTav ha riservato ieri il solito triste spettacolo.

Era il giorno delle arringhe delle parti civili: il Ministero dell'Interno, i sindacati dei poliziotti, alcuni avvocati dei singoli poliziotti.

Dopo un soporifero inizio, l'arringa dell'avvocato del Minstero italiano degli interni, quasi a cercare di recuperare terreno ad un fumoso discorso, inizia ad attaccare gli avvocati difensori degli imputati, rei, secondo il collega, di non aver scelto tra la legge e la toga secondo lui da una parte, e la difesa troppo animata dei propri assistiti e della causa Notav dall'altra. Per l'avvocato dello Stato, gli avvocati non dovevano mediare, nè assistere durante le manifestazioni in cui la polizia italiana ha utilizzato un'inusitata violenza repressiva, sull'orma dello stivale di Genova 2001.  Gli avvocati dovrebbero distanziarsi e condannare. Ruolo inusitato per un difensore, ma tant'è: ormai ho capito che in Italia ci sono processi più processi (o meno processi) di altri.

Lo sproloquio, per nulla pertinente all'oggetto del processo, va avanti per minuti interi senza che il presidente della corte gli indichi la non rilevanza. Un avvocato difensore prova a proporre un opposizione, subito zittito dal presidente della corte e dal pubblico ministero: ormai si capisce che parlano con una voce sola. Addirittura svillaneggiato da un avvocato dei sindacati di polizia che prova a fomentare tra i suoi colleghi una contestazione ad uso dei media di regime, anche se nessuno lo segue e nessuno si entusiasma.

Eppure, riferiscono alcune voci Notav, in recente un processo a militanti del movimento valsusino per fatti di scarsa importanza (i processi intentati dalla magistratura italiana contro il movimento sono oltre 200), uno dei tre componenti della corte, stranamente giudice anche in quel processo, non si è fatto remore a togliere la parola ad un avvocatessa della difesa che illustrava le ragioni della contrarietà all'opera per sostenente un'attenuante che in italia si concede a chi agisce per motivi di valore sociale o morale, solo perché a suo dire "era fuori tema"  . Nello stesso processo, lo stesso giudice aveva poi interrotto un altro avvocato difensore perché a suo dire si dilungava troppo.

Eppure non dovrebbe essere consentito di rimbrottare agli avvocati difensori di non avere avuto un atteggiamento compiacente con gli eccessi del potere esecutivo. Negli Stati Uniti è naturale che l'Avvocato sia partigiano, combatta, altrimenti finisce in galera per aver tradito il suo cliente. In Italia non è lo stesso? Sembrerebbe di no, a sentire queste figure.

I due pesi e le due misure in cui viene amministrata la giustizia in Italia non reggerebbero alla più scarsa delle corti americane di legittimità, ma lo spettacolo deve continuare e si pretende che in questo teatrino i difensori e gli imputati siano nemmeno attori, ma solo comparse.

Tutto sommato in aula lo Stato italiano è stato rappresentato bene: è stato raffigurato nella sua dimensione reale. Quella che a Genova, senza vergogna, manda le forze di polizia a malmenare i giovani volontari che spalano il fango della recente alluvione nella città portuale. La "meglio gioventù" o gli "angeli del fango" li chiamano sui social network e sui siti di informazione indipendente. Per le forze dell'ordine e per lo

stato colpevole più volte dell'assoluta incuria che ha provocato l'alluvione sono giovani da maltrattare, spintonare, fermare, perché hanno uno zaino con scritto NOTAV. "Mantieni le distanze altrimenti ti arresto" sbraita il poliziotto dagli stivali lucidi al volontario coperto di fango.

Questo stesso Stato esibisce sindaci che proclamano la propria innocenza, non essendo nemmeno capaci di leggere una previsione del tempo. Guadagnano gli insulti delle loro vittime.

Questo stesso Stato ha gratificato gli amministratori e i dirigenti pubblici della Regione Liguria  di premi per migliaia e migliaia di Euro per aver - a dire loro - raggiunto gli obiettivi nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Genova è di nuovo, per la terza volta, martire sotto l'acqua. begli obiettivi han raggiunto: quello di riempirsi le tasche, quello di riempire quelle degli speculatori edilizi.

Questo stesso Stato scava gallerie per treni che nessuno prenderà mai e i suoi cittadini, le sue imprese, affogano nel fango.


 Senza vergogna.
Senza pietà.
Senza Umanità.

Lo Stato è ben rappresentato tra le strade genovesi: gli italiani ne vedono in questi giorni il vero volto, ne sentono il rancido sapore, ne spalano il fango, ne schifano - ogni giorno di più - l'orrendo vizio.

giovedì 23 ottobre 2014

MISERABILI CONDIZIONI DI LAVORO IN ROMANIA

FONTE

Más de 200 trabajadorse de la fábrica textil SC Husana SA, en el municipio de Huşi, han rechazado comenzar su jornada el pasado jueves descontentos con sus condiciones laborales.

Los trabajadores se quejan de estar encerrados entre 10 y 12 horas en la fábrica, sin que les paguen las horas suplementarias, cobrando entre 400 y 500 lei al mes (es decir, entre 88 y 110 euros), y en octubre solamente han recibido la mitad. El menor salario recibido hasta ahora fue el de septiembre, metiéndose cada trabajador en el bolsillo por un mes de trabajo 99 lei (apenas 20 euros).

Los trabajadores acusan, también, al sindicato de la empresa, que en vez de defender sus derechos es cómplice de los propietarios. Afirman haber denunciado su situación a la Inspección de Trabajo de la Provincia de Vaslui, pero nadie les ha hecho caso.
 “Hemos reicibido este mes apenas 200 lei de sueldo, pero con los impuestos se nos ha ido todo. Nuestra situación es desesperada. No nos apañamos para nada. Alguien debe tomar medidas, porque así no se puede. Somos esclavos, no trabajadores", ha comentado uno de los huelguistas.

Hay que recordar que el salario mínimo legal en Rumanía para una jornada completa es de 205 euros al mes, es decir, 922 lei, una ley que en gran parte de los casos, a pesar de que supone unos salarios miserables en el contexto de la Unión Europea, con el que un trabajador no puede vivir con la más mínima dignidad, ni siquiera se respeta. Por cierto que el casco de los trabajadores de Huşi no es, ni mucho menos, único en Rumania, sino que es más habitual de lo que parece. En realidad, las estadísticas oficiales confirman que más de la mitad de los trabajadores rumanos viven, si sus patronos respetan la ley, cosa que no es nada habitual, con un salario menor de 230 euros al mes.

Es lo que tiene el capitalismo... Mientras un pequeño tanto por ciento de la población se ha lucrado durante estos últimos 25 años de neoliberalismo criminal de forma inconmensurable, en lo que podemos llamar un nuevo periodo de acumulación de la riqueza en pocas manos (de la enorme riqueza colectiva construida y atesorada por el pueblo durante los cuarenta años de socialismo), mientras los derechos, el bienestar y las posibilidades de supervivencia de los que trabajan ha sufrido, en dos décadas y media de dictadura del capital, una acelerada caida libre hacia la miseria y la semiesclavitud.

La noticia original en: adev.ro/ndjbck

martedì 21 ottobre 2014

C'é del Malus in quel Bonus ìì

 di Antonio Rei   FONTE

Il problema non è quasi mai nel “che cosa”, ma quasi sempre nel “come”. La regola trova conferma nel nuovo bonus bebè, l’ultima mirabolante perla del premier Matteo Renzi. L’idea di base è più che condivisibile: lo Stato aiuta le famiglie con meno possibilità a sostenere le spese extra che la nascita di un figlio comporta. Sacrosanto.
Peccato che, per com’è stato concepito, il bonus rischi di trasformarsi in un folle e iniquo sperpero di denaro pubblico, buono forse per far recuperare qualche punto nei sondaggi al giovanotto in camicia bianca, magari anche per risarcire la Chiesa Cattolica di un’eventuale legge su gay e diritti civili, ma non certo per ridistribuire ricchezza e aiutare chi più avrebbe bisogno.

"Dal primo gennaio del 2015 - ha detto Renzi domenica sera - daremo gli 80 euro anche a tutte le mamme che fanno un figlio, per i primi tre anni. Si tratta del mezzo miliardo destinato alle famiglie" nella legge di Stabilità.

Che l’obiettivo sia d’immagine è confermato dalla sede in cui il Presidente del Consiglio ha scelto di annunciare l’intervento. Nonostante pochi giorni prima si trovasse a Palazzo Chigi per illustrare la legge di Stabilità davanti a una platea di giornalisti professionisti, il capo del Governo ha dato l’annuncio del bonus bebè dal salottino di Barbara D’Urso su Canale 5.
La signora, che pure si definisce “giornalista” ogni volta che può, ha passato il tempo a sorridere, ad appellare il Premier con un confidenziale “Matteo”, a farsi con lui selfie che risulterebbero imbarazzanti anche in un film per teenager. Di domande vere, ovviamente, nemmeno l’ombra. 

La signora D’Urso avrebbe potuto chiedere conto, ad esempio, della platea a cui s’intende concedere il bonus, ovvero tutte le famiglie con un reddito annuo lordo fino a 90mila euro. Una folla oceanica di persone che comprende anche parte della classe medio-alta. “E’ mai possibile, caro Matteo - avrebbe potuto dire Barbara . che in un Paese dove mancano le risorse per aiutare i poveri si trovi il modo di dare soldi a chi può permettersi due automobili?”.

Già, perché ancora una volta rimangono sullo sfondo i cosiddetti incapienti, ovvero le persone che guadagnando meno di 8mila euro l’anno, non pagano l’Irpef e perciò sono escluse dal bonus di 80 euro introdotto la scorsa primavera. A quel tempo Renzi aveva promesso che il Governo avrebbe fatto qualcosa anche per loro, ma ora che ha 500 milioni di euro da spendere decide d’includere fra i beneficiari anche gli abbienti.

Non solo. L’importo è uguale (80 euro) e al Premier fa comodo alimentare la confusione (“daremo gli 80 euro anche a tutte le mamme”), ma i soldi del bonus Irpef e quelli del bonus bebè sono due aiuti distinti e - udite e udite - addirittura cumulabili. Chi guadagna 1.500 euro netti al mese e fa un figlio intascherà un doppio sostegno da parte dello Stato. Chi invece non guadagna abbastanza per vivere, ma è abbastanza coraggioso da fare un figlio, avrà diritto solo agli 80 euro del bonus bebè. Insomma, si dà di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno.

“Non ritiene, Presidente, che destinare quei 500 milioni soltanto ai poveri avrebbe ridotto un po’ la crisi sociale del Paese? - avrebbe potuto chiedere Barbara -. Non pensa che sarebbe meglio intervenire per ridurre gli squilibri invece che per aumentarli?”.

Nella distribuzione delle risorse che ha a disposizione, il Governo continua a violare ogni principio di giustizia sociale e di progressività. Il bonus bebè pone un limite di reddito entro il quale non sono previste distinzioni: che si guadagnino 90mila o 10mila euro l’anno, il bonus è sempre da 80 euro.
 Lo stesso difetto grava anche sul bonus Irpef, ma in quel caso il tetto di reddito lordo annuo oltre il quale non si ha più diritto al benefit è di 26mila euro. Non 90mila. L’assurdità della soglia per il bonus bebè emerge anche da confronto con la situazione attuale. Oggi il benefit legato ai figli funziona in modo diverso e sono le Regioni a stabilire il reddito-limite: nel Lazio, ad esempio, è di 20 mila euro a famiglia, mentre in Sicilia è addirittura di 5mila. Non 90mila.

Bisogna poi tenere presente il peso che la nuova misura avrà sulle casse pubbliche. Stando alle statistiche, i 500 milioni di euro saranno sufficienti per coprire il bonus bebè nel 2015. L'anno successivo, però, il conto raddoppierà, perché avranno diritto al benefit le neomamme del 2015 e del 2016. La stessa logica porterà i costi a triplicare nel 2017 fino a quota 1,5 miliardi, che dovrebbe rappresentare l'uscita costante dal 2018 in poi.

Non sono pochi soldi, soprattutto per chi imposta la legge di Stabilità quasi esclusivamente su aumento del deficit e tagli agli enti locali. Ricordiamo poi che la manovra prevede anche una mortifera clausola di salvaguardia: se non si riuscirà a raggiungere l'obiettivo di medio termine (leggi pareggio di bilancio) scatteranno aumenti automatici dell’Iva e delle altre imposte indirette per 12,4 miliardi di euro nel 2016, 17,8 miliardi nel 2017 e ben 21,4 miliardi nel 2018. "In queste condizioni, si sentiva proprio il bisogno di regalare 80 euro a chi ogni mese ne guadagna 4mila?", avrebbe potuto chiedere Barbara. Ma la signora sapeva che Matteo era lì proprio per non rispondere.

sabato 27 settembre 2014

DAL SOGNO AL FOGNO


 ECCO CHE SUCCEDE A CHI nella propria ingenuità(che non è una colpa ,intendiamoci) CREDE AI DISPENSATORI DI MIRACOLI

 di Dmitrij Sokolov-Mitrich   FONTE

Amavamo l'America. Me ne ricordo, l'amavamo. Quando eravamo ragazzi, crescendo nei primi anni '90; la maggior parte dei miei amici della stessa età non metteva nemmeno in discussione il proprio atteggiamento verso la civiltà occidentale. Era fantastica, come poteva essere altrimenti?
A differenza dei nostri nonni e anche dei nostri padri, non pensavamo all'URSS che cadeva a pezzi - la "più grande catastrofe geopolitica del XX secolo" - come a un disastro. Per noi era l'inizio di un lungo viaggio. Alla fine, volevamo irrompere attraverso il guscio sovietico nel grande mondo - nuovo e senza limiti. Infine, volevamo appagare la nostra privazione sensoriale. Eravamo nati, forse non nel posto giusto, ma sicuramente al momento giusto - o così abbiamo pensato. E' difficile crederci adesso, ma anche la Chiesa ortodossa che usciva da sotto la supervisione comunista era per noi la stessa cosa del trionfo dei valori liberali occidentali. La celebrazione del 1000° anniversario del Battesimo della Russia e il primo concerto degli Scorpions a Mosca con il loro "Winds of Change" - era tutto, per noi, parte della stessa cosa.
La guerra in Iraq e anche la disgregazione della Jugoslavia, erano per lo più sfuggite alla nostra attenzione, in qualche modo. E non era solo che eravamo giovani e spensierati. Io, per esempio, ero già stato addestrato alla "Komsomolskaja Pravda", presso il Dipartimento Internazionale. Controllavo le agenzie inglesi Reuters piene di Izetbegovic, Karadzic e Mladic, ma in qualche modo non prendevo sul serio tutti questi eventi. Era da qualche parte lontano, e non nella nostra zona. E, naturalmente, la guerra nei Balcani non rientrava per me all'interno di qualsiasi tipo di trama anti-occidentale. I croati uccidevano i serbi, i bosniaci uccidevano i serbi, i serbi uccidevano entrambi gli altri – perché biasimare l'America?
Nel 1990 votavamo per i democratici di "Jabloko", andavamo sulle barricate della Casa Bianca dalla parte delle forze democratiche, vedevamo il neonato "Canale" e ascoltavamo alla radio l'Eco di Mosca. I nostri primi articoli giornalistici menzionavano sempre il "mondo civilizzato" ed eravamo fermamente convinti che fosse davvero civilizzato. A metà degli anni '90, hanno iniziato ad apparire i primi euroscettici nelle nostre fila, ma erano più nella categoria degli avvocati del diavolo. Io stesso condividevo una camera di dormitorio con Petja il comunista e Arsenij il monarchico. I miei amici di altre stanze mi salutavano ogni sera con parole di rammarico: "Ciao, torna al tuo manicomio".
Il primo duro colpo per il nostro orientamento di vita filo-occidentale fu il Kosovo. Fu uno shock; i nostri occhiali colorati di rosa si sono frantumati in mille pezzi. Il bombardamento di Belgrado è stato, per la mia generazione, ciò che gli attacchi dell'11 settembre sono stati per gli americani. Le visioni del mondo hanno fatto una svolta di 180 gradi assieme all'aereo del primo ministro Evgenij Primakov, che era sopra l'Oceano Atlantico sulla via dall'Irlanda verso gli Stati Uniti quando seppe dell'inizio dell'aggressione americana – e diede il comando di tornare in Russia .
In quei giorni non c'era propaganda statale di massa. Gli astuti padroni di casa liberali su NTV continuavano a spiegare che gettare bombe su una grande città europea era un po' troppo, naturalmente, ma Milosevic era il più grande bastardo della storia recente, così se lo meritava, e non era una gran cosa. Il loro spettacolo satirico, "Bambole", raffigurava gli eventi come un buon litigio in un appartamento comunale, dove un vicino di casa ubriaco tormentava "la signorina Kosovo" e nessuno in casa poteva aiutare, tranne che il suo amante con un potente busto e il volto di Bill Clinton. Noi guardavamo, ma non credevamo più. Non era più divertente. Avevamo già capito che la Jugoslavia era una dimostrazione di ciò che sarebbe potuto accadere a noi in un futuro relativamente prossimo.
In secondo luogo l'Iraq, l'Afghanistan, la separazione finale del Kosovo, "primavera araba", la Libia, la Siria - tutto questo è stato sorprendente, ma non più sconvolgente. Le illusioni erano state perse: ci era più o meno chiaro dove andava a parare l'Occidente. Ma nonostante questo, dopo tutto, viviamo tutti sullo stesso pianeta ... Il mito della "malvagia America, gentile Europa" era ancora in giro; le paure indotte dal Kosovo si sono gradualmente placate. Il compromesso è stato qualcosa di simile a questo: sì, essere i migliori amici di questa gente è impossibile, ma noi dobbiamo lavorare insieme. Dopo tutto, con chi altro avremmo da lavorare?
La sfilata delle "rivoluzioni colorate" sembrava essere uno scherzo meschino fino all'ultima. Ma EuroMaidan e la successiva feroce guerra civile ha messo le cose in chiaro: "il processo democratico" – privo di regole e procedure e lanciato nel territorio nemico – non è un giocattolo geopolitico, ma una vera e propria arma di distruzione di massa. È 'unico tipo di arma, che può essere usato contro uno stato dotato di armi nucleari. È tutto molto semplice: quando si preme il pulsante e si spedisce un missile nucleare attraverso l'oceano, se ne riceverà certamente un altro identico in cambio. Ma quando hai avviato una reazione di caos a catena in territorio nemico, non sei da biasimare. Aggressione? Ma quale aggressione ?! Questo è un naturale processo democratico! L'eterno desiderio di libertà del popolo!
Vediamo sangue e crimini di guerra, corpi di donne e bambini, un intero paese che scivola di nuovo negli anni '40 – e il mondo occidentale, che ci era piaciuto così tanto, ci assicura che niente di tutto questo sta accadendo. La cultura che ci ha portato Jim Morrison, Mark Knopfler e i Beatles, non la vede. I discendenti di Woodstock, e gli stessi partecipanti; gli hippies invecchiati che cantavano così spesso "All you need is love", non lo vedono. Anche i riflessivi tedeschi della generazione post-bellica dei baby boomers, che hanno cercato così duramente di fare penitenza per i peccati dei loro padri, non lo vedono.
È stato uno shock più forte di quello del Kosovo. Per me e per molte migliaia di russi di mezza età, venuti al mondo con il sogno americano nelle nostre teste, il mito del "mondo civilizzato" è crollato completamente. L'orrore è assordante. Non c'è più "mondo civilizzato." E non è solo la frantumazione degli ideali giovanili, ma un gravissimo pericolo. L'umanità ha perso i suoi valori, trasformata in una banda di predatori, e una guerra enorme è semplicemente una questione di tempo.
Venti anni fa, non siamo stati sconfitti. Ci siamo arresi. Non abbiamo perso militarmente, ma culturalmente. Abbiamo solo voluto essere come loro. Il rock-n-roll ha fatto più di tutte le testate nucleari. Hollywood era più forte delle minacce e ultimatum. Il rombo delle Harley-Davidson durante la guerra fredda era più forte del rombo di caccia e bombardieri.
America, sei così stupida! Tutto quello che dovevi fare era aspettare 20 anni – e saremmo stati per sempre tua. Venti anni di vegetarismo – e i nostri stessi politici avrebbero consegnato le nostre armi nucleari; anche stringendoti le mani in segno di gratitudine per portartele via. Che benedizione che tu ti sia rivelata così stupida, America!
Nemmeno ci conosci! Abbiamo gridato queste parole, tra le altre, verso il Cremlino appena due anni fa. Da allora, grazie a te, America, il numero di coloro che vogliono scendere in piazza è crollato. Dici sciocchezze su di noi, pensi sciocchezze su di noi; e come risultato, fai un errore dietro l'altro. Eri un grande paese, una volta, America. La tua superiorità morale è aumentata in Europa dopo la prima guerra mondiale ed è stata rafforzata dopo la seconda guerra mondiale. Sì, hai avuto Hiroshima, il Vietnam, il Ku Klux Klan e un armadio pieno di altri scheletri, come ogni impero. Ma per un certo tempo tutte quelle schifezze non hanno raggiunto la massa critica che trasforma il vino in aceto. Hai mostrato al mondo come vivere per il bene della creatività e della libertà artistica. Hai fatto di alcuni paesi dei miracoli economici: Germania, Giappone, Corea del Sud e Singapore. Ma sei cambiata molto da allora. È passato un po' da quando hai scritto una canzone che sia cantata in tutto il mondo. Stai sprecando la tua risorsa principale – la superiorità morale. E quella risorsa ha una proprietà molto brutta: non può essere ripristinata.
Stai iniziando a morire lentamente, America. E se pensi che io stia gongolando per questo – ti sbagli. Un grande cambiamento di epoche è sempre accompagnato da molto sangue, e a me non piace il sangue. Noi, le persone che hanno vissuto il tramonto del nostro impero, potremmo anche spiegarti cosa stai facendo di male. Ma non lo faremo. Indovinalo tu stessa.


mercoledì 27 agosto 2014

CAVIE UMANE

L'Africa è un immenso laboratorio a cielo aperto,vi si sperimentano modelli sociali,politici ,sanitari ed economici,guardare all'Africa oggi significa apprendere ciò che sarà per noi il domani e non è roseo visto che il "progresso" ha trasformato coloro che erano schiavi in cavie umane

I

La Nigeria sta iniziando il trasferimento dell'intero informazione del suo popolo la vita, l'identità, bancario, sanità, guida e tutti gli altri record alla società Mastercard estera nel nuovo "regime identità."
L'amministrazione Jonathan sta attualmente portando avanti per lanciare questa consegna controverso dei dati privati ​​dei cittadini di una società finanziaria globale straniera.
L'amministrazione Jonathan è stato notato da accelerare diverse privatizzazioni sabotare e trasferimenti di diritti dei cittadini e delle attività nazionali in vista delle prossime elezioni.
Di seguito è riportato dal sito web Mastercard:
13 milioni di carte da emettersi prima, nella più grande rollout carta del suo genere in Africa
Città del Capo, Sud Africa - 8 maggio 2013  - La Commissione Nigerian National Identity Management ( NIMC ) e  MasterCard  ha annunciato oggi al Forum economico mondiale sull'Africa il roll-out di 13 milioni MasterCard-branded  Carte d'identità nazionale intelligente  con capacità di pagamento elettronico come un programma pilota. L'identità Smart Card Nazionale è il Card Scheme sotto il recente implementato Identity Management System Nazionale (NIMS). Questo programma è il più grande roll-out di una soluzione di pagamento elettronico formale del paese e la più ampia iniziativa di inclusione finanziaria del suo genere nel continente africano.
Come parte del programma, nella sua prima fase, nigeriani 16 anni, e tutti i residenti nel paese per più di due anni, otterrà la nuova carta d'identità polivalente che ha 13 applicazioni, tra cui la tecnologia di pagamento prepagata MasterCard che fornirà i titolari di carta con la sicurezza, la comodità e l'affidabilità dei pagamenti elettronici. Questo avrà un impatto significativo e positivo sulla vita di questi nigeriani che non hanno mai avuto accesso a servizi finanziari.
Jonathan a Illuminati Osigwe-Anyim occasione prima di diventare presidente
Jonathan a Illuminati Osigwe-Anyiam occasion prima di diventare presidente
Il progetto avrà accesso Bank Plc come banca pilota dell'emittente per le carte e sui servizi di pagamento unificato Limited (Pagamenti Unified) come sistema di pagamento. Altre banche emittenti includeranno United Bank for Africa, Union Bank, Zenith, Skye Bank, Unità Bank, Stanbic, e First Bank.
L'annuncio è stato assistito dal Dr. Ngozi Okonjo-Iweala, Ministro delle Finanze e Ministro di coordinamento per l'economia in Nigeria, che ha sottolineato l'importanza del Piano nazionale d'identità Smart Card in movimento Nigeria ad una piattaforma elettronica. Questo programma è buona pratica per noi per portare tutti i cittadini su una piattaforma comune per l'interazione con le varie agenzie governative e per le transazioni per via elettronica. Noi attuare tale iniziativa in maniera collaborativa tra i settori pubblico e privato, per raggiungere il suo pieno potenziale di cittadinanza inclusiva e di una governance più efficace, "ha detto.
"L'annuncio di oggi è la prima fase di un progetto senza precedenti in termini di scala e di scopo per la Nigeria", ha detto Michael Miebach, Presidente, Medio Oriente e Africa, MasterCard. "MasterCard è stato un fermo sostenitore della  Banca centrale della Nigeria  (CBN)  Politica senza contanti  come condividiamo una visione di un mondo al di là di cassa. Dall'inizio del programma, abbiamo fornito il governo federale della Nigeria, con intuizioni globali e le migliori pratiche su come i pagamenti elettronici possono consentire la crescita economica e creare un'economia finanziariamente più inclusiva ".
Chris 'E Onyemenam, il Direttore Generale e Amministratore Delegato della Commissione Nazionale di Identity Management, ha dichiarato: "Abbiamo scelto MasterCard per essere il fornitore di tecnologia di pagamento per il lancio iniziale del progetto Carta di Identità Nazionale smart poiché la Società ha dimostrato un impegno a promuovere l'inclusione finanziaria attraverso la riduzione di liquidità per l'economia nigeriana. "Ha aggiunto:" MasterCard ha sperimentato grandi sistemi di carte scala che combinano funzionalità biometrica con pagamenti elettronici e vogliamo mettere a frutto la loro esperienza in questo campo per rendere il nostro piano di introduzione, un successo sostenibile per il paese e per il continente. "
"Il coinvolgimento di Banca di accesso in questo progetto è la prova i nostri sforzi in corso per ampliare l'inclusione finanziaria in Nigeria", ha detto Aigboje Aig-Imoukhuede, amministratore delegato di Banca di accesso. "La nuova carta d'identità rivoluzionerà il panorama economico nigeriano, abbattendo uno degli ostacoli più significativi alla inclusione finanziaria - prova di identità, fornendo al tempo stesso nigeriani con una soluzione di pagamento di classe mondiale".
"I pagamenti unificata è il processore più importante transazione e pioniere del trattamento EMV e l'acquisizione in Nigeria, di proprietà di primarie banche nigeriane. Useremo la nostra competenza ed esperienza per garantire il successo del progetto e garantire che i dati di nigeriani sono protetti. Siamo ansiosi di lavorare con altri partner nella fornitura di valore per tutti gli stakeholder '', ha dichiarato Agada Apochi, Consigliere Delegato e CEO, pagamenti Unified.
La nuova identità Smart Card Nazionale incorporerà le uniche numeri di identificazione nazionale (NIN) delle persone debitamente registrate nel paese. Il processo di registrazione prevede la registrazione dei dati demografici di un individuo ei dati biometrici (acquisizione di 10 impronte digitali, immagini del volto e firma digitale) che vengono utilizzati per autenticare il titolare della carta ed eliminare la frode e appropriazione indebita. La risultante Database Nazionale Identità fornirà la piattaforma per diverse altre proposte di valore del NIMC tra cui autenticazione identità e la verifica.
Grazie per l'identificazione univoca e inequivocabile di individui sotto la NIMS, altri sistemi di carte di identificazione, come la patente di guida, Votanti registrazione, assicurazione sanitaria, fiscale, SIM e il National Pension Commissione (PenCom) andrà a beneficio e possono tutti essere integrato, utilizzando il NIN , nel regime di schede multi-funzione del NIMS. Quando si utilizza pienamente la carta come strumento di pagamento prepagata, il titolare della carta può depositare fondi sulla carta, ricevere prestazioni sociali, pagare beni e servizi in qualsiasi dei 35 milioni di punti di accettazione MasterCard a livello globale, prelevare contanti da tutti gli sportelli automatici che accettano MasterCard, o impegnarsi in molte altre operazioni finanziarie che sono facilitati dai pagamenti elettronici. Il tutto in un ambiente sicuro e conveniente consentito dallo standard EMV Chip e Pin.
Al termine del processo di registrazione Nazionale ID, NIMC si propone di introdurre più di 100 milioni di carte di nigeriani  167 milioni di  cittadini.


Read more: http://newsrescue.com/nigerians-sold-666-foreign-mastercard-co-control-identity-bank-health-information-citizens/#ixzz3BXRFqJz9

giovedì 21 agosto 2014

Immaginate: l'Argentina

Immaginate: l'Argentina – e il resto dell'America Latina – sollecitate dall'Unione Europea, il burattino supremo dell'imperatore nudo, Sir Obama, a non fornire la Russia alimenti - verdure, frutta, carne - dopo che l'Argentina è stata 'punita' da un tribunale corrotto di New York a pagare 1,5 miliardi di dollari per i fondi fraudolenti degli avvoltoi della NML Capital e altri – al di fuori del suo attuale debito concordato di 29 miliardi di dollari – equivalenti alle riserve totali dell'Argentina. E sì, i fondi speculativi di copertura devono essere pagati al 100%, quando il restante 93% dei creditori ha approvato un tasso di rimborso del 20%. E, sì, il signor Griesa, il giudice comprato a New York, ha bloccato tutti i pagamenti dell'Argentina agli altri creditori, a meno che i suoi clienti avvoltoi siano pagati per intero. Così, l'Argentina è in difetto forzato: deve pagare tassi di interesse ora molto più elevati sui mercati monetari internazionali, se vuole davvero ancora beneficiare di crediti internazionali.
Inimmaginabile, ma vero.
In queste circostanze, la sconfinata arroganza di Bruxelles si aspetta che l'Argentina si accodi le sanzioni USA/UE contro la Russia, a cui la Russia ha risposto vietando tutte le importazioni dall'Unione Europea? E proprio mentre sta ora cercando di commerciare con il Sud America?
Non che la Russia abbia davvero bisogno di cibo dal Sud America: ha un enorme e ben disposto mercato asiatico a lei aperto. Il gesto della Russia è una mano tesa all'Argentina e al Sud America per liberarsi dalle pressioni economiche e politiche costantemente esercitate su di loro da Washington.
L'Argentina si metterà a ridere di una tale richiesta ridicolmente stupida da parte dell'Unione Europea.
Buon per la Russia – e buon per l'Argentina, il Brasile, il Cile, il Perù e altri – per sfuggire finalmente agli artigli dell'impero predatore di Washington e andare verso l'indipendenza, cioè verso una nuova area di sovranità economica e del sistema monetario mondiale.
Buon per i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), in quanto possono finalmente venire a un accordo tra di loro ed emettere la propria moneta, sostenuta da circa un terzo della produzione economica del mondo e da circa la metà della popolazione mondiale.
Naturalmente, una mossa così primitiva da parte dell'Unione Europea ci fa porre delle domande - i cosiddetti leader dell'Unione Europea, spinti dall'insondabilmentee insensato portavoce della NATO, Fogh Rasmussen, hanno perso l'ultimo briciolo di buon senso e di sovranità? Sono effettivamente degenerati al livello di manichini senza cervello e senza spina dorsale? Non si rendono conto che se riescono ad aiutare Obama e la sua macchina da guerra NATO assetata di sangue a coinvolgere la Russia nella terza guerra mondiale, allora i loro paesi con le innumerevoli basi NATO saranno i primi obiettivi della difesa della Russia? Vale a dire: l'Europa distrutta di nuovo?
Non si rendono conto che la Russia, dopo essere stata nella seconda guerra mondiale il liberatore chiave dell'Europa dalla morsa nazista – al costo di 25 milioni di vite russe – non solo vuole salvare l'Europa da un altro disastro umanitario, ma vorrebbe aiutarla a stare fuori dal proprio disastro economico – imposto da Wall Street – commerciando con l'Europa? Che la Russia e la Cina vorrebbero formare un'alleanza con l'Europa, un'alleanza di pace, non un'alleanza di guerra in stile NATO?
Possibile che l'Unione Europea non abbia visto la luce dopo che il signor Xi Jinping, presidente della Cina, si è recato questa primavera in Germania per offrire a madama Merkel una nuova via della seta, che collega Berlino con Shanghai? Uno straordinario potenziale per lo sviluppo economico in tutta l'Asia, lontano dalla decadente economia guerrafondaia di Washington, del Pentagono e del sistema finanziario ultra-corrotto dominato da Wall Street, dalla FED e dalla BRI (Banca dei regolamenti internazionali)?
L'Argentina e gli altri paesi latinoamericani invitati dalla Russia al commercio di cibo e di altre merci – molto probabilmente vedranno la luce.
Se non tutti i paesi dei BRICS sono ancora pronti con una valuta alternativa, slegata dal dollaro, per sostituire la macchina da soldi predatoria occidentale, la Russia e la Cina lo sono. I due paesi hanno forgiato una solida alleanza politica ed economica nel corso degli ultimi anni, hanno un PIL combinato di 21.100 miliardi di dollari (Cina – 19.000 miliardi di dollari; Russia – 2.100 miliardi di dollari, stime 2014), pari a circa il 27% della produzione economica mondiale (stima 2014 – 77.800 miliardi di dollari).
La Russia ha già annunciato che il rublo è supportato al 100% da base aurea – il che non è un riferimento a se stesso, ma esalta la solidità della produzione e l'output di costruzione del paese. Ciò a fronte di un PIL degli Stati Uniti di 17 miliardi di dollari, in gran parte basato sull'output della guerra e del complesso della sicurezza industriale, il che significa un PIL di distruzione – e sui consumi, così come su vuoti servizi finanziari e legali.
Mentre i paesi dei BRICS stanno combinando i loro sforzi, è ipotizzabile che la Russia e la Cina produrranno tra breve la propria moneta combinata – il 'Ruyuan', o 'Yuanru', slegato dal sistema monetario corrotto e predatorio occidentale; una nuova alleanza monetaria potrebbe anche sostituire il dollaro come valuta di riserva. Controllando più di un quarto della produzione economica del mondo e una maggioranza del mercato asiatico, una moneta Cina-Russia combinata disporrà di una base infinitamente più solida della base valutaria del dollaro fiat – così come di quella dell'euro – diventando una seria valuta di riserva. È solo una questione di tempo finché gran parte del resto del mondo approfitterà dell'occasione e abbandonerà il dollaro.
Tutto ciò di cui c'è bisogno è un paese che osa fare questo primo passo – senza paura di sanzioni, in quanto sono prive di significato in un nuovo sistema monetario.
L'Argentina farebbe bene a cambiare i propri pagamenti al 93% dei creditori con i quali ha raggiunto accordi di risoluzione del debito tra il 2001 e il 2010, passando dal rapace sistema finanziario dominata dagli Stati Uniti a quello della Russia e della Cina, e passando dal dollaro allo yuan e al rublo nelle due rispettive banche centrali - vedi anchehttp://www.informationclearinghouse.info/article39297.htm
L'Argentina potrebbe diventare il primo paese a liberarsi dalla costrizione economica degli immorali Stati Uniti – e allo stesso tempo stipulare accordi commerciali con la Russia e la Cina. Già oggi il 90% del commercio estero argentino avviene al di fuori del reame del dollaro USA.
La domanda che ci si pone è: che farà alla fine l'Europa, quando si renderà conto che si sta vivendo in un castello di carte che può crollare – e crollerà davvero – in qualsiasi momento? Che cosa accadrà all'euro linciato da Wall Street-FED-Troika (FMI, BCE, CE), quando il popolo che ha inventato il dollaro degenererà in mere macchine d'avidità e da guerra senza cervello? Quando diventerà capace di pensare da sola, di riconoscere la propria sovranità – il più alto bene che qualsiasi società organizzata possa rivendicare per se stessa?
Riusciranno alla fine i popoli dell'Europa ad alzarsi in piedi e a sbarazzarsi dei loro feudi neoliberali imposti da Washington, approfittando del soffio di aria fresca proveniente da Oriente, e cercare un'alleanza sana, lottando per la pace e i diritti umani?
Non è mai troppo tardi. L'Argentina potrebbe diventare la pietra angolare per una nuova era.

Peter Koenig (nella foto) è un economista ed ex impiegato della Banca Mondiale. Ha lavorato molto in tutto il mondo nei settori dell'ambiente e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, la Voce della Russia, Ria Novosti e altri siti Internet. È l'autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed, un romanzo basato su fatti e su 30 anni di esperienza nella Banca Mondiale attorno al globo

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sabato 9 agosto 2014

L'EUROPA AL COLLASSO,PUTIN ALL'INCASSO

Cari amici,
mi sono appena preso una breve pausa per commentare la grande notizia del giorno: la Russia sta introducendo un embargo di 12 mesi sulle importazioni di carne bovina, carne di maiale, frutta e verdura, pollame, pesce, formaggi, latte e latticini da parte dell'Unione Europea, degli Stati Uniti, dell'Australia, del Canada e del Regno di Norvegia. La Russia sta anche introducendo un divieto di transito nel suo spazio aereo contro le compagnie aeree europee e statunitensi che volano verso l'Asia orientale, vale a dire la regione Asia-Pacifico, e sta considerando di cambiare i cosiddetti punti di entrata e di uscita nello spazio aereo russo per i voli di linea e charter europei. Inoltre, la Russia è pronta a rivedere le regole di utilizzo delle rotte trans-siberiane, e sospenderà anche i colloqui con le autorità aeree statunitensi sull'uso delle rotte trans-siberiane. Infine, a partire da questo inverno, potrà revocare i diritti supplementari concessi dalle autorità aeree russe al di là degli accordi precedenti. Questo è uno sviluppo tanto interessante e importante da richiedere un'analisi molto più sottile di un semplice calcolo grezzo di quanto questo potrebbe costare all'Unione Europea o agli Stati Uniti. Non cercherò di fare un simile calcolo, ma vorrei invece sottolineare i seguenti elementi:
In primo luogo, si tratta di una risposta tipicamente russa. C'è una regola fondamentale che ogni bambino russo impara a scuola, nelle liti di strada, in campo militare o altrove: non si deve mai promettere e mai minacciare – si deve solo agire. A differenza dei politici occidentali che hanno passato mesi a minacciare sanzioni, tutto quel che hanno fatto i russi è stato dire, piuttosto vagamente, che si riservavano il diritto di replicare. E poi, BANG!, questo embargo ampio e di vasta portata che, a differenza delle sanzioni occidentali, avrà un impatto importante sull'Occidente, ma anche e molto di più sulla Russia (lo spiegherò meglio tra poco). Questa tattica "senza parole e solo azione" è stata progettata per massimizzare la deterrenza di atti ostili: dal momento che i russi non precisano chiaramente cosa possono fare per rappresaglia, Dio solo sa quello che potranno fare in seguito! Infine, per massimizzare l'insicurezza, i russi hanno detto solo che queste erano le misure concordate, ma non hanno detto quando le avrebbero introdotte, se parzialmente o completamente, e contro chi. Hanno anche fortemente lasciato intendere che altre misure sono sotto esame.
Secondo, le sanzioni sono meravigliosamente mirate. Gli europei hanno agito come prostitute senza spina dorsale e senza cervello in tutta questa faccenda, opponendosi alle sanzioni fin dal giorno 1, ma senza mai avere il coraggio di dirlo allo zio Sam, così ogni volta hanno finito per cedere. Il messaggio della Russia all'Unione Europea è semplice: volete essere i cagnolini dello zio Sam? Pagatene il prezzo! Questo embargo farà del male soprattutto all'Europa meridionale (Spagna, Francia, Italia, Grecia), la cui produzione agricola ne soffrirà notevolmente. Capita anche che questi paesi siano i più deboli nell'Unione Europea. Colpendoli, la Russia sta massimizzando l'inevitabile attrito all'interno dell'Unione Europea sulle sanzioni contro la Russia.
Terzo, non solo le linee aeree dell'Unione Europea soffriranno costi molto più alti e orari dei voli molto più lunghi sulla rotta molto importante dall'Europa all'Asia, ma le linee aeree asiatiche non ne soffriranno, cosa che dà a queste ultime un doppio vantaggio competitivo. Questo è un ottimo modo per premiare una parte mentre si punisce l'altra! L'Unione Europea ha messo nei guai una compagnia aerea russa (la Dobrolet) sui suoi voli verso la Crimea, e per questo l'intera comunità delle compagnie aeree dell'Unione Europea potrebbe finire a trovarsi in un enorme svantaggio nei confronti dei propri omologhi asiatici.
Quarto, la Russia ha usato queste sanzioni per fare qualcosa di vitale per l'economia russa. Mi spiego: dopo il crollo dell'URSS l'agricoltura russa era nel caos, e gli anni di Eltsin hanno solo peggiorato le cose. I contadini russi non potevano semplicemente competere con le avanzate produzioni agro-industriali occidentali, che beneficiavano di enormi economie di scala, di costosa e avanzata ricerca chimica e biologica, di una completa catena di produzione (spesso attraverso grandi aziende), e di una capacità di marketing di qualità superiore. Il settore agricolo russo ha un grande, disperato bisogno di barriere e tariffe per proteggersi dai giganti capitalisti occidentali e, invece, la Russia ha volontariamente rispettato i termini della World Trade Organization e alla fine ne è divenuta membro. Ora la Russia sta usando questo embargo totale per fornire un periodo cruciale necessario all'agricoltura russa per investire e assumere una quota molto più grande sul mercato russo. Inoltre, tenete a mente che i prodotti russi sono privi di OGM, e che hanno molto meno conservanti, antibiotici, coloranti, esaltatori di gusto o pesticidi. E dal momento che sono locali, non hanno bisogno di essere trasportati, utilizzando le tecniche di refrigerazione e conservazione che normalmente dà ai prodotti il sapore del cartone. In altre parole, i prodotti agricoli russi hanno un gusto molto migliore, ma questo non è sufficiente per essere competitivi. Questo embargo ora dà loro una potente spinta a investire, sviluppare e conquistare quote di mercato.
Quinto, ci sono 100 paesi che non hanno votato con gli Stati Uniti sulla Crimea. I russi hanno già annunciato che questi sono i paesi con cui la Russia farà scambi per ottenere ciò che non può produrre internamente. Una ricompensa piacevole per avere resistito allo zio Sam.
Sesto, piccolo ma dolce: avete notato che le sanzioni dell'Unione Europea sono state introdotte per soli 3 mesi, "da rivedere" più avanti? Con l'introduzione di un embargo di 12 mesi la Russia invia anche un messaggio chiaro: chi pensate che potrà trarre benefici da questo pasticcio?
Settimo, è semplicemente sbagliato calcolare che il paese X dell'Unione Europea esportava per Y milioni di dollari per la Russia e poi concludere che l'embargo russo costerà Y milioni di dollari al paese X dell'Unione Europea. Perché è sbagliato? Poiché la mancata vendita di questi prodotti creerà un surplus che poi influenzerà negativamente la domanda o, se la produzione è diminuita, questo influenzerà i costi di produzione (economie di scala). Al contrario, per un ipotetico paese Z al di fuori dell'Unione Europea, un contratto con la Russia potrebbe significare abbastanza denaro da investire, ammodernare e diventare più competitivi, non solo in Russia, ma sul mercato mondiale, compresa l'Unione Europea.
Ottavo, i paesi baltici hanno svolto un ruolo particolarmente odioso in tutta la crisi ucraina e ora alcune delle loro industrie più redditizie (come la pesca), che dipendevano al 90% dalla Russia, dovranno chiudere. Questi paesi sono già in un caos totale, ma ora saranno danneggiati ancora di più. Anche in questo caso, il messaggio per loro è semplice: avete voluto essere i cagnolini dello zio Sam? Pagatene il prezzo!
Nono, e questo è veramente importante, ciò che sta accadendo è un graduale disancoramento della Russia dalle economie occidentali. L'Occidente ha reciso alcuni legami finanziari, militari e aerospaziali, la Russia ha reciso quelli monetari, agricoli e industriali. Tenete a mente che il mercato Stati Uniti / Unione Europea sta colando a picco, affetto da profondi problemi di sistema e da grandi questioni sociali. In un certo senso, il paragone perfetto è il Titanic, la cui orchestra ha continuato a suonare musica mentre la nave stava affondando. Beh, la Russia è come un passeggero a cui le autorità del Titanic dicono che hanno deciso di sbarcarlo al porto successivo. Oh, accidenti, va male, giusto?
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Ultimo, ma sicuramente non meno importante, questa guerra commerciale, in combinazione con la russofobia isterica dell'Occidente, sta facendo una campagna di pubbliche relazioni per Putin, migliore di qualsiasi cosa il Cremlino possa aver sognato. Tutto ciò che i suoi addetti alle pubbliche relazioni hanno bisogno di raccontare alla popolazione russa è la verità: "Ci siamo comportati bene, esattamente come da manuale, abbiamo fatto tutto il possibile per disinnescare questa crisi e tutto ciò che abbiamo chiesto, per favore, era di non permettere il genocidio del nostro popolo in Novorossija – e qual è stata la risposta dell'Occidente? Una campagna d'odio folle, sanzioni contro di noi e un sostegno incondizionato ai nazisti genocidi di Kiev". Inoltre, dato che seguo con attenzione i media russi, posso dirvi che quello che sta avvenendo oggi è percepito un po' come, parafrasando Clausewitz, la "continuazione della seconda guerra mondiale, ma con altri mezzi", in altre parole una lotta fino alla fine tra due regimi, due civiltà, che non possono coesistere sullo stesso pianeta e che sono bloccati in una lotta fino alla morte. In queste circostanze, aspettatevi che il popolo russo sostenga Putin ancora di più.
In altre parole, con una tipica mossa di judo, Putin ha utilizzato lo slancio della campagna occidentale di anti-russismo e di anti-putinismo a suo vantaggio su tutta la linea: la Russia ne beneficerà economicamente e politicamente. Lungi dall'essere minacciato da una sorta di "Maidan nazionalistico" in questo inverno, il regime di Putin è stato rafforzato dalla sua gestione della crisi (i suoi indici di gradimento sono più alti che mai).
Sì, naturalmente, gli Stati Uniti hanno dimostrato di avere una vasta gamma di capacità di danneggiare la Russia, in particolare attraverso un sistema giudiziario (negli Stati Uniti e nell'Unione Europea), che è tanto asservito allo stato profondo degli Stati Uniti quanto i giudici della Corea del Nord lo sono al proprio "caro leader" a Pyongyang. E anche la perdita totale del mercato ucraino (sia per le importazioni sia per le esportazioni) danneggia la Russia. Temporaneamente. Ma a lungo termine, questa situazione è estremamente vantaggiosa per la Russia.
Nel frattempo, il Maidan sta bruciando di nuovoAndriy Parubiy si è dimesso, e gli ucroidi stanno bombardando ospedali e chiese in Novorossija. Che altro c'è di nuovo?
Quanto all'Europa, è scioccata e furiosa. Francamente, la mia Schadenfreude oggi non conosce limiti. Lasciamo che queste arroganti non-entità come Van Rompuy, Catherine Ashton, Angela Merkel e José Manuel Barroso affrontino la tempesta di merda che la loro stupidità e ignavia ha creato.
Negli Stati Uniti, Jen Psaki sembra essere sotto l'impressione che la regione di Astrakhan sia sul confine ucraino, mentre il Ministero della Difesa russo prevede di "aprire account speciali nei social network e nelle risorse di video hosting, in modo che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Pentagono siano in grado di ricevere informazioni imparziali sulle azioni dell'esercito russo".
Tutto questo sarà sufficiente per suggerire ai leader europei che hanno scommesso sul cavallo sbagliato?

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