involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

lunedì 5 ottobre 2015

PURTROPPO TUTTO VERO

Condannato alla crocifissione: datevi da fare con il vostro sindaco.

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Vi ricordate Sakineh? Anni fa, il suo faccione troneggiava su una miriade di edifici pubblici e sembrava non ci fosse un sindaco o un assessore che non si stracciasse le vesti per protestare contro la “lapidazione” (ma era una bufala) alla quale era stata condannata questa donna iraniana rea confessa di uxoricidio. Mai sentito parlare di Ali Mohammed Baqir al-Nimr? Nel maggio 2014 è stato condannato alla crocifissione (e questa non è una bufala) per “incitamento alla rivoluzione contro il re dell’Arabia Saudita”: in realtà manifestava – e aveva allora 17 anni - contro la condanna a morte dello zio un famoso imam oppositore del regime dei Saud.
Ma l’Arabia Saudita è uno dei nostri più importanti alleati in Medio Oriente, partecipa con l’Italia e altre nazioni al Gruppo di Londra che finanzia i “ribelli siriani”, è il nostro principale acquirente di armi, è impegnatissimo a fare affari da noi con le “privatizzazioni” e - anche se sta massacrando le popolazioni dello Yemen e finanziando l’ISIS - , nessuno nel governo ha mai trovato qualcosa da ridire. Neanche dopo la sua oscena nomina a Presidente della Commissione dei diritti umani dell’ONU. Neanche dopo l’annunciata condanna a morte di Ali Mohammed Baqir al-Nimr.
Il 15 ottobre la Rete No War di Roma organizza un presidio al Campidoglio per chiedere contro la condanna a morte di questo ragazzo, se non la stessa mobilitazione usata per Sakineh, almeno l’esposizione di un cartellone ufficiale di protesta.  Se state a Roma, unitevi al presidio. Altrimenti datevi da fare con il vostro sindaco. E fate girare questo post!
Francesco Santoianni
www.francescosantoianni.it

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