involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 19 dicembre 2015

AH !! CHE BELLO VIVERE IN UN PAESE SOVIETICO !! (parte 2)

Subito dopo la guerra la vita della popolazione sovietica cominciò a migliorare notevolmente. Nel 1946
ci fu un incremento del 20% dei salari dei lavoratori in genere e dei lavoratori specializzati (ingegneri,
tecnici), delle fabbriche e dei cantieri negli Urali, in Siberia e nell'Estremo Oriente. Nello stesso anno vi
fu un aumento del 20% degli stipendi che riguardò le persone con istruzione secondaria e superiore
specializzata (ingegneri, lavoratori nel campo della scienza, dell'istruzione e della medicina). Aumentò
l'importanza dei titoli accademici. Il salario dei professori e dei medici passò da 1.600 a 5.000 rubli,
quello dei professori associati, Ph.D., passò da 1200 a 3200 rubli, mentre un rettore di università
vedeva un aumento da 2500 a 8000 rubli. Negli istituti di ricerca ai dottorandi, al salario di base,
furono aggiunti 1000 rubli e ad un Dottore in Scienze andavano 2.500 rubli . Allo stesso tempo, il
salario di un ministro della Federazione era di 5.000 rubli e un membro del partito ne percepiva
1.500. Stalin, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri dell'URSS, aveva uno stipendio di
10.000 rubli. Gli scienziati in Unione Sovietica a quel tempo avevano un reddito supplementare che
talvolta sorpassava il salario di parecchie volte. Pertanto essi rappresentavano la parte della società
sovietica più ricca e allo stesso tempo la più rispettata.
Nel dicembre 1947 si verificò un evento il cui l'impatto emotivo sulle persone fu paragonabile alla fine
della guerra. Come indicato nel Consiglio dei Ministri dell'URSS e dal Comitato Centrale del PCUS (b)
No 4004 del 14 dicembre 1947 : "... A partire dal 16 dicembre 1947 viene cancellato il razionamento di
cibo e di beni, vengono annullati i prezzi elevati del commercio e viene introdotto un sistema di
vendita al dettaglio con i prezzi del cibo e dei beni di consumo ridotti dallo stato... " .
Il sistema della tessera annonaria, che permise durante la guerra di salvare dalla fame molte persone,
nel periodo post bellico causò gravi disagi psicologici. La gamma di prodotti alimentari venduti con il
sistema delle tessere era estremamente limitata. Ad esempio, la panetteria aveva solo 2 tipi di pane:
quello di segale e quello di frumento, che erano venduti alla rinfusa in conformità alle norme stabilite
dalla tessera di razionamento. La scelta di altri prodotti alimentari era anch'essa limitata. Allo stesso
tempo, i negozi commerciali avevano una tale abbondanza di prodotti da fare invidia a ogni moderno
supermercato, ma i prezzi in questi negozi non erano alla portata della maggior parte della
popolazione ed quei prodotti erano acquistati lì solo per la tavola delle feste. Dopo l'abolizione del
razionamento tutta questa abbondanza si poteva trovare nei negozi di alimentari regolari a prezzi
accessibili. Ad esempio, il prezzo dei dolci, precedentemente venduti solo nei negozi commerciali, calò
da 30 a 3 rubli. I prezzi di mercato dei prodotti calarono più del 300% . All'epoca della
cancellazione del sistema della tessera annonaria i manufatti industriali venivano venduti dietro
speciali ordini, la cui esistenza non significava la disponibilità della merce. Dopo la cancellazione delletessere, per qualche tempo rimase una certa penuria di beni, ma per quanto io mi ricordi, nel 1951 a
Leningrado, il deficit era scomparso.
Dal 1° Marzo 1949 al 1951 si registrò un ulteriore calo dei prezzi, con una media del 20%
all'anno. Ogni riduzione era vista come una festa nazionale. Quando il 1° Marzo 1952 il taglio dei prezzi
normali non si verificò, le persone ebbero un senso di delusione. Tuttavia il 1 ° aprile dello stesso anno
il calo dei prezzi ebbe luogo. Quest'ultimo calo dei prezzi si verificò il 1° aprile 1953, dopo la morte di
Stalin. Nel dopoguerra i prezzi dei prodotti alimentari e dei manufatti più venduti diminuirono
in media di più del 200%. Ora, otto anni dopo la guerra, la vita del popolo sovietico migliorava
notevolmente anno dopo anno. Nella storia umana mai è stato registrato in alcun paese un precedente
simile.
Il tenore di vita della popolazione dell'Unione Sovietica, a metà degli anni '50, può essere desunto dallo
studio dei materiali di ricerca sui bilanci delle famiglie, degli impiegati e dei contadini, conservati
dall'Ufficio Centrale di Statistica (CSO) dell'URSS dal 1935 al 1958 [NDT: questi materiali, che in Unione
Sovietica erano contrassegnati come "Segreti", ora sono pubblicati sul sito web istmat.info]. I bilanci
familiari che sono stati studiati appartengono a 9 gruppi: agricoltori, lavoratori delle fattorie statali,
lavoratori industriali, tecnici dell'industria, dirigenti d'industria, insegnanti della scuola elementare,
insegnanti della scuola secondaria, medici e infermieri. Tenete presente che la maggior parte della
popolazione tra cui i lavoratori delle imprese della difesa, delle organizzazioni di progettazione, degli
istituti di ricerca, professori universitari, lavoratori delle cooperative e i militari, purtroppo, non
rientrarono nel campo di ricerca del CSO.
Dal gruppo di studio citato sopra, quelli che avevano le maggiori entrate erano i medici. Per ogni
membro delle loro famiglie vi era un reddito mensile di 800 rubli. La popolazione urbana che lavorava
nell'industria percepiva il reddito più basso, contava su 525 rubli al mese per ogni membro della
famiglia. Nelle zone rurali il reddito mensile era di 350 rubli. In questo caso, al il reddito dei lavoratori
delle fattorie statali espresso in contanti va aggiunto il valore dei propri prodotti consumati in casa,
valore basato sui prezzi stabiliti dallo stato.
Il consumo di cibo per tutti i gruppi di popolazione, compresi gli addetti al settore agricolo, era all'circa
allo stesso livello: 200-210 rubli al mese per ogni membro della famiglia. Solo il costo del paniere
alimentare delle famiglie dei medici raggiungeva i 250 rubli a causa di un maggiore consumo di burro,
di prodotti a base di carne, uova, pesce e verdure, riducendo il pane e le patate. Gli abitanti delle
campagne consumavano più di tutti pane, patate, uova e latte, ma molto meno burro, pesce, zucchero e
dolciumi. Va notato che l'ammontare di 200 rubli spesi per il cibo non era direttamente correlato al
reddito della famiglia o a una selezione limitata di prodotti, ma era determinato da tradizioni
familiari. Nella mia famiglia, composta nel 1955 di quattro persone, tra cui due studenti, il reddito
mensile per persona era di 1200 rubli. La scelta nei negozi di alimentari di Leningrado era molto più
ampia rispetto ai moderni supermercati. Tuttavia, la spesa della nostra famiglia per il cibo, tra cui
colazioni scolastiche e pranzi in mensa dei genitori non superava gli 800 rubli al mese.
Il cibo era molto a buon mercato nelle mense. Il pasto nelle mense studentesche comprendeva una
zuppa con carne, un secondo con carne e frutta cotta o tè con torta, per un costo di circa 2 rubli. Il
pane, gratuito, era sempre sul tavolo. Pertanto, nei giorni precedenti l'emissione delle borse di studio,
alcuni studenti che vivevano da soli, comperavano tè per 20 centesimi e mangiavano pane con senape
e tè. A proposito: il sale, il pepe e la senape erano sempre sui tavoli. La borsa di studio presso l'istituto
dove ho studiato, dal 1955, era di 290 rubli (altri la stimavano a 390 rubli). 40 rubli servivano agli
studenti non residenti per pagare l'ostello. I restanti 250 rubli (7.500 rubli di oggi) erano più chesufficienti per una vita normale da studente in una grande città. Così, di regola, gli studenti non
residenti non ricevevano alcun aiuto da casa e non dovevano lavorare in nero nel loro tempo libero.
Poche parole riguardo i negozi di alimentari di Leningrado a quei tempi; vi era la più grande varietà di
pesci nel reparto ittico: diverse varietà di caviale rosso e nero erano messi in larghe ciotole, una
gamma completa di pesce a carni bianche affumicati a caldo e a freddo, pesce a carne rossa, dal
salmone semplice a quello affumicato, anguille affumicate e lamprede marinate, aringhe sui banchi e
nelle botti. Pesci ancora vivi provenienti da fiumi e da laghi erano consegnati subito dopo la cattura, in
cisterne speciali con la scritta "pesce". Non c'era pesce congelato che apparve solo nei primi anni
'60. Vi era molto pesce in scatola, di cui io ricordo i ghiozzi in salsa di pomodoro, gli onnipresenti
granchi da 4 rubli per lattina e il prodotto preferito dagli studenti che vivevano in ostello: il fegato di
merluzzo. Manzo e montone erano suddivisi in quattro categorie di prezzo differente a seconda della
parte della carcassa. Nel reparto dei semilavorati erano presentati stecche, bistecche, cotolette e
capesante. La varietà di salumi era ben più ampia di quella di oggi e mi ricordo oggi ancora il
sapore. Oggi solo in Finlandia possiamo trovare salsicce, simili a quelle di epoca sovietica. Va detto che
il gusto delle salsicce cotte cambiò nei primi anni '60, quando Khrushchev ordinò di aggiungere la soia
alla salsiccia. Questo requisito venne ignorato solo nelle Repubbliche Baltiche, dove negli anni '70 si
poteva comprare della salsiccia normale. Banane, ananas, mango, melograni, arance erano vendute in
grandi negozi di alimentari e nei negozi specializzati durante tutto l'anno. La frutta e la verdura
comune veniva comperata dalla nostra famiglia al mercato, dove ad un piccolo aumento del prezzo,
corrispondeva una maggiore qualità e scelta.
Guardate qui gli scaffali di un normale negozio sovietico di alimentari nel 1953. Dopo il 1960, non era più così:










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