involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

venerdì 26 agosto 2016

L'Afghanistan sovietico,foto

L'Afghanistan era stato per decenni, addirittura fin dalla Rivoluzione d'Ottobre, un ottimo alleato della Nascente e poi affermata potenza sovietica tanto che negli anni del Regno, l'Afghanistan divenne uno degli stati più avanzati dell'area e più moderni con infrastrutture all'avanguardia rispetto alla maggior parte dei Paesi Arabi alleati degli Occidentali, proprio per influenza della URSS. Poi arrivarono la CIA coi Talebani ed il disastro susseguente che ancora oggi continua.

 http://www.vanillamagazine.it/22-commoventi-fotografie-anni-60-mostrano-la-vita-in-afghanistan-prima-dei-talebani/

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