involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

venerdì 3 aprile 2020

Lo Stato innovatore,Sfatare il mito del pubblico contro il privato

Mariana Mazzucato

 Professore di Economia dell'innovazione e del valore pubblico; Fondatore e direttore, Institute for Innovation and Public Purpose, University College London (UCL)

All'interno dell'Eurozona, i paesi più colpiti, quelli che la Goldman Sachs ha etichettato con l'infamante appellativo di Pigs (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), sono anche quelli, senza ombra di dubbio, che hanno meno investito in R&S (fattore che gli economisti, sia quelli specializzati in macroeconomia che quelli specializzati in microeconomia, considerano importante per la crescita). Uno dei miti più grossi, tra quelli messi in circolazione durante la crisi dell'Eurozona, è che i paesi della «periferia», come la Grecia e l'Italia, sono stati troppo «spendaccioni», mentre i più responsabili paesi del «centro» sapevano bene quando e come era il caso di «stringere la cinghia». Le cifre suggeriscono il contrario:
Le politiche di austerità che predominano a livello mondiale si stanno dimostrando controproducenti nei loro sforzi per ridurre il rapporto debito/Pil, perché penalizzano la domanda di consumi (a causa del calo dei salari e del decadimento dei servizi pubblici) e al tempo stesso erodono la fiducia delle imprese, scoraggiandole dall'investire. Il risultato è un aggravamento delle recessioni, con conseguenti effetti negativi sul denominatore del rapporto debito/Pil, cioè la crescita del prodotto interno lordo. I vari governi si stanno anche lanciando in riforme «strutturali» finalizzate ad allentare le rigidità del mercato del lavoro, combattere la corruzione e il nepotismo e incrementare la trasparenza, elementi importanti per gli indicatori sulla facilità di fare impresa (ease of doing business). La grande domanda è quindi la seguente: i vari tipi di riforme strutturali e tagli della spesa produrranno crescita nei paesi della periferia, i Pigs? Senza investimenti nelle aree chiave, la mia risposta è no, non produrranno crescita.
link al libro 
http://www.tecalibri.info/M/MAZZUCATO-M_stato.htm

martedì 17 marzo 2020

tutto andrà bene ...

Lo slogan "tutto andrà bene" è presente su molti balconi in Italia. È un rituale apotropaico collettivo, che scaccia la sfortuna, essenziale in un momento come questo, tutti abbiamo bisogno di sentirci uniti e forti, di guardare al futuro con speranza.
Ma a questo slogan aggiungerei qualche parola in più, direi "Tutto andrà bene ... perché ti faremo pagare!" 
Non imparare da ciò che sta accadendo in questi mesi in Italia e nel resto del mondo non sarebbe solo un peccato, ma sarebbe criminale, irresponsabile, paradossale.
Non puoi considerare la salute delle persone come un costo per ridurre, contenere, ridurre; la ricerca non può essere ridotta a una sola luce.
Diciamolo, urlalo, scrivilo ... "Andrà tutto bene ... perché ti faremo pagare per questo", perché hai speso decine di miliardi sul TAV (il treno ad alta velocità Torino- Lione) e per acquistare decine di aerei da combattimento F35 e averli rimossi dalla salute pubblica; perché hai assegnato centinaia di miliardi a banche e rimborsi del debito, hai dimezzato il numero di letti e rianimazioni, chiuso dozzine di ospedali, allungato le liste di attesa per i test diagnosi e operazioni, rendendo il trattamento e la prevenzione inaccessibili a milioni di persone; perché in nome di bilanci in pareggio, patto fiscale, vincoli alla spesa pubblica nell'Unione europea, hai smantellato lo stato sociale e i diritti delle persone, dei lavoratori, dei lavoratori precari e dei pensionati, pezzo per pezzo. Perché hai donato intere città a lobby sanitarie private.

Se non li accusiamo (politicamente parlando, ovviamente ...) tutto non andrà per niente bene ...

Fonte: Investig'Action