involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

lunedì 17 ottobre 2011

Di Pietro getta la maschera !!

oggi mi accingo a delucidare una nuova perla fresca di giornata: quella del pulotto fascio di nome Antonio Di Pietro. Come ci illustra Venturi con le sue allegrissime riflessioni, Di Pietro vuole adottare una Legge che permetteva ai pulotti di sparare e fare quant'altro: mi riferisco alla famosissima legge Reale.
Come ci spiega wikipedia italia:
La legge dello Stato italiano, nota come legge Reale, dal nome del suo principale relatore, fornisce disposizioni in materia di ordine pubblico. 
La legge Reale del 22 maggio 1975, n. 152 (GU n. 136 del 24 maggio 1975): Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico, poi modificata con la legge n.533, 8 agosto 1977, abolendone di fatto l'art 5 (implicitamente abrogato secondo una delibera del 1978 dell'Ufficio centrale Referendario[1]), venne approvata in Italia il 21 maggio 1975.  Principale redattore della legge fu il ministro della giustizia, appartenente al partito repubblicano italiano, Oronzo Reale. 
La disposizione normava:      
-il diritto delle forze dell'ordine a fare impiego delle armi, qualora ne ravvisassero la necessità operativa, estendendolo ai casi di ordine pubblico,     
-estendeva il ricorso alla custodia preventiva, sostituendo il precedente art 238 del codice di procedura penale, anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell'autorità giudiziaria.    
-normava l'uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a non rendere riconoscibili i cittadini. 
Venne sottoposta ad una consultazione referendaria (Referendum abrogativi del 1978), promossa dal comitato portando a sostegno dell'iniziativa una lunga lista di vittime collegate all'applicazione della legge stessa.Venne modificata con la legge 533 dell'8 agosto 1977 ma  il referendum abrogativo che si tenne l'11 giugno 1978 (DPR 14 aprile 1978), ebbe esito negativo, ossia la legge non venne abrogata.

Da qui si può capire che abbiamo un altro chiaro esempio di legge atta a difendere, a qualsiasi costo, l'esistenza stessa dello Stato. Tipo la 270 e tutti i suoi commi del codice Penale. Ma il brutto è che tale legge, secondo quel fascio mancato di Di Pietro, dovrebbe essere inasprita:

introduzione di specifiche previsioni di reato, l’ampliamento dell’associazione a delinquere, la possibilità di fermo e arresto in flagranza o in quasi flagranza per reati che finora non lo prevedono, un inasprimento delle pene previste e processi per direttissima”: 
è questa la ricetta del leader dell’Italia dei Valori, che oggi, parlando con i cronisti alla Camera, ha chiesto al Parlamento di fare in fretta: 
Invece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam, le camere devono mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso. Vanno previste nuove figure di reato legate proprio alle manifestazioni, vanno aumentate le pene per i reati già previsti di danneggiamento e lesioni, vanno allargati per questo tipo di reati, i tempi di fermo e arresto prevedendo un ampliamento della ‘quasi flagranza’, vanno previsti riti per direttissima in costanza di arresto o di fermo in modo da arrivare alla sentenza primo grado con la permanenza in carcere” (Fonte)

domenica 16 ottobre 2011

Genova 2001Roma2011

é solo l'inizio e io sto con chi ci ha messo del suo ben sapendo del rischio cui andava incontro,blakblok,cia o stronzate varie,non è tempo per cervellotiche sottigliezze perchè non trovo motivazione più giusta che manifestare PER,soprattutto se il PER è riferito ai nostri diritti,al nostro presente e al futuro nostro e dei nostri figli.
ma qui non c'è nulla da organizzare,che c'è di meglio di movimenti spontanei per rivendicare diritti calpestati?
e poi chi organizza?le nuove generazioni son cresciute a tette e culi son state tenute nell'ignoranza politica totale e a questo han contribuito sia a destra che a sinistra,è stato loro insegnato a coltivare il proprio orticello sin dalla scuola che nei posti di lavoro e per una volta che ci ritrova uniti per urlare il proprio disgusto noi si sta a fare dei giudizi morali su chi come cosa?cosa pretendere da questi ragazzi se non solo rabbia,non era cio che chiedevamo?rabbia come carburante per accendere il caos così come è sempre avvenuto in ogni ribellione che si rispetti,è necessario sporcarsi le mani e non fermarsi a rimirarsele ,i nostri padri mostravano i calli a chi si indignava per le loro lotte e tanti si sono fatti ammazzare altro che legnate per cosa poi se noi non si raccoglie la sfida ora? 
è chiaro che ogni dissenso sarà strumentalizzato ed è appunto su questo che giocano gli infiltrati e noi non facciamo altro che il loro gioco se non appoggiamo questi ragazzi.
Io rimango sempre stupefatto dai due pesi e due misure con cui si giudicano gli eventi che paiono distanti in realtà sono simili,leggo tutti i giorni sulla stampa destra/sinistra che siamo in guerra per esportare finta democrazia,la nostra,che significa degrado sociale e sfruttamento e in nome di ciò si distruggono interi stati e si ammazzano donne e bambini,noi che si manifesta per qualcosa di reale, di tangibile come il diritto di vivere una vita degna si viene dipinti dalla stessa stampa come barbari decerabrati solo per un paio di auto bruciate,ci si dovrebbe fermare solo per questo?dovremmo fermarci solo perchè qualche provocatore ci porta al macello?
Genova in fondo a che è servita se non a tenere a freno l'inevitabile per dieci anni?ora che facciamo ringraziamo i provocatori e ce ne stiamo buoni per altri dieci anni,visto che nessuno che non sia servo del potere è in grado di organizzare qualsiasi cosa?

sabato 15 ottobre 2011

finalmente qualcosa si muove

ho sempre sostenuto che chi ha una coscienza prima o poi la rivendica a dispetto delle ideologie e dei settarismi,spero siano tanti che oggi siano in piazza con lo spirito di questa lettrice di Grillo che riponde all'ennesimo (secondo lui) atto di lesa maestà al suo movimento http://www.beppegrillo.it/2011/10/scatenate_linferno/index.html ,come dire dalla B del nano alla B del nano Beppe.Ma per chi lavora questo Beppe?Di certo non per noi

«Di un'altra cosa sono sicura...
che la divisione non ci aiuterà.

A Roma io ci sarò,
lo faccio per un problema di COSCIENZA mio,
perchè non ne posso più
e perchè voglio dare una mano ai giovani che saranno là.

Chi l'organizza non mi interessa,
popolo viola, blu, partiti, partitini, movimenti e quant'altro...
non me ne può fregare di meno.

Io vado giù.
Punto e basta.

Sarò nelle piazze, vedrò di far valere
la mia dignità di cittadina
e se al mio fianco mi troverò
un compagno di Rifondazione,
o un ragazzo dei centri sociali,
o uno di un movimento ...
... lo guarderò con lo sguardo
di quella che vicino
HA UNA PERSONA
e non un simbolo.

Non ho più voglia di prenderla in quel posto,
la politica ci sta annullando,
e se non capisco che cercano in tutti i modi di dividerci....
non arriverò mai a vedere
cambiare le cose.

Con tutto il rispetto Beppe,
ma è ora (come dici sempre tu)
di alzare il culo dalle sedie
e di riprenderci l'Italia».
 [Sara Paglini, 13 ottobre]