involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 14 aprile 2012

Lo scopo inconfessato della riforma del mercato del lavoro

FONTE: http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/lo-scopo-inconfessato-della-riforma-del.html

La letteratura economica fornisce una semplice spiegazione di quanto sta accadendo oggi in Italia. L’economia ci dice che lo scopo (inconfessato) della riforma del mercato del lavoro deve essere quello di causare un incremento della disoccupazione. Un (ulteriore) incremento del tasso di disoccupazione si rende necessario per un motivo molto semplice: la curva di Phillips. La curva di Phillips stabilisce che la crescita dei salari è in relazione inversa rispetto al tasso di disoccupazione, una relazione individuata da A.W. Phillips nel 1958. Questa relazione non è mai stata posta seriamente in discussione nella letteratura empirica, come ci ricorda Jeffrey Fuhrer. Non sorprende quindi che gli economisti ne facciano tuttora uso per prevedere l’inflazione (Fendel, Lis e Rulke), ed è assolutamente evidente che il governo italiano sta facendo altrettanto.


In tutta evidenza, i fautori della riforma si aspettano che un innalzamento del tasso di disoccupazione moderi la crescita dei salari e quindi il tasso di inflazione. Ciò contribuirebbe a ristabilire la competitività di prezzo dei prodotti italiani e quindi a riequilibrare gli sbilanci esterni che sono alla radice della crisi dell’eurozona, come spiega ad esempio Martin Wolf. Tra l’altro, questo è uno dei motivi per i quali i mercati finanziari, che credono in questo meccanismo (come ci ricordano Fendel et al. in un altro lavoro), potrebbero accogliere con favore un innalzamento della disoccupazione in Italia.

L’unico piccolo problema con questo approccio è di natura politica, non economica. Il ragionamento del governo è impeccabile da un punto di vista economico. Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione.

giovedì 12 aprile 2012

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oppure in questo blog Cassarubea

NOTAV,blitz alla Cassa depositi e prestiti

Questa mattina, nel giorno in  cui sono ripresi gli espropri ai danni della popolazione valsusina, abbiamo effettuato un blitz alla Cassa depositi e prestiti: un ente pubblico, trasformato in Società per azioni con il fine di finanziare le grandi opere, tra cui il Tav. Liquidità che però deriva dal risparmio postale dei cittadini e non degli azionisti. Consideriamo inaccettabile che un'opera inutile e dannosa, che ormai neanche le banche vogliono finanziare, venga realizzata espropriando i soldi di persone che da anni appoggiano e sostengono la lotta della Val Susa.
Abbiamo deciso di occupare la Cassa depositi e prestiti anche perché è di questi giorni la notizia che la giunta Alemanno ha proposto di privatizzare l'Acea, l'Atac e l'Ama, provando così a cancellare la vittoria del referendum sull'acqua pubblica, innalzare i costi dei biglietti per i trasporti e le tasse sui rifiuti. Ci sembra chiaro che è in atto un esproprio generale dei beni comuni nei confronti di tutti i cittadini e che questo non sia configurabile come isolato e rivolto unicamente verso un solo territorio.
Con questa azione, tuttavia, non vogliamo solo protestare contro questa scellerata politica, ma vogliamo anche indicare una possibile alternativa. La Cassa Depositi e Prestiti, infatti, è la “banca” che dispone di più liquidità in Italia. Nel 2003, da Ente pubblico è stata trasformata in Società per Azioni. Eppure, l’ingente patrimonio della cassa deriva del risparmio postale, è quindi una proprietà pubblica sulla quale i cittadini, non gli azionisti, dovrebbero decidere. Noi chiediamo che la Cassa Depositi e Prestiti venga riportata alla sua natura di Ente Pubblico e finalizzata al finanziamento dei Beni Comuni che lo Stato e gli Enti Locali stanno svendendo con il pretesto dei deficit di Bilancio. Ri-pubblicizzare la gestione dell’acqua, difendere i servizi pubblici, resistere al saccheggio dei nostri territori, a Roma come in Val Susa, è possibile e necessario.
Per questo abbiamo accolto l'invito della Val Susa a generalizzare questa giornata in difesa dei beni comuni e contro il Tav: vogliamo dimostrare come questa sia una lotta che coinvolge tutti e come non sia solo limitata alla popolazione valsusina.
Contro l'illegittimità e l'illegalità degli espropri dei terreni degli abitanti della Val Susa, saremo sempre pronti in ogni luogo e in ogni momento a difendere i beni comuni...a fianco della Valle che resiste...

Anche la Grecia è solidale
 10-4/2012, una iniziativa di compagni dai centri sociali di Corfù, abbiamo fatto un presidio alla piazza Georgakis con proiezione di controinformazione, testi e un striscione. Μa perché ci interessa il movimento NO TAV? In Italia la somiglianza con la realtà greca é chiara.

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