involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

martedì 11 settembre 2012

Il cavallo di Troika, di Lameduck

Il cavallo di Troika:di LAMEDUCK
dal film "Metropolis" di Fritz Lang


Non sono sicura di aver visto dare nei giorni scorsi, sui giornali e in televisione, troppo risalto alla notizia  dell'invio alla Grecia da parte del Potere Finanziario Mondiale, tramite i suoi scagnozzi della Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale), dell'ennesima lettera minatoria. C'è da capire i nostri media reticenti a divulgarla. La ricetta è destinata presto anche a noi e sperano di nascondercelo fino all'ultimo reggendo il sacco a Monti che gabella di aver salvato l'Italia da un baratro che esisteva solo nella testa di qualche mente raffinata. Quelle che scrivono le lettere non a singoli individui ma ad interi paesi, appunto. Finora solo il Dio della Bibbia aveva osato ammonire popoli interi imponendo le tavole della Legge ma questi intendono evidentemente surclassarlo.

Se leggiamo nel dettaglio le ultime pretese degli strozzini rivolte alla nuora greca ma affinché altre suocere mediterranee intendano, le cose dovrebbero diventare chiare anche per il più ottuso e tardo dei nostri concittadini, compresi coloro che pensano che con la "sinistra" al governo cambieranno le cose.

Ecco cosa gli strozzini chiedono ai Greci, per uscire dalla crisi da loro creata e per rimanere nell'Eurozona che fa comodo a loro. Non una lotta seria alla corruzione endemica dei paesi mediterranei, non una redistribuzione delle ricchezze in senso equo ma questo:



1.

Incremento della flessibilità degli orari di lavoro: in tutti i settori si dovrebbe passare da cinque a sei giorni lavorativi per settimana.

2.

Ridurre il riposo minimo giornaliero a un massimo di 11 ore: le ore occupabili dal lavoro diverrebbero, così, 13.

3.

Eliminare qualsiasi restrizione di orario massimo tra mattina e pomeriggio.

4.

Ridurre a una sola tipologia (e cifra) il salario minimo.


Non vi è bisogno di commento. Dev'essere la stessa inebriante sensazione che avevano i medici nazisti quando avevano a disposizione cavie umane o le industrie tedesche che sfruttavano la manodopera schiavistica dei lager. Poter disporre delle vite di coloro che servono solo allo scopo di cederci le loro ricchezze e poi possono essere buttati via.

L'Oro alla Finanza Mondiale. Care spose, preparate a sacrificare i vostri anelli.

I comandamenti di cui sopra non sono altro che la teoria dello shock economico, i cui dogmi sono: deregolamentazione del mercato, tagli al welfare e riduzione in povertà dei lavoratori attraverso la riduzione del potere d'acquisto di fronte all'aumento incontrollato dei prezzi. E' la maledizione di Friedman. E' la guerra totale dichiarata dai ricchi ai non ricchi per la conquista della ricchezza suprema. La lotta di classe perfetta. Però la chiamano "salvataggio della Grecia". La nemesi del cavallo di Troia.



Se qualcuno ancora si domanda come mai una teoria economica che in quarant'anni dalle sue prime applicazioni sperimentali in Sudamerica, ha impoverito milioni di persone e ucciso più che una guerra, sia ancora così ottusamente applicata a forza ad interi paesi ma non solo: sia l'unica teoria economica insegnata nelle università e considerata alla stregua di una religione, incontestabile ed ineluttabile, basta fare il semplice ragionamento del cui prodest. Basta cambiare punto di osservazione.

Perché, secondo il suo scopo dichiarato, essoterico, il neoliberismo dovrebbe favorire la liberalizzazione della concorrenza e del mercato e propugnare il bene dell'economia ma, visto il suo totale fallimento, dato che i popoli soggetti ai suoi dettami sprofondano nella povertà, potremmo parlare, guardando come tentano in tutti i modi di mantenerlo in vita, di un caso di accanimento terapeutico applicato ad una dottrina economica.

Ma se invece interpretiamo il liberismo secondo il suo scopo esoterico e più profondo, mai apertamente dichiarato ma nemmeno mai negato, che è arricchire una elite in maniera illimitata, allora dobbiamo ammettere che è il sistema economico perfetto per il fine che si propone. Ecco perchè non si studiano altre teorie economiche nelle università. Ecco perché Mario Monti riesce a passare per un grande economista. Perché il potere ha trovato lo strumento perfetto, l'arma finale, la sua arca.



Insomma, per riassumere. Nel secolo scorso, la presenza di potenze nucleari comuniste nel mondo e, nei paesi industrializzati, di partiti di sinistra  detentori di un certo potere di contrattazione sociale, aveva impedito al capitalismo di assumere la sua forma estrema, già vista appunto durante il nazismo, e di trionfare nello ristabilimento della diversità (in)naturale e quasi razziale tra ricchi e poveri.

Le soluzioni economiche keynesiane della prima metà del secolo scorso, secondo alcuni, sono proprio l'espressione di un capitalismo che, spaventato dalla possibile rivoluzione proletaria in senso comunista, si mette la maschera buona e accetta di scendere a patti con gli straccioni. Ovunque però i lavoratori sono deboli e non rappresentati e difesi, come nel terzo mondo, il liberismo può cominciare ad impratichirsi con i metodi più brutali di espropriazione del bene comune a vantaggio di pochi eletti. Con l'indebolimento della controparte imperiale comunista negli anni ottanta, anche i paesi industrializzati come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna introducono le idee liberiste in economia. Sono gli anni di Reagan e di Thatcher.

Con il crollo del comunismo nel 1989, per il capitalismo sarà valanga. Niente riuscirà più a fermarlo. I paesi dell'Est comperati con l'illusione della libertà - era solo liberismo - e gettati in pasto agli oligarchi locali. La Cina che crea un ibrido economico mostruoso con pezzi di totalitarismo comunista ed altri di liberismo sfrenato. Le Tigri Asiatiche in balia della speculazione selvaggia.

Gli anni novanta e duemila sono gli anni della degenerazione finanziaria, della forma neoplastica del capitalismo, della speculazione, della deregolamentazione che diventa caos e che prende il sopravvento, distrugge le economie reali per creare grandi ricchezze singole ma anche immensi numeri di denaro virtuale.  Che crea attentati, guerre, nemici, per nascondere le sue crisi periodiche sempre più frequenti ed aver l'alibi di andare a metastatizzare nuovi paesi. Quel cancro, insomma, che io credo distruggerà un giorno o l'altro il liberismo che lo ha lasciato proliferare nel mercato, proprio a causa del dogma friedmaniano che il mercato va lasciato libero di autoregolamentarsi.


Loro hanno creato la crisi - o solo il suo mito - ma non fanno nulla per eliminarla. Ne agitano lo spettro per imporre la vittoria finale del capitalismo peggiore sugli ultimi paesi che ancora non hanno sperimentato fino in fondo la dottrina dello shock economico. A ben pensarci, rimaneva proprio solo l'Europa occidentale per completare l'album.

Pregate che vincano davvero la battaglia finale quei massoni che dicono di lottare da jedi buoni contro il lato oscuro della forza per ristabilire un briciolo di keynesismo in economia perché se aspettate che vi difenda la sinistra, potete già cominciare ad arrendervi e ad offrire spontaneamente i conti correnti. 
La sinistra l'hanno comperata promettendo ai suoi apparatchik di non toccare i loro feudi, i loro protettorati locali. Vi hanno traditi già vent'anni fa. Ma questo è materia per un altro post. Per ora dico solo di temere  non i greci ma i banchieri, anche quando portano doni.
   

lunedì 10 settembre 2012

PHOTOS FROM SYRIA ~ WARNING ~ BEYOND GRAPHIC

PHOTOS FROM SYRIA ~ WARNING ~ BEYOND GRAPHIC:
 
"Western media misreport what's happening in Syria and why. Propaganda substitutes for truth and full disclosure.
Syrians are struggling to prevent Western conquest, exploitation, and control. They're fighting for their lives to stay free.

At issue isn't whether Assad's government is democratic, despotic or anything in between. Its sovereign independence made it vulnerable.

Washington tolerates no governments it doesn't control. Replacing them with puppet regimes is policy. Whether Assad can hold out and prevail isn't known. Most Syrians depend on him.

The longer conflict persists, the greater his support. Who else can Syrians turn to for help? They want no part of becoming another pro-Western vassal state. They know the daily horrors Afghans, Iraqis and Libyans face.

Syria was calm and peaceful until Washington unleashed its dogs last year. Daily violence, mass killing and destruction followed. It's the American way. Media scoundrels support it.

Syria's conflict isn't an uprising, revolution or civil war. These characterizations distort reality. There's nothing civil about what's ongoing. Washington orchestrated everything. Its bloodstained hands control the conflict.

At issue is naked Washington-led Western aggression. Key NATO allies and regional partners are involved. Insurgents are Washington proxies. Protracted violence and bloodshed persist." ~ Stephen Lendmaan
To go by what one sees in the mainstream news, there are few victims and the "rebels" are the only thing worth photographing. We hear numbers but numbers do not do more than relate debatable facts. The human cost is lightly alluded to in most cases and certainly visual proof is in short supply.  

I have no desire to forward the advance of these NATO troops of ragtag Islamist thugs and criminals but I do wish to show some of their victims. These are very hard to find. It seems that embedded photographers are limited to glorifying these boys ~ and glorify them they do ~ and not showing the results of their crimes.

Please note that these damages and deaths, according to the accompanying blurbs to these Western media photos, are seemingly all due to Assad's "regime forces".

What we see here are victims of the imperialist warmongering forces of Israel and America who have pulled in their allies to destroy Syria. 

I finally found a link to photos from Syria. It is an Arabic site. I have posted a few of the photos at the bottom here.  I warn anyone who goes to this link of two things:
First, they blame all these victims on the Assad regime ~ and glorify the rebels. 

Second, these photographs are truly the stuff of nightmares, beyond graphic, dozen after dozen of very up close and personal shots of destroyed bodies of civilians. These are not for the faint of heart or stomach. Even I could only handle the photos from just Damascus. It was sensory and emotional overload after that. The ones you see posted are from among the least graphic.    
A "rebel" fighter fires his sniper rifle from a house in Aleppo in this August 14, 2012 file photo. Some fighters took position in the living room of a family house. One rebel sits on the chair eating a chocolate bar as the commander looks out the window to scout the area beside a rebel firing from the window. They told me it was a former Syrian army position and they had killed three soldiers in the house - I could see tracks of blood in the corridor - and taken over their position. There was no one else in the house, except the rebels. Reuters

 Where is this family? The children’s shoes…..

 
A Syrian family evacuates the Shif al-Dolwa neighborhood in the northern city of Aleppo on August 25, 2012 during fighting between rebel fighters and Syrian government forces. Syrian rebels say they are digging in for a war of attrition in Aleppo, where what was being billed as the 'mother of all battles' is now dragging on into a second month of bloody stalemate. Getty



A young boy runs across the street during clashes between Free Syrian Army fighters and forces loyal to President Bashar al-Assad in Syria's northern city of Aleppo, on August 24, 2012. Syrian forces blitzed areas in and around the Aleppo, activists said, as Western powers sought to tighten the screws on embattled President Bashar al-Assad. Getty

A Syrian girl receives treatment after she was wounded when shells, released by a regime force's helicopter, hit her house in Syria's northern city of Aleppo, on August 24, 2012. Syrian forces blitzed areas in and around the Aleppo, activists said, as Western powers sought to tighten the screws on embattled President Bashar al-Assad. Getty
 
A Syrian boy receives treatment after he was wounded when shells, released by a helicopter from regime forces, hit his house in Syria's northern city of Aleppo, on August 24, 2012. Syrian forces blitzed areas in and around the Aleppo, activists said, as Western powers sought to tighten the screws on embattled President Bashar al-Assad. Getty

 

A Syrian man reacts outside an operation room at a hospital in Syria's northern city of Aleppo as doctors give treatment to his grandchildren following an air strike by regime forces on the city on August 24, 2012. Syrian forces blitzed areas in and around the Aleppo , activists said, as Western powers sought to tighten the screws on embattled President Bashar al-Assad. Getty


A man carries a four month old baby to hospital after shelling by a regime forces helicopter hit his family's house in Syria's northern city of Aleppo on August 24, 2012. Syrian forces blitzed areas in and around the Aleppo, activists said, as Western powers sought to tighten the screws on embattled President Bashar al-Assad. Getty
 

PHOTOS FROM SHAAM ORG.

The site which linked me to this Arabic site posted the following warning:
This citizen journalism image provided by Shaam News Network (SNN), taken on Sunday, Aug. 26, 2012, purports to show children killed by shabiha, pro-government militiamen, being prepared for burial in a mass grave in Daraya, Syria. According to activists' accounts, government forces retook the Damascus suburb of Daraya from rebel control three days earlier and have since gone on a killing spree. Reports of the death toll range widely from more than 300 to as many as 600. THE ASSOCIATED PRESS IS UNABLE TO INDEPENDENTLY VERIFY THE AUTHENTICITY, CONTENT, LOCATION OR DATE OF THIS CITIZEN JOURNALIST IMAGE. AP
Having been to the site and looked at the contents, I personally have no doubt these images are genuine. These particular things just cannot be faked!
  
 Victims of imperial aggression

 

 




"Wars are the Jews harvest, for with them we wipe out the Christians and get control of their gold. We have already killed 100 million of them, and the end is not yet." ~ Chief Rabbi in France, in 1859, Rabbi Reichorn.





 







venerdì 7 settembre 2012

E la Chiesa Romana?religioni a confronto

"Ho 42 anni e sono nato nel villaggio di ThongSay,da una famiglia di contadini.Fin da bambino ho sempre voluto studiare ma,nelle mie condizioni,la scuola pubblica era una meta impossibile.Allora entrai nella pagoda come assistente,unico modo in Laos,per un giovane di famiglia povera,di imparare a leggere e a scrivere.Questo mi avrebbe dato anche la possibilità di trovare alloggio presso una famiglia abbiente che mi avrebbe aiutato a proseguire gli studi.A 14 anni ero già apprendista bonzo e cominciai gli studi di dottrina buddista.Ho studiato la lingua pàli per sei anni e a venti ero bonzo.Ho proseguito gli studi nella pagoda di Pakse,poi sono stato inviato nella pagoda di Vientiane fino al 1960,poi ho deciso di raggiungere le zone del Fronte Patriottico.Raccontarle l'intimo processo che mi ha portato a questa decisione è molto difficile.E' sempre difficile parlare di una crisi perchè una crisi spiritualeè,di per se stessa,inspiegabile.I fattori che la determinano sono molto più irrazionali che razionali.Questa crisi è cominciata nel '55,quando ero nella pagoda di Pakse.Ero molto turbato dall'ingiustizia sociale,dalla inefficacia della dottrina buddista e dall'incontro con alcuni rivoluzionari.Si discuteva per ore.In quel tempo a Vientiane c'era un governo di coalizione,il Pathet Lao non era alla macchia e potevo informarmi meglio.Il marxismo mi interessava ogni giorno di più.Al tempo stesso non volevo più essere bonzo in pagoda e cercavo un lavoro fuori dalla pagoda.Avrei potuto trovarlo ma sarebbe servito soltanto al mio interesse personale e non a quello collettivo.Ero e sono sempre bonzo,anche se mi rendo conto che il buddismo è assai lontano dai problemi del mondo moderno.Il buddismo copre col suo pensiero un arco così vasto da avvicinarsi all'infinito,ma la sua pratica è nulla.La lingua pàli,per darle un esempio,che io ho studiato per anni,è una lingua a ntichissima e morta che non serve a nulla.I precetti morali del buddismo,nella società in cui si vive,non sono ascoltati da nessuno.Vedevo un mondo in sfacelo.Mi parve che l'unica via per risolvere la mia crisi fosse di raggiungere le zone del Pathet Lao dove avrei insegnato il buddismo e avrei osservato da vicino la pratica del marxismo.
Cominciai senza volerlo a fare propaganda politica servendomi delle cinque regole fondamentali del buddismo,che tutta la popolazione conosce.
Esse sono:
1* non rubare
2° non mentire
3°non commettere adulterio
4° non sfruttare,non maltrattare,non uccidere
5° non bere alcool
Osservai che i commissari politici del Pathet Lao non soltanto osservavano queste regole ma le insegnavano al popolo partendo non dal buddismo ma dal marxismo.Dunque il buddismo,attraverso le sue cinque regole elementari,poteva diventare propaganda politica attiva.Intravidi così nel marxismo una nuova religione moderna,senza le difficoltà della lingua pàli e altre difficoltà di ordine metafisico che non possono arrivare al popolo.Il senso della perenne dinamica di spirito e materia, per esempio,cioè l'eterno dualismo in cui sono immersi uomini e cose nel processo eterno del divenire,si può rendere più divulgabile, e più concreto, con la spiegazione in termini elementari del Materialismo dialettico.E così la vanità del possesso,il senso egoistico dell'io.Insomma l'osservazione e,a poco a poco,la pratica del marxismo mi servì a realizzare molti precetti e idee del buddismo che prima vedevo applicati assai raramente.La religione buddista,come tutte le altre religioni del mondo io credo,è in crisi,allo stesso modo di come era in crisi la mia persona.Io sono già vecchio per non essere più buddista ma abbastanza giovane per poter diventare marxista."


Laos,Sam Neua, giugno 1970
Goffredo Parise inervista "sul campo" un bonzo-marxista,partigiano laotiano