involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

domenica 14 ottobre 2012

NOBEL ALL'UE, 100MILA CAROTE AL RE DI BASTONI

NOBEL ALL'UE, 100MILA CAROTE AL RE DI BASTONI:  dal blog di Fulvio Grimaldi




“Per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in  Europa. (Motivazione del Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea. Jugoslavi, somali, iracheni, afghani, libici, siriani, da sottoterra o sottovita, si spellano le mani)

Quando si avvicinerà la fine dei tempi, gli uomini saranno ammaliati dal demonio e passeranno le loro giornate davanti a delle immagini tremolanti. (S.Giovanni, Apocalisse)

Ciò che pensiamo, o che sappiamo, o che crediamo e, in fondo, di scarsa rilevanza. E’ rilevante ciò che facciamo. (John Ruskin)

Nessuno ha fatto un errore più grande di colui che non ha fatto niente perché poteva solo fare poco. (Edmund Burke)

Io so che quando il grande potere menerà il colpo per dividere l’umanità in appena due fazioni opposte, io sarò dal lato della gente comune. (Che Guevara)


Unione Europea, premio Nobel per la Pace. Ovvio, no? Come diceva Tacito: “Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace”. E l’insegna dovrebbe abbagliarci, tanto da non farci accorgere che questa Unione di 27 cosche della criminalità organizzata in cravatta si va salutariamente disfacendo sotto la forza centrifuga di chi ha capito che la propria salvezza sta nella sovranità del suo Stato. Oggi. E forse, domani, in un’Europa liberata dalle élites e dai loro metodi. C’è chi con un Nobel ad assassini e bancarottieri fraudolenti si stupisce, si schernisce, nitrisce improperi. Perché mai? Qual è la sorpresa? Nobel l’Obama delle 7 guerre, degli elenchi degli assassinandi, dello stupro dei diritti civili e sociali a casa sua e fuori. Nobel Kissinger, che infilava dittatori necrofagi  nel corpo agonizzante dell’America Latina. Nobel Begin, che da terrorista stragista sotto mandato britannico è passato a killer seriale di arabi vicini e  lontani. Nobel Churchill, alla luce di quanto ha fatto con i gas nelle colonie dell’impero e col fosforo alle città tedesche. Nobel Aung San Suu Kyi, da vent’anni al servizio della Cia per vendere il suo paese alle multinazionali. Nobel retroattivi in vista a Gengis Khan, Hitler (che Oslo prese effettivamente in considerazione!), Goffredo di Buglione e a Landrù. Come potevano negare, in questo mondo da Lewis Carroll, un Nobel a chi ha mutilato il continente disintegrando la Jugoslavia, a chi si è impegnato nella decimazione degli afghani, libici, siriani, a chi, senza carote alcune, ma con la ricca varietà di bastoni del suo armamentario repressivo, sta conducendo una guerra all’ultimo sangue contro la propria società? Più Nobel della pace di così!


In dirittura d’arrivo per Oslo sono ora Draghi, Monti-Fornero-Saramas-Sarkozy-Hollande-Rajoy, tutti ex-equo. Se toccasse all’Italia, nessuno toglierebbe la precedenza a Napolitano Si vedrà chi, marciando sul tappeto di corpi serbi, afghani, iracheni, libici, siriani, palestinesi, affiancato dalle urne funebri del welfare e del diritto domestici, farà fuori più gente in eccedenza. Una bella gara. E’ già in vista il trampolino iraniano.


Quello del meno carote e più bastone, quelli delle carote dell’anima de li mortacci tuoi. E domani del bastone-boomerang


Io di parole d’ordine, dette anche slogan, così precise, di valenza tattica e strategica, con l’esatta individuazione di responsabilità e responsabili, quindi con un contenuto programmatico alternativo implicito, nelle varie manifestazioni di questi anni, sindacali, viola, partitiche, di categorie operaie, le avevo raramente sentite. Molte riprendevano i messaggi al potere e ai suoi scagnozzi e la volontà di innescare e condurre lo scontro fino in fondo, di anni lontani, infinitamente più freschi e luminosi di quelli attuali. Coloro che ancora tremano al ricordo del decennio nel quale al confortevole collaborazionismo colliso-colluso del PCI con il già allora feroce e corrotto clero-massonico-mafio-capitalismo, diranno che questo rifiuto radicale dell’esistente e questi obiettivi di una catarsi costi quel che costi (“Siamo pronti a tutto”, se interpretato bene, e non nel senso disperato delle autocombustioni, è la cosa migliore che una classe operaia logorata e addomesticata ha espresso da molto tempo), sa di sterile nostalgia, di polveroso reducismo, addirittura di conservatorismo. E delle manifestazioni degli studenti medi in decine di città italiane riferiranno al massimo quello che gli piace riferire anche dei pastori sardi, degli operai dell’Alcoa o e di quelli non irretiti da Riva dell’Ilva: un po’ di disperazione, una lacrima sul ciglio, un accenno di rabbia. Si sa che queste sofferenze sono indispensabili al bene di tutti, ci evitano il “baratro” (un altro, visto che in uno, vero, ci hanno già cacciato) e poi non si intravvede una lucetta in fondo al tunnel? Lo dice il “tecnico”. Peccato che quel tunnel sia lungo qualche generazione. Anzi, per lor signori è lungo quanto lo spazio e il tempo e la lucetta in fondo e solo un miraggio, come di un’oasi che non c’è.


Di una luce vera sono arrivati i riverberi da Grecia, Spagna e Portogallo, ma anche da mille altri posti della resistenza e del contrattacco, Damasco, Caracas, Kabul, Quito, La Paz, la Wall Street degli Occupy, e hanno percosso le pareti di un tunnel in cui tante migliaia di ragazzi si sono infilati da prospettarne la disintegrazione. Io il 12 ottobre degli studenti ero con quelli di Roma, diecimila, quasi tutti delle medie, con una coda CGIL. Appropriatamente in coda. Altro che le processioni delle buone maniere, o quelle delle geremiadi. Qui c’era energia, di mente e di corpo, c’era fiducia in se stessi e determinazione, c’era l’allegria dell’ottimismo della volontà, ma, per Giove, anche della ragione. E, dunque, della visione. “Son ragazzi!” si sente auspicare da destra a “sinistra”, dalle marmotte inbernate nei loro anfratti, dai predatori che mimetizzano con carote le trappole per prede da finire con i bastoni, come assicurato da uno scherano che i boss hanno fatto ministro dell’istruzione. “Son ragazzi” salmodiano preti, irridono clown, si rassicurano domatori. Ma sono quelli che, da sempre, fuoco di paglia qui, fuoco di paglia là, finiscono con l’innescare un incendio che incenerisce i cavernicoli di un perenne “nuovo” che risale a quando Caino fregò l’eredità ad Abele. Il 27 ottobre a Roma, “anti Monti day” (tanto per farsi capire anche fuori di qui), si vedrà se questo “fuoco di paglia” rischiarerà la vista ai giocatori per quei tackle agli avversari, bari del compra-vendita di partite, che porti a un gol. La partita è lunga, ma un primo gol rincuora. E poi, dopo la Grecia, la Spagna, gli Usa, che hanno saputo alzare l’asticella dello scontro, arrivano pian piano anche gli altri. Ultima , dopo il Cile dei tre anni di battaglie per l’istruzione, gli studenti e indigeni honduregni anti-golpe che non si fanno ingabbiare nella scelta istituzionale di sindacalisti e politicanti, la Colombia della Marcha Patriotica,  delle Farc che hanno costretto al negoziato il regime oligarchico, dei 300mila dell’altro giorno contro la distruzione di scuole e università. Forse, anziché “maledetta primavera”, potremo cantare benedetto autunno caldo.

 Colombia

Hanno svuotato, grazie a un rappresentante dei cittadini fattosi sovrano di sudditi e che ha messo in campo un’armata di mutanti da sterminio, la già scarsa bombola d’ossigeno che, aperto il rubinetto dalla Costituzione, ci faceva respirare qualche alito di democrazia. Gli apparati di regime addetti alle investigazioni hanno soffiato alla magistratura rivelazioni di scandali e ruberie, saputi da sempre (come i covi dei Riina e dei Provenzano), per il duplice scopo di consentirsi tagli di autonomie e di soldi, onde azzerare ogni istanza intermedia autonoma tra cittadini e cupola criminale (circoscrizioni, comuni, comunità, provincie, regioni), e per mimetizzare dietro alla crapula dei ladri di polli le proprie carneficine dei diritti e dei beni di tutti coloro che o schiavi, o nessuno. Ha inteso bene quell’ispettrice di polizia che, durante lo stupro dell’anima del bambino da portare via a madre, zia e nonna (troppe donne e so bene, per esperienza e conoscenza quali manipolazioni infliggono ai figli certe madri, pur sempre sacre alle femministe), alla madre che contribuiva a pagarne il soldo mercenario, intimava: “Io sono ispettrice di polizia e lei non è nessuno”. Perfettamente in linea con il noto “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”, motto di marchesi, papi e banche.

Sistemati pensionati che tardano a sparire, mandati lavoratori maturi a rifocillarsi, dopo quattro quinti di vita trasformati in sudore, grasso per i cingoli del padrone, nell’inedia o su ulteriore lavoro, metamorfizzati ospedali, asili nido, carrozzelle ed esenzioni per disabili, in cacciabombardieri, portaerei, spedizioni di guerra, bonus e stipendi miliardari per manager, salvaguardato il territorio sostituendo al primitivismo delle piante e delle arene la modernità del cemento di cosca, trovato aperto e asfaltato dai vari centrosinistra il passaggio dalla scuola al mercato (e al bastone), restava da far piazza pulita dei giovani (e di chi li accompagna). E della conoscenza, in troppi di loro non ancora intossicata e pericolosamente capace di critica. Dunque di quella scuola (e università) che, Gentile o non Gentile, per un secolo è stata una delle migliori del mondo. Non per nulla il ’68 da noi è stato il più lucido, forte e longevo.   

A Mario Draghi (BCE), Christine Lagarde (FMI), Manuel Barroso (futuro monarca di un’Unione Europea denazionalizzata (cioè, da cui sono state rimosse tutte le conquiste e le trincee dello Stato Nazione, la sovranità individuale, collettiva, nazionale), non gliene potrebbe fregare di meno di quanto si debba trasmettere alle generazioni in arrivo, al di là della consapevolezza della propria subordinazione. Anzi, le “immagini tremolanti”, profetizzate nell’Apocalisse, devono assediarci e annientarci da tanti e tanti canali dell’illusione da rendere le armate di Von Paulus a Stalingrado circondate da nanetti di giardino. Occorre, per i progetti dell’élite criminale, che i giovani non sappiano, non capiscano, non facciano nulla, se non quanto conviene a Dolce e Gabbana, a Kinder, al call-center. Per  chi resta vispo ci sono corsi speciali onde incanalare a buon fine tale energia: corsi di istruttori di cielo, mare e terra, sia nella aule che nelle caserme. I più bravi – il merito, il merito! - arrivano a essere definitivamente normalizzati alla Bocconi (fornace di eccellenze robotiche), nei college anglosassoni, o da Erasmus. Sempre più frequenti sono le gite scolastiche in Israele, Eden della modernità, democrazia, pace (così ha definito la colonia conquistata in Medio Oriente l’ultrà razzista Netaniahu, in un discorso ONU da manicomio criminale, in cui “gli ebrei, superiori in scienza, arte, tecnologia, sono anche i massimi portatori di pace e amore”. Riconsacrato il “popolo eletto”).


Di questi gerontocrati della crapula postribolare, i giovani sono il terrore da neutralizzare, addomesticandoli, decerebrandoli. L’operazione inizia presto, inducendo genitori ruffiani (vedi la Fiona May di Kinder) a prostituire i propri figli facendoli recitare falsità negli spot tv per prodotti devastanti, o sollecitando adolescenti a vendersi, con tette gonfiate, a uno show-business che, con l’apparire, disintegra l’essere di chi fa e di chi guarda. Chi sopravvive viene colpito a scuola e università. Sul piano intellettuale con, per dirne una, la sciagurata abolizione della geografia (il centrosinistro De Mauro) e della storia dell’arte (il “tecnico” Profumo), strumenti per conoscere i moti del mondo e degli altri, gli habitat e il vivente e per orientarsi tra merce e anima. Momenti di valutazione della crescita e maturazione che misuravano l’intesa tra allievo e società, passato, presente, verità, libertà, sostituiti dall’imbecillità narcotizzante di metodologie statunitensi anti-complessità, che in quel paese hanno prodotto la popolazione più appecoronata del mondo. Sul piano materiale, negando i mezzi per raffinarsi ed essere all’altezza delle sfide, imponendo costi che fanno dell’Italia il primo paese europeo per abbandono scolastico e analfabetismo, cancellando altri 10 miliardi dalla sussistenza di base, cacciando nel vuoto 150mila insegnanti ancora con radici nell’insegnamento della critica, dell’uguaglianza, dell’autonomia mentale e ammonticchiando 40 ragazzi in gabbie per polli col becco tagliato. E ora, con l’efferato disegno di legge Aprea, cancellando, a favore di aziende che esigono di coltivare polli umani (iniziò Luigi Berlinguer, bella famiglia!), gli organi collegiali conquistati dal ’68 per equilibrare la dittatura della gerarchia scolastica fascista. Sul piano sociale eliminando gli ascensori di classe dalle scuole pubbliche (due terzi delle quali affidate allo sfacelo e all’inagibilità) e facendone d’oro e di sola salita nella scuole private: Io son io e voi nun siete un cazzo!

IL 5 ottobre, massacrati di botte da energumeni montiani armati da guerre stellari contro corpi nudi (per fortuna, non sempre “nudi” quel giorno), e il 12 ottobre dei centomila in 90 città, che ha sotterrato capofila e banda di pedofobi sotto una grandinata di carote. Ora il 27 ottobre, Giornata anti-Monti, anticoglioni, tanto incompetenti quanto belluinamente sadici. La premessa, ci auguriamo, per arrivare, nel 2013 delle elezioni-farsa (con premio di maggioranza, caro al golpista, che annienta il principio di uguaglianza), a quella che ci prospettano come la codificazione elettorale bipartisan di un potere definitivamente antidemocratico, tecno-iper-fascista, con il paese, giovani in testa, in piedi e con alle spalle parecchia terra inquinata già bruciata in un autunno-inverno di fiamme. Si scopre che la cifra dei non votanti, estrema trincea antitotalitaria, rischia di arrivare al 50%. Benissimo, con quella metà degli italiani “liberi e pensanti” si possono fare altre cose, piuttosto che l’onanismo del voto, 
per affermare  il giuramento degli studenti:

sabato 6 ottobre 2012

BANCHIERE SVIZZERO CONFESSA I CRIMINI DEL BILDERBERG

BANCHIERE SVIZZERO CONFESSA I CRIMINI DEL BILDERBERG: Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg da tempo fattorino dei Rothschild, esemplifica i peggiori eccessi dei Bilderbergers.
“Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo “.“Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere una scusa”.
L’intervista ha avuto luogo il 30 maggio 2011 tramite il settimanale russo “NoviDen”
D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?
A: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fu l’unico caso.
Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso.
D: Il libro di Perkins è stato tradotto ed è disponibile in russo. Ci può dire di quale banca si tratta e chi è il responsabile?
A: Era una delle prime 3 banche svizzere a quell’epoca il responsabile fù il presidente di un paese del terzo mondo. Non voglio però entrare nei dettagli, mi troverebbero facilmente se dicessi il nome del presidente e il nome della banca. Rischio la mia vita.
D: Non è possibile fare il nome di una persona di quella banca?
R: No non posso, ma vi posso assicurare che tutto ciò è accaduto. Eravamo in molti nella sala riunioni. Il responsabile del pagamento fisico del denaro è venuto da noi (dirigenti) e ci ha chiesto se gli fosse consentito il pagamento di una così grande somma di denaro in contanti. Uno dei direttori spiegò lui il caso e tutti gli altri acconsentirono a procedere.
D: Accaddero spesso cose del genere? I soldi erano una specie di fondi neri?
R: Sì. Questo era un fondo speciale gestito in un posto speciale nella banca dove arrivavano tutte le lettere in codice dall’estero. Le lettere più importanti venivano scritte a mano. Una volta decifrate, contenevano l’ordine di pagare una certa somma di denaro da conti per l’assassinio di persone, il finanziamento di rivoluzioni, il finanziamento di attentati e per il finanziamento di ogni tipo di partito. So per certo che alcune persone all’interno del gruppo Bilderberg erano coinvolti in questo genere di operazioni. Hanno dato l’ordine di uccidere.
D: Puoi dirci in quale anno o decade tutto questo è accaduto?
R: Preferisco non darvi l’anno preciso ma è stato negli anni 80.
D: Hai mai avuto problemi con questo lavoro?
R: Sì, un problema molto grande. La notte non riuscivo a dormire e dopo un po’ lasciai la banca. Diversi servizi segreti provenienti dall’estero, soprattutto di lingua inglese, diedero l’ordine di finanziare azioni illegali, compresa l’uccisione di persone attraverso le banche svizzere. Dovevamo pagare, sotto ordine di potenze straniere, per l’uccisione di persone che non seguirono gli ordini del Bilderberg o del FMI o della Banca Mondiale, per esempio.
D: Quella che stai facendo è una rivelazione molto importante. Perché senti il bisogno di dirlo qui e adesso?
R: Perché il prossimo Bilderberg meeting si farà in Svizzera. Perchè la situazione mondiale peggiora sempre di più. Infine perché le maggiori banche Svizzere sono coinvolte in attività non etiche. La maggior parte di queste operazioni sono al di fuori del bilancio. Non sono sottoposte a verifica e non prevedono tasse. Si parla di cifre con molti zeri. Somme enormi.
D: Si parla di miliardi?
A: Molto ma molto di più, si parla di triliardi, illegali, non sottoposti a controllo fiscale. Fondamentalmente si tratta di una rapina per tutti. Voglio dire le persone normali pagano le tasse e rispettando le leggi. Quello che sta accadendo qui è completamente contro i nostri valori svizzeri, come la neutralità, l’onestà e la buona fede. Negli incontri dove fui coinvolto, le discussioni erano completamente contro i nostri principi democratici. Vedete, la maggior parte degli amministratori delle banche svizzere non sono più locali, sono stranieri, soprattutto anglosassoni, sia americani che britannici, non rispettano la nostra neutralità, non rispettano i nostri valori, sono contro la nostra democrazia diretta, basta loro usare le nostre banche come mezzi per fini illegali. Utilizzano enormi quantità di denaro creato dal nulla e distruggono la nostra società e distruggono le persone in tutto il mondo solo per avidità. Cercano il potere e distruggono interi paesi, come Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda. Una persona come Josef Ackermann, che è un cittadino svizzero, è l’uomo di punta di una banca tedesca e usa il suo potere per avidità e non rispetta la gente comune. Ha un bel paio di casi legali in Germania e ora anche negli Stati Uniti. E’ un Bilderberger e non si preoccupa della Svizzera o di qualsiasi altro paese.
D: Stai dicendo che, alcune di queste persone che citi parteciperanno alla imminente riunione del Bilderberg a St. Moritz?
R: Sì.
D: Quindi i partecipanti sono attualmente in una posizione di potere?
R: Sì. Hanno enormi quantità di denaro disponibile e lo utilizzano per distruggere interi paesi. Distruggono la nostra industria e la ricostruiscono in Cina. Dall’altra parte hanno aperto le porte a tutti i prodotti cinesi in Europa. La popolazione attiva europea guadagna sempre meno. Il vero obiettivo è quello di distruggere l’Europa.
D: Pensa che la riunione del Bilderberg a St. Moritz abbia un valore simbolico? Perché nel 2009 erano in Grecia, nel 2010 in Spagna e guardi cosa è successo loro. Può significare che la Svizzera dovrà subire qualcosa di brutto?
R: Sì. La Svizzera, per loro, è uno dei paesi più importanti, perché vi sono immensi capitali. Si riuniscono in Svizzera anche perchè vogliono distruggere ciò che questa terra rappresenta. Capisca che è un ostacolo per loro, non essendo nella UE o nell’euro, non del tutto controllata da Bruxelles e così via. Per quanto riguarda i “valori” non sto parlando delle grandi banche svizzere, perchè non hanno più niente di svizzero, la maggior parte di esse sono guidate da americani. Sto parlando, invece, del vero spirito svizzero a cui la gente comune tiene.
Certo che l’incontro ha e ha avuto un valore simbolico. Il loro scopo è quello di essere una specie di club elitario esclusivo che gestisce tutto il potere, mentre quelli sotto di loro, appassiscono.
D: Pensa che lo scopo del Bilderberg sia quello di creare una sorta di dittatura globale, controllata dalle grandi imprese globali, dove non esisteranno più gli stati sovrani?
R: Sì, la Svizzera è l’unico posto in cui vige ancora la democrazia diretta e lo stato si trova nel mirino di questi gruppi elitari (proprio perchè non è completamente asservito ad essi). Utilizzano il ricatto del “too big to fail”, come nel caso di UBS per far aumentare il debito del nostro paese, proprio come hanno fatto con molti altri paesi. Quello che si deduce è che forse si vuole fare con la Svizzera quello che è stato fatto con l’Islanda, in cui sia banche che paese erano in bancarotta.
D: Anche l’UE è sotto queste influenze negative?
R: Certo. L’Unione europea è sotto la morsa del Bilderberg.
D: Come pensa che si potrebbe fermare questo piano?
R: Beh, questa è la ragione per cui mi rivolgo a voi. La verità. La verità è l’unica strada. Fare luce sulla situazione, esporli ai riflettori. A loro non piace molto essere al centro dell’attenzione. Dobbiamo creare trasparenza nel settore bancario e in tutti i livelli della società.
D: Quello che sta dicendo ora, è che c’è un lato sano del business delle banche svizzere, mentre ci sono delle “mele marce”, cioè alcune grosse banche che fanno cattivo uso del sistema finanziario, per portare a termine le loro attivitù illegali.
R: Sì. Le grandi banche formano il loro personale con i valori anglo-sassoni. Li formano ad essere avidi e spietati. Avidità e spietatezza che stanno distruggendo la Svizzera e tutti gli altri paesi europei e mondiali. Come paese abbiamo, se si guardano le banche piccole e medie, la maggior correttezza finanziaria al mondo. Sono le banche grandi che operano a livello mondiale che sono fonte di problemi. Esse non sono più svizzere e non si considerano tali.
D: Pensi che sia una buona cosa che la gente stia esponendo il Bilderberg e mostrando chi siano veramente i suoi componenti?
R: Il caso Strauss-Kahn dimostra quanto queste persone siano corrotte, mentalmente instabili, sature di vizi, vizi che vengono tenuti nascosti dagli ordini a cui appartengono. Alcuni di loro come Strauss-Kahn stuprano le donne, altri praticano il sado maso, altri ancora si dedicano alla pedofilia, molti si appassionano al satanismo. Quando andate in alcune banche potete vedere chiaramente questi simboli satanisti, come nella Banca dei Rothschild a Zurigo. Queste persone vengono controllate tramite il ricatto data la loro debolezza mentale. Devono seguire ordini o saranno svergognati pubblicamente, distrutti o addirittura uccisi.
D: Da quando Ackermann è nel comitato direttivo del Bilderberg, pensa che abbia preso delle decisioni importanti?
R: Sì. Ma ce ne sono molti altri, come Lagarde, che probabilmente sarà il prossimo capo del FMI, ed è anche un membro del Bilderberg, poi Sarkozy e Obama. Hanno un nuovo piano per censurare Internet, perché Internet è ancora libero. Vogliono controllare e usare il terrorismo per creare il motivo. Potrebbero anche inventarsi qualcosa di orribile per avere la scusa.
D: Quindi è questa la sua paura?
A: Non è solo paura, ne sono certo. Come ho detto, hanno dato l’ordine di uccidere, sono quindi in grado di compiere azioni terribili. Se avessero la sensazione che stanno per perdere il controllo, come nelle rivolte in Grecia e in Spagna, con l’Italia che probabilmente sarà la prossima, allora faranno un altro Gladio. Ero vicino alla rete Gladio. Come sapete istigarono il terrorismo pagandolo con soldi americani per controllare il sistema politico in Italia e in altri paesi europei. Per quanto riguarda l’assassinio di Aldo Moro, il pagamento è stato fatto attraverso lo stesso sistema come ti ho detto su.
D: Ackermann faceva parte di questo sistema di pagamenti?
A: (Sorriso) … E’ lei il giornalista. Guardì come la sua carriera è arrivata rapidamente alla cima.
D: Cosa pensa si possa fare per impedirglielo?
R: Beh ci sono molti buoni libri là fuori che spiegano il contesto e fanno chiarezza sull’argomento, come quello che ho citato di Perkins. Queste persone hanno veramente sicari che vengono pagati per uccidere. Alcuni di loro ricevono i soldi attraverso le banche svizzere. Ma non solo, hanno un sistema capillarizzato in tutto il mondo. Per evitare che esso venga scoperto sono addestrate a fare di tutto. Quando dico di tutto intendo tutto proprio.
D: Attraverso l’informazione si potrebbero sgominare?
R: Sì, bisogna dire la verità. Siamo di fronte a criminali davvero spietati, compresi grandi criminali di guerra. Sono pronti e in grado di uccidere milioni di persone solo per restare al potere e avere il controllo.
D: Può spiegarci dal suo punto di vista, perché i mass media in Occidente se ne stanno più o meno completamente in silenzio per quanto riguarda il gruppo Bilderberg?
R: Perche’ esiste un accordo tra loro e i proprietari dei mezzi di comunicazione. Alle riunioni vengono invitate anche alcune personalità di spicco del mondo dei media, ma viene detto loro di non riferire nulla di ciò che vedono o sentono.
D: Nella struttura del Bilderberg, vi è una cerchia interna che conosce i piani e poi c’è una maggioranza che segue solo gli ordini?
R: Sì. Hai la cerchia interna dedita al satanismo ci sono poi le persone ingenue o meno informate. Alcuni addirittura pensano di fare qualcosa di buono, nella cerchia esterna.
D: Secondo i documenti esposti e le stesse dichiarazioni, il Bilderberg ha deciso nel 1955 di creare l’Unione europea e l’Euro, quindi hanno preso importanti decisioni.
R: Sì e deve sapere che il Bilderberg è stato fondato dal principe Bernardo, ex membro delle SS e del partito nazista lavoro infine anche per la IG Farben, che era una sussidiaria della Cyclone B. L’altro tipo che ha fondato il gruppo era a capo della Occidental Petroleum, che aveva stretti rapporti con i comunisti dell’Unione Sovietica. Lavorarono per entrambe le parti, in realtà, però, queste persone sono fascisti che vogliono controllare tutto e tutti quelli che si frappongono sulla loro strada vengono “rimossi”.
D: Come fanno a mantenere queste operazioni fuori del sistema internazionale Swift?
R: Beh, alcune delle liste Clearstream erano vere in pricipio. Inserirono solo dei nomi falsi per far credere alla gente che l’intero elenco fosse falso. Anche loro fanno degli errori. Il primo elenco era vero e si possono estrapolare un sacco di cose. Vedete, ci sono delle persone in giro che scoprono le irregolarità e poi trasmettono agli altri la verità. Verranno poi ovviamente costituiti disegni di legge che ridurranno al silenzio questo genere di persone. Il miglior modo per fermarli è quello di dire la verità, portando alla luce le loro malefatte. Se non riusciamo a fermarli diventeremo i loro schiavi.
D: Grazie per questa intervista.
Fonte
La fonte originale è stata cancellata ma centinaia di siti avevano già copiato l’articolo.
Tradotto e pubblicato da NEOVITRUVIAN

venerdì 5 ottobre 2012

odio e tolleranza

Vieni, parliamo un po', ti invito a discutere di politica. Non ti preoccupare, non cercherò di convincerti a votare per Chávez, non pretendo che in questa fase tu salti il fosso. Al contrario, hai tutto il diritto a dissentire dal Governo, basta che non dimentichi che è stato eletto dalla maggioranza degli elettori venezuelani. Ciò è democrazia, vero? Rispettare l'opinione della maggioranza e delle minoranze. Questo è qualcosa che dovremmo valorizzare perché molti paesi non hanno questa opportunità. Il popolo d'Inghilterra, per esempio, ha lo stesso Capo di Stato da 60 anni (la Regina Elisabetta II) e non può scegliere il proprio primo ministro a suffragio universale.
Ti conosco bene perché ti vedo ogni giorno: stai nella mia famiglia, nel mio lavoro, nella piazza, al mercato ... Ok, l'ultima volta che abbiamo votato hai raggiunto il 37% dei voti validi, che non è cosa da poco. Tuttavia, per anni ti hanno fatto credere di essere parte di una maggioranza virtuale, ma non è vero. Per questo sono buone le elezioni, per tornare a contarci di volta in volta e riconfermare la volontà della reale maggioranza.

Conosco le "ragioni" o meglio le emozioni, del tuo furibondo antichavismo. Ho visto il disprezzo, la rabbia e persino l'odio viscerale, che ti produce la sola immagine del Presidente. Ti ho sentito maledirlo, insultarlo e augurargli la morte.
Ti ho visto gioire per la sua malattia e piangere per il suo recupero. Ti ho sentito inveire contro tutte le decisioni e automaticamente rifiutare tutto ciò che riguarda il Governo. Ti ho sentito lamentarti che Chávez parla troppo, ma anni fa hai deciso di non volerlo ascoltare.

Ok, non è tutto oro. Ma anche se non ti piace per niente è il Presidente del tuo Paese. Le sue decisioni, ti toccano direttamente o indirettamente, per questo dovrebbero importarti. Tuttavia, hai scelto di informarti da mala fonte: attraverso voci e pettegolezzi dei tuoi amici oppositori, attraverso la disinformazione televisiva o della stampa, anziché farlo in prima persona. E' una tua scelta e inoltre ti risparmi un sacco di difficoltà, nessuno può costringerti ad ascoltare o leggere le sue dichiarazioni nel contesto, né di fare lo sforzo di informarti meglio o di cercare conferme di quello che senti o leggi.

Il tuo problema è che quando hai accettato di conformarti ad una sola versione dei fatti, hai cominciato a rinunciare, senza rendertene conto, ad essere un cittadino. Scusa la franchezza, ma si può essere cittadino e gregge allo stesso tempo. E quando uno vive nella società e smette di essere cittadino, delega la comprensione dei fenomeni politici, delega la sovranità mentale e rinuncia alla propria indipendenza. E da qui a consegnare l'indipendenza del proprio paese, il passo è breve. Infine, incapace di ragionare politicamente, di dialogare con argomenti, sei finito per cadere preda dei cani della politica.

So che sei convinto che "quest’uomo" è diventato presidente a causa degli errori della 4° Repubblica ed è durato così a lungo a causa degli errori della stessa opposizione. Lasciami ricordarti che, mentre tu senti il bisogno di "cacciarlo" come se fosse lì solo per renderti infelice, milioni di venezuelani ringraziano ogni giorno di avere il presidente che hanno.

So che non ti sei mai sentito più ottimista di adesso. Per la prima volta senti che ora c'è una via d'uscita da Chávez, pensi di essere sul punto di svegliarti da un lungo incubo. Nonostante quello che dicono i sondaggi di un certo prestigio, ti hanno convinto che questa volta non si può perdere. Non vorrei mettere in discussione le tue emozioni o sabotare la tua speranza. Sono sicuro che dopo il 7 ottobre capirai meglio ciò che ho da dire, ma ti prego di sentire questo ...

Questa trasfusione di "speranza" artificiale sta distorcendo la tua percezione, ti offusca la coscienza, ti blocca il  ragionamento e, peggio ancora, ti impedisce di vedere il rischio che comporta quando cercano di farti credere che hai vinto, ma c'è stata un'orrenda frode orchestrata dal regime.

Mi rendo conto che è praticamente impossibile mostrare a qualcuno i difetti di chi si è innamorato. Le vittime di Cupido, la maggior parte degli innamorati, vedono ciò che vogliono vedere, si rifiutano di vedere quello che non vogliono e vogliono ascoltare solo delle virtù della propria amata. Purtroppo, in questo caso, il tuo Cupido parla inglese e con tutti i mezzi a disposizione spara da anni frecce avvelenate che invece dell'amore fanno fiorire l'odio.

Ti hanno manipolato con un idea distorta di democrazia. Ti è stato detto che essa consiste nell'essere liberi di pensare, di parlare e di esprimere le "tue" idee attraverso qualsiasi mezzo. Ma si prendono gioco della parte più difficile della democrazia. Quella che si chiama "tolleranza". Questo ci permette di vivere in società, nonostante le differenze ed è una condizione per la sopravvivenza della democrazia e, soprattutto, della pace.

Amico oppositore, possiamo essere in disaccordo su molte cose, ma sono sicuro che come me, anche te vuoi avere la pace in Venezuela. E' vero che alcuni fanatici avversari sperano in una invasione dei Marines; che l'alcool corra prima nelle vene in modo che dopo scorra il sangue per le strade; che ciò che ci vuole per sbarazzarsi di Chávez sono dei morti in qualche manifestazione. Tanto che, alcuni hanno assunto cecchini e paramilitari; è vero che in questo momento molti implorano Dio o il diavolo in modo che prima del 7 ottobre arrivi questo benedetto evento catastrofico per cambiare la coscienza degli indecisi, ma sono sicuro che, essendo tu una persona ragionevole, non sei d'accordo con questi ... eccessi.

E sono sicuro, perché nessuno sano di mente desidera perdere la pace nel posto in cui vive, dove vivono i propri genitori, dove vivono i suoi figli, dove vivono i propri cari. Sarebbe molto stupido o da psicologicamente molto infermi volere qualcosa di diverso della pace. A meno che davvero non ce ne freghi niente di questo paese e si abbia la possibilità di andarsene in qualsiasi momento con tutta la propria famiglia all'estero.

Il giorno della simulazione del CNE ascoltai tre signore che conversavano. Era appena passato un gruppo motorizzato con bandiere, magliette e cappellini rossi e in un impeto di franchezza una di loro esclamò: "... Non li sopporto è qualcosa più forte di me, ma quando li vedo ciò che mi provoca è il desiderio di prenderli a calci". Poi, con il tono di chi non ucciderebbe neanche una mosca, aggiunge: "le giuro che io non sono così, io sono la persona più pacifica del mondo, ma quando vedo questa gente non so che mi succede".

Mi son detto nella mia mente: io so cos'è che le succede signora: la malattia che ha si chiama overdose di Globovision. Potrebbe anche essere di El Universal, di Tal Cual, di El Nuevo Pais o tutte quante insieme. Comunque ... overdose di realtà virtuale distorta. Overdose di odio inoculato. Ti sembrerà esagerato, ma quello di cui questa signora soffre è la fase terminale di un'operazione di guerra psicologica diretta contro Chávez, ma soprattutto contro l'Indipendenza Nazionale, che ha già oltre un decennio di bombardamenti sistematici.
In contrasto con i commenti di questa povera signora, che è fondamentalmente una vittima della guerra che l'Impero ci ha dichiarato, voglio raccontarti un piccolo aneddoto, che ho sentito da un amico militare. Suo figlio, 22 anni, recentemente gli ha chiesto: - Papà perché sei cosi tanto chavista, se il governo non ti ha dato neanche una casa? Guarda figlio, è vero che il governo non mi ha dato una casa e grazie a Dio sono riuscito comprarmela da me, ma sai una cosa? Ho visto centinaia di case date alle persone che altrimenti non sarebbero state in grado di averla e questo mi rende molto felice.

La risposta mi ha fatto ricordare il "pazzo" Simón Rodríguez, quando diceva: Pensa a tutti in modo che tutti pensino a te. Ecco la chiave del paese che stiamo costruendo. Qua non vi è nessun posto per "il cammino" dell'opposizione venezuelana, perché è un viaggio verso l'abisso: l'abisso della dittatura neoliberista che sta investendo l'Europa. L'abisso dal quale noi venezuelani ci siamo salvati proprio grazie a Hugo Chávez.

Un ultima cosa voglio dirti, anche se suona brutto, preparati a perdere il prossimo 7 ottobre. Non che io sia un indovino, ma è chiaro che perderai per le stesse ragioni per le quali le opposizioni hanno perso tutte le elezioni presidenziali per 14 anni. Vuoi sapere perché? Perché i tuoi leader sono egoisti, perché il loro cammino è volgarmente capitalista e perché, nonostante tutti gli sforzi di quel diabolico Cupido, non sono la maggioranza.

"Rompa el aislamiento. Vuelva a sentir la satisfacción moral de un acto de libertad... Haga circular esta información"        
 Rodolfo Walsh

"Ser internacionalista es saldar nuestra propia deuda con la humanidad. Quien no sea capaz de luchar por otros, no será nunca suficientemente capaz de luchar por sí mismo"     


Fidel Castro