involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

domenica 27 settembre 2015

PENSAVO AD UNA ALLUCINAZIONE INVECE È IL NUOVO ISEE

Nuovo ISEE. La guerra ai finti poveri inventa i finti ricchi




Dal 1 gennaio 2015 è in vigore il nuovo sistema di calcolo dell'ISEE, il principale indicatore della condizione economica tramite il quale viene regolamentato l'accesso alle prestazioni sociali agevolate. Al di là della pubblicistica d'assalto della lotta ai “finti poveri”, ai “furbetti del welfare” di Poletti & Co., si tratta di una riforma in preparazione da tempo e che opera nel profondo. L'erogazione delle prestazioni welfaristiche viene ristrutturata nel verso dell'espulsione dalla sfera di idoneità a beneficiare delle prestazioni ricalcolando a rialzo la condizione economica. Secondo una stima del Sole 24 Ore, i patrimoni del 2015, a parità di condizioni reddituali oggettive con il 2014, risulteranno più cospicui dall’ 8% fino al 30% in base a parametri come il valore della propria casa calcolato sull'IMU, l’eventuale mutuo ad esso connessa, lo stipendio, il numero di figli e di anziani a carico. Secondo il coordinatore della consulta dei CAF, Valeriano Canepari, su proiezioni effettuate sulla base dei primi riscontri, la platea di coloro che usufruiscono di servizi e prestazioni legati alla situazione economica potrebbe ridursi del 20%. Insomma, come se all'improvviso, ci fossimo arricchiti e quindi cosa dovremmo farcene di borse di studio, contributi assistenziali, tariffe agevolate etc.?Nel dettaglio il nuovo sistema prevede un forte ridimensionamento dell'autocertificazione delle informazioni e un'informatizzazione del calcolo e del controllo dei dati utili alla definizione dell'ISEE. Concretamente il dichiarante dovrà rivolgersi a un CAF per trasmettere i propri dati anagrafici compilando una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). La DSU potrà essere trasmessa anche per via telematica tramite il sito dell'INPS. I dati vengono acquisiti dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate e incrociati con le informazioni presenti nei database per determinare l'ISEE. Se dopo 15 giorni dalla presentazione della DSU il dichiarante non avrà ancora ricevuto l'attestazione potrà autodichiarare i dati per il calcolo dell'ISEE, esattamente come prima. Questo nuovo procedimento tende a smaltire l'intermediazione dei CAF che oggi veicolano all'incirca il 90% delle richieste. Non a caso a oggi restano bloccati i compensi corrisposti dall'INPS ai CAF per ogni richiesta ricevuta (circa 8 euro a domanda ISEE). In ogni caso la spesa totale dell’Inps per remunerare la collaborazione dei Caf sulla certificazione Isee non potrà superare per il 2015 i 76 milioni di euro. La situazione sta generando caos tra gli operatori e confusione tra gli utenti dei CAF.Se si analizzano le principali novità del nuovo ISEE ci si imbatte innanzitutto in tre tipi di domande differenziate in base alla prestazione richiesta. Infatti, all'ISEE ordinario, si affiancherà un modulo ISEE università, utilizzabile per le prestazioni relative al diritto allo studio, un modulo per le prestazioni socio-sanitarie, con una variante riservata alle prestazioni socio-sanitarie residenziali, e un ISEE per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni figli di genitori non coniugati o non conviventi. Questa modularità risponde all'esigenza di individuare le caratteristiche specifiche del nucleo familiare di riferimento e quello effettivo al quale attrarre il soggetto richiedente le prestazioni assistenziali.
Tra le novità eclatanti del nuovo ISEE rientra la modifica del parametro di calcolo dei cosiddetti “risparmi”, ovvero i patrimoni mobiliari in depositi e conti correnti bancari e postali. Questi vengono valorizzati non più verificando il saldo attivo del conto al 31 dicembre ma considerando la giacenza media del conto stesso, considerando quindi la portata dei movimenti e non il risparmio accumulato. Al fine di contrastare le dichiarazioni leggermente falsate dal prelievo di qualche spiccio dal conto corrente alla scadenza del 31 dicembre, si opta per una considerazione dinamica della ricchezza, quasi redditualizzando il patrimonio.Si tratta in fondo della stessa tendenza che descrive la vera truffa del nuovo ISEE: l'inclusione nel calcolo dell'indicatore anche delle somme fiscalmente esenti come assegni familiari, borse di studio, assegni sociali, indennità di accompagnamento, pensioni di invalidità. Sembrerebbe un curioso gioco delle tre carte in base al quale chi beneficia al momento di alcune prestazioni sociali, una volta conteggiato il valore reddituale di quelle stesse prestazioni, rischia poi di vedersene escluso. Come se se ne fosse arricchito. Il registro retorico del contrasto alla “dipendenza da welfare” viene compiuto e tradotto fattualmente grazie a un'operazione concettuale più profonda. I redditi utili alla riproduzione sociale vengono assimilati a redditi da lavoro dipendente, pertanto come una fonte di accrescimento della ricchezza. L'apparato del welfare si tramuta in workfare nel considerare i costi della riproduzione sociale come costo del lavoro sociale per l'impresa del capitalista collettivo. Ad ogni modo l'incapacità di sostenere questo costo segnala un significativo punto di crisi e rottura nella tenuta sistemica di questa ipotesi e nei fatti questa dinamica punta piuttosto a centrifugare una fascia di povertà intermedia fuori dall'orbita del welfare state proiettandola verso circuiti di indebitamento. Con buona pace dei vagheggiamenti sulle possibilità di redistribuzione sociale della ricchezza tramite erogazione di un reddito minimo universale e garantito come opzione riformista sistemica in questa fase...L'apparato welfaristico si ristruttura come strumento di intervento sulla povertà estrema a condizione che la domanda di assistenza si riduca e sia governata da criteri di economicità. I momenti valutativi, di cui l'attestazione ISEE rappresenta la soglia preliminare, hanno l'importanza fondamentale di circoscrivere e ridurre la platea di idonei ai servizi agevolati. Si accede alle prestazioni assistenziali quando non si ha più la possibilità di partecipare alla normale riproduzione capitalistica, quando non si può più pagare. Solo su questa “marginalità” interviene il welfare con il compito di reimmettere nel circuito della riproduzione sociale, del consumo. Restano aperte alcune variabili: come respingere il doppio ricatto dell'indebitamento connesso all'esclusione dai servizi e del disciplinamento connesso all'inclusione nell'assistenza? Quali figure tecniche, nonostante il processo di informatizzazione, ancora articolano questa segmentazione e come utilizzarle per organizzarsi sul terreno del diritto a non pagare rivendicando autonomia contro l'impoverimento?

FONTE 

sabato 26 settembre 2015

L'URSS dei GRANCHI IN SCATOLA

Traduzione di Danila Cucurnia

Presentiamo un articolo mai tradotto in italiano, del Professor Valery Antonovich Torgashev, che ci fornisce una vivida testimonianza, in controtendenza all'opinione comune anticomunista, dell'alto livello del tenore di vita della popolazione sovietica negli ultimi anni di governo del compagno Stalin.
Ecco cosa scrive allo storico e politico Nikolai Starikov:

"Caro Nikolai! Seguo con interesse i vostri interventi e condivido molte delle vostre posizioni, sia nella storia che per il presente.
In uno dei vostri interventi evidenziate correttamente che il periodo post-bellico della nostra storia non viene rispecchiato nella ricerca storica. Quei tempi furono abbastanza unici nella storia dell'URSS. Senza alcuna eccezione, tutte le caratteristiche negative del sistema socialista dell'Unione Sovietica apparvero solo dopo il 1956 e l'Unione Sovietica dopo il 1960 fu totalmente diversa dal paese che era stato in precedenza. Tuttavia, anche prima della guerra l'Unione Sovietica era diversa in modo significativo dal quella del dopoguerra. In Unione Sovietica, che io ricordo bene, l'economia pianificata era combinata in modo efficace con il mercato e le panetterie private erano più grandi di quelle statali. I negozi avevano un'abbondanza e una varietà di prodotti industriali ed alimentari, la maggior parte dei quali proveniva dal settore privato, e non esisteva il concetto di scarsità. Ogni anno, dal 1946 al 1953, la vita delle persone migliorava in modo significativo. La famiglia media sovietica nel 1955 stava meglio di quanto stesse una famiglia media americana nello stesso anno e sempre meglio rispetto ad una moderna famiglia americana di 4 persone con un reddito annuo di 94.000 dollari. Per quanto concerne la  Russia moderna non posso parlare. Vi mando il materiale in base alla mia personale ricostruzione delle storie dei miei amici che erano, a quei tempi, più anziani di me, così come gli studi riservati dei bilanci familiari che il CSB aveva condotto fino al 1959. Le sarei molto grato se foste in grado di diffondere questa storia per il vostro largo pubblico, se la trovate interessante. Ho l'impressione che, oltre a me, su questo periodo nessuno sia in grado di ricordare ".

TRADUZIONE

FONTE