involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio
giovedì 11 febbraio 2016
Attilio Folliero: Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che ava...
Attilio Folliero: Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che ava...: Dante Lepore, Ponsinmor / Facebook , 10/02/2016 Parto dall’ultima notizia, appena sciorinata da «La Stampa» ( 1 ), secondo la quale...
mercoledì 10 febbraio 2016
WURSTEL ALLA TURCA CON SALSA KETCHUP
A volte
quello che si dice va calibrato nel contesto nel quale lo si dice e non
c’è dubbio che l’incontro tra la Cancelliera Merkel e il Primo Ministro
turco Davutoglu ha fornito l’occasione giusta per Berlino di
rispolverare una qualche funzione nello scacchiere internazionale.
All’uopo la Cancelliera Merkel si dice “disgustata” dai raid russi in
Siria. Sì, disgustano i raid di Mosca sulle truppe dell’Isis e, ancor
più, sulle piste che i macellai di Al-Baghdadi utilizzano per il
trasporto di petrolio, armi e rinforzi che, con l’aiuto diretto in molti
casi e la compiacenza in altri, vedono il sostegno della Turchia al
Califfato.
Si deve quindi prendere atto che il sostegno al regime genocida di Ankara ed alle sue pretese di conquista sulla Siria produce una inedita emotività tedesca, visto che in tutti questi anni, mentre la Siria veniva devastata dai raid dell’Occidente, Berlino non aveva provato uguale disgusto.
Ovviamente la Merkel non si dice disgustata per l’ormai impresentabile volto del regime turco, autentico buco nero del diritto e della democrazia. E’ del resto inutile ricordare i legami profondi tra la Germania e la Turchia, anche solo per i 18 milioni di turchi che vivono (e molti votano) in terra tedesca. Negli ultimi tempi, a seguito dell’impennarsi dei flussi migratori e sotto la pressione della destra xenofoba tedesca, che accusa la Merkel di debolezza per la scelta di lasciar passare i profughi siriani (non a caso quelli più preparati), il governo della Cancelliera, preoccupato per il calo di consensi interni, ha scelto di muoversi per fermare i flussi non alle proprie frontiere ma impedendone l’arrivo.
E l’unico modo era quello di coinvolgere l’alleato turco, impegnato da mesi in uno scontro al calor bianco con Mosca. La finta indignazione di queste ore verso i raid russi in territorio siriano è quindi solo il sostegno politico con la quale Berlino paga Ankara affinché blocchi i profughi diretti in Germania.
Ma non solo di sostegno politico si tratta. Berlino sì tutela i suoi confini chiedendo ad Ankara di fungere da filtro per i migranti che hanno scelto la Turchia e quindi i Balcani come passaggio verso l’Europa continentale, particolarmente verso Austria e Germania. Ma il vorace Erdogan non muove un dito senza la moneta che corre, ed ha quindi prontamente battuto cassa, sapendo di trovarsi in una posizione privilegiata verso Berlino. In cambio dell’opera di filtro - che sostanzialmente consiste in un vero e proprio blocco turco che impedisce ad una parte significativa dei migranti di proseguire verso l’Europa - la Germania ha quindi accettato di sostenere anche economicamente il regime di Erdogan con tre miliardi di Euro supplementari a sostegno dell'impegno turco con i migranti.
Sembrerebbe quindi esserci un cambio di strategia rispetto al passato, anche quello più recente, quando all’Italia che chiedeva aiuti economici per fronteggiare l’ondata migratoria sulle sue coste, quei finanziamenti venivano negati proprio da Berlino, Londra e Parigi.
Nemmeno si volle finanziare la missione Mare Nostrum, che funzionava, utilizzando cavilli politicisti e giuridici in forza dei quali si è scelto di dare vita a Triton, che non soccorre i migranti ma difende i confini, trasformando il soccorso in mare in un blocco in mare.
Ora, come sempre succede per ogni singolo aspetto delle politiche europee, quando la Germania si muove lo fa nel suo unico interesse e, particolare non secondario, mentre raccoglie i crediti, accolla al resto della UE le relative spese.
Prova ne sia che dei tre miliardi promessi Berlino spenderà solo per la sua quota parte, pur essendo quei miliardi a diretto beneficio di Berlino. Proprio su questi aiuti ha alzato la voce Renzi alla vigilia dell’incontro con la Cancelliera, salvo poi mettersi la coda tra le gambe quando la stessa gli ha ricordato che il diritto di voto italiano è roba da dibattito accademico, non altro.
E a dimostrare come sia l’interesse tedesco e non una malintesa preoccupazione per i diritti umani, si può sottolineare come il disgusto della Cancelliera sia davvero passeggero. Se infatti Berlino volesse davvero dimostrare la sua lontananza da Mosca, sarebbe sufficiente che annullasse o congelasse il progetto North-Stream. Un progetto che prevede il passaggio del gas russo attraverso l’Est Europa per finire poi in Germania, da dove successivamente - ed al prezzo che Berlino riterrà congruo - giungerà agli altri paesi europei.
Il North Stream è nato per iniziativa tedesca dopo che il South Stream, che vedeva invece tutt’altro percorso per le pipeline e che coinvolgeva anche l’Italia, è stato congelato come effetto delle sanzioni europee e statunitensi verso la Russia a causa della crisi Ucraina.
Si potrebbe obiettare che la Germania insiste però nel mantenimento delle sanzioni verso Mosca. Ma anche qui è solo convenienza. Berlino insiste nelle sanzioni contro Mosca perchè esse colpiscono in minima parte l’import-export della Germania rispetto a quello dell’Italia o della Francia; e soprattutto, il mantenimento delle sanzioni permette il permanere del congelamento del South Stream e, di converso, l’accelerazione verso il North Stream.
Notizia gradita anche per gli USA, che nelle sanzioni verso Mosca vedono uno stop alle esportazioni russe, un isolamento politico del Cremlino ed un consistente contributo alla decrescita russa. Peraltro, l’eccesso di offerta di petrolio fornisce una ulteriore ragione di convenienza a chi ritiene che, dato anche il recente ritorno dell’Iran sul mercato del greggio, ridurre le esportazioni russe aiuti a contenere l’offerta e a non far così abbassare ulteriormente il prezzo del barile.
C’entrano poco quindi le preoccupazioni sulla sorte della popolazione siriana, ancora una volta usata come arma di propaganda da chi prima gli ha scatenato una guerra per procura, poi cerca d’impedire che fugga dall’orrore, e infine la utilizzi sopra e sotto il tavolo dei suoi interessi. Una maggiore decenza s’imporrebbe, ma al momento la si può trovare solo schiacciata sotto teutonici tacchi.
di Fabrizio Casari
FONTE
Si deve quindi prendere atto che il sostegno al regime genocida di Ankara ed alle sue pretese di conquista sulla Siria produce una inedita emotività tedesca, visto che in tutti questi anni, mentre la Siria veniva devastata dai raid dell’Occidente, Berlino non aveva provato uguale disgusto.
Ovviamente la Merkel non si dice disgustata per l’ormai impresentabile volto del regime turco, autentico buco nero del diritto e della democrazia. E’ del resto inutile ricordare i legami profondi tra la Germania e la Turchia, anche solo per i 18 milioni di turchi che vivono (e molti votano) in terra tedesca. Negli ultimi tempi, a seguito dell’impennarsi dei flussi migratori e sotto la pressione della destra xenofoba tedesca, che accusa la Merkel di debolezza per la scelta di lasciar passare i profughi siriani (non a caso quelli più preparati), il governo della Cancelliera, preoccupato per il calo di consensi interni, ha scelto di muoversi per fermare i flussi non alle proprie frontiere ma impedendone l’arrivo.
E l’unico modo era quello di coinvolgere l’alleato turco, impegnato da mesi in uno scontro al calor bianco con Mosca. La finta indignazione di queste ore verso i raid russi in territorio siriano è quindi solo il sostegno politico con la quale Berlino paga Ankara affinché blocchi i profughi diretti in Germania.
Ma non solo di sostegno politico si tratta. Berlino sì tutela i suoi confini chiedendo ad Ankara di fungere da filtro per i migranti che hanno scelto la Turchia e quindi i Balcani come passaggio verso l’Europa continentale, particolarmente verso Austria e Germania. Ma il vorace Erdogan non muove un dito senza la moneta che corre, ed ha quindi prontamente battuto cassa, sapendo di trovarsi in una posizione privilegiata verso Berlino. In cambio dell’opera di filtro - che sostanzialmente consiste in un vero e proprio blocco turco che impedisce ad una parte significativa dei migranti di proseguire verso l’Europa - la Germania ha quindi accettato di sostenere anche economicamente il regime di Erdogan con tre miliardi di Euro supplementari a sostegno dell'impegno turco con i migranti.
Sembrerebbe quindi esserci un cambio di strategia rispetto al passato, anche quello più recente, quando all’Italia che chiedeva aiuti economici per fronteggiare l’ondata migratoria sulle sue coste, quei finanziamenti venivano negati proprio da Berlino, Londra e Parigi.
Nemmeno si volle finanziare la missione Mare Nostrum, che funzionava, utilizzando cavilli politicisti e giuridici in forza dei quali si è scelto di dare vita a Triton, che non soccorre i migranti ma difende i confini, trasformando il soccorso in mare in un blocco in mare.
Ora, come sempre succede per ogni singolo aspetto delle politiche europee, quando la Germania si muove lo fa nel suo unico interesse e, particolare non secondario, mentre raccoglie i crediti, accolla al resto della UE le relative spese.
Prova ne sia che dei tre miliardi promessi Berlino spenderà solo per la sua quota parte, pur essendo quei miliardi a diretto beneficio di Berlino. Proprio su questi aiuti ha alzato la voce Renzi alla vigilia dell’incontro con la Cancelliera, salvo poi mettersi la coda tra le gambe quando la stessa gli ha ricordato che il diritto di voto italiano è roba da dibattito accademico, non altro.
E a dimostrare come sia l’interesse tedesco e non una malintesa preoccupazione per i diritti umani, si può sottolineare come il disgusto della Cancelliera sia davvero passeggero. Se infatti Berlino volesse davvero dimostrare la sua lontananza da Mosca, sarebbe sufficiente che annullasse o congelasse il progetto North-Stream. Un progetto che prevede il passaggio del gas russo attraverso l’Est Europa per finire poi in Germania, da dove successivamente - ed al prezzo che Berlino riterrà congruo - giungerà agli altri paesi europei.
Il North Stream è nato per iniziativa tedesca dopo che il South Stream, che vedeva invece tutt’altro percorso per le pipeline e che coinvolgeva anche l’Italia, è stato congelato come effetto delle sanzioni europee e statunitensi verso la Russia a causa della crisi Ucraina.
Si potrebbe obiettare che la Germania insiste però nel mantenimento delle sanzioni verso Mosca. Ma anche qui è solo convenienza. Berlino insiste nelle sanzioni contro Mosca perchè esse colpiscono in minima parte l’import-export della Germania rispetto a quello dell’Italia o della Francia; e soprattutto, il mantenimento delle sanzioni permette il permanere del congelamento del South Stream e, di converso, l’accelerazione verso il North Stream.
Notizia gradita anche per gli USA, che nelle sanzioni verso Mosca vedono uno stop alle esportazioni russe, un isolamento politico del Cremlino ed un consistente contributo alla decrescita russa. Peraltro, l’eccesso di offerta di petrolio fornisce una ulteriore ragione di convenienza a chi ritiene che, dato anche il recente ritorno dell’Iran sul mercato del greggio, ridurre le esportazioni russe aiuti a contenere l’offerta e a non far così abbassare ulteriormente il prezzo del barile.
C’entrano poco quindi le preoccupazioni sulla sorte della popolazione siriana, ancora una volta usata come arma di propaganda da chi prima gli ha scatenato una guerra per procura, poi cerca d’impedire che fugga dall’orrore, e infine la utilizzi sopra e sotto il tavolo dei suoi interessi. Una maggiore decenza s’imporrebbe, ma al momento la si può trovare solo schiacciata sotto teutonici tacchi.
di Fabrizio Casari
FONTE
venerdì 5 febbraio 2016
EUROPA;PRIMA DEL PIANO MARSHALL (+aggiornamento)
FONTE
Secondo un articolo
del Telegraph, il direttore statunitense della National Intelligence è stato recentemente incaricato dal Congresso per "condurre una revisione importante nel finanziamento clandestino russo dei partiti europei negli ultimi dieci anni." Questa rivelazione oltre ad alimentare la "russofobia" ha lo scopo di mettere in guardia entità politiche disobbedienti ancora popolari in tutta Europa e ridimensionare le loro ambizioni per riequilibrare i ruoli e il peso dei loro stati nazionali all'interno dell'Unione europea. Quindi, in base alla storia del Telegraph, qualsiasi politico europeo che osa mettere in discussione l'espansione verso est della NATO, la politica delle anti-sanzioni alla Russia, o la posizione europea vigente sul conflitto ucraino è essenzialmente uno strumento inconsapevole di "guerra ibrida della Russia."
In realtà, qualsiasi osservatore imparziale potrebbe porre alcune semplici domande: Perché diavolo agenzie di intelligence statunitensi si preoccupano per la sicurezza interna dell'Europa Non sono forse gli stessi agenti che finanziano, reclutano, e controllano innumerevoli organizzazioni politiche, individui e mezzi di comunicazione sul continente europeo? Perché così sfacciatamente rivelano il loro dominio in Europa?
Un politicamente corretto sosterrebbe che gli Stati Uniti hanno salvato l'Europa dalla "minaccia comunista", dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha facilitato la sua ripresa economica rapida, ed è ancora a salvaguarda del continente sotto il suo ombrello nucleare. Forse. Ma una revisione del contesto storico non deve iniziare con il piano Marshall . Prima di tutto, è stato lanciato nel mese di aprile 1948. Dal momento che i nazisti capitolarono nel maggio 1945, un lettore disinformato potrebbe dedurre che gli Stati Uniti avessero elaborato un programma di massicci investimenti per l'Europa già tre anni prima e ... lui si sarebbe sbagliato . Secondo,alla Conferenza di Quebec, "OTTAGONO",nel settembre del 1944, il presidente Roosevelt e il segretario al Tesoro Henry Morgenthau Jr. presentarono al premier britannico Winston Churchill il loro programma di post-Surrender per la Germania . Tale documento strettamente confidenziale prevede la partizione e completa deindustrializzazione dello stato tedesco. Secondo il piano, la Germania doveva essere diviso in due stati indipendenti. I suoi epicentri delle miniere e dell'industria, tra cui il Protettorato della Saar, la valle del Ruhr, e Alta Slesia dovevano essere internazionalizzato o annessa alla Francia e Polonia. Di seguito sono riportati alcuni estratti:
Il piano rapidamente si rivelò essere un errore strategico. Gli Stati Uniti hanno sottovalutato l'impatto ideologico e culturale dei sovietici sulle società europee. Gli strateghi americani non sono riusciti a
capire l'attrazione verso un sistema socialista desiderato dalla maggior
parte della popolazione delle nazioni liberate.
Una vasta gamma di politici pro-socialista e pro-comunista hanno
cominciato vincere le elezioni democratiche e guadagnare influenza
politica non solo in Europa orientale, ma anche in Grecia, Italia,
Francia e altri paesi europei.
Così Washington capiscee che la sua forzata
deindustrializzazione dell'Europa potrebbe divenire
reindustrializzazione in stile sovietico e l'eventuale dominio russo del
continente ... Pertanto gli Stati Uniti hanno dovuto sostituire
tempestivamente il Piano Morgenthau con uno chiamato dopo il segretario
di Stato George Marshall ...Nel corso di quattro anni ha fornito l'Europa di 12 miliardi di dollari in crediti, donazioni, contratti d'affitto, ecc, al fine di acquistare ... macchine americane e altri beni.
Anche se il piano indubbiamente rinverdisce le economie dell'Europa, il
suo più grande effetto positivo era ... l'economia americana in sé! Contemporaneamente una ondata di repressione politica è stata lanciata in tutta Europa, in particolare in Germania.
I media hanno in gran parte dimenticato un'iniziativa sovietica, proposta nel 1950, di ritirarsi dalla DDR e di riunificare una neutrale, non allineata, smilitarizzata Germania entro un anno dalla conclusione di un trattato di pace. È un dato di fatto, la risoluzione adottata nel corso della riunione di Praga dei Ministri degli Esteri del blocco sovietico il 21 Ottobre 1950 ha proposto l'istituzione di un Consiglio Costituente tutto tedesco, con pari rappresentanza da GermaniaEst e Germania Ovest per preparare la formazione di un "unico governo provvisorio, sovrano, democratico e amante della pace"in una Germania unita. Inutile dire,che il governo degli Stati Uniti e l'amministrazione della Germania Ovest in Bohn si oppose con forza alll'iniziativa. Mentre un plebiscito sul tema "Sei contro la rimilitarizzazione della Germania e in favore della conclusione di un trattato di pace nel 1951?" È stato annunciato in entrambe le metà dello stato diviso, che il referendum si è svolto e ufficialmente riconosciuto solo in Germania orientale ( con il 96% dei voti "sì").
Le
autorità della Germania occidentale controllata dagli Stati Uniti non
sono riusciti a rispondere in modo veramente democratico. Hanno rifiutato di riconoscere i risultati preliminari del referendum che si
erano otttenuti nel febbraio 1951 (dei 6,2 milioni di cittadini
federali che avevano preso parte entro giugno 1951, 94,4 % ha anche
votato "sì") e ha introdotto la draconiana cauto Criminal Law Amendment Act (del 1951 Blitzgesetz) il 11 luglio
in base a tale normativa, chiunque colpevole di importazione di
letteratura proibita, criticare il governo, o avere contatti non
dichiarata con i rappresentanti della DDR , ecc doveva essere perseguito
per "alto tradimento", che era punibile con 5 a 15 anni di carcere.
Di conseguenza, tra il 1951 e il 1968, 200.000 dei
500.000 membri del partito comunista e di altri gruppi di sinistra in
Germania sono stati accusati in base a questa legge.
Diecimila persone sono state arrestate e la maggior parte
di coloro che sono stati epurati da cariche istituzionali non hanno ripreso le
loro attività politiche.
Ulteriori modifiche legislative nel 1953 in realtà hanno abolito il diritto
di tenere liberamente raduni e manifestazioni, e nel 1956 il Partito
Comunista di Germania è stato vietato. [Maggiori dettagli possono essere trovati nel 2012 il documentario di Daniel Burkholz Verboten - Verfolgt - Vergessen ( (Forbidden-Followed-Forgotten. Half a Million Public Enemies ), Che è sorprendentemente disponibile su YouTube].
La repressione politica che si è verificata in Germania dal 1950 al 1980, ed eventi simili verificatesi in altri paesi europei nello stesso periodo, è un argomento molto tabù. Operazione Gladio in Italia, i crimini del regime dei Colonnelli in Grecia, e gli omicidi controversi dei politici europei realistici che apertamente sostenevano il compromesso storico con il blocco sovietico - come premier italiano Aldo Moro (1978) e lo svedese PM Olof Palme (1986) - tutti hanno ricevuto molto di più l'attenzione dei media. Le rivelazioni fatte da un ex corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Udo Ulfkotte, nel suo libro Gekaufte Journalisten ( "acquistato giornalisti") circa il meccanismo di controllo dei media in Germania (ricordate il Piano Morgenthau?) Rappresentano solo la punta di un iceberg. La quasi totale assenza di reazione visto a Berlino dopo la comunicazione di Edward Snowden del spionaggio elettronico coperta di routine condotta contro leader tedeschi da parte della NSA significa che in realtà, la Germania ha riconosciuto la sua perdita di sovranità sul proprio paese e, quindi, non ha nulla da perdere.
Così, dopo l'assunzione di tutti questi fatti presi in considerazione e rileggere l' articolo del Telegraph, sei ancora così sicuro che gli Stati Uniti siano davvero il custode della sovranità dell'Europa? Non è forse più probabile che utilizzando la presunta "minaccia russa" per controllare e vessare l'establishment politico e della società civile in Europa, Washington sta facendo progressi verso un obiettivo semplice e primitivo - che è di limitarsi a mantenere le sue pecore all'interno dell'ovile?
(aggiornamento)
in realtà Wikileaks ci prospetta una realtà completamente opposta
http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-1/
http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-2/
Secondo un articolo
del Telegraph, il direttore statunitense della National Intelligence è stato recentemente incaricato dal Congresso per "condurre una revisione importante nel finanziamento clandestino russo dei partiti europei negli ultimi dieci anni." Questa rivelazione oltre ad alimentare la "russofobia" ha lo scopo di mettere in guardia entità politiche disobbedienti ancora popolari in tutta Europa e ridimensionare le loro ambizioni per riequilibrare i ruoli e il peso dei loro stati nazionali all'interno dell'Unione europea. Quindi, in base alla storia del Telegraph, qualsiasi politico europeo che osa mettere in discussione l'espansione verso est della NATO, la politica delle anti-sanzioni alla Russia, o la posizione europea vigente sul conflitto ucraino è essenzialmente uno strumento inconsapevole di "guerra ibrida della Russia."
In realtà, qualsiasi osservatore imparziale potrebbe porre alcune semplici domande: Perché diavolo agenzie di intelligence statunitensi si preoccupano per la sicurezza interna dell'Europa Non sono forse gli stessi agenti che finanziano, reclutano, e controllano innumerevoli organizzazioni politiche, individui e mezzi di comunicazione sul continente europeo? Perché così sfacciatamente rivelano il loro dominio in Europa?
Un politicamente corretto sosterrebbe che gli Stati Uniti hanno salvato l'Europa dalla "minaccia comunista", dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha facilitato la sua ripresa economica rapida, ed è ancora a salvaguarda del continente sotto il suo ombrello nucleare. Forse. Ma una revisione del contesto storico non deve iniziare con il piano Marshall . Prima di tutto, è stato lanciato nel mese di aprile 1948. Dal momento che i nazisti capitolarono nel maggio 1945, un lettore disinformato potrebbe dedurre che gli Stati Uniti avessero elaborato un programma di massicci investimenti per l'Europa già tre anni prima e ... lui si sarebbe sbagliato . Secondo,alla Conferenza di Quebec, "OTTAGONO",nel settembre del 1944, il presidente Roosevelt e il segretario al Tesoro Henry Morgenthau Jr. presentarono al premier britannico Winston Churchill il loro programma di post-Surrender per la Germania . Tale documento strettamente confidenziale prevede la partizione e completa deindustrializzazione dello stato tedesco. Secondo il piano, la Germania doveva essere diviso in due stati indipendenti. I suoi epicentri delle miniere e dell'industria, tra cui il Protettorato della Saar, la valle del Ruhr, e Alta Slesia dovevano essere internazionalizzato o annessa alla Francia e Polonia. Di seguito sono riportati alcuni estratti:
- I [US] forze militari al momento dell'entrata in aree industriali [tedesco] devono distruggere tutti gli impianti e le attrezzature che non possono essere rimossi immediatamente.
- Non più di 6 mesi dopo la cessazione delle ostilità, tutti gli impianti e le attrezzature non distrutto da un'azione militare industriali devono essere o completamente smantellati e rimossi dalla zona o completamente distrutti.
- Tutte le persone all'interno della zona dovrebbero essere fatti per capire che questa zona non sarà di nuovo permesso di diventare una zona industriale. Di conseguenza, tutte le persone e le loro famiglie nella zona detenendo abilità speciali o formazione tecnica dovrebbero essere incoraggiati a migrare definitivamente dalla zona e devono essere il più ampiamente dispersi possibile.
- Tutte le stazioni radio tedesche e giornali, riviste, settimanali, ecc devono essere sospesi fino a controlli adeguati sono stabiliti e un programma appropriato formulati.
Divisione della Germania in base al Piano Morgenthau 1944
I media hanno in gran parte dimenticato un'iniziativa sovietica, proposta nel 1950, di ritirarsi dalla DDR e di riunificare una neutrale, non allineata, smilitarizzata Germania entro un anno dalla conclusione di un trattato di pace. È un dato di fatto, la risoluzione adottata nel corso della riunione di Praga dei Ministri degli Esteri del blocco sovietico il 21 Ottobre 1950 ha proposto l'istituzione di un Consiglio Costituente tutto tedesco, con pari rappresentanza da GermaniaEst e Germania Ovest per preparare la formazione di un "unico governo provvisorio, sovrano, democratico e amante della pace"in una Germania unita. Inutile dire,che il governo degli Stati Uniti e l'amministrazione della Germania Ovest in Bohn si oppose con forza alll'iniziativa. Mentre un plebiscito sul tema "Sei contro la rimilitarizzazione della Germania e in favore della conclusione di un trattato di pace nel 1951?" È stato annunciato in entrambe le metà dello stato diviso, che il referendum si è svolto e ufficialmente riconosciuto solo in Germania orientale ( con il 96% dei voti "sì").
La repressione politica che si è verificata in Germania dal 1950 al 1980, ed eventi simili verificatesi in altri paesi europei nello stesso periodo, è un argomento molto tabù. Operazione Gladio in Italia, i crimini del regime dei Colonnelli in Grecia, e gli omicidi controversi dei politici europei realistici che apertamente sostenevano il compromesso storico con il blocco sovietico - come premier italiano Aldo Moro (1978) e lo svedese PM Olof Palme (1986) - tutti hanno ricevuto molto di più l'attenzione dei media. Le rivelazioni fatte da un ex corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Udo Ulfkotte, nel suo libro Gekaufte Journalisten ( "acquistato giornalisti") circa il meccanismo di controllo dei media in Germania (ricordate il Piano Morgenthau?) Rappresentano solo la punta di un iceberg. La quasi totale assenza di reazione visto a Berlino dopo la comunicazione di Edward Snowden del spionaggio elettronico coperta di routine condotta contro leader tedeschi da parte della NSA significa che in realtà, la Germania ha riconosciuto la sua perdita di sovranità sul proprio paese e, quindi, non ha nulla da perdere.
Così, dopo l'assunzione di tutti questi fatti presi in considerazione e rileggere l' articolo del Telegraph, sei ancora così sicuro che gli Stati Uniti siano davvero il custode della sovranità dell'Europa? Non è forse più probabile che utilizzando la presunta "minaccia russa" per controllare e vessare l'establishment politico e della società civile in Europa, Washington sta facendo progressi verso un obiettivo semplice e primitivo - che è di limitarsi a mantenere le sue pecore all'interno dell'ovile?
(aggiornamento)
in realtà Wikileaks ci prospetta una realtà completamente opposta
http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-1/
http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-2/
Iscriviti a:
Commenti (Atom)