involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 13 febbraio 2016

BUSINESS !!


Per gli esportatori di "democrazia" la vita è solo  business 


Una pistola giocattolo è costata la vita al ragazzo 12enne
L’amministrazione della città americana di Cleveland pretende 500 US dalla famiglia del 12enne afroamericano ucciso dalla polizia nel novembre del 20014
Nella richiesta, che è stata presentata al Tribunale, viene affermato che la famiglia dell’ucciso Tamir Rice non ha pagato 500 US per la chiamata dell’ambulanza e per il trasporto del ragazzo poi deceduto in ospedale.
Il 12enne Tamir Rice era stato ferito a morte nel parco giochi il 22 novembre del 2014. Uno degli abitanti del luogo aveva telefonato al numero di emergenza riferendo che un ragazzo camminava per la strada con una pistola in mano, molto probabilmente, giocattolo. L’operatore aveva girato le informazioni alla polizia ma solo in parte. L’ufficiale Loehmann e il suo collega Frank Garmbek avevano deciso che l'arma era vera e hanno ucciso l’adolescente
Secondo gli agenti Tamir aveva messo mano alla cintura e preso la pistola quando aveva visto i poliziotti. In realtà si è scoperto come l’arma fosse una pistola giocattolo.
- E' disumano – mandare il conto ad una famiglia cui la polizia ha ucciso il figlio. Questa famiglia dovrebbe rivendicare i danni al governo. Le hanno intentato una causa - è un insulto - ha detto Subodh Chandra, l’avvocato della famiglia
Un altro avvocato della famiglia Jonathan Abadi ha definito la causa intentata dalle autorità cittadine una mistificazione.
E’ evidente che si tratta di un’azione premeditata da parte delle autorità di Cleveland, - ha detto.
La decisione del tribunale che ha assolto gli agenti nel dicembre dello scorso anno, ha portato immediatamente la popolazione ed i parenti del ragazzo ucciso a chiedere un'indagine federale e a pretendere le dimissioni del procuratore della Contea di Kuyahoga Timothy J. McGinty
La famiglia di Tamir Rice afferma che gli agenti Loehmann e Garmbek non hanno cercato di rianimare ne fornire un primo soccorso al ragazzo dopo averlo ferito
Invece lo hanno ammanettato. La scena è stata vista dalla sorella di Tamir di 14 anni che ha testimoniato che gli agenti misero i fratello in una macchina della polizia.
Tamir morì a causa delle ferite in ospedale il giorno seguente.
Il rapporto della polizia dichiarava che il ragazzo dimostrava molti più anni della sua età
McGuinty ha criticato la stampa per la divulgazione di queste dichiarazioni e per gli altri elementi di prova pubblicati
- Il Procuratore McGuinty ha deliberatamente sabotato l'indagine. Si comportava come avvocato della polizia, - dice la madre Samaria Rice, la madre di Tamir.
Le autorità cittadine hanno preteso che la famiglia del ragazzo ucciso paghi i 500 US relativi ai servizi del Pronto Soccorso entro il prossimo 11 marzo
Questa non è la prima volta che alle vittime della polizia vien chiesto un pagamento. Gli agenti della polizia di Chicago che ha sparato a morte ad uno studente 19enne di colore Quinton Legriera e alla madre di cinque figli che aveva assistito all'incidente, ha intentato una causa contro la famiglia dell’adolescente chiedendo un risarcimento per danni morali ricevuti. La somma richiesta è stata di 10 milioni di US .

giovedì 11 febbraio 2016

Attilio Folliero: Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che ava...

Attilio Folliero: Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che ava...: Dante Lepore, Ponsinmor / Facebook , 10/02/2016 Parto dall’ultima notizia, appena sciorinata da «La Stampa» ( 1 ), secondo la quale...

mercoledì 10 febbraio 2016

WURSTEL ALLA TURCA CON SALSA KETCHUP

A volte quello che si dice va calibrato nel contesto nel quale lo si dice e non c’è dubbio che l’incontro tra la Cancelliera Merkel e il Primo Ministro turco Davutoglu ha fornito l’occasione giusta per Berlino di rispolverare una qualche funzione nello scacchiere internazionale. All’uopo la Cancelliera Merkel si dice “disgustata” dai raid russi in Siria. Sì, disgustano i raid di Mosca sulle truppe dell’Isis e, ancor più, sulle piste che i macellai di Al-Baghdadi utilizzano per il trasporto di petrolio, armi e rinforzi che, con l’aiuto diretto in molti casi e la compiacenza in altri, vedono il sostegno della Turchia al Califfato.
Si deve quindi prendere atto che il sostegno al regime genocida di Ankara ed alle sue pretese di conquista sulla Siria produce una inedita emotività tedesca, visto che in tutti questi anni, mentre la Siria veniva devastata dai raid dell’Occidente, Berlino non aveva provato uguale disgusto.
Ovviamente la Merkel non si dice disgustata per l’ormai impresentabile volto del regime turco, autentico buco nero del diritto e della democrazia. E’ del resto inutile ricordare i legami profondi tra la Germania e la Turchia, anche solo per i 18 milioni di turchi che vivono (e molti votano) in terra tedesca. Negli ultimi tempi, a seguito dell’impennarsi dei flussi migratori e sotto la pressione della destra xenofoba tedesca, che accusa la Merkel di debolezza per la scelta di lasciar passare i profughi siriani (non a caso quelli più preparati), il governo della Cancelliera, preoccupato per il calo di consensi interni, ha scelto di muoversi per fermare i flussi non alle proprie frontiere ma impedendone l’arrivo.
E l’unico modo era quello di coinvolgere l’alleato turco, impegnato da mesi in uno scontro al calor bianco con Mosca. La finta indignazione di queste ore verso i raid russi in territorio siriano è quindi solo il sostegno politico con la quale Berlino paga Ankara affinché blocchi i profughi diretti in Germania.

Ma non solo di sostegno politico si tratta. Berlino sì tutela i suoi confini chiedendo ad Ankara di fungere da filtro per i migranti che hanno scelto la Turchia e quindi i Balcani come passaggio verso l’Europa continentale, particolarmente verso Austria e Germania. Ma il vorace Erdogan non muove un dito senza la moneta che corre, ed ha quindi prontamente battuto cassa, sapendo di trovarsi in una posizione privilegiata verso Berlino. In cambio dell’opera di filtro - che sostanzialmente consiste in un vero e proprio blocco turco che impedisce ad una parte significativa dei migranti di proseguire verso l’Europa - la Germania ha quindi accettato di sostenere anche economicamente il regime di Erdogan con tre miliardi di Euro supplementari a sostegno dell'impegno turco con i migranti.

Sembrerebbe quindi esserci un cambio di strategia rispetto al passato, anche quello più recente, quando all’Italia che chiedeva aiuti economici per fronteggiare l’ondata migratoria sulle sue coste, quei finanziamenti venivano negati proprio da Berlino, Londra e Parigi.

Nemmeno si volle finanziare la missione Mare Nostrum, che funzionava, utilizzando cavilli politicisti e giuridici in forza dei quali si è scelto di dare vita a Triton, che non soccorre i migranti ma difende i confini, trasformando il soccorso in mare in un blocco in mare.

Ora, come sempre succede per ogni singolo aspetto delle politiche europee, quando la Germania si muove lo fa nel suo unico interesse e, particolare non secondario, mentre raccoglie i crediti, accolla al resto della UE le relative spese.

Prova ne sia che dei tre miliardi promessi Berlino spenderà solo per la sua quota parte, pur essendo quei miliardi a diretto beneficio di Berlino. Proprio su questi aiuti ha alzato la voce Renzi alla vigilia dell’incontro con la Cancelliera, salvo poi mettersi la coda tra le gambe quando la stessa gli ha ricordato che il diritto di voto italiano è roba da dibattito accademico, non altro.

E a dimostrare come sia l’interesse tedesco e non una malintesa preoccupazione per i diritti umani, si può sottolineare come il disgusto della Cancelliera sia davvero passeggero. Se infatti Berlino volesse davvero dimostrare la sua lontananza da Mosca, sarebbe sufficiente che annullasse o congelasse il progetto North-Stream. Un progetto che prevede il passaggio del gas russo attraverso l’Est Europa per finire poi in Germania, da dove successivamente - ed al prezzo che Berlino riterrà congruo - giungerà agli altri paesi europei.

Il North Stream è nato per iniziativa tedesca dopo che il South Stream, che vedeva invece tutt’altro percorso per le pipeline e che coinvolgeva anche l’Italia, è stato congelato come effetto delle sanzioni europee e statunitensi verso la Russia a causa della crisi Ucraina.

Si potrebbe obiettare che la Germania insiste però nel mantenimento delle sanzioni verso Mosca. Ma anche qui è solo convenienza. Berlino insiste nelle sanzioni contro Mosca perchè esse colpiscono in minima parte l’import-export della Germania rispetto a quello dell’Italia o della Francia; e soprattutto, il mantenimento delle sanzioni permette il permanere del congelamento del South Stream e, di converso, l’accelerazione verso il North Stream.

Notizia gradita anche per gli USA, che nelle sanzioni verso Mosca vedono uno stop alle esportazioni russe, un isolamento politico del Cremlino ed un consistente contributo alla decrescita russa. Peraltro, l’eccesso di offerta di petrolio fornisce una ulteriore ragione di convenienza a chi ritiene che, dato anche il recente ritorno dell’Iran sul mercato del greggio, ridurre le esportazioni russe aiuti a contenere l’offerta e a non far così abbassare ulteriormente il prezzo del barile.

C’entrano poco quindi le preoccupazioni sulla sorte della popolazione siriana, ancora una volta usata come arma di propaganda da chi prima gli ha scatenato una guerra per procura, poi cerca d’impedire che fugga dall’orrore, e infine la utilizzi sopra e sotto il tavolo dei suoi interessi. Una maggiore decenza s’imporrebbe, ma al momento la si può trovare solo schiacciata sotto teutonici tacchi.


 di Fabrizio Casari

FONTE