involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

venerdì 21 ottobre 2011

è morto Gheddafi o siamo morti noi

Mu'ammar Gheddafi



Con Gheddafi muore tutto l'occidente. 
Nonostante le sue manchevolezze,chi non ne ha?,non si può negare che egli nei 42 anni in cui ha governato abbia portato la Libia ad essere uno, se non l'unico, paese africano  ad un livello sociale ed economico da fare invidia a noi "portatori di democrazia".Sicuramente ci sarà chi storcerà il naso a simili affermazioni ma è la verità.
Quanti dei suddetti paesi ricchi di risorse energetiche e di materie prime può(poteva,prima del nostro intervento) vantare la scolarizzazione,il livello economico procapite,la libertà di culto,l'emancipazione femminile,il livello sanitario e di walfare raggiunto dalla Libia di Gheddafi con la sua Jamahiriyya ? Nessuno
E allora è per il petrolio che hanno ammazzato come un cane quest'uomo? Forse  per il petrolio e le ricchezze del suo paese , ma io credo di più che lo abbiano fatto per ciò che rappresentava,per il suo modo,discutibile fin che si vuole, di portare il suo paese,il suo popolo al riscatto dopo anni di colonialismo  e sudditanza politica ed economica verso quei "ratti" ,come egli li definiva ,che vigliaccamente gli hanno tolto la vita,senza processi,senza dargli alcuna possibilità di difendersi verso chi lo accusava di crimini che come si è ampiamente dimostrato non ha mai commesso,ratti che non sono altro che manovalanza al servizio di noi occidentali che come ratti appunto non perdiamo occasione di far conoscere al mondo la nostra decadenza e la nostra psicopatica voglia di sangue.
Detto questo faccio le mie condoglianze alla famiglia Gheddafi e al popolo libico tutto,con la speranza che non ceda alla nostra becera ingerenza e continui la battaglia per la quale il loro leader si è sacrificato


2 commenti:

Francesco Napoletti ha detto...

Come ha detto qualcuno, credo in un commento sul sito del Fatto, alcuni personaggi muoiono ammazzati prima che possano sottoporsi a processo e chiarire fatti scomodi. Scomodi proprio per le potenze che ne commissionano la morte. Il piano è vecchio e sempre geniale: ammazzato il dittatore nessuno andrà a lamentarsi, era un dittatore! E la verità muore con lui...

rossoallosso ha detto...

verrà il giono in cui qualcuno avrà la conoscenza e la forza per denunciare al mondo le malefatte onu e nato