involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 8 febbraio 2014

IL "MIRACOLO" TEDESCO


Il basso tasso di disoccupazione, la crescita economica e l'aumento delle esportazioni è la lettera della "formula magica" che ha venduto la Germania presso l'Unione europea, ma è  una storia che nasconde una realtà molto più simile al resto del continente di quello che vuole apparire.

Questo supposto "miracolo" cessa presto di esistere. Infatti, il rischio di povertà in Germania attualmente colpisce più del 16% della popolazione, subendo un aumento significativo rispetto a qualche anno fa.

Circa 7,4 milioni di lavoratori che vivono su mini-job , lavorano un massimo di 15 ore settimanali con salari che non superano i 450 € al mese (607 dollari). Infatti, nonostante l'immagine esterna ,gli esperti patriottici dicono che la Germania sta diventando "un paese a basso salario.« Così ha detto il ricercatore tedesco Sebastian Dullien, autore di "capitalismo decente" (titolo di cui è ovviamente un paradosso insormontabile: il capitalismo non può che essere per la stessa struttura operativa, indecente e criminale).

  Al crescente corpo di bassi salari e l'aumento dei tassi di povertà si deve anche aggiungere una crisi che sta colpendo molto duramente  i pensionati. La stima ufficiale è che il 30% riceve una pensione di 688 euro al mese (928 dollari).

Finora, l'intervento della sicurezza sociale aiuta a integrare tali redditi bassi, ma l'attuale flessibilità del mercato del lavoro e la riforma della sicurezza sociale prevedono un futuro nero per i lavoratori tedeschi (mentre, e questo dato è essenziale per capire il problema e pure il sistema, grandi imprese e politici continuano a riempirsi le tasche sfruttando il precariato).

Secondo un recente rapporto del Ministero del Lavoro, i contributi delle persone con mini-lavori a fondi pensione pubblici darà loro diritto a un 3,11 € al mese (4,19 dollari) per anno lavorato. Con l'età pensionabile fissata a 67, si può calcolare che qualcuno che ha avuto mini-posti di lavoro in alberghi o ristoranti, avrà una pensione mensile di 140 euro (189 dollari) al momento del pensionamento.

Questo non riguarda solo i miniimpieghi ma anche il lavoro a tempo pieno è pagato circa cinque euro all'ora (6,75 dollari). "Presto  al di sotto della soglia di povertà", ha detto Dullien (che anche dopo le prove storiche e l'acuirsi della crisi attuale a conferma  che il capitalismo è sinonimo di barbarie,cerca nel suo scritto di perorare ancora la causa,utopica, del capitalismo  "dal volto umano")

Come si è visto, il "miracolo" tedesco, venduto come modello per altri paesi in Europa, non è niente di tutto questo, tranne naturalmente per pochi, per i  molti, per coloro che lavorano ed il popolo tedesco in generale ciò assomiglia sempre più ad  una condanna.
FONTE 

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