involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio
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giovedì 11 agosto 2011

Testimonianza italiani a Tripoli, 8/8/2011

Tripoli 8/8/2011


Questa è una lettera-denuncia appena inviata ad alcuni giornali.
Tripoli 08-08-2011
“Siamo un gruppo di Italiani arrivati in Libia il 28 luglio, 4 uomini e 4 donne, che vengono come privati e non come membri di un’agenzia, stiamo cercando di fare qualcosa per questa gente, raccontare quanto stiamo vedendo, sensibilizzare i media e provare ad attivare un’azione umanitaria che possa portare viveri e servizi. La situazione a Tripoli al nostro arrivo sembrava buona, dopo un difficile viaggio di attraversamento della frontiera tunisina dal versante di Djerba, siamo arrivati a Tripoli passando dal confine di Ras Ajdir e poi lungo la pericolosa strada costiera verso Sabratha e Tajura.
La situazione al confine mostrava forti tensioni in quanto sia da una parte che dall’altra vi erano file chilometriche di migranti, molti libici rientravano per passare il Ramadan nella loro martoriata terra, altre persone uscivano per rientrare in Tunisia o per provare a fare rifornimento di benzina.
Attualmente il carburante è uno dei problemi più evidenti, i due soli distributori incontrati nel viaggio notturno (circa 300 km) erano letteralmente assediati dalle vetture in attesa della riapertura, ci saranno state 2-3000 auto in attesa per ogni distributore, i libici si danno il cambio, una persona si occupa di 8-9-10 auto, le sposta a mano una ad una avanzando faticosamente di pochi metri ogni ora, probabilmente ci vorranno diversi giorni di attesa per arrivare finalmente alla pompa, sperando che nel frattempo quest’ultima avesse ancora sufficiente riserve di carburante. (Speranza svanita in quanto al rientro non c’erano più file, la benzina era introvabile).
Arrivati nell’albergo dei giornalisti, (Rixos un 5 stelle) l’unico hotel realmente operativo, abbiamo cominciato a percepire le prime bombe, i boati hanno continuato per tutto il periodo, con una piccola tregua tra il 1 ed il 2 agosto, poi sono ripresi più forti che mai. Incredibilmente dopo 2-3 giorni ci abbiamo fatto l’abitudine, il suono delle bombe è diventato una macabra colonna sonora che accompagnava le nostre ore. La gente a Tripoli come nelle città di questa parte del paese: Zuwarah, Surman, Az-Zawiyah, Zlitan ecc… è profondamente colpita, questa guerra ha generato nel popolo un dignitoso senso di unità e collaborazione, si sono organizzati con delle vetture che caricano chi è rimasto a piedi (la maggior parte) chi ha la macchina senza benzina dà un dinaro a chi ha ancora un mezzo marciante, i mezzi pubblici sono praticamente inesistenti, i negozi aperti cominciano ad essere pochi,cominciano a scarseggiare viveri e beni di prima necessità.
La Nato continua a bombardare, colpisce obbiettivi militari ed a volte “sbagliando?!” anche civili; tra gli obbiettivi degli ultimi giorni ci sono purtroppo anche importanti servizi civili: centrali elettriche, condotte, mezzi di informazione, la città rimane spesso senza luce ed acqua. Il bombardamento sistematico nulla ha a che vedere con la no” fly-zone”, ad ogni modo quest’ultima qualora fosse stata eseguita correttamente sarebbe stata comunque priva di ogni fondamento giuridico non essendo applicabile a conflitti interni.
Il 31 luglio è stata bombardata anche la Tv libica,con lei è stata bombardata la libertà di informazione dopo poche ore di buio il segnale è tornato, la NATO ha giustificato il bombardamento delle antenne (sono morte 3 persone e ferite 15) dicendo che le immagini incitavano alla violenza. Invece noi le abbiamo viste: le immagini riportavano gente che manifestava, documenti di guerra, interviste, tg, propaganda politica ed ogni tanto qualche soap opera o spot pubblicitario.
Dal primo agosto in Libia si festeggia il Ramadan e si pratica il digiuno, non si mangia ne’ si beve dalle 5 del mattino alle 8 di sera circa, quando la sera si aprono i frigoriferi si trova solo merce che si sta o è già deteriorata, 2 giorni senza corrente a 35-37 gradi significa mandare tutto in malora. Da lontano non è possibile capire cosa vi sia dietro queste difficoltà: dove non c’è benzina per andare a comprare provviste dove i supermercati si svuotano sempre piu’ e le scorte si deteriorano per mancanza di elettricità…dietro a tutto questo ci sono persone che prima stavano bene ed ora hanno una vita distrutta, ci sono bambini piccoli che non hanno più il latte, malati di diabete che non possono tenere al fresco l’insulina… (piccoli concreti esempi a cui non si pensa da lontano).
Purtroppo la risoluzione ONU 1973 sembra che comprenda e preveda anche il ridurre un popolo allo stremo così che non possa attaccare o difendersi in quanto privo di sostentamenti, “stremato” per l’appunto. I più deboli, bimbi ed anziani sono i più colpiti, la gente fa del tutto per far vedere che la normalità continua, il venerdì le spiagge si riempiono mentre sopra nel cielo si sentono inquietanti ronzii di caccia che scorrazzano indisturbati sopra le loro teste, l’aviazione e la marina sono state annientate dai raid Nato così che passeggiare in volo su Tripoli è un tranquillo gioco da ragazzi. L’unica difesa ora è l’artiglieria leggera, il popolo ha kalashnikov distribuiti a milioni.
Dopo la preghiera la gente scende nelle piazze e grida tutta la sua rabbia guardando in cielo gli aerei delle forze alleate che per nulla impietositi continuano la loro opera di ”protezione dei civili” .
Il 4 agosto una parte del mio gruppo è rientrato in Italia, la situazione si sta facendo troppo pericolosa, ieri anche mia moglie Yvonne è rientrata, sono rimasto solo in quanto sto cercando di organizzare alcune pratiche burocratiche per l’invio di viveri, medicinali e carburante.
Non essendo partito con gli altri ho il problema del viaggio di ritorno, la auto del protocollo che ci hanno dato una mano in questi giorni sono impegnate, sembra sia arrivata una delegazione dell’Onu che è qui per vedere come sta andando l’azione di “intervento umanitario”
Il 3 agosto sono andato insieme ai giornalisti a Zlitan, il giorno prima in una conferenza stampa il portavoce libico Mussa Ibrahim ci aveva detto che si poteva andare l’indomani a fare una visita in questa città che dista pochi km da Misurata e dal fronte, lungo la strada solita desolazione e carenza di servizi. Appena arrivati abbiamo notato diverse abitazioni e strutture abbattute, in una c’era ancora tanta gente che protestava e sostava sulle macerie, sembra siano morte 4 persone, 2 bambini la madre e la nonna, l’obbiettivo un professore che dicono fosse amico della famiglia del leader e “sembra” si sia salvato, le bombe hanno colpito la casa all’alba, qualcuno dice che la casa fosse troppo bella per un professore, quindi una specie di subdola legittimazione del bombardamento e dell’assassinio. Proseguiamo, dovevamo andare a visitare un ospedale, ci fanno deviare, sembra ci sia un funerale di alcune persone morte all’alba, arriviamo in una specie di moschea dimessa, all’interno ci sono alcune centinaia di persone che pregano, in fondo alla sala 3 bare in fila vengono colpite da raggi di sole che le attraversando le inferriate disegnano un tragico mosaico di luci. Finita la preghiera la gente si avvicina alle bare, aprono i lenzuoli che nascondevano gli orrori, scorgiamo le figure terribilmente oltraggiate di 2 bambini ed un adulto, ci sono due uomini che piangono più degli altri, uno è il padre, l’altro è il fratello di una delle vittime, i volti di quelle piccole vittime sono terrificanti, qualche giornalista si fa scappare qualche lacrima, questa è la guerra, questo è quanto non vedranno mai dai loro aerei i piloti che sparano pensando di portare aiuto ma che spesso scaricano solo morte e devastazione. Aspettiamo che la gente seppellisca queste povere vittime, al termine vediamo che il fratello di uno di queste spara in alto con un mitra, sembra voler far uscire dalla canna tutta la sua devastazione emotiva e l’odio verso chi li sta massacrando, guarda il cielo e grida qualcosa in arabo, non so cosa dica ma tutti possono immaginare: “guardate cosa avete fatto, che colpa hanno queste creature, perche ci odiate? Perche non ci lasciate in pace?”.
Rientrando , passiamo davanti ad una scuola, totalmente devastata dalla bombe, chiedo ad un bambino se sa perchè è stata colpita, mi risponde scherzando che è stato Ibrahim che la ha abbattuta perche’ non voleva andare a scuola…, poi anziché ridere della propri battuta mi guarda con rancore perchè ha capito che sono italiano, si gira e se ne va senza più voltarsi.
La scuola è stata colpita alle 5.30 del mattino, qualche giornalista ci dice che colpiscono in quelle ore perchè sanno che i bambini non sono ancora sui banchi.. Ribatto: -“ ma perchè una scuola?” La risposta è preoccupante: -“perchè qui si potrebbero nascondere delle truppe o soldati del regime che riposano durante la notte non potendolo fare tranquillamente nelle caserme CHE SONO facile bersaglio dei raid aerei.”
Ciò significa che tutto è lecito, che se si bombarda una scuola, un ospedale pediatrico, una moschea… si può sempre dire che è un intervento lecito…
Sono certo che il regime libico possa attuare anche questi mezzi, chi può biasimarli, mandare i suoi uomini a rifocillarsi in caserme dove gli aeri alleati non aspettano altro che siano riuniti per farli fuori tutti non è certamente una buona idea, pensano che in una scuola non saranno mai colpiti… quindi è il cane che si morde la coda, il regime pensa di usare siti civili per poter provare a difendersi e la NATO che li bombarda perchè ha l’ordine di difendere gli uni uccidendo gli altri.
Questa è la guerra, intanto noi italiani, i francesi, gli inglesi, gli americani ed ovviamente i loro Presidenti, si preparano ad andare in vacanza, fa nulla se quando torniamo saranno morti altri migliaia di militari e civili libici, “la guerra si doveva fare e la facciamo, ma non parliamo dei civili morti, pensiamo che la nostra guerra è contro Gheddafi, lui è antipatico, quindi se facciamo capire che la guerra è contro di lui va bene”.
Come sostengono molte autorevoli voci , la Nato ha già perso questa guerra e con lei la faccia quando milioni di persone sono scese in piazza contro questo intervento e a favore del Leader, possono cercare di nascondere tutto questo al mondo con l’aiuto dei media che filtrano e censurano ciò che non deve arrivare ma prima o poi la verità uscirà fuori.
Se la gente vede le facce di questi innocenti, forse potrebbe capire che tanto buoni non siamo e che questa guerra si doveva evitare e si deve fermare prima che vada a morire anche il nostro ultimo briciolo di dignità.
Alessandro Londero
fonte 

venerdì 22 luglio 2011

Intervista rilasciata da Seif El Islam Gheddafi a un giornale arabo

El Khabar (Algéria – 10/7/11)*

RAMDANE BELAMRI
RAMDANE BELAMRI: Seif El Islam, iniziamo con l’argomento che sta maggiormente a cuore all’opinione pubblica internazionale: a che punto sono i negoziati con l’opposizione di Bengasi?
SEIF EL ISLAM GHEDDAFI: «In realtà, i veri negoziati sono con la Francia, non con i ribelli. Tramite un mediatore speciale che ha incontrato il presidente francese, abbiamo ricevuto un chiaro messaggio da Parigi. Il presidente francese ha detto molto schiettamente al nostro inviato che “siamo noi ad avere creato questo Consiglio e senza il sostegno, i capitali e le armi francesi, esso non esisterebbe neppure”. I gruppi ribelli ci hanno contattato attraverso canali egiziani. Li abbiamo incontrati al Cairo, dove si è tenuto un round di negoziati, ma non appena i francesi hanno avuto notizia di questo incontro hanno detto al gruppo di Bengasi: “Noi vi appoggiamo, ma se vi saranno altri contatti con Tripoli senza che ce ne informiate o alle nostre spalle interromperemo immediatamente ogni sostegno…”. Tutti i negoziati devono dunque svolgersi passando attraverso la Francia. Hanno anche aggiunto: “Noi non facciamo questa guerra per disinteresse e senza contropartita alcuna. In Libia abbiamo interessi commerciali precisi e il governo di transizione dovrà approvare vari contratti”. Si riferiscono ai contratti relativi agli aerei Rafale, ma anche ai contratti della Total».

Perché non avete divulgato all’opinione pubblica i documenti che dimostrano i finanziamenti alla campagna di Sarkozy?
«Beh, non utilizziamo tutte le carte a nostro favore in un colpo solo! Abbiamo più di un asso nella manica e lo utilizzeremo al momento opportuno».
A che punto sono le mediazioni internazionali? Qual è la situazione al momento, soprattutto dopo la visita del mediatore russo che ha preso atto della realtà dei fatti e dopo l’incontro tra il presidente della Nato e il presidente russo Medvedev, e ancora l’incontro di quest’ultimo con il presidente sudafricano Jacob Zuma, il mediatore della controparte?
«Prima di tutto vorrei fare alcune precisazioni: tutto la comunità internazionale si è fatta beffe di loro sulla stampa. Hanno mentito al mondo intero dichiarando che lo stato libico aveva ucciso migliaia di manifestanti e bombardato la popolazione civile. Il mondo oggi sa che si trattava soltanto di menzogne. L’organizzazione Human Rights Watch ha confermato che si trattava di informazioni fasulle. Anche Amnesty International ha dichiarato che si trattava di menzogne, e dal canto suo il Pentagono ha condotto un’inchiesta interna, giungendo anch’esso alla conclusione che si trattava  soltanto di menzogne».
Ritorniamo alle mediazioni internazionali: a che punto sono?
C’è una road map africana sulla quale concordano tutti. Noi vogliamo organizzare le elezioni e arrivare a un governo di unità nazionale. Siamo disposti a svolgere le elezioni sotto il controllo delle organizzazioni internazionali, e a varare una nuova Costituzione, ma i ribelli si rifiutano di accettare tutto ciò. Perché? Perché noi non abbiamo ancora trovato un accordo con Parigi».
A Sebha il colonnello Gheddafi venerdì ha parlato ai suoi sostenitori e ha minacciato di vendicarsi e di inviare kamikaze in Europa. Non temete di essere assimilati ai terroristi?
«Prima di tutto è nostro diritto attaccare gli stati che ci attaccano e che uccidono i nostri bambini. Hanno ammazzato il figlio di Muammar Gheddafi, ne hanno distrutto la casa e ucciso i famigliari. Non c’è una sola famiglia in Libia che non sia stata vittima degli attacchi della Nato. É per questo motivo che siamo in guerra: è stata la Nato a iniziare. Che ora se ne assuma le conseguenze».
Seif El Islam, si candiderà alle elezioni della futura Libia?
«Nel 2008 sono ufficialmente uscito dalla politica libica. Da allora e fino all’inizio della crisi ho vissuto lontano dal paese, in Cambogia… Sono tornato in Libia all’inizio di questi avvenimenti. Ero fuori dalla politica, ma dopo quanto è accaduto in Libia, ormai,  è tutto cambiato. Ora le cose stanno diversamente: abbiamo assistito a tradimenti, giochi di interesse e tentativi di colonizzazione. Non vedo perché non dovrei candidarmi. A questo punto ogni opzione è aperta».
Alcuni ipotizzano una spartizione della Libia. Il primo ministro inglese David Cameron ha già dichiarato che è necessario dividere il Sahara libico. Che cosa ne pensa?
«Sì, esiste un piano inglese per procedere alla spartizione della Libia. Tale piano prevede che l’ovest e il sud vadano alla Francia, l’est alla Gran Bretagna, e infine che a Tobruk sorga una base militare britannica. Tutto ciò non è certo un segreto, ma si tratta soltanto di velleità colonizzatrici che non si concretizzeranno».
Che cosa rappresenta per lei l’Algeria?
«In tutta sincerità, se lo chiede a un libico qualsiasi le risponderà che gli algerini sono molto simili ai libici. Purtroppo, come avrà sicuramente avuto modo di constatare, l’unico paese arabo preso di mira dai fuorilegge è proprio l’Algeria. Con gli algerini abbiamo qualcosa di preciso in comune:  loro hanno lottato contro la Francia in passato; noi lo stiamo facendo adesso… La mediazione dell’Algeria è ben accetta, in quanto essa ha sempre rivestito un ruolo unificante. Vorrei precisare che le posizioni dei paesi arabi sono vergognose, mentre l’Algeria è tra i pochi paesi arabi ad avere assunto una posizione completamente diversa. Il popolo libico non lo dimenticherà, mai, ed è per questo che la mediazione algerina è gradita ai fini della riconciliazione tra i fratelli libici».
Vuole aggiungere ancora qualcosa? Esprimere un’ultima idea?
«Vorrei che la comunità internazionale prestasse molta attenzione a quello che sta accadendo in Libia, dove è in corso una delle più grandi campagne di disinformazione e distorsione dei fatti. Gli europei e gli stessi americani hanno riconosciuto questa verità. I media hanno creato molti scandali, mai esistiti. Vogliamo rivolgerci alla comunità internazionale e metterla in guardia dalle immagini trasmesse dai canali satellitari e da Internet: sono fotomontaggi, sono montature. Uno di questi giorni la verità salterà fuori!».
Traduzione di Anna Bissanti
* http://fr.elkhabar.com/?L-Algerie-n-est-pas-un-peuple-de


FONTE

Support for Muammar al Gaddafi from the people of Serbia

domenica 17 luglio 2011

I nostri alleati in Libia

Vedendo ciò che stanno facendo i ribelli in Libia vien da chiedersi chi siano veramente i terroristi,non credo che Gheddafi pur con tutte le colpe cui possiamo attribuirigli si sia mai macchiato di tali atrocità e allora diciamolo che parlamento,compreso il presidente della repubblica, è mai il nostro che appoggia simili personaggi,in nome di chi o cosa?E in nome di chi o cosa noi dovremmo subire l'ennesimo strozzinaggio economico,solo per finanziare una guerra atroce ed ingiusta,l'ennesimo atto barbarico colonialista di noi "italiani brava gente"?
Sto pensando a quella povera gente che sta vivendo giorni a dir poco drammatici ed in loro nome faccio un richiamo ad una disobbienza civile,non paghiamo più nulla,non alimentiamo coi nostri soldi un simile scempio,non diventiamo complici di un simile massacro.

ATTENZIONE  immagini forti



altri 8 videotestimonianze di atrocità da parte dei ribelli libici

martedì 5 aprile 2011

Messaggio di Gheddafi all'Unione Europea ed al Congresso usamericano

Tradotto da  Giorgioguido Messina 

Mu'ammar al-Qaddhafi rivolge un messaggio al Parlamento europeo, al Congresso usamericano, ai partiti d'opposizione usamericani, a quegli europei che si sono riuniti recentemente a Londra, agli ambasciatori, alle agenzie di stampa, ai loro corrispondenti ed a tutti i media del mondo. Tlaxcala pubblica questo messaggio a soli fini di informazione.
Non c'è alcun motivo interno che abbia potuto scatenare in Libia una crisi di qualsivoglia tipo. Il potere è nelle mani del popolo libico che lo esercita nei Congressi popolari, nei quali sono presenti tutti i cittadini, uomini e donne, che abbiano raggiunto la maggiore età. Non esiste altro esempio di questa  democrazia popolare diretta se non in quella dell'antica Atene. La ricchezza del petrolio appartiene al popolo libico, le armi sono nelle mani del popolo, in Libia non c'è un governatore che governa, non ci sono governatori né governati. [La Libia] ha sconfitto la sete con la costruzione di un fiume artificiale sotterraneo, ha supinamente rinunciato ad un programma nucleare, ha risolto tutte le questioni legate alla guerra fredda in maniera pacifica, ha risolto i problemi del continente con i Paesi limitrofi ricorrendo all'arbitrato, ha aderito alla coalizione internazionale contro il terrorismo, ha contribuito efficacemente ed in concerto con gli altri Paesi a limitare il pericolo del terrorismo estremista.

Ha costituito una leadership popolare ed islamica volta a riunire le forze islamiche moderate in modo da riempire quel vuoto che è sfruttato dal terrorismo estremista, ha bloccato l'emigrazione clandestina verso l'Europa, ha giocato un ruolo attivo nel risolvere i problemi africani e nello stabilire la pace in quel continente, diventandone, per decisione degli africani, la guida. Ha aperto le sue porte al turismo mondiale, ha presentato il “Libro Bianco” per risolvere pacificamente i problemi del Medio Oriente, ha proposto un progetto per porre fine alla pirateria che si manifesta in Somalia e nelle zone calde.

Sembra che, a causa di questa apertura e del suo ruolo nel soffocare il terrorismo, agenti di al-Qaida si siano infiltrati e siano stati arruolati, e abbiano sfruttato quanto successo in Tunisia ed Egitto come una cortina di fumo per attaccare improvvisamente caserme dell'esercito e stazioni di polizia al fine di rifornirsi di armi. Hanno cominciato ad aprire il fuoco contro i militari ed hanno preso il controllo di alcune moschee convertendole in magazzini per le armi e proclamando un emirato islamico sotto le direttive di al-Qaida ed invitando al jihad. Non abbiamo fatto altro che cercare di rispondere a questo assedio con la collaborazione dei cittadini, quindi le unità antiterrorismo hanno fatto irruzione in alcuni edifici di certe città, nei quali si rintanavano i terroristi di al-Qaida. L'arresto di questi, che continuano a mantenere il controllo di tali edifici, è avvenuto nella sola Benghazi. […]

Essi sono stati in grado di assaltare la prigione cittadina, rilasciare tutti i detenuti ed i criminali ed armarli per combattere nelle fila di al-Qaida. La crisi è stata creata per attuare la strategia di una nuova crociata o di un nuovo progetto coloniale. In Libia non c'è un'Oriente ed un'Occidente, non ci sono scontri ideologici né problemi di altro tipo. La Libia è un Paese sicuro, che ha reso sicuro il Nord Africa ed ha arrestato l'emigrazione. Ha cancellato i programmi di armi di distruzione di massa, gioca un ruolo importante nella stabilizzazione [della regione] e risolve i propri problemi attraverso il potere del popolo.

E' stato creato un problema senza che ve ne fossero le cause. Quanto sta accadendo adesso mira a sostenere al-Qaida per mezzo della copertura aerea e dei missili, al fine di permetterle di controllare il Nord Africa e trasformarlo in un secondo Afghanistan. Il popolo libico sta facendo fronte ad un attacco brutale ed ingiusto, ad una palese e volgare ingerenza nei propri affari interni. Centinaia di libici e libiche vengono uccisi da questo bombardamento aggressivo, che non ha giustificazioni né esempi simili in quanto ad umanità ed ingiustizia. Nel frattempo il mondo guarda ad un piccolo popolo e ad un Paese in via di sviluppo i cui mari, cieli e terre sono violati da parte delle maggiori potenze nucleari, le quali operano fuori dalla carta delle Nazioni Unite, agendo contro il popolo libico senza pietà. Per vostra informazione in Libia non erano presenti dall'inizio manifestazioni e proteste, a differenza di Tunisia ed Egitto. Non si aprì il fuoco contro i manifestanti, perché non c'erano manifestanti. Non vennero uccise più di 150 persone, e gran parte di essi non erano che militari e poliziotti nell'atto di difendere sé stessi durante gli attacchi alle loro sedi. L'immagine della Libia che è stata veicolata è un'immagine artificiale il cui scopo e far passare e giustificare una seconda crociata, come ha dichiarato esplicitamente la Francia, o una nuova operazione coloniale.

I civili uccisi dall'alleanza crociata....

Siamo un popolo unito dietro la Guida della Rivoluzione e facciamo fronte da un lato al terrorismo di al-Qaida e dall'altro al terrorismo della Nato, che ora supporta direttamente al-Qaida. La contraddizione è lampante.

Fermate la vostra ingiusta e brutale aggressione alla Libia. Lasciate la Libia ai Libici. State annientando un popolo tranquillo, state distruggendo un Paese in via di sviluppo. In Libia non c'è altro problema che non siano gli elementi di al-Qaida ed il confrontarsi con i missili e l'aviazione che rappresentano il mondo crociato. Si tratta di contraddizioni.

Sembra che voi in Europa ed in America non guardiate a queste operazioni per quello che sono: infernali, barbariche e brutali. Eppure sono di poco inferiori a quanto fece Hitler travolgendo l'Europa e bombardando la Gran Bretagna. Come attaccate chi combatte al-Qaida? Interrompete la vostra aggressione brutale ed ingiusta al nostro Paese. Deve essere l'Unione Africana a prendere in mano la questione. La Libia accetterà ogni decisione presa dall'Unione Africana per mezzo della Commissione Africana Suprema, che è stata creata per questo scopo.

fonte 

martedì 29 marzo 2011

L'acqua dei libici per i libici

Il Man Made River
Libia
 Il 1 ° settembre segna l'anniversario della apertura della fase principale della Libia's Great Man-Made River Project.  Questo schema di acqua e di successo enorme incredibilmente è praticamente sconosciuto in Occidente, tuttavia rivali e supera anche tutti i nostri progetti di sviluppo più grande.  Il leader del cd avanzati paesi è così, gli Stati Uniti d'America non può portare a riconoscere la Libia's Great Man-Made River. L'Occidente si rifiuta di riconoscere che un paese piccolo, con una popolazione non più di quattro milioni di euro, può costruire niente di così grandi dimensioni senza prendere in prestito un solo centesimo da parte delle banche internazionali.
  Fino a poco tempo fa, la Libia di approvvigionamento di acqua provenienti da falde sotterranee o impianti di desalinizzazione lungo la costa.  L'acqua derivata da desalinizzazione o falde acquifere nei pressi della costa era di scarsa qualità e, a volte imbevibile. Questo problema anche fatto sì che poca acqua era disponibile per l'irrigazione per l'agricoltura, che è fondamentale in questo paese in gran parte desertico.
  scavatore utilizzato per creare la trincea
Nel 1960 durante l'esplorazione petrolifera nel profondo del deserto libico meridionale, vaste riserve di acqua di alta qualità sono stati scoperti in forma di falde acquifere.  La più importante di queste falde, o acque strati di roccia del cuscinetto, sono state stabilite in un periodo geologico in cui il mare Mediterraneo scorreva verso sud fino ai piedi delle montagne del Tibesti, che si trovano sulla frontiera di Libia con il Ciad. Durante questo periodo il mare Mediterraneo, spesso in vario livello, a seguito della quale, i depositi erano formati vari sedimentarie.
  L'attività geologica ha causato la spinta di formazioni montuose (Jabal Nefussa e Jabal Al Akhdar) e verso il basso il movimento associato formata naturali bacini sotterranei.  Tra 38.000 e 10.000 anni fa il clima del Nord Africa era temperato, durante i quali vi era una notevole piovosità in Libia. Le precipitazioni in eccesso infiltrati in arenaria porosa ed è stato intrappolato tra gli strati, formando bacini sotterranei di acqua dolce.
In Libia ci sono quattro grandi bacini sotterranei, essendo questi il bacino di Kufra, il bacino di Sirte, il bacino e il bacino Morzuk Hamada, i primi tre dei quali contengono combinato si riserva di 35.000 chilometri cubi di acqua.  Queste vaste riserve di offrire quantità quasi illimitata di acqua per il popolo libico.
uno dei serbatoi
  Il popolo della Libia, sotto la guida del loro leader, il colonnello Muammar Gheddafi, ha avviato una serie di studi scientifici sulla possibilità di accedere a questo vasto oceano di acqua dolce. Early considerazione è stata data allo sviluppo di nuovi progetti agricoli vicino alle sorgenti d'acqua, nel deserto. Tuttavia, si è reso conto che sulla scala necessaria per fornire i prodotti per l'autosufficienza, una infrastruttura di grande organizzazione molto sarebbe necessario. Oltre a questo, una redistribuzione importante della popolazione dalla fascia costiera sarebbe necessario.  L'alternativa era quella di 'portare l'acqua alla gente'.
  Nel mese di ottobre 1983, il Grande Man-Made River Authority è stata creata e investiti della responsabilità di prendere acqua dalle falde acquifere, nel sud, e trasporto dal economici e pratici mezzi più per l'uso, prevalentemente per l'irrigazione, nella cintura costiera libica .
Nel 1996 il Grande Man-Made River Project aveva raggiunto una delle sue fasi finali, il quarto zampillante di dolce acqua non inquinata nelle case e nei giardini dei cittadini della capitale Tripoli, Libia.  Louis Farrakhan, che ha partecipato alla cerimonia di apertura di questa importante fase del progetto, ha descritto il Grande-Made River Man come "un altro miracolo nel deserto." Parlando alla cerimonia di inaugurazione di un pubblico che includeva libici e di molti ospiti stranieri, il colonnello Gheddafi ha detto che il progetto "è stato il più grande risposta in America ... che ci accusano di essere in materia di terrorismo".
  The Great Man-Made River, come il più grande progetto di trasporto d'acqua mai realizzato, è stato descritto come "ottava meraviglia del mondo". Trasporta più di cinque milioni di metri cubi di acqua al giorno attraverso il deserto alle zone costiere, incrementando la quantità di terra arabile.Il costo totale del progetto è enorme dovrebbe superare i 25 miliardi dollari (US).
  tubi sul modo per estendere il sistema
  Composto da una rete di tubi interrati a eliminare l'evaporazione, quattro metri di diametro, il progetto si estende per 4.000 km fino in profondità nel deserto.  Tutto il materiale è progettato e prodotto localmente.acqua sotterranea è pompata da 270 pozzi di centinaia di metri di profondità in serbatoi che alimentano la rete. Il costo di un metro cubo di acqua è uguale a 35 centesimi.  Il metro cubo di acqua desalinizzata è di $ 3.75.  Gli scienziati stimano la quantità d'acqua equivalente al flusso di 200 anni di acqua nel fiume Nilo.
L'obiettivo del conflitto arabo popolo libico, incarnata nella Grande-Made River Project Man, è quello di rendere la Libia una fonte di ricchezza agricola, in grado di produrre cibo ed acqua a fornire le proprie esigenze e di condividere con i paesi vicini. In breve, il fiume è letteralmente Libia 'buono pasto' per l'autosufficienza.
  Ogni tubo del progetto fiume è sepolto in una fossa di circa sette metri di profondità, lo scavo delle quali richiede la rimozione di circa 100.000 metri cubi di materiale ogni giorno lavorativo. Lavori di scavo è effettuato da grandi escavatori idraulici muniti di secchi di 7,6 metri cubi. Una volta che la trincea è stata predisposta, tubi in cemento armato precompresso cilindri 7,5 metri di lunghezza e pesare fino a 80 tonnellate sono portate a conoscenza del sito, con una flotta di circa 128 appositamente progettate trasportatori.
Tubo di essere consegnato
I tubi sono collocati nella trincea utilizzando le gru di grandi dimensioni, in grado di sollevare fino a 450 tonnellate, e si è unito al tubo di cui già da spingendoli in luogo con un bulldozer. La giunzione tra i tubi è sigillato con una guarnizione di gomma installato in una scanalatura sul fine del tubo e questo stesso comune chiuso, sia all'interno che all'esterno del tubo, con boiacca di cemento.  La trincea è poi riempita, coprendo il tubo con un minimo di 2 metri di materiale e il ripristino della superficie del deserto.
  Dopo il riempimento, il tubo viene adeguatamente sostenuta dal suolo e può essere idrostaticamente. Ciò richiede l'installazione di paratie di acciaio progettato appositamente ad ogni estremità della sezione di prova e il riempimento della linea con acqua proveniente da pozzi perforati adiacente al trasporto.Fino a 8 lunghezze chilometro del trasporto sono testati alla volta, e, dopo lasciando il tempo sufficiente per il rivestimento in calcestruzzo del tubo di assorbire l'acqua, la linea è sotto pressione per provare sia il tubo e le sue articolazioni.
grande escavatore idraulico
L' attrezzature e impianti logistici di supporto per questo progetto sono anche su vasta scala. Circa 10.000 persone e 4.500 pezzi di attrezzature sono impiegati nel lavoro.  Duemila e cinquecento tonnellate di cemento al giorno sono fornite dalla Cement Company libica e trasportato in una flotta di 127 navi cisterna in cemento per le piante tubo a Brega e Sarir.
  The Great Man-Made River Project sta portando l'acqua ai cittadini e fornire l'acqua per uso industriale e agricolo uso comunale. La strategia del libico autorità responsabile è volta a incrementare sia la produzione vegetale e animale a un livello che raggiunge il più alto tasso possibile di autosufficienza e riduce la dipendenza dalle importazioni da mercati esteri a più basso livello possibile. Essa mira inoltre ad accrescere la capacità produttiva della forza lavoro e degli investimenti di capitale nel settore, e alla produzione di materie prime per le industrie di trasformazione alimentare.
  deserto e cammelli
Secondo lo scrittore Baghdadi Ali, "il fiume è una nuova lezione e un esempio nella lotta per raggiungere l'autosufficienza, la sicurezza alimentare e di vera indipendenza. Nessuna nazione che dipende da un paese straniero per sfamare il suo popolo possa essere libero. Il Grande River è un trionfo contro la sete e la fame. E 'una sconfitta contro l'ignoranza e arretratezza. riflette la determinazione dei libici a resistere alla pressione coloniale, di acquisire la tecnologia, sviluppare, migliorare la loro vita, e per controllare il proprio destino in conformità loro spontanea volontà. "

fonte 

venerdì 18 marzo 2011

Perchè hai tanta fretta Sarkozy?


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The Villain Sarkozy is sending his planes to within hours. Here is a picture of our #1 anti-plane
defense.
 Il villano Sarkozy sta inviando i suoi aerei in Libia entro poche ore.Ecco la foto del nostro n°1 difesa antiaerea

Proseguono le provocazioni di Gheddafi

sabato 19 /3/ ore 09,10

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Hearing rumors that the Super Mario Brothers (UK/France) will launch an attack on after their summit. We're not scared. Really.
Audizione voci secondo cui il Super Mario Brothers (UK / Francia) lancerà un attacco contro la Libia # dopo il vertice. Noi non siamo spaventati. Davvero.

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9 hours until Villain Sarkozy speaks at the summit. Judging by the French pace of action so far. 150 hours until they do something
9 ore fino a quando Villain Sarkozy parla al vertice. A giudicare dal ritmo francese di azione finora. 150 ore fino a fare qualcosa.

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Remember when we said that we weren't going to enter Benghazi? yeah, about that. We changed our minds. Sorry Sarkozy.
Ricordate quando abbiamo detto che non avremmo di entrare Bengasi? sì, a tale proposito. Abbiamo cambiato le nostre menti. Ci dispiace Sarkozy.
We suspended the ceasefire because the Rebels shot first. We swear. Sarkozy, où êtes-vouuuuuuuuuuuuuuuuuus?
Abbiamo sospeso il cessate il fuoco perché i Ribelli primo colpo. Giuriamo. Sarkozy, où êtes-vouuuuuuuuuuuuuuuuuus?
Let us amend that. We are not attacking Benghazi. Our army is now an independently-run pro-Gaddafi group. We can't stop them!
Cerchiamo di modificare tale. Non stiamo attaccando Bengasi. Il nostro esercito è ora un gruppo di gestione indipendente pro-Gheddafi. Non possiamo fermare!
African Union sending 5 to end #Libya conflict. Here's information on these leaders