involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

venerdì 18 febbraio 2011

Guai in Montenegro per B.

Anche la procura di Podgorica, capitale del Montenegro, sta per indagare su Silvio Berlusconi.
L'indagine nasce da una denuncia depositata il 16 febbraio presso gli uffici della procura generale da parte del partito di opposizione montenegrino Pzp, il cui annuncio fatto a fine gennaio era stato riportato da ANSAMed. Sotto accusa non solo il premier italiano, ma anche l'ex collega del Paese ex jugoslavo, Milo Djukanovic, per «aver inflitto danni incommensurabili al settore energetico del Montenegro e al popolo montenegrino con accordi segreti».
LA LOBBY DELL'ENERGIA. Il Pokret za promjene (tradotto in italiano Movimento per i cambiamenti, Pzp) punta il dito sulle intese siglate negli ultimi anni dal governo italiano e montenegrino, ipotizzando che dietro di esse vi sia un «piano di lobby» destinato a spogliare Podgorica della sovranità su un comparto nevralgico.

Il cavo della discordia

Nella lobby sarebbero coinvolte A2A e Terna. La prima ha vinto un appalto per la costruzione di quattro centrali elettriche ed è entrata con il 40% nel capitale della Epcg, società locale impegnata nella distribuzione di energia.
La seconda ha un pacchetto di minoranza in un'altra azienda montenegrina, la Cges, con la quale ha istituito una joint venture per la realizzazione di un cavo per la trasmissione di energia che passerà da una sponda all'altra dell'Adriatico. Da Tivat a Pescara. Un investimento di oltre 700 milioni di euro, per un totale di 415 chilometri, 390 dei quali posti in mare a impatto zero. Non altrettanto, secondo gli ambientalisti, quelli che saranno posti in Abruzzo, che devasterebbero il parco nazionale della Maiella.
UN SEGRETO CHE L'UE VUOLE SVELARE. I contenuti dell'accordo sono stati tenuti segreti dalle autorità montenegrine, ma non potranno rimanerlo a lungo, se il piccolo Stato della ex Jugoslavia vorrà seguire le disposizioni del Consiglio europeo collegate alla sua ammissione allo status di 'candidato' all'ingresso dell'Unione, che richiedono notevoli passi avanti sulla strada della trasparenza e della lotta alla corruzione.
Il Pzp sostiene che in quelle intese di trasparenza non ve ne sia affatto e accusa, oltre a Djukanovic che ha lasciato la poltrona di primo ministro a dicembre, dopo 20 anni, il suo vice Vujica Lazovic e il ministro dell'Economia Branko Vujovic. Oltre a Berlusconi, naturalmente.
Branko Radulovic, vicepresidente del partito di opposizione, non è tenero con l'Italia: «È la terza volta che tenta di occupare il Montenegro. Ci ha già provato nel 1918 e nel 1941 e abbiamo respinto gli assalti. Spero che ci riusciremo anche questa volta».
Venerdì, 18 Febbraio 2011

giovedì 17 febbraio 2011

Anonimous,"La prima guerra cibernetica"

Wikileaks, gli hacker e "La prima guerra cibernetica"
Le ambigue circostanze attorno all'arresto di Julian Assange per "reati sessuali" hanno dato l'avvio a quella che alcuni media mainstream hanno chiamato la "prima guerra cibernetica". Il Guardian per esempio, un altro partner di Wikileaks, ci avverte con questo titolo scioccante: “Contraccolpo WikiLeaks: gli hacker sostengono che la prima guerra cibernetica globale è cominciata". Alcune persone sospettano che questa sia un'operazione false flag intesa a tenere sotto controllo internet. Non è affatto un segreto che spesso degli hacker vengano reclutati dalle autorità governative per scopi di sicurezza informatica. Peiter Zatko, noto anche come "Mudge", è uno di loro. Qui vi è un estratto da un'intervista di Forbes a Assange in relazione al suo legame con Peiter Zatko:
Assange: Si, conosco Mudge. E' un tipo molto sveglio.
Greenberg: Ora Mudge sta guidando un progetto alla Defense Advanced Research Projects Agency del Pentagono per trovare una tecnologia che possa fermare le fughe di notizie, che sembra piuttosto attinente [sic] alla tua organizzazione. Puoi raccontarmi del tuo passato rapporto con Mudge?
Assange: Bene, ...nessun commento.
Greenberg: Facevi parte dello stesso ambiente di hacker? Quando eri un hacker di computer, devi averlo conosciuto bene.
Assange: Eravamo nello stesso ambiente. Parlavo con tutti in quell'ambiente.
Greenberg: Cosa pensi della sua attuale attività per impedire fughe di notizie digitali all'interno di organizzazioni, un progetto chiamato Cyber Insider Threat o Cinder?
Assange: Non ne so nulla.
Peiter Zatko è un esperto di guerra cibernetica. Ha lavorato per BBN Technolgies (controllata dalla Raytheon) con ingegneri "che realizzano ricerca e sviluppo avanzati per proteggere i dati del Dipartimento della Difesa... Zatko è concentrato su anticipare e proteggere contro la prossima generazione di minacce alle informazioni e alla sicurezza di rete di governi e reti commerciali". (Peiter "Mudge" Zatko, Information Security Expert Who Warned that Hackers "Could Take Down the Internet in 30 Minutes" Returns to BBN Technologies, Business Wire, 1° febbraio 2005 )
In un'altra intervista di Forbes, apprendiamo che Zatko è "un ricercatore di sicurezza informatica protagonista alla Defense Advanced Research Projects Agency [DARPA], il lato degli scienziati pazzi del Pentagono". Il suo progetto "mira a sbarazzare il mondo dalle fughe di notizie digitali". (Forbes) Sembra inoltre che vi sia un collegamento tra Zatko e l'ex hacker Jacob Appelbaum, un portavoce di Wikileaks. Zatko e Appelbaum facevano presumibilmente parte di un gruppo di hacker chiamato Cult of the Dead Cow.
Attualmente Appelbaum lavora per il Progetto Tor, un'iniziativa del United States Naval Research Laboratory. Gli sponsor di questo progetto elencati nel suo sito web sono: NLnet Foundation (2008-2009), Naval Research Laboratory (2006-2010), un anonimo ISP nordamericano (2009-2010), ha fornito fino a $100000. Google (2008-2009), Google Summer of Code (2007-2009), Human Rights Watch, Torfox (2009) e Shinjiru Technology (2009-2010) hanno dato a loro volta fino a $50k. Gli sponsor passati comprendono: Electronic Frontier Foundation (2004-2005), DARPA e ONR tramite il Naval Research Laboratory (2001-2006), Cyber-TA project (2006-2008), Bell Security Solutions Inc (2006), Omidyar Network Enzyme Grant (2006), NSF tramite la Rice University (2006-2007).
Zatko e Assange si conoscono l'un l'altro. Anche Jacob Appelbaum ha ricoperto un ruolo a Wikileaks. I vari collegamenti ci raccontano qualcosa in relazione all'entourage di Assange. Comunque, non ci forniscono prove che delle persone all'interno di queste diverse organizzazioni fossero dei sostenitori del progetto Wikileaks.
Sviluppi recenti: il ruolo del Frontline Club
Negli ultimi sette mesi, il Frontline Club basato a Londra è servito come "quartier generale" di fatto di Wikileaks nel Regno Unito. Il Frontline Club è un'iniziativa di Henry Vaughan Lockhart Smith, un ex capitano delle Guardie Granatieri britanniche. Secondo la NATO, Vaughan Smith è diventato un "giornalista di video indipendente [...] che ha sempre odiato la guerra, ma che è rimasto [...] amichevole verso i militari". (Across the Wire, New media: Weapons of mass communication, NATO Review, febbraio 2008)
Subito dopo il rilascio in libertà provvisoria, a Julian Assange è stato fornito rifugio all'Ellingham Manor di Vaughan Smith a Norfolk. Il Frontline Club è un'organizzazione di media dell'establishment. Vaughan Smith scrive per la NATO Review. (Vedi NATO Web TV Channel and NATO Nations: Accurate, Reliable and Convenient). La sua relazione con la NATO risale al 1998 quando ha lavorato come video giornalista in Kosovo. Nel 2010, è stato "assegnato a un plotone delle Guardie Granatieri britanniche" durante l'Operazione Moshtarak nella provincia di Helmand in Afghanistan. (PBS NewsHour, 19 febbraio 2010). Secondo il New York Times, il Frontline Club "ha ricevuto finanziamenti per i suoi eventi dall'Open Society Institute". (In London, a Haven and a Forum for War Reporters- New York Times, 28 agosto 2006)
Osservazioni conclusive: il racconto della guerra cibernetica
Ora Wikileaks viene utilizzata dalle autorità, particolarmente negli USA, per promuovere il racconto della guerra cibernetica, che potrebbe cambiare drammaticamente internet e soffocare la libertà di espressione che Wikileaks pretende di difendere. Peter Kornbluh, analista al National Security Archive, sostiene che "vi sarà molto strillare su Wikileaks e la nuova legge federale per punire, sanzionare e attaccare ferocemente organizzazioni come Wikileaks, in modo che le loro reazioni possano essere giudicate illegali". In definitiva, Wikileaks potrebbe mettere in moto, intenzionalmente o no, norme e regolamentazioni completamente nuove.

Italia . Nel decreto Milleproproghe del governo una ennesima beffa per i precari della scuola


Alla sentenza della Corte Costituzionale, cha ha bocciato le ‘code’ in graduatoria del ministro Gelmini, la maggioranza, attraverso un emendamento della Lega approvato in commissione Bilancio, risponde col congelamento delle graduatorie inserito nel decreto “mille proroghe” oggi al voto del Senato. In questo modo i precari che per due anni hanno subito l’umiliazione professionale di accettare qualunque supplenza, che si sono trovati costretti a lavorare in scuole private fantasma senza percepire un centesimo, pur di guadagnare i famosi 12 punti del servizio, si trovano oggi, con le graduatorie congelate, a non potere utilizzare quei punti guadagnati al prezzo di pesanti sacrifici. Inoltre, anche per le supplenze brevi, ai precari non sarà possibile andare a cercare lavoro in una provincia differente da quella in cui erano inseriti in graduatoria ad esaurimento, perdendo così anche l’ultima occasione di cumulare punti ed inseguire il miraggio di un contratto a tempo indeterminato. Commenta Alessandro Piccolo, della USB Scuola: “L’accanimento antimeridionale di stampo leghista che traspare da queste ultime mosse della maggioranza, incapace addirittura di una linea condivisa su scuole aperte o chiuse nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, la dice lunga sulle capacità di questo esecutivo a risolvere i problemi reali della scuola”. “Per la scuola – prosegue il rappresentante USB – esiste un’unica soluzione: il ritiro di tutti i tagli passati e futuri e l’immissione in ruolo per tutti i lavoratori inseriti nelle graduatorie provinciali. Solo in questo modo si può porre concretamente fine alle ingiustizie sulla pelle dei precari e contenere il danno erariale derivante dalla sentenza della Consulta, con la conseguente infinita sequenza di ricorsi incrociati causati dall’incompetenza conclamata dei vertici del ministero. Ma non sarà – conclude Piccolo – che il criterio di merito con cui questi vertici vengono selezionati è basato sulla loro capacità di distruzione del pubblico per far ingrassare il privato?”.