involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

sabato 30 aprile 2011

Berlino - Barrio Antifascista inaugura Parco Giuliani a Kreuzberg


Appello del festival Barrio Antifascista organizzato per il 1 Maggio a Kreuzberg-Berlino

30 / 4 / 2011
Care amiche e cari amici,
per il 1° maggio stiamo organizzando di nuovo il Barrio 
Antifascista a Kreuzberg-Berlino. Ci trasferiamo 
con il nostro  palco in un parco del quartiere. 
In quest'occasione una parte del parco Bethanien 
sará ribattezzato "Carlo Giuliani Park". 
Vogliamo invitarvi a partecipare a quest'azione che per noi é 
importante - a dieci anni dalle proteste di Genova.

Dieci anni fa la polizia italiana uccise Carlo Giuliani; ora Noi,
il 1Maggio 2011, inauguriamo il Parco Carlo Giuliani a Kreuzberg-Berlino.
Questo parco vuole essere uno spazio libero che appartiene alla 
gente, vuole essere un luogo di incontro e di rispetto - un parco 
lontano dal terrorismo del consumo e del profitto, senza ossessione 
della sicurezza e della sorveglianza. Ormai sono pochi i posti a 
Berlino dove possiamo trovarci senza dover spendere soldi, 
senza essere clienti o sentirci come sulle passerelle. Perchè? 
Chi ce li ha fregati i Luoghi? Chi ha rubato la cultura, 
il senso della comunitá, della musica e dell‘arte? Chi ha rubato la nostra
cittá? Sono stati e sono i responsabili della privatizzazione e del
commercio, gli strateghi del profitto del mercato libero, gli ingegneri
della grigia quotidianitá.

Vogliamo che il nome di Carlo ci ricordi tutto questo ma che ci faccia
innanzitutto guardare avanti, che ci dia corraggio e forza per lottare
ancora per un altro mondo. Un mondo in cui l‘oppressione, la distruzione
dell‘ambiente, la guerra e la corsa nelle borse delle metropoli siano
storia, una volta per tutte.

Dieci anni fa ci siamo incontrati a Genova con centinaia di migliaia di
persone da tutto il mondo per sbattere in faccia il nostro „NO!“  agli
autonominati rappresentanti del nord globale, i cosidetti „G8“.
Il nostro „NO!“ contro il loro mondo di plastica che rende tutto
merce e che concede alle persone di farne parte soltanto come produttori 
di una ricchezza che è per pochissimi. Il nostro „NO!“ verso un 
mondo in cui solamente una piccola parte della popolazione ha il
diritto all‘alimentazione, alla formazione e all‘incolumitá fisica e psichica. 
Il nostro „NO!“ verso la logica micidiale del capitalismo.

Perché il nostro „NO!“ ci unisce e ci rinforza!

Il nostro „NO!“ attraversa confini, passa di nascosto le dogane, supera le
differenze linguistiche e culturali. Il nostro „NO!“ unisce la parte onesta
e nobile dell‘umanitá e noi sappiamo che questa parte é la maggioranza! Il
nostro „NO!“  non ha bisogno di nessun permesso, di nessun partito e di
nessuna adulazione di una forza maggiore. Perché il nostro „NO!“ é il
semplice „SI!“ per la vita, la collettivitá, perché crediamo nella
solidarietá e nella bellezza - il nostro „NO!“ é il corraggio di una utopia!

Noi ci siamo incontrati a Genova ed eravamo uniti nella speranza e nella
determinazione di lottare per un‘altro mondo. Ispirati dal movimento
zapatista che nel 1994 esclamó che „un‘altro mondo é possibile“. Noi eravamo
protagonisti delle proteste di Seattle e Praga, dei Social Forum Mondiali e
delle nostre lotte locali. A Genova la risposta dei governatori é stata
chiara: hanno bastonato le teste che non sono riusciti a conquistare,
dovevano far tacere le voci clamorose che chiedevano un‘altro mondo. Carlo é
stato ucciso. Migliaia di noi sono stati feriti, arrestati e torturati. A
Bolzaneto, nella Scuola Diaz, nelle questure, nel carcere di Marassi. Noi
non abbiamo dimenticato niente, e siamo ancora qui!

Quel che allora faceva schifo, oggi é ancora piú merdoso. Con velocitá
vertiginosa Loro esportano guerre, catastrofi climatiche e crash di borse: e
purtroppo finora non si è realizzata la nostra speranza che questo sistema
si frantumasse da solo. Una minoranza di esosi criminali ha dichiarato
guerra al resto dell‘umanitá e a tutto il globo. E ora viviamo una ulteriore
catastrofe, quella nucleare, i cui responsabili sono i potenti del mondo.
Guidati dalla mania del profitto lasciano una scia di devastazione che rende
inabitabili intere parti del nostro pianeta.

Se dieci anni fa il nostro „NO!“ era giusto, oggi lo é piú che mai!

Dappertutto si formano resistenze. Dappertutto la gente scende in strada
perché non accetta piú di rimanere sugli spalti della storia che gli sono
stati concessi per „assistere“ allo scempio in atto. La fame di una svolta
sociale e di dignitá c‘é. Noi ci siamo!

"Qualcuno annunciò che opporsi alla globalizzazione era come opporsi alla
legge di gravità. E quindi io dico: abbasso la legge di gravità!”
(Subcomandante Marcos)

 Viva la rebellione che dice „NO!“

Morte alla morte!

 Genova Libera - Berlino Kreuzberg 2011

Se vorreste scrivere un saluto saremo lieti di leggerlo qui a Berlino
durante la festa!

Tanti saluti da Berlino 

Carabinieri Europei con Licenza d’Uccidere

DI ALESSIO MANNINO
Da: ribelle.com
Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA
Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.
Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).
Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.
Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come  ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

venerdì 29 aprile 2011

Malata di Morgellons si suicida sperando anche di attirare l'attenzione sulla sua sindrome (causata dalle scie chimiche)

Fonte:SoleAttivoQui di seguito trovate la traduzione (a cura del blog soleattivo) dell'articolo Verzweiflungstat wegen rätselhafter Krankheit: „Mein Tod soll nicht umsonst sein“ pubblicato il 14 agosto 2010 sul sito del Tageszeitung di Monaco (una volta quotidiano Münchner Tageszeitung, adesso Mediengruppe Münchner Merkur und tz).


La terribile malattia che di recente ha colpito anche la famosa cantante Joni Mitchell, e la cui esistenza viene negata (guarda caso) da chi nega le scie chimiche viene spesso scambiata per una manifestazione psicotica, ma quando si vedono fibre colorate spuntar fuori dalla pelle si scopre che la realtà é tutt'altra.

E quando una dottoressa analizza al microscopio elettronico i filamenti dei malati e li trova fin troppo somiglianti a quelli rilevati nei nanopolimeri diffusi con le scie chimiche la connessione causa-effetto risulta evidente. D'altronde quale altra sostanza inquinante potrebbe causare la crescita di sostanze artificiali che fuoriescono dal corpo umano?

A livello di cura e prevenzione, mentre qualcuno consiglia di mantenere adeguati livelli di alcalinità (superiori di 2/3 all’acidità) con un mantenimento quotidiano – con dosi regolari di Aceto di Mele Biologico possiamo registrare un tentativo di fornire uno schema terapeutico come il protocollo di Gwen Scott, che fornisce altri dettagliati consigli su come aiutare l'organismo a non soccombere all'invasione di queste nanofibre e ad espellerle. Altre informazioni per prevenire questa ed altre malattie causate dalle scie chimiche le potete reperire nell'opuscolo sopravvivere.





Atto di disperazione a causa di una malattia misteriosa: “la mia morte non sarà vana“

Vagen/Monaco – una settima fa si è lanciata una donna di Monaco da una mongolfiera a 500 metri da terra. Con questo atto di disperazione voleva richiamare l’attenzione sulla sua misteriosa malattia, che fa crescere fibre sconosciute che fuoriescono dalla pelle. Nella sua lettera di addio Monika B. scrive: "La mia morte non sarà vana."
Monika B. di Monaco di Baviera
Claus Rust di Vagen (provincia di Rosenheim) guarda ancora impietrito l’ultima lettera di Monika B. L’amico di famiglia aveva da tempo organizzato fino all’ultimo dettaglio i suoi funerali, i documenti e l’assistenza per il padre. “Lei voleva che tutto fosse in ordine nel caso in cui a causa della malattia non sarebbe stata più in grado di farlo”, afferma la persona 73enne. Che lei avesse pianificato la sua morte non poteva immaginarlo.

Sì, è vero che Monika B. aveva tendenze suicide a causa della sua anamnesi, ma proprio negli ultimi mesi è sembrato come se lei malgrado “molti momenti deboli volesse provare nuovamente la gioia di vivere" e questo dopo una storia quasi infinita di patimenti della 55enne donna di Monaco che è stata tremendamente tormentata dai dolori, dice il sig. Rust.

La sua sofferenza è iniziata nel 2008. In un primo momento si sentiva male in continuazione, aveva dolori agli arti forti e quasi insopportabili.  L’uso degli antibiotici e un soggiorno di cura non le hanno portato alcun sollievo. Solo alcuni mesi dopo si accorse che una fibra indefinibile cresceva fra il quarto e quinto dito della mano. “In seguito, presa dal panico, è andata correndo da un medico all’altro non sapendo che cosa fare”, si ricorda il sig. Rust. Il 73enne racconta che i medici hanno sospettato come causa della sua malattia un’infezione da borrelliosi non curata.

Nel centro di borrelliosi ad Augusta fu avanzata poi la prima ipotesi che Monika B. potesse essere malata di "Morgellons". Anche gli esperti su questa malattia misteriosa si trovano di fronte ad un enigma. "Questa malattia sembra manifestarsi solitamente sotto la forma di infezioni molteplici di vario genere", ha spiegato il Dott. Carsten Nicolaus, partner medico del centro di borrelliosi ad Augusta. Secondo lui i pazienti di questa malattia dei filamenti hanno spesso il problema che i medici cercano l’origine nell’ambito psichiatrico. Poiché i pazienti spesso parlano nei primi stadi di una sensazione di formicolio o di un movimento sotto pelle, ma gli esami non forniscono nessun risultato, spesso viene diagnosticata la psicosi parassitaria o la parassitosi delirante.

Solo quando viene alla luce il sintomo caratteristico dei tratti di pelle screpolata dalla quale escono fibre, si dovrebbe parlare di "Morgellons". Queste fibre sarebbero inorganiche e spunterebbero fuori dalla pelle colorate di blu, rosso, bianco e nero. "Perfino l'FBI americana ha testato queste fibre, ma non ha potuto identificare il materiale", aggiunge il Dott. Nicolaus.

Con il suo suicidio vuole richiamare l’attenzione su una malattia spaventosa. Dalla sua pelle spuntavano misteriose fibre colorate.
Negli Stati Uniti sono stati registrati negli ultimi anni da 16.000 a 18.000 malati di Morgellons. I sintomi si manifestano soprattutto lungo la costa (Texas, Florida).

"La situazione è simile anche in Germania", afferma il Dott. Nicolaus. Lui aveva avuto già alcuni pazienti dello Schleswig-Holstein, della Meclemburgo-Pomerania o dei Paesi Bassi. Il problema per i medici è che molti di loro non hanno mai sentito parlare di "Morgellons". Al momento stanno facendo delle ricerche solamente negli Stati Uniti in diverse università come per esempio in Oklahoma. Il primo passo positivo: Centers of Diseases Control and Prevention (paragonabile al Robert-Koch-Institut in Germania) hanno riconosciuto la malattia delle fibre. Ma la ricerca scientifica riguardo al "Morgellons" è ancora ad uno stadio embrionale. "I pazienti hanno bisogno di tenere duro, ma di fronte al dolore spesso non è possibile", dice il Dott. Nicolaus.

Tutta la documentazione l’ha mandata ad un amico con la richiesta di rendere pubblica la sua causa. Claus Rust è sconvolto dalla tragedia.
Finché non saranno trovati la causa ed un mezzo appropriato contro la malattia delle fibre, ai medici rimane solo la possibilità di contrastare i singoli sintomi. Questo avviene con antibiotici, antifungini, antivirali e anche con antielmintici. Monika B. non poteva aspettare così a lungo. Per lei gli innumerevoli ricoveri in ospedale ed una psicoterapia durata diversi mesi al policlinico di Monaco-Ovest non hanno portato alcun sollievo. La cosa più brutta per lei, secondo Rust è "Il fatto che nessuno conosceva la malattia, e tanto meno la prendeva sul serio." Il 73enne sta preparando la cremazione per il 25 Agosto e adesso si dedicata ad adempiere all’ultima volontà della 55enne: "Far conoscere il Morgellons, in modo tale che altri malati abbiano la speranza e che non si disperino come Monica B."

Silvia Mischi


Morgellons: enigma per i medici

La descrizione del morbo di Morgellons potrebbe sembrare tirata fuori da un pessimo romanzo di fantascienza: all’improvviso ai pazienti crescono delle piccole fibre cellulosiche dalla pelle che presumibilmente potrebbero forare un’unghia. La sindrome di Morgellons è la denominazione di un quadro clinico che è discusso in modo altamente controverso nell’ambito medico. Quello che c’è veramente dietro, nessuno può dirlo finora. In internet circolano le più selvagge ipotesi e descrizioni. Gli afflitti hanno una sensazione di formicolio sotto la pelle, come se ci fossero dei minuscoli insetti che scavano. Non esiste una diagnosi precisa e nemmeno un rimedio. Molti medici ritengono che i pazienti si stiano immaginando tutto, come se fossero delle rappresentazioni deliranti. Le fibre che si formano nel corpo delle persone colpite e che spesso escono attraverso le ferite aperte della pelle, sembrano essere una massa vivente, così raccontano. Loro di mattina sulle loro lenzuola avevano trova fibre colorate. "La roba viene fuori dai miei occhi come vermi. E’ l'inferno", scrive una malata in internet. Le fibre assomigliano alla plastica flessibile e sono lunghe alcuni millimetri.
www.climatrix.org