Appello per il 15 Ottobre 2011.
Posted on settembre 7, 2011
Dopo oltre sei mesi dal suo inizio, sembra non avere fine la guerra
della NATO contro la Giamahiria di Muammar Gheddafi: migliaia di morti
causati dai bombardamenti dal cielo contro la popolazione e le
infrastrutture civili, uso di elicotteri Apache e droni, mercenari e
truppe speciali, rifornimenti di armi micidiali e di ultima generazione
ai terroristi qaedisti di Bengasi, tutti insieme non sono stati
sufficienti per avere la meglio sull’eroica resistenza del popolo libico
guidato da Muammar Gheddafi. I grandi media della NATO continuano a
fare propaganda proclamando la vittoria da settimane, se non da mesi;
eppure dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che si tratta di
disinformazione strategica a scopi militari. La realtà è che nei
sobborghi di Tripoli, a Sirte come a Bani Walid, la resistenza
continua, rifiutando la resa e il tradimento!
L’Italia, a cui è stato ordinato di partecipare al conflitto – anche
contro i suoi interessi - dal suo padrone d’oltreoceano, per mezzo dei
suoi politici servi e traditori continua a giustificare la
partecipazione militare alla guerra in Libia con la disgustosa retorica
dell’”azione umanitaria a difesa dei civili”.
“La Libia è invece vittima di un’ennesima aggressione della Nato,
politicamente per nulla diversa da quella contro la Serbia nel 1999 e da
quella contro l’Iraq nel 2003, per scopi totalmente geopolitici
(approvvigionamento petrolifero e insediamento di un governo non ostile a
Washington) e geo-strategici (espansione della sfera d’influenza della
Nato, attraverso il comando Africom), volti al contenimento di potenze
rivali nei fondamentali scenari del Vicino Oriente e del Mediterraneo”.
(testo ripreso da qui)
Contemporaneamente all’azione di aggressione militare alla Libia
iniziata a Marzo, si è scatenata la macchina mediatica della NATO contro
la Siria di Assad, replicando lo stesso schema utilizzato dalla
propaganda di guerra contro Gheddafi per giustificare moralmente
l’intervento militare di fronte all’opinione pubblica occidentale,
invocando una nuova “azione umanitaria in difesa dei civili”: Assad
sarebbe un feroce dittatore autore di abominevoli repressioni contro la
popolazione civile che vuole democrazia e libertà; Assad sarebbe un uomo
politicamente finito odiato dal suo popolo, etc,.etc. Non importa che i
disordini siano in realtà dovuti anche qui a terrorismo armato
guidato da componenti esterne alla società siriana; no, le falsità dei
media della NATO sono fondamentali per spianare la strada alle sanzioni
economiche, alle menzognere risoluzioni dell’ONU e, in ultimo,
all’aggressione militare funzionale alle mire strategiche dell’occidente
euro-atlantico. Come per la Libia, l’Italia ha seguito e segue
supinamente passo dopo passo l’escalation pianificata dalla NATO contro
la Siria e tutto fa pensare che l’ “Italian Repubblic” non si sottrarrà a
partecipare ad una nuova aggressione militare contro un paese sovrano,
laico e socialista, se le verrà ordinato di farlo dai suoi padroni di
Washington e Londra. E dopo la Libia e la Siria, sarà il turno
dell’Algeria, o magari della Russia, come auspicato dal senatore
americano, ex candidato alla presidenza, John McCain? Dove condurranno
l’Italia le strategie guerrafondaie di quei paesi, come gli Stati Uniti e
la Gran Bretagna, che guidano e la fanno da padroni nella NATO?
“Come per la Libia, anche nel caso della Siria, nessun movimento,
partito o gruppo è riuscito ad alzare una voce forte e decisa contro
questo nuovo tentativo di aggressione, tanto più a sinistra e nel mondo
tradizionalmente “pacifista”, dove si è sostenuta la linea imperialista e
neo-colonialista imposta da Obama, da Cameron e da Sarkozy. Preso atto
del fallimento storico e politico di queste componenti della società
civile, e dell’impossibilità per le ragioni anti-imperialiste e della
sovranità nazionale di avere una seria rappresentanza all’interno di
istituzioni e grandi organi di stampa” (testo ripreso da qui), alcuni
membri del comitato promotore della mobilitazione del 30 agosto 2011
hanno deciso di dare continuità all’aggregazione di forze ed intenti di
quella manifestazione, allargandone la piattaforma, per organizzare un
nuovo presidio unitario in difesa della Giamahiria e della Repubblica
Araba di Siria contro la NATO.
E’ perciò convocato un :
PRESIDIO A MILANO,
DAVANTI AL CONSOLATO GENERALE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA,
SABATO 15 OTTOBRE 2011,
DALLE 15.30 ALLE 17.30, CON CONCENTRAMENTO ALLE ORE 16.30,
PER CHIEDERE:
1.L’immediato ritiro delle forze militari italiane dalla missione
criminale in Libia e da tutte le missioni per conto della Nato e degli
Stati Uniti d’America;
2.Il ritiro di tutte le forze armate americane dalle basi militari in Italia, dall’Europa e dal Medio Oriente;
3. La fine di qualsiasi tipo di sostegno dell’Italia alle azioni
terroristiche in Siria e ai tentativi di destabilizzazione del paese da
parte della NATO.
4. Le dimissioni dei politici italiani servi della NATO e degli USA,
come Napolitano, Frattini, La Russa e Berlusconi, che per esaudire i
desideri atlantici continuano a violare l’art. 11 della Costituzione
attaccando militarmente la Libia e attuando la destabilizzazione della
Siria progettandone l’aggressione militare.
PER MANIFESTARE:
1. Il nostro appoggio all’eroica resistenza della Giamahiria di Muammar
Gheddafi e della popolazione libica di fronte ai mercenari, ai
tagliagole jihadistii, alle bombe e alle truppe speciali della NATO.
2. Il nostro sostegno alla Siria del presidente Assad, vittima degli
attacchi terroristici delle bande criminali jihadiste fomentate
dall’occidente e dalle squallide campagne mediatiche dei media della
NATO.
3. Al mondo, ma soprattutto al popolo libico e siriano, che c’è
un’Italia che non dorme e non subisce passivamente i diktat della NATO e
che si ribella alle sue logiche criminali, che disprezza i propri
politici servi e traditori e che vuole al più presto ristabilire dei
rapporti di amicizia e cooperazione con la Grande Giamahiria Araba
Libica Popolare Socialista e con la Repubblica Araba di Siria.
PER ADERIRE SCRIVERE A : sabato15ottobre@libero.it
- Modalità di svolgimento, luogo e regole del presidio
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