involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

giovedì 8 dicembre 2011

Meglio "L'uomo da marciapiede" almeno aveva un sogno

Disoccupato di lunga durata, sulla strada per un anno, Orlando Sousa si sente "rinato". A 62 anni, è diventato un lustrascarpe attraverso diverse istituzioni che vogliono far rivivere mestieri tradizionali di Lisbona, capitale di un paese in crisi.
"La mia vita è cambiata stranamente, è come se mi era appena nato", dice l'omino con un sorriso, cappellino sulla fronte.
Operaio edile e padre di sette figli, ha iniziato a lavorare all'età di 14 anni, ma deve sopravvivere con una pensione di 113 euro ed è ospitato da l'Esercito della salvezza.
Sotto i portici di Place du Commerce, nel cuore della Baixa, un business center ex della città ormai popolare con i turisti che vengono ad ammirare l'estuario del Tago, il signor Sousa è in attesa per il cliente negli occhi apprendimento del suo maestro, José Roque, scarpa Shiner 30 anni.
I due uomini incontrati attraverso un programma istituito dal caritatevole istituzione Santa Casa de Misericordia de Lisboa, una business school e il Cais associazione, dedicata ai senzatetto.
In definitiva, il loro obiettivo è quello di resuscitare le professioni che tendono a scomparire come un calzolaio, grinder sarta o di quartiere. Per ora, il progetto sia conforme a dieci occhiaie apprendisti e quattro insegnanti reclutati tra i quindici che sono rimasti a Lisbona.
Per Henrique Pinto, presidente del Cais, "l'obiettivo non è quello di tornare indietro nel tempo. Noi vogliamo rilanciare questo settore, perché ci siamo resi conto che lavorando duro e la costruzione di una clientela, un ragazzo lustrascarpe può sopravvivere e anche per mantenere una famiglia. "
"Bisogna gestire il pennello"
Necessaria a ristabilire le finanze pubbliche del paese in cambio di un piano di aiuti internazionali, il governo portoghese sta cercando di salvare il povero misure di austerità che aveva adottato, compresa l'attuazione di un "piano di emergenza sociale".
Ma la recessione, la disoccupazione e l'aumento dei prezzi ha colpito tutta la società ancora più difficile il prossimo anno. "Già oggi, molte persone non sfuggire alla miseria che con l'aiuto dei loro parenti, ma per quanto tempo questo può durare? "Chiede il Sig. Pinto.
Di fronte al caffè Martinho da Arcada, ha frequentato la scuola nell'anno bicentenario 1920 dal grande poeta portoghese Fernando Pessoa, il maestro José Roque dice che guadagna circa 35 euro al giorno, tariffe che vanno da 2,5 euro per scarpe e 5 di euro per gli stivali.
Il salario minimo è di 565 € al mese in Portogallo.
"Non è un business facile come sembra, mette in guardia l'uomo con gli occhiali enormi. Dobbiamo sapere come gestire il pennello, scattare lo straccio, e particolarmente gradita al cliente. "
Il suo allievo Orlando Sousa ha una lunga strada da percorrere. Dopo due mesi di allenamento, si è trasferito a un angolo della piazza si trova una sola settimana e solo due o tre clienti al giorno.
"Ma io non mi deluderà. Una grande opportunità si è presentata e io lo cogliere ", dice.
Qualcuno finalmente ha avuto luogo il seggiolone contro il muro. "Hai appena vinto un cliente", Sousa ha detto l'ufficiale di 57 anni che ogni giorno pranzi Martinho da Arcada. "Sei molto ben messo qui in un anno si avrà venti clienti al giorno", ci ha incoraggiato.

INSIDE JOB

      link del documentario


Come e perché milioni di persone: hanno perso i loro risparmi, hanno perso il posto di lavoro, hanno perso la loro casa, hanno perso quella parte di reddito che li teneva appena al di sopra della soglia di povertà. Questo documentario narrandovi la cronaca della crisi finanziaria, per niente spontanea, che ha creato milioni di nuovi poveri, arricchito l'1% della popolazione, la quale faceva già parte della "privilegiata" élite del mondo, vi porta a conoscenza: dei misfatti, di chi li ha sostenuti e di chi ne è responsabile direttamente.
Un documentario che non potete perdere se volete capire il perché delle sofferenze dell'umanità, il perché i poveri aumentano di pari passo all'aumento dei capitali dei ricchi, oggi ancora più velocemente che nel passato.
Se focalizzate il vero problema, non potete non capire che ci sarebbe il benessere comune a tutti se solo si eliminasse la cupidigia, l'avidità e i loro adepti, ossia i ricchi e l'accaparramento di beni e ricchezza oltre il necessario a vivere comodamente tutta la vita.

trad. Valerio Belcredi

venerdì 2 dicembre 2011

Se non vi piaceva il grande fratello beccatevi il grande fardello

Se qualcuno pensava che con l'uscita di scena Berlusconiana gli anglosassoni smettevano di ridere di noi Italioti preparatevi a questo post ma attenzione  a non inalberarsi potreste essere tacciati di fascismo o ancor peggio come comunisti;




L'ultimo reality targato Murdoch, "Go Greek for a week", guida il pubblico britannico alla scoperta dell' "economia allegra" che avrebbe portato la Grecia sull'orlo del baratro economico: baby pensionati, incentivi esagerati, evasione fiscale. Ma se alcuni dei fenomeni denunciati sono reali, tante le imprecisioni e il sarcasmo, che hanno suscitato reazioni polemiche greche
Aprire un salone di parrucchiere ad Atene, o in un’isola greca, e godersi, oltre al sole, ai souvlakia e al mare blu, una pensione a 54 anni di età al 90 per cento della pensione piena, quando il resto d’Europa deve faticare fino a 60 e oltre? Nulla di più facile secondo l’ultimo reality britannico targato Murdoch: “Go Greek for a week”, in onda in prima serata su Channel 4 ogni lunedì.

Il gioco della crisi

Il gioco è questo: tre famiglie inglesi a puntata si trasferiscono nella terra degli dei e della crisi nera per una settimana e, tramite esperienze di economia allegra tipo quella del baby pensionato coiffeur, e approfondendo il locale sistema che regola tasse e rendite di anzianità, capisce perché l’Ellade ha ridotto così le proprie finanze rischiando di trascinare con sé l’eurozona intera. Naturalmente il tutto è accompagnato da interviste a economisti (inglesi) esperti del settore.
La vostra cronista ha voluto toccare con mano l’esattezza delle vicende narrate nel reality. Sì: perché non c’è solo il parrucchiere nullafacente dopo i 54 anni, ma anche il guidatore di autobus pubblico che, sempre secondo “Go Greek for a week” arriva quasi a raddoppiare il proprio stipendio arrivando un’ora prima la mattina al proprio turno di lavoro e controllando i biglietti vidimati nella giornata precedente.
Cominciamo dal caso “coiffeur”. E’ proprio vero che, con la crisi che attanaglia i greci, e che ha già dato sforbiciate di oltre il 20 per cento a stipendi e pensioni sia nel settore pubblico sia in quello privato, innalzando fra l’altro l’età pensionistica a 65 anni, questa fortunata categoria può dedicarsi a riccioli o extension per chiudere bottega a 54 anni con il 90 per cento della pensione piena?
La verità, al solito, sta nel mezzo. I parrucchieri, che stanno in piedi tutto il giorno e maneggiano tinture, così come i conduttori di trasmissioni radiofoniche dai turni ballerini, e in generale tutti i lavoratori che faticano nell’industria pesante o chimica e le colf, in Grecia fanno parte del settore “lavori pesanti e pericolosi per la salute”, che totalizza 538mila persone.
“A partire da giugno, però, questa lista di lavori pesanti e nocivi è stata notevolmente ridotta, e ora la vogliono ridurre ancora di più”, racconta ad OBC Stavros Koytsiobelis, dirigente sindacale che ha partecipato alla commissione apposita che il governo ha istituito quest’estate.
“In ogni caso, le vicende raccontate dal serial britannico sono non solo imprecise, ma offensive, con l’unico scopo di fare ridere la gente sulle nostre disgrazie, dando la colpa della crisi e del rischio bancarotta al 'lavoratore cicala' ellenico, dimenticando di dire, ad esempio, che il salario medio in Grecia è meno della metà di quello britannico, mentre il costo della vita, paradossalmente, è maggiore”.
Ma torniamo al nostro coiffeur, baby pensionato a 54 anni con il 90 per cento della pensione. “Anche questo non era vero prima di giugno, e tanto meno adesso, quando i parrucchieri, i conduttori radiofonici e altri mestieri sono stati tolti dalla lista dei 'mestieri pesanti', mentre siamo riusciti a inserirvi gli infermieri e coloro che si occupano delle pulizie di materiali tossici sempre negli ospedali”, continua Koytsiobelis.
“Prima di giugno le donne parrucchiere potevano andare in pensione a 56 anni, gli uomini invece (e il protagonista del serial inglese è un uomo) a 58. Se volevano andare in pensione prima, potevano farlo, ma con una riduzione della pensione del 6% per ogni anno di anticipo! Quindi il nostro coiffeur, ritirandosi a 54 anni, avrebbe avuto diritto prima di giugno 2011 - mentre la trasmissione inglese parla della realtà invernale 2011- a una pensione decurtata del 24 per cento. Altro che 90 per cento! Ora comunque tutti i parrucchieri, maschi e femmine, si ritirano dal mercato a 65 anni”.
Un altro caso di “allegra gestione dell’amministrazione pubblica” è la vicenda del guidatore di autobus che arriva, appunto, secondo Channel 4, a raddoppiare lo stipendio grazie a un bonus ottenuto allungando di poco l’orario di lavoro e facendo pure il controllore. “Qui i mestieri pesanti non c’entrano” precisa Koytsiobelis” Posso dire però che lo stipendio lordo di un guidatore di autobus è di 1500 euro lordi al mese, con i bonus tipo quelli descritti si arriva al massimo a 1900 euro lordi”.

Evasione, punto dolente

L’unico esempio in cui, purtroppo, “Go Greek for a week” mette giustamente il dito nella piaga è quello dell’enorme evasione fiscale dei medici ellenici. Nel serial, un medico inglese che si trasferisce ad Atene scopre come è facile fatturare una visita specialistica alla metà del prezzo effettivamente incassato. Le cose, in realtà, stanno ancora peggio di così, quindi Channel 4 è impreciso anche quando potrebbe essere molto più “maligno” nei confronti della società greca.
Secondo una inchiesta greca dell’anno scorso, nove medici su dieci e la maggioranza degli avvocati dichiaravano meno di 10mila euro l’anno. E’ quello che guadagnavano in un giorno! Non basta: un recente blitz degli ispettori del fisco ha preso di mira i conti bancari proprio di 208 medici, oltre che di 108 avvocati, che nascondevano milioni di euro mentre dichiaravano briciole. Esempio? Un noto psichiatra con studio nel quartiere chic di Kolonaki ad Atene: otto milioni di euro in azioni e un reddito ufficiale di 3000 euro al mese.
Le autorità hanno chiesto alle banche di aprire circa 2000 conti correnti, ma fino ad oggi gli istituti di credito hanno concesso i dati solo di 100 clienti. “E’ lampante che le banche non vogliono tradire i loro clienti migliori”, ha dichiarato al quotidiano To Vima un funzionario del ministero dell’Economia. Uno studio della Confindustria greca rivela che ogni anno sfuggono alle tasse 30 miliardi di euro. Basterebbe questa montagna di soldi a saldare una parte dell’esorbitante debito pubblico nazionale.

Orgoglio greco

Ma torniamo al reality inglese: “Go Greek for a week” ha sollevato un vespaio di indignazione nei giornali e telegiornali greci. Dando origine anche un blog: keeptalkingreece con centinaia di commenti. Fra i quali si fa notare che gli inglesi, con la loro sterlina, non sono minimamente toccati dalla crisi della zona euro e, soprattutto, hanno poco da lamentarsi del baratro ellenico, dal momento che non partecipano agli sforzi dell’Unione europea per salvare l’Ellade dal default. Così su Youtube furoreggia un finto show sarcastico dal titolo “Diventa cittadino dello Zimbawe dopo 46 anni di colonizzazione inglese”. Morale? Mai toccare l’orgoglio greco.