involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

lunedì 30 gennaio 2012

Il Brad Pitt "rinsavito" e la sua "ricetta" contro la depressione



Sicuramente è solo una trovata pubblicitaria ma di certo "il belloccio" non ci fa una gran figura,da parte mia gli invidio solo i capelli ;-)


Casablanca .- L'attore americano Brad Pitt ha rivelato alla stampa che grazie alla cannabis e alla "estrema povertà in Marocco",è riuscito a sbarazzarsi della sua grave depressione durante un viaggio condotto nel 1990 in Marocco ... uno dei principali produttori ed esportatori di cannabis e della miseria umana [immigrazione], come tutti sanno ...
"Ho visto la povertà estrema, come non avevo mai visto prima ...", ha detto Pitt nella rivista The Hollywood Reporter. Brad Pitt che ha fumato erba contro la depressione, ed il viaggio in Marocco, lo hanno aiutato a ritrovare il gusto per la vita!
Lo scorso autunno, Brad Pitt ha ammesso di aver fatto uso di droghe fino a (pochi ?) anni fa. Per The Hollywood Reporter, l'attore di 48 anni ha accettato di tornare a parlare di questo periodo buio della sua vita:
"Alla fine degli anni '90 non ne potevo più di me stesso. Volevo staccarmi dal peso della fama, fumavo troppa erba . Sdraiato sul divano mi deprimevo giorno dopo giorno.  ha detto. Ma ha  anche detto di vivere la depressione come un passo importante per lo sviluppo personale:
"E 'anche il modo in cui noi scopriamo chi siamo. Io lo vedo come una grande lezione.  Ho fatto le stesse cose ogni notte e mi sforzaivo di dormire. Sempre la stessa routine: ero ansioso di tornare a casa per nascondermi. Ma il malessere continuava a crescere e una notte, ho detto che tutto questo era uno spreco. "
Per fortuna, vive a Casablanca,il Marocco aiuta ad aprire gli occhi e godersi la vita ancora!!!
"Ho visto la povertà estrema, come non avevo mai visto prima. Si parlava di cura e disuguaglianze di salute e mi sono reso conto che lo stato in cui mi trovavo era una sciocchezza. Esistono persone che hanno veramente bisogno per sopravvivere: i bambini che soffrono  e sono stati condannati a vivere in condizioni che avrebbero potuto essere evitati.  Ha funzionato ", ha detto la star ha deciso di smettere di fumare cannabis e di deprimersi sul divano. Nominato per il miglior attore agli Academy Award per la prossima 'Moneyball' il suo film, Brad ora vive su una nuvola con la sua fidanzata di lunga data, Angelina Jolie (36).

Per una volta la povertà "estrema" dei marocchini è servita a qualcosa ...

Tremonti tardo no-global


“Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari – così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro “Uscita di sicurezza” - Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l’argomento della tenuta sistemica dell’euro (…) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (…) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon”.
Viviamo dunque in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il mondo capitalistico, cioè una versione critica (più da “destra” che da “sinistra”, con tutte le ambiguità e gli equivoci che ormai accompagnano tali categorie ideologiche) contro la globalizzazione ultra-liberista.
Dopo il fallimento di Lehman Brothers, Tremonti affermò che “un mondo era finito” con “la globalizzazione finanziata dal debito”. Ed aggiunse che bisognava “fare nuove regole e le regole devono farle i governi e le autorità vietando i paradisi fiscali e i bilanci falsi delle aziende. Le crisi finiscono prima o poi e alla fine di questa turbolenza l’Italia sarà più forte di prima e più forte degli altri”. Ma rammento altre sue dichiarazioni che avrebbero potuto incontrare i consensi di Casarini e compagni, comprese le mie simpatie, se non fosse stato per la conoscenza dell’autore, vale a dire il super ministro dell’economia del precedente governo Berlusconi. E visto che si tratta di un personaggio di alto profilo e di enorme potere, non sono mancate le occasioni politiche in cui a certi discorsi Tremonti avrebbe potuto far seguire almeno un gesto concreto di coerenza. Né avrebbe mai potuto farlo, come si può facilmente immaginare.
Tuttavia, ciò non muta la sostanza delle cose, né impedisce di concordare con Tremonti nel momento in cui analizza criticamente le dinamiche del capitalismo finanziario dall’interno, un mondo che ben conosce e frequenta. Ma più che un teorico del mercatismo selvaggio, di cui pure è stato in passato un promotore dichiarato, oggi Tremonti si professa (ed è) un appassionato e convinto fautore del protezionismo. Lo stesso mutuato dalla Lega, ma spiegato meglio. Il fatto è che per argomentarlo Tremonti deve ricorrere a fatti che svelano i contenuti delle manovre finanziarie e le tendenze autocratiche del capitalismo finanziario. Analizzata dall’interno tale realtà risulta molto più inquietante di quanto si possa supporre. E’ forse questa la chiave interpretativa per provare a comprendere le contraddizioni di Tremonti. Che sono esattamente le stesse che emergevano dalle pagine del suo precedente libro, “La paura e la speranza”.
Probabilmente si potrebbe apprezzare Tremonti come intellettuale se avesse avuto mano libera e non fosse stato un “burattino” come molti politici d’oggi. In tal senso Tremonti non si distanzia molto da una tradizione ideologica “di destra” che identifica nel mercato un fattore disgregante e che oggi, in netto (e colpevole) ritardo rispetto al movimento “no-global”, denuncia le promesse tradite dalla globalizzazione neoliberista.
Lucio Garofalo
fonte 

venerdì 27 gennaio 2012

Qualunquemente

Alla fine della riunione UE tenutasi a Berlino, alcuni presidenti decidono di rilassarsi andando a visitare lo Staatliche Museen.
 
Si fermano ad ammirare il dipinto "Adamo ed Eva in Paradiso" di Lucas Cranach.
 
 
Angela Merkel commenta: "Ma che perfezione quei corpi: alti, snelli, atletici e con l'aria determinata. Queste sono caratteristiche certamente tedesche..."
 
Al che Nicholas Sarkozy replica: "Non sono affatto d'accordo! Osservate piuttosto l'erotismo che traspare dagli sguardi e dai corpi: lui così aitante e lei così femminile... Ambedue sembrano rendersi conto che la tentazione è in agguato... Non possono essere che francesi!"
 
David Cameron scrolla il capo e dice: " Ma che cosa dite! Nè tedeschi nè francesi! Fatemi la cortesia di notare la serenità dei loro volti, lo stile dell'atteggiamento, la finezza della posa, la sobrietà dei gesti ... Possono essere solo inglesi".
 
Mario Monti sbotta: "Ma guardateli bene: sono senzatetto, non hanno vestiti e neppure le scarpe, gli resta solo una mela da mangiare in due, non protestano e si illudono di essere in paradiso. Non possono essere che italiani!"