involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

mercoledì 30 settembre 2015

SI E' CHIUSA UNA FOGNA



Robert Conquest, un anti-necrologio

Grover Furr | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/08/2015

Nota dell'editore: L'aforisma latino De mortuis nihil nisi bonum ("Dei morti niente si dica se non il bene") è un saggio principio che indica come sia socialmente inappropriato parlare male dei defunti. A coniare la frase fu Chilone di Sparta, uno dei Sette savi greci, intorno al 600 a.C. Alcuni morti però meritano, a nostro avviso, un trattamento più equilibrato.
Robert Conquest, probabilmente il maggior propagandista anti-comunista e anti-stalinista del XX secolo insieme a Leon Trotsky, è morto. Naturalmente, i media capitalisti sono ossequiosi e adulatori nei suoi confronti.

Molto si potrebbe dire di Conquest. Io lo farò un po' alla fine. Ecco intanto alcuni fatti - verificati - riguardanti il suo libro più famoso, The Great Terror (Il Grande Terrore).

Robert Conquest risulta aver lavorato per l'Information Research Department (Ird), da quando venne istituito fino al 1956. L'Ird, fondato nel 1947 (originariamente chiamato Communist Information Bureau), era un dipartimento [del Foreign Office britannico, ndt] il cui compito principale consisteva nel combattere l'influenza comunista in tutto il mondo, diffondendo storie tra politici, giornalisti e altri in grado di influenzare l'opinione pubblica.

Nel 1978, The Guardian affermò che il lavoro di Conquest doveva contribuire a redigere la cosiddetta "storia nera" dell'Unione Sovietica, in altre parole, storie false fatte circolare come fatti veri e consegnate a giornalisti ed altri in grado di influenzare l'opinione pubblica. Dopo aver formalmente lasciato l'Ird, Conquest continuò a scrivere libri suggeriti da questo dipartimento, con il supporto del Secret Intelligence Service (Sis).

Il suo libro The Great Terror, testo anti-comunista basilare sul tema della lotta per il potere che ebbe luogo in Unione Sovietica nel 1937, era in realtà una ricompilazione dei testi scritti quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu ultimato e pubblicato con l'aiuto dell'Ird. Un terzo delle copie stampate fu acquistata dalla Praeger Press, casa editrice normalmente associata alla pubblicazione di letteratura proveniente da fonti Cia.

Il libro di Conquest era destinato ad essere presentato agli "utili idioti", come i professori universitari e chi lavora nella stampa, in radio e televisione. Per gli storici anti-comunisti, Conquest rimane ad oggi una delle più importanti fonti di materiale sull'Unione Sovietica (1).

L'articolo del Guardian del 1978 a cui ci riferiamo, "David Leigh, Death of the department that never was. (La morte del dipartimento che non c'è mai stato) The Guardian, 27/01/1978, p. 13. (1), documenta l'attività di propaganda dell'Ird.Nella sua dissertazione per il dottorato di ricerca (ma non nel libro che lui stesso ha scritto) Archibald Getty sottolineava:

"La tendenza dominante [nello scrivere la storia delle "purghe"] è stata di credere meccanicamente a qualsiasi affermazione provenisse da un fuoriuscito, negando automaticamente ogni verità al lato stalinista. Se si volesse un ritratto equilibrato dello Zar Ivan IV, ("Il terribile"), non si accetterebbero per oro colato le descrizioni del principe Kurbsky, esiliato in Polonia, fornite in un periodo di guerra russo-polacca.

"Se si volesse un quadro equilibrato del regime di Mao Tse-Tung in Cina, non si accetterebbe come sostanzialmente affidabile la versione di Chiang Kai-Shek data nei primi anni 1950. L'apparente mostruosità dei crimini di Stalin e la generazione di atteggiamenti da Guerra fredda hanno contribuito a produrre delle analisi che sarebbero state considerate superficiali in qualsiasi altra area di indagine".

Getty faceva anche notare che Conquest, specializzato in propaganda anticomunista, era mascherato da beneficiario di borsa di studio pur lavorando per i servizi segreti britannici.

"Riguardo alla 'borsa di studio', si può parlare di qualcosa di più che semplice disattenzione. Recenti indagini sull'attività dell'intelligence britannica (sulla scia degli rivelazioni Usa post-Watergate), suggeriscono che Robert Conquest, autore del molto influente Grande Terrore, accettò di essere pagato dai servizi segreti britannici per falsificare deliberatamente le informazioni sull'Unione Sovietica. Di conseguenza, le opere di un tale individuo difficilmente possono essere considerate validi lavori accademici dai suoi pari della comunità accademica occidentale" (3).

Getty afferma inoltre:

"... Conquest (Terror, 754) ... fa la stupefacente dichiarazione che 'La verità può filtrare solo sotto la forma del sentito dire'. E, inoltre, che 'Fondamentalmente, sulle questioni politiche, la fonte migliore, anche se non infallibile, è il pettegolezzo...'. Egli ritiene che il modo migliore per verificare le voci sia di confrontarle con altre voci - un procedimento di dubbia validità dato che i fuoriusciti usano leggere i rispettivi lavori. Naturalmente, in qualsiasi altro campo degli studi storici, dicerie e voci non vengono accettate come prove" (4).

Già nel 1979 Getty aveva concluso che "il punto di vista qui adottato è che le interpretazioni standard sulle 'Grandi purghe', come quelle di Fainsod e Conquest, siano gravemente difettose, non possano spiegare le prove disponibili, e non siano quindi più sostenibili" (5).

Nel 1980 intervistai il professor John Hazard della Columbia University, al tempo esperto mondiale di diritto sovietico. Hazard mi disse che gente del campo di studi sovietici gli aveva riferito che l'intelligence britannica stava ancora utilizzando il lavoro di Conquest.

Una buona risposta alla disonestà di Conquest è l'articolo di Robert W. Thurston, "On Desk-bound Parochialism, Commonsense Perspective, and Lousy Evidence: A Reply to Robert Conquest." (Sul campalinismo da poltrona, una visione qualunquista e delle prove disgustose: una risposta a Robert Conquest)". Non sono a conoscenza di nessun altro studioso ufficiale nel campo della storia sovietica che abbia mai osato attaccare frontalmente Conquest sulla stampa, in un giornale mainstream. (6)
Conquest rispose a tono cestinando il libro di Thurston sulla storia dell'Unione Sovietica degli anni Trenta, quando fu pubblicato dalla Yale University Press nel 1996. Il libro di Thurston era, fino a quel momento, di gran lunga il miglior libro su quel periodo ed è ancora il migliore, perché rifiuta l'istintiva linea anti-comunista e anti-stalinista, e si attacca alle prove, con pochissimi passi falsi. (7)

Thurston pubblicò inoltre un eccellente articolo che mostra la disonestà del termine "Grande Terrore" sottolineando come pochissime persone fossero in realtà "terrorizzate" (8). Questo articolo suscitò una reazione ostile, ma una risposta molto debole da parte di Conquest, a cui Thurston replicò con l'articolo sulle "prove disgustose" citato sopra.

Dopo che il libro di Conquest sulla carestia in Ucraina, Harvest of Sorrow (Raccolto di dolore) fu pubblicato negli anni Ottanta, gli esperti anticomunisti nel campo della storia sovietica lo respinsero universalmente. Potete leggere alcune loro citazioni in questo articolo di Jeff Coplon, "In Search of a Soviet Holocaust. A 55-year-old Famine Feeds the Right" (Alla ricerca di un olocausto sovietico. Una carestia vecchia 55 anni che nutre la destra), Village Voice, 12/01/1988 (9).

Naturalmente non ci fu nessuna "carestia intenzionale". Al contrario, la collettivizzazione pose fine alle carestie in Russia/Ucraina. In seguito, Conquest ritrattò la sua idea che Stalin avesse deliberatamente provocato la carestia.

Si potrebbe dire che tale ritrattazione accorcia la distanza esistente tra la nostra visione su Stalin e carestia e quella di Robert Conquest, quello stesso Conquest che presto sarebbe stato considerato il campione della tesi secondo la quale Stalin aveva intenzionalmente provocato la carestia e agito in maniera genocida. Nel 2003, il dottor Conquest ci scrisse spiegando di non nutrire l'idea che "Stalin ha volutamente inflitto la carestia del 1933. No. Quello che sostengo è che in conseguenza dell'imminente carestia, egli avrebbe potuto impedirla, ma seguì un 'interesse sovietico' diverso da quello di nutrire per prima cosa gli affamati - così consapevolmente la favorì" (10).

Per tutte queste e altre citazioni, vi rimando al primo capitolo del mio libro Blood Lies (Bugie di sangue) (11):

Dopo che il mio libro Khrushchev Lied (Krusciov mentiva) venne pubblicato in Russia, sono stato intervistato da Literaturnaia Rossia, una rivista letteraria-culturale. L'intervistatore mi ha posto alcune difficili domande, il che è un bene! Parte della mia risposta verteva sul libro di Conquest, Il Grande Terrore:

"Come universitario degli anni 1965-69 mi opponevo alla guerra statunitense in Vietnam. Ad un certo punto qualcuno mi disse che i comunisti vietnamiti non potevano essere i 'buoni', perché erano tutti 'stalinisti', e che 'Stalin aveva ucciso milioni di persone innocenti'.

"Mi ricordai di questa osservazione. Essa fu probabilmente il motivo per cui nei primi anni Settanta lessi la prima edizione del libro di Robert Conquest Il Grande Terrore quando fu pubblicata. Fui molto scosso da quello che avevo letto!

"Vorrei aggiungere che potevo leggere il russo in quanto studiavo letteratura russa sin dalle scuole superiori. Così, studiai il libro di Conquest con molta attenzione. Pare che nessun altro lo avesse mai fatto!

"Scoprii che Conquest era scorretto nell'uso delle fonti. Le note non sostenevano le sue conclusioni contro Stalin! In sostanza, aveva usato qualsiasi fonte risultasse ostile a Stalin, a prescindere che fosse affidabile o meno (12).

"Conquest, con l'aiuto dei servizi segreti britannici, prese le menzogne sul periodo di Stalin escogitate sotto Krusciov e da lui stesso, ne aggiunse altre provenienti da fonti anti-comuniste occidentali, come Alexander Orlov e Walter Krivitsky, e le ha presentate come 'la storia'".

Il Grande Terrore di Conquest ha una grande quantità di note, che hanno lo scopo di ingannare il lettore colto ma ingenuo. Ma quelle stesse note mi hanno reso possibile scoprire che Conquest si era avvalso di prove false, senza aver mai dimostrato nessuna delle sue affermazioni anti-comuniste e contro Stalin.

Venticinque anni dopo, quando Gorbaciov accolse le menzogne anti-comuniste e contro Stalin di Krusciov, e le ripeté aggiungendone altre di suo, Conquest pubblicò una nuova edizione del Grande Terrore e disse a tutti "avevo ragione". Ma non aveva "ragione". Gorbaciov stava semplicemente raccontando lo stesso tipo di menzogne, e spesso esattamente le stesse, sul periodo staliniano che Krusciov e i suoi avevano riportato.

Conquest ha ricevuto moltissimi riconoscimenti dagli imperialisti uccisori di massa, da Margaret Thatcher a Ronald Reagan, George W. Bush, e non solo. Ha guadagnato la loro lode. Ha anche ottenuto un incarico comodo e ben pagato presso la Hoover Institution. Tali sono le ricompense per raccontare bugie per conto degli anticomunisti. Dobbiamo renderci conto che nessuno così onorato dai principali assassini di massa della storia del mondo potrà mai dire la verità.

Quelli di noi che vogliono lottare per un mondo migliore, per un mondo comunista, hanno bisogno di imparare dai successi, così come dagli errori dell'Unione Sovietica dell'era di Stalin e del movimento comunista mondiale del XX secolo, così che si possa imitare ciò che è stato fatto bene, evitando gli errori. Quindi, cerchiamo di aumentare il nostro impegno in questo senso.

Note:

1) Source: - http://www.fact-index.com/r/ro/robert_conquest.html
2) Thanks to Mario Sousa you can download a facsimile of this article here: https://msuweb.montclair.edu/~furrg/research/leigh_ird_facsimile.pdf The article in HTML format may be downloaded here: http://www.cambridgeclarion.org/e/fo_deceit_unit_graun_27jan1978.html
3) Getty, "The Great Purges Reconsidered," Ph.D. dissertation, Boston College, 1979, p. 48.
4) Getty, 1979 p. 64 note 57. These passages are also quoted in Getty, Origins of the Great Purges. The Soviet Communist Party Reconsidered, 1933-1938. (New York and Cambridge: Cambridge University Press, 1985) p. 5 and note 12, p.222.
5) Getty, 1979 p. 53.
6) Slavic Review 1986, 238-244.
7) Thurston, Life and Terror in Stalin's Russia, 1934-1941. Yale U.P. 1996.
8) "Fear and Belief in the USSR's 'Great Terror': Response to Arrest, 1935-1939." Slavic Review 45 (1986), 214-234.
9) Coplon's article, with quotations from the anticommunist scholars, is at https://msuweb.montclair.edu/~furrg/vv.html
10) R. W. Davies & Stephen G. Wheatcroft. "Debate. Stalin and the Soviet Famine of 1932 — 33: A Reply to Ellman." Europe-Asia Studies 58 (4) June 2006, 629; also in Davies & Wheatcroft, The Years of Hunger: Soviet Agriculture, 1931 — 1933 (Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2004), 441 n.145.
11) Grover Furr, Blood Lies. The Evidence that Every Accusation Against Joseph Stalin and the Soviet Union in Timothy Snyder's Bloodlands Is False. (New York: Red Star Publications, 2014), Chapter 1 "The 'Man-Made Famine' and 'Deliberate Famine' Arguments in Bloodlands, Chapter 1."
12) "The Sixty-One Untruths of Nikita Khrushchev. " At https://msuweb.montclair.edu/~furrg/research/litrossiainterv0608_eng.html

domenica 27 settembre 2015

C'è un solo paese in Europa con un tasso di disoccupazione del 1%

Perché lo volevano distruggere e parliamo passato perché quella porta era già chiusa per il fascismo imperialistico sapete quale paese è?
È la Repubblica di Bielorussia, formata da quasi 10 milioni di persone e attualmente presieduto da Alexander Lukashenko. Questo paese era parte dell'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) fino al 1991.
Dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, la Bielorussia dichiarò la propria indipendenza e principalmente effettuato il controllo dello stato dell'economia. Ad esempio, le banche estere sono praticamente esclusi dal paese, beni e servizi di base sono sovvenzionati dallo stato, i prezzi di vendita al dettaglio sono regolamentati e il governo è ancora impegnato a imprese di proprietà statale. In realtà, il 51,2 per cento dei bielorussi che lavorano in imprese statali, 47,4 per cento sono dipendenti di aziende private e di lavoro di 1,4 per cento per imprese straniero-sovvenzionati nel paese.
La propria settimanale britannico The Economist, riferendosi ad una relazione sulla libertà economica della Heritage Foundation ha detto in uno dei suoi articoli che "Lukashenko segue una politica di intervento dello stato nell'economia onnipresente" e che "il governo nega i diritti di proprietà su beni comuni, conservazione delle risorse naturali, acqua, foreste e terre sotto il controllo pubblico".
Il Washington Post, nel frattempo, ha riferito che "l'economia della Bielorussia è ancora controllato dallo stato e il cibo di nazione coltivate in aziende agricole collettive."
A quanto pare, questo insieme di politiche di redistribuzione del reddito sarebbe responsabile per i livelli di successo dell'uguaglianza nella società bielorussa.
Secondo le informazioni del giornale ucraino Rabochaya Gazeta, la percentuale della popolazione della Bielorussia con un reddito inferiore rispetto alla scala che segna la soglia della povertà nella Repubblica, è andato giù da sette nel periodo tra il 2001 e il 2008, passaggio del 41,9 per cento al 6,1 per cento. I redditi reali della popolazione in quel periodo sono stati moltiplicati per 3. La correlazione fra il 10 per cento dei cittadini più ricchi e il 10 per cento dei poveri, nel 2009 era 5,9 punti (in la Russia diventa il 34). È anche un display significativamente inferiore a quello registrato in altri paesi dell'ex URSS.
Antonius Broek, rappresentante del programma della United Nations Development Programme (UNDP) ha detto durante la presentazione del rapporto sullo sviluppo umano del 2011 "Bielorussia barely there in condizioni di povertà". Broek ha detto che secondo l'indice di povertà internazionale, la Bielorussia ha indice quasi zero.
Questi dati contrastarían con gli alti tassi di povertà e disuguaglianza sociale che mantenere altre ex repubbliche sovietiche come Polonia, Ucraina, Ungheria, Romania e Lettonia, condotto una "transizione" verso il capitalismo.
Un 'cattivo esempio' da seguire
Questi dati socio-economici sono censurati nei mezzi di comunicazione di massa che sono controllati dal grande capitale e chiaramente rispondere agli interessi capitalistici.
Stati Uniti e in Europa vengono dalla Repubblica di Bielorussia come un cattivo esempio per essere seguita da paesi limitrofi. È la battaglia ideologica ancora esistente tra capitalismo e socialismo. Non è un caso che, spesso, il capitalista preme catalogo come un "dittatore" o "autoritario" al presidente Lukaschenko. Infatti, il dipartimento di stato statunitense ha superato 2011 finanziati cinque partiti politici e 566 attivisti dell'opposizione bielorussa e sostenuto la formazione di più di 70 organizzazioni della società civile, 71 giornalisti contro il governo e gli avversari 21 media.
Ma a parte gestione media e molestie di Washington è importante per rendere chiaro che la Bielorussia è una democrazia multipartitica con suffragio universale. Dal 2007, 98 di 110 membri della camera dei rappresentanti della Bielorussia non affiliati ad alcun partito politico e di altri dodici membri, otto di essi appartengono al partito comunista della Bielorussia, tre per il partito agrario della Bielorussia e uno per il partito democratico liberale della Bielorussia. La maggior parte della non-partigiano rappresentano una vasta gamma di organizzazioni sociali come lavoratori, associazioni pubbliche e organizzazioni della società civile.

http://jmalvarezblog.blogspot.com.es/2015/09/solo-hay-un-Pais-en-Europa-con-un-1-de.html#more

PENSAVO AD UNA ALLUCINAZIONE INVECE È IL NUOVO ISEE

Nuovo ISEE. La guerra ai finti poveri inventa i finti ricchi




Dal 1 gennaio 2015 è in vigore il nuovo sistema di calcolo dell'ISEE, il principale indicatore della condizione economica tramite il quale viene regolamentato l'accesso alle prestazioni sociali agevolate. Al di là della pubblicistica d'assalto della lotta ai “finti poveri”, ai “furbetti del welfare” di Poletti & Co., si tratta di una riforma in preparazione da tempo e che opera nel profondo. L'erogazione delle prestazioni welfaristiche viene ristrutturata nel verso dell'espulsione dalla sfera di idoneità a beneficiare delle prestazioni ricalcolando a rialzo la condizione economica. Secondo una stima del Sole 24 Ore, i patrimoni del 2015, a parità di condizioni reddituali oggettive con il 2014, risulteranno più cospicui dall’ 8% fino al 30% in base a parametri come il valore della propria casa calcolato sull'IMU, l’eventuale mutuo ad esso connessa, lo stipendio, il numero di figli e di anziani a carico. Secondo il coordinatore della consulta dei CAF, Valeriano Canepari, su proiezioni effettuate sulla base dei primi riscontri, la platea di coloro che usufruiscono di servizi e prestazioni legati alla situazione economica potrebbe ridursi del 20%. Insomma, come se all'improvviso, ci fossimo arricchiti e quindi cosa dovremmo farcene di borse di studio, contributi assistenziali, tariffe agevolate etc.?Nel dettaglio il nuovo sistema prevede un forte ridimensionamento dell'autocertificazione delle informazioni e un'informatizzazione del calcolo e del controllo dei dati utili alla definizione dell'ISEE. Concretamente il dichiarante dovrà rivolgersi a un CAF per trasmettere i propri dati anagrafici compilando una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). La DSU potrà essere trasmessa anche per via telematica tramite il sito dell'INPS. I dati vengono acquisiti dall'INPS e dall'Agenzia delle Entrate e incrociati con le informazioni presenti nei database per determinare l'ISEE. Se dopo 15 giorni dalla presentazione della DSU il dichiarante non avrà ancora ricevuto l'attestazione potrà autodichiarare i dati per il calcolo dell'ISEE, esattamente come prima. Questo nuovo procedimento tende a smaltire l'intermediazione dei CAF che oggi veicolano all'incirca il 90% delle richieste. Non a caso a oggi restano bloccati i compensi corrisposti dall'INPS ai CAF per ogni richiesta ricevuta (circa 8 euro a domanda ISEE). In ogni caso la spesa totale dell’Inps per remunerare la collaborazione dei Caf sulla certificazione Isee non potrà superare per il 2015 i 76 milioni di euro. La situazione sta generando caos tra gli operatori e confusione tra gli utenti dei CAF.Se si analizzano le principali novità del nuovo ISEE ci si imbatte innanzitutto in tre tipi di domande differenziate in base alla prestazione richiesta. Infatti, all'ISEE ordinario, si affiancherà un modulo ISEE università, utilizzabile per le prestazioni relative al diritto allo studio, un modulo per le prestazioni socio-sanitarie, con una variante riservata alle prestazioni socio-sanitarie residenziali, e un ISEE per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni figli di genitori non coniugati o non conviventi. Questa modularità risponde all'esigenza di individuare le caratteristiche specifiche del nucleo familiare di riferimento e quello effettivo al quale attrarre il soggetto richiedente le prestazioni assistenziali.
Tra le novità eclatanti del nuovo ISEE rientra la modifica del parametro di calcolo dei cosiddetti “risparmi”, ovvero i patrimoni mobiliari in depositi e conti correnti bancari e postali. Questi vengono valorizzati non più verificando il saldo attivo del conto al 31 dicembre ma considerando la giacenza media del conto stesso, considerando quindi la portata dei movimenti e non il risparmio accumulato. Al fine di contrastare le dichiarazioni leggermente falsate dal prelievo di qualche spiccio dal conto corrente alla scadenza del 31 dicembre, si opta per una considerazione dinamica della ricchezza, quasi redditualizzando il patrimonio.Si tratta in fondo della stessa tendenza che descrive la vera truffa del nuovo ISEE: l'inclusione nel calcolo dell'indicatore anche delle somme fiscalmente esenti come assegni familiari, borse di studio, assegni sociali, indennità di accompagnamento, pensioni di invalidità. Sembrerebbe un curioso gioco delle tre carte in base al quale chi beneficia al momento di alcune prestazioni sociali, una volta conteggiato il valore reddituale di quelle stesse prestazioni, rischia poi di vedersene escluso. Come se se ne fosse arricchito. Il registro retorico del contrasto alla “dipendenza da welfare” viene compiuto e tradotto fattualmente grazie a un'operazione concettuale più profonda. I redditi utili alla riproduzione sociale vengono assimilati a redditi da lavoro dipendente, pertanto come una fonte di accrescimento della ricchezza. L'apparato del welfare si tramuta in workfare nel considerare i costi della riproduzione sociale come costo del lavoro sociale per l'impresa del capitalista collettivo. Ad ogni modo l'incapacità di sostenere questo costo segnala un significativo punto di crisi e rottura nella tenuta sistemica di questa ipotesi e nei fatti questa dinamica punta piuttosto a centrifugare una fascia di povertà intermedia fuori dall'orbita del welfare state proiettandola verso circuiti di indebitamento. Con buona pace dei vagheggiamenti sulle possibilità di redistribuzione sociale della ricchezza tramite erogazione di un reddito minimo universale e garantito come opzione riformista sistemica in questa fase...L'apparato welfaristico si ristruttura come strumento di intervento sulla povertà estrema a condizione che la domanda di assistenza si riduca e sia governata da criteri di economicità. I momenti valutativi, di cui l'attestazione ISEE rappresenta la soglia preliminare, hanno l'importanza fondamentale di circoscrivere e ridurre la platea di idonei ai servizi agevolati. Si accede alle prestazioni assistenziali quando non si ha più la possibilità di partecipare alla normale riproduzione capitalistica, quando non si può più pagare. Solo su questa “marginalità” interviene il welfare con il compito di reimmettere nel circuito della riproduzione sociale, del consumo. Restano aperte alcune variabili: come respingere il doppio ricatto dell'indebitamento connesso all'esclusione dai servizi e del disciplinamento connesso all'inclusione nell'assistenza? Quali figure tecniche, nonostante il processo di informatizzazione, ancora articolano questa segmentazione e come utilizzarle per organizzarsi sul terreno del diritto a non pagare rivendicando autonomia contro l'impoverimento?

FONTE