involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

lunedì 14 marzo 2011

discorso di Michael Moore Pronunciato a Madison, Wisconsin, sabato 5 marzo 2011

L’America non è in bancarotta


Traduzione Andrea Grillo
michael-mooreContrariamente a quanto vuol farvi credere chi governa perché rinunciate alle vostre pensioni, perché vi vengano ridotti i salari e perché vi adattiate alla vita dei vostri bisnonni, l’America non è in bancarotta. E non lo sarà per parecchio tempo. Il Paese sguazza nella ricchezza e nei contanti. Solo che non sono nelle vostre mani. Sono stati trasferiti, tramite la più grande rapina della storia, dai lavoratori e i consumatori alle banche e nei portafogli dei super-ricchi.
Oggigiorno solo 400 statunitensi hanno la stessa quantità di ricchezza di metà di tutti gli statunitensi messi insieme.
Lasciatemi dire che 400 persone oscenamente ricche, molte delle quali godono in qualche modo della multi-trilionaria riduzione delle tasse del 2008, hanno un bottino, delle riserve e tante proprietà quanto i beni di 155 milioni di statunitensi messi insieme. Se non lo si può chiamare un colpo di Stato finanziario, allora non si è onesti con quello che nel nostro cuore sappiamo essere vero.
E capisco perché. Ammettere di aver lasciato scappare un piccolo gruppo di persone con un’enorme quantità di denaro che muove la nostra economia vorrebbe dire riconoscere in modo umiliante di aver consegnato la nostra preziosa Democrazia a un’élite finanziaria. Wall Street, le banche e Fortune 500 sono quelli che governano questa Repubblica e fino al mese scorso noi che siamo il resto della popolazione ci siamo sentiti completamente orfani, incapaci di trovare la strada per fare qualcosa in questo senso.
Io sono arrivato solo a finire le scuole superiori. Ma prima, quando andavo a scuola io, tutti noi studenti dovevamo fare un corso semestrale di economia per diplomarci. E quello che ho imparato è che il denaro non cresce sugli alberi. Cresce quando facciamo delle cose. Cresce quando abbiamo un buon posto di lavoro con un buon salario che ci servono per comprare le cose di cui abbiamo bisogno, e questo crea nuovi posti di lavoro. Cresce quando manteniamo un buon sistema educativo che permette la crescita di nuove generazioni di inventori, di imprenditori, di artisti, scienziati e pensatori che generano nuove e importanti idee per il pianeta. E queste nuove idee generano nuovi posti di lavoro e generano entrate per lo Stato. Ma se chi ha più denaro non paga le tasse, lo Stato non può funzionare. Le scuole non possono produrre le teste migliori e più brillanti capaci di creare questi posti di lavoro. Se i ricchi mettono da parte la maggior parte del loro denaro, abbiamo visto cosa ne fanno: scommettono dissennatamente nel pazzo labirinto di Wall Street e distruggono la nostra economia. Il fallimento che generano ci costa milioni di posti di lavoro. Anche questo produce una riduzione delle entrate fiscali. Tutti noi alla fine abbiamo sofferto a causa di quello che hanno fatto i ricchi.
La nazione non è in bancarotta, amici. Il Wisconsin non è in bancarotta. Dire che il Paese è in bancarotta è ripetere una Grande Bugia. È una delle tre grandi bugie del decennio: 1) L’America è in bancarotta 2) L’Iraq ha armi di distruzione di massa; 3) i Packers non possono vincere il Super Bowl senza Brett Favre.
La verità è che c’è molto denaro in giro. Moltissimo. Il fatto è che qualcuno si è occupato di deviare questa ricchezza verso un pozzo profondo che si trova nelle sue proprietà ben difese. Loro sanno di aver commesso dei crimini perché questo succedesse, e sanno che un giorno vorrete vedere di nuovo quel denaro che una volta era vostro. Ma hanno comprato e pagato centinaia di politici di tutto il Paese perché facessero questa operazione per loro. Ma nel caso che tutto questo non funzionasse, hanno sempre le loro residenze recintate, e i loro jet di lusso tengono sempre il serbatoio pieno di benzina e i motori accesi per quel  giorno che sperano non arrivi mai. E per evitare che arrivi il giorno in cui la gente rivorrà i suoi soldi indietro, i ricchi hanno fatto due cose intelligenti:
  1. Controllare i messaggi. Essendo i padroni della maggior parte dei media, hanno convinto abilmente gli statunitensi a basso reddito a comprare la loro versione del Sogno Americano e votare per i loro candidati. La loro versione del sogno dice che anche tu potrai essere ricco un giorno: questa è l’America, dove tutto può succedere se ti applichi a sufficienza! Hanno concesso opportunamente posti di lavoro credibili per far vedere come un giovane povero è arrivato a diventare un uomo ricco, come il figlio di una ragazza madre nato nelle Hawaii può diventare presidente, come un ragazzo con solo un diploma può diventare un produttore cinematografico di successo. Ti raccontano queste storie l’una dopo l’altra tutto il giorno finché l’ultima cosa che vorresti essere è la mela marcia, perché tu, sì, anche tu! potrai esser un giorno ricco/presidente/vincitore di un Oscar! Il messaggio è chiaro: tieni la testa bassa, non ficcare il naso, non remare contro e assicurati di votare per un partito che protegge i ricchi perché anche tu un giorno potrai essere uno di loro.
  1. Hanno creato una pillola avvelenata che sanno  tu non vorrai mai prendere. È la loro versione della mutua distruzione assicurata. E quando hanno minacciato di scatenare queste armi di annientamento economico di massa nel settembre del 2008, abbiamo sbattuto le ciglia. Quando l’economia e il mercato sono andate a picco e le banche sono state prese in flagrante mentre costruivano uno schema Ponzi mondiale (1), Wall Street ha diffuso questa minaccia: o qualcuno ci consegna trilioni di dollari dei contribuenti americani o mandiamo l’economia direttamente a fondo. Riducete o dite addio ai libretti di risparmio. Addio alle pensioni. Addio Tesoro degli USA. Addio case e posti di lavoro e futuro. Ha avuto un impatto terrificante e ha spaventato tutti. “Ehi! Prendete il nostro denaro! Non ci preoccupiamo. Stamperemo ancora altro denaro per voi! Non avete che da usarlo! Ma per favore lasciate la nostra vita in pace, PER FAVORE!”
I dirigenti nei loro uffici e i fondi d’investimento non riuscivano a trattenere le risate di soddisfazione e nel giro di tre mesi avevano già cominciato a emettere un’altra quantità di buoni, meravigliandosi loro stessi di come si erano bevuti così bene una nazione di scemi. Molti persero i propri posti di lavoro, milioni le loro case. Ma non ci furono rivolte.
Finora. In Wisconsin! Mai nessun abitante del Michigan si è sentito così felice di condividere il suo grande, enorme lago con voi! Avete svegliato il gigante addormentato noto come popolo lavoratore degli Stati Uniti. In questo momento la terra trema e il pavimento traballa sotto i piedi dei governanti. Il vostro messaggio ha ispirato la gente di 50 Stati e il messaggio è:  LO ABBIAMO FATTO! Abbiamo respinto tutti quelli che dicono che l’America è in bancarotta. È esattamente il contrario. Siamo ricchi di talento e idee e lavoro duro e anche di amore. Amore e solidarietà per quelli che, senza aver commesso errori, sono finiti in fondo alla classifica. Ma anche loro reclamano quello che reclamiamo tutti: che il nostro paese ritorni ad essere come prima! Che torni la nostra democrazia! Che torni il nostro buon nome! Gli Stati Uniti d’America. NON la Corporation degli Stati Uniti d’America. Gli Stati Uniti d’America!
Ora cosa dobbiamo fare per arrivarci? Beh, dobbiamo farlo con un po’ d’Egitto qui e un po’ di  Madison là. E ora lasciateci fare una pausa per ricordare che c’era un poveraccio a Tunisi che vendeva frutta e che ha dato la vita perché il mondo prestasse un po’ di attenzione al fatto che  un governo di multimilionari è un affronto alla libertà, alla morale e all’umanità.
Grazie Wisconsin. Avete fatto capire alla gente che questa era la nostra ultima e migliore opportunità per aggrapparsi a quello che è rimasto di ciò che siamo come americani. Per tre settimane siete rimasti al freddo, avete dormito per terra, avete lasciato la città per dirigervi verso l’Illinois –qualsiasi cosa ci sia voluta, ci siete riusciti e una cosa è certa: Madison è solo il principio. I ricchi soddisfatti hanno esagerato. Non si sono accontentati del denaro che hanno rubato al Tesoro. Non si sono saziati  delocalizzando milioni di posti di lavoro portandoli oltreoceano per sfruttare i poveri in altri posti. No, volevano di più –qualcosa in più degli altri ricchi del mondo. Volevano le nostre anime. Dovevano privarci della nostra dignità, comprimerci sempre di più finché non potessimo più sederci al tavolo con loro e potessimo occuparci solo di piccole cose come le dimensioni di un’aula o i giubbotti antiproiettile della polizia o permettere alcune ore in più di sonno a un pilota perché possa fare il suo lavoro –il suo lavoro da 19mila dollari all’anno. Questo è quello che guadagnano molti piloti di linea principianti e forse anche quello che mi ha portato a Madison stamani. Mi ha detto che aspettava un aumento. Il massimo che chiede è un po’ di tempo in più per non addormentarsi in macchina mentre va all’aeroporto O’Hare. Questo è il punto così miseramente basso a cui siamo arrivati. I ricchi non si accontentavano di pagare quest’uomo 19mila dollari l’anno. Dovevano  prendersi anche il suo sonno. Lo degradano e lo disumanizzano e ci godono. Dopotutto è solo uno dei tanti vagabondi, vero?
E questo amici miei è il terribile errore dell’Azienda America. Ma cercando di distruggerci hanno dato alla luce un movimento -un movimento che è diventato di massa, una rivolta non violenta in tutto il Paese. Sapevamo che un giorno saremmo arrivati al punto di rottura e questo punto è fra noi. Molta gente dei media non lo capisce. Dicono che sono stati colti di sorpresa dai fatti dell’Egitto, nessuno si è accorto che stava per succedere. Ora sono sorpresi e confusi vedendo che così tante centinaia di migliaia di persone sono venute a Madison nelle ultime tre settimane nonostante un inverno brutale. Perché rimangono al freddo? Voglio dire, c’erano quelle elezioni a novembre e suppongo sia per quello.
“Qualcosa sta succedendo qui e non sapete di cosa si tratta, o lo sapete?”
L’America non è in bancarotta. L’unica cosa in bancarotta è la bussola morale dei dirigenti. E noi ora  pretendiamo di fissare la rotta e guidare noi stessi la nave. Non dimentichiamolo, finché abbiamo questa  Costituzione una persona è un voto e questo è ciò che i ricchi odiano di più dell’America -perché hanno sempre pensato di avere a disposizione tutto il denaro e tutte le carte e ora capiscono a malincuore questo fatto fondamentale e immutabile: Siamo molti più noi di loro!
Madison, non un passo indietro. Siamo con voi, uniti vinceremo.
Nota 1) Lo schema Ponzi è un’operazione fraudolenta d’investimento, che implica il pagamento di cambiali o interessi esagerati
Pronunciato a Madison, Wisconsin, sabato 5 marzo 2011

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