involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio
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lunedì 8 agosto 2011

La diabolica truffa del sistema bancario

Da: Plokamos
Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del Popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità politica e monetaria nell'interesse supremo dei cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare.

L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.”
Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta!

Infatti la maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato. Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così.
In realtà lo Stato ha consentito alla Banca Centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese.
Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.

Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il Popolo da Sovrano in eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del Signoraggio primario e secondario.

È fondamentale capire che il Signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente.
Uno Stato, defraudato della propria Sovranità monetaria, non può dirsi davvero Indipendente e Sovrano e un Popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso, detenga il monopolio dell'emissione monetaria.
Il meccanismo del Signoraggio è maledettamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità.

La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d'Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà.
Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e inchiostro).
Le banche però sono autorizzate a mettere in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella colossale truffa del Signoraggio.

Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993.
La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.
 
La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio”e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione.
Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale.

Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d'Italia realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.

In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospiqui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta” !!!
Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!

Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili.
In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da Signoraggio.

La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal Tesoro cioè 100 euro perché questo è l'introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi).

Ecco come si occultano gli utili di bilancio.

In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,70 più interessi.

Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e internazionale?
Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,70 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale.

Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora infatti tutte le Banche Centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma…cartastraccia.

In Italia la Banca Centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.

La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.).

Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.

Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno.

Se la Banca Centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da Signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al Popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”.
Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della Banca Centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile.

La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e odiose gabelle.

In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta.

Se fossimo Cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell'interesse sovrano del Popolo ?

Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato.
Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro.

Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo, 1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).

Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero.
Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o Signoraggio secondario.

Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del Signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E./Bankitalia.
La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”.

Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni.

Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano lucrando enormi profitti con l'applicazione di un interesse !
Perché lo permettiamo?

sabato 6 agosto 2011

AZZERARE IL DEBITO, USCIRE DALL'EURO

Intervista a Luciano Vasapollo*

di Fabrizio Salvatori**

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista, nella quale Vasapollo si esprime senza indugi per le due misure essenziali della cancellazione del debito pubblico e dell'uscita dall'euro. 
Vasapollo,  anni addietro, era tra coloro che teorizzava, secondo noi a torto, che la nascita dell'Eurozona sanciva la nascita di un secondo polo imperialista concorrente agli USA, destinato a prendere il sopravvento mondiale.

D. Professor Luciano Vasapollo, gli sconvolgimenti a cui stiamo assistendo in questo periodo sul piano finanziario sono più profondi di quanto sembrino?

R. Se dovessi dare un titolo a questa domanda direi «niente di nuovo sul fronte occidentale». Tutto quello che appare come qualcosa di nuovo, come il default degli Stati Uniti, in realtà va avanti da Bretton Woods del 1971. Con la fine degli accordi gli Usa decidono in base al loro potere politico e militare di imporre il proprio indebitamento come modello di sviluppo che ne scarica il costo sugli altri: debito privato, debito pubblico, e consumo sostenuto dal mix tra debito interno ed esterno, avendo molto deboli i cosiddetti fondamentali macroeconomici e un'economia reale che già da allora mostrava i caratteri della crisi strutturale e sistemica.

Cosa è cambiato nell'odierno scenario?

Dopo la caduta del muro di Berlino si apre una fase di guida unipolare del mondo basata sullo strapotere politico e militare Usa, che con l'imposizione dell'acquisto dei titoli di debito Usa imponevano il sostenimento della loro crescita retta sull'indebitamento e sull'economia di guerra. Poi si apre la fase che a suo tempo definimmo non di globalizzazione ma di competizione globale, basata non sul modello importatore degli americani ma con l'Europa che cerca i suoi spazi di affermazione economica puntando sul ruolo internazionale con una forte posizione di esportatore svolto dalla Germania. Lo stesso modello di economia basata sulla esportazione viene realizzato dalla Cina, che grazie al suo avanzo nella bilancia dei pagamenti decide di diventare il maggior compratore del debito statunitense.

Ad un certo punto, però, qualcuno presenta il conto…

Quando scoppia la crisi dei subprime negli Usa, la crisi volutamente viene evidenziata come crisi di carattere finanziario per lo scoppio delle bolle speculative immobiliari e finanziarie, ma è semplicemente la punta dell'iceberg che evidenzia una crisi dell'economia reale nei meccanismi stessi dell'accumulazione: sono cioè gli stessi meccanismi del modo di produzione capitalistico che si sono inceppati già dai primi anni ‘70 e che dimostrano che la crisi è irreversibile ed è di carattere sistemico. E' evidente che hanno cercato di coprire la crisi dell'economia che si porta dietro il carattere della strutturalità e sistemicità.

Nel mentre la finanziarizzazione ha allargato il giro segnando l'arrivo dei paesi in via di sviluppo.

C'è da dire che il modello esportatore tedesco ha ormai sempre più bisogno di importatori anche direttamente europei ed è così che la Germania deve investire l'avanzo che matura comprando titoli dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) che sono costretti sempre più ad indebitarsi per rispondere alle regole dell'euro, soffocando le proprie economie e massacrando il mondo del lavoro per garantire che la "questione" dell'euro rimanga funzionale allo sviluppo esportatore della Germania e, in seconda battuta, agli interessi francesi. Gli stessi Stati Uniti hanno un indebitamento in parte sostenuto dalla Germania oltre che dalla Cina. La competizione però oggi è sempre più alta e i Brics vogliono il loro spazio. Gli Usa così non hanno più la forza politica e militare per imporre il loro modello di sviluppo al mondo basato sul loro indebitamento. Oggi il presidente degli Usa è costretto a chiedere l'innalzamento del debito proprio per questo, perché sa che fuori dai suoi confini non troverebbe tanti soggetti disposti a finanziare il suo paese in base al precedente modello economico. E' la prova che è finito il mondo a guida unipolare basato sull'egemonia statunitense.

Che poi in fondo è anche il problema dell'Italia che ora sembra essere entrata in una spirale tra recessione e interessi sul debito…

L'Italia si comporta come gli Usa perché spostano il problema del debito più avanti, cioè per tentare di far fronte al deficit, che è un dato congiunturale di flusso. Lo trasformano in esposizione strutturale di stock trasformandolo in debito che massacrerà le generazioni future di lavoratori. E' lo stesso identico meccanismo. Dalle finanziarie lacrime e sangue di oggi si passa ad uno stato di lacrime e sangue permanente. La parte di deficit che si capitalizza, quindi, è una mannaia per le generazioni del futuro.

Insomma, è scattata la trappola della speculazione finanziaria…

E' chiaro che così si pone il problema non della crisi finanziaria ma di una crisi del modello di accumulazione, in crisi è l'intero sistema capitalista. La finanza speculativa che doveva essere quella in crisi si sta riaffacciando in modo prepotente inventando altre armi e nuovi terreni di combattimento. La speculazione finanziaria, come un avvoltoio, è lì e aggredisce chi non accetta le regole di dominio. E scatena attacchi sempre più pesanti contro il salario diretto, indiretto e differito. Per uscire dal debito greco si stanno approntando nuovi strumenti di finanza creativa che dilazionano l'indebitamento e creano le premesse di nuovi collassi.

Le proposte per tentare di mettere un argine a questa situazione?

La cosa assurda è che chi dovrebbe confezionare proposte in grado di tirarci fuori da questa situazione sta in realtà pensando agli interessi di una parte del paese, i ricchi e i soliti noti, come dimostra l'ultima legge finanziaria di Tremonti. Una prima risposta può essere lanciare una campagna del mondo del lavoro non contro l'Europa, ma contro le regole del massacro sociale imposte dalle compatibilità economico-finanziarie dell'euro. La seconda questione che va posta all'ordine del giorno è rilanciare una serie di politiche di una efficiente nazionalizzazione e statalizzazione delle banche e dei settori strategici dell'economia. Il debito sovrano sta diventando un nodo nei paesi deboli perché con i soldi pubblici si sono finanziate le banche. Quindi la prima nazionalizzazione deve essere del sistema bancario. E poi porre immediatamente il nodo di energia, trasporti e comunicazioni come settori strategici in mano allo Stato. Sembrerebbe un ritorno agli anni 50-60, quando si creò in Italia una forte economia mista, con un welfare vero e un futuro per i giovani.

Ultimamente hai partecipato ad alcuni incontri internazionali a Cuba, Bolivia, Spagna, Irlanda. Quali sono i temi del confronto?

Gli economisti critici eterodossi nelle loro varie componenti stanno cercando di trovare un accordo su un programma minimo di controtendenza da proporre e insieme praticare con il ruolo centrale del sindacalismo conflittuale di classe. Esistono varie alternative possibili alla attuale competizione globale e poi fino alla maggiore determinazione del superamento del modo di produzione capitalista, ognuna con distinti gradi di probabilità in funzione di ragioni tecnico-economiche o politico-sociali. In ogni caso, qualsiasi proposta attuabile dovrà fare i conti, in primo luogo, con la tecnologia. Il cambio tecnologico può rappresentare un progresso tecnico e sociale se è frutto di una decisione collettiva dei lavoratori, maggioritaria, responsabile, aperta al dialogo, negoziata e contrattata.

E le proposte concrete e immediate ?

Penso che il discorso sulle nazionalizzazioni, edilizia pubblica, lavoro e salario pieno e a totalità di diritti veri, di uscita dall'euro e, importante, l'azzeramento del debito siano i primi punti qualificanti. Siccome l'economia finanziaria non crea risorse perché sul medio periodo è un gioco a somma zero, perché quindi ci devono entrare gli Stati, quindi i lavoratori su cui si scarica tutta la durezza e drammaticità della crisi? In Grecia non bisogna dilazionare ma dare un taglio netto. E' quello che poi è stato fatto in Sud America, ad esempio quando in Argentina hanno girato le spalle al Fondo monetario internazionale. Se tu entri nella logica della diminuzione del tasso di interesse e allungamento del debito il ricatto diventa continuo.

* Professore di Economia Applicata presso l' Università "La Sapienza" di Roma, direttore di Cestes e Proteo
** fonte: Liberazione del 4 agosto 2011

martedì 26 luglio 2011

Una risposta alternativa"LE VALUTE COMPLEMENTARI"


Che sono le valute complementari?In questi giorni ha fatto notizia l'iniziativa che hanno attuato i commercianti di Murgados in Spagna che hanno deciso di riutilizzare la Peseta,incuriosito dalla cosa e non sapendo bene di che si trattasse mi sono addentrato nella rete ed ho scoperto un mondo economico parallelo che funziona già da parecchio un pò in tutto il mondo .Non so a livello economico cosa comporti tutto ciò,ma  a livello sociale le implicazioni non sono indifferenti,di sicuro questo mondo sotterraneo cerca di dare una risposta differente a quello che a livello globale i governi centrali ci vogliono inculcare,moneta unica e tutto il cancan, di sicuro dimostra la distanza che esiste tra la finanza pubblica e i bisogni reali della gente.
Una volta si diceva che la politica era al servizio della gente,ora per chi lavora?


Pure in Italia esiste qualcosa di simile e si chiama SCEC  e più precisamente a Napoli l'Associazione Masaniello di cui non posto il link essendo il sito in ristrutturazione,però è presente questo  video di presentazione del Circuito SCEC realizzato dalla TV pubblica Svizzera RSI:


Pino