involuzione

involuzione
Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

martedì 1 maggio 2012

By,by AIDA

Non tutti conoscono questa unità segreta che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L'ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L'«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire la "la sicurezza nei territori di crisi europei". Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell'Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor» 
I governi europei sanno esattamente cosa li attende. Per evitare di dover usare i loro propri eserciti contro i cittadini del paese, le truppe paramilitari della "Forza di Gendarmeria Europea" è stata fondata in segreto. In teoria, si può ricorrere alla FEG ovunque vi sia una crisi. E' ben stabilito nel Trattato di Velsen che regola gli interventi dell'EuroGendFor. Il suo motto motto è il seguente: "Lex paciferat" - che può essere tradotto come: "La legge porterà la pace". Si sottolinea "il principio della stretta relazione tra l'imposizione dei principi giuridici e la restaurazione di un ambiente sicuro e protetto."
Un "consiglio di guerra" sotto forma di un comitato interministeriale composto dai ministri della Difesa e la Sicurezza dei paesi membri dell'Unione europea partecipanti, decide la strategia di intervento. La truppa può essere attivata su richiesta o dopo decisione dell'UE
All'articolo 4 del Trattato Costitutivo sui compiti e gli impegni si legge: "È possibile ricorrere alla FEG per proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine." I soldati di questa unita' paramilitare dell'Unione europea devono rispettare la legge vigente dello Stato in cui operano e avungue vengano distribuiti, ma tutti gli edifici e tutti i terreni che venano presi dalle truppe divengono estraterritoriali e non sono più accessibili dalle stesse autorità dello Stato in cui operano. Il mostro dell'Unione europea abroga inoltre il diritto nazionale anche in caso di antisommossa.

giovedì 26 aprile 2012

Corte Costituzionale,diritto all’indennizzo per i danni derivanti dai vaccini anche quando non obbligatori, ma raccomandati.

Importante sentenza depositata oggi dalla Corte Costituzionale.
Si è riconosciuto il diritto all’indennizzo per i danni derivanti dai vaccini anche quando non obbligatori, ma raccomandati.
La Corte ha dichiarato illegittima la legge sull’indennizzo nella parte in cui esclude appunto i vaccini non obbligatori.
Cliccando sulla fotografia è possibile scaricare la sentenza [evidenziato in rosso un passaggio essenziale] in cui si mette in evidenza la responsabilità pubblica che deriva da scelte vaccinali, che derivano dall’affidamento riposto sulle campagne di prevenzione; come dire che si tratta di scelte non proprio definibili come vere scelte, cioè libere e consapevoli.
Sentenza interessante non solo perchè amplia la tutela risarcitoria per i danni da vaccino, ma anche perché consente di approfondire il discorso sulle politiche di prevenzione sanitaria e di promozione della salute, dal punto di vista del diritto ad essere informati, che è il presupposto per esercitare il diritto di scelte in campo sanitario.
La Corte Costituzionale conferma quindi il concetto espresso dal Tribunale di Milano, Sez. Lavoro, con la sentenza n. 625 del 13/12/2007: “non vi è ragione di differenziare il caso in cui il trattamento sanitario sia imposto per legge [vaccinazione obbligatoria] da quello in cui esso sia, in base ad una Legge, promosso dalla pubblica autorità al fine di una diffusione capillare nella società [vaccinazione raccomandata]”.
http://autismoevaccini.files.wordpress.com/2012/04/sentenza_cc_n_107-2012.pdf

lunedì 23 aprile 2012

Casapound in ritirata...."strategica"

Un tranquillo sabato fascista sottotitolo: tanto rumore per nulla. Così potrebbe intitolare la commediola andata in scena negli ultimi 3 giorni a Casalgrande, un paese in provincia di Reggio Emilia, al confine con la vicina Sassuolo, provincia di Modena.
Ma partiamo con ordine. Casalgrande, ridente cittadina di 15.000 abitanti, ha una banale caratteristica che la mette al centro di questa storia: il suo Consiglio Comunale è stato il primo della provincia reggiana ad impegnare la Giunta (guidata da Andrea Rossi, Partito Democratico) a non concedere spazi pubblici o istuzionali "alle associazioni che promuovono l’odio razziale e in genere ogni forma di esclusione sociale".
Questa iniziativa è partita da un documento dell'Anpi di Reggio Emilia e inviato a tutti i comuni del territorio,all'indomani della strage di Firenze del militante casapoundino Gianluca Casseri e dell'iniziativa svoltasi in una sala pubblica di proprietà del Comune di Reggio Emilia da parte di Casapound.
Ovviamente la finalità di questo documento, oltre alla pratica di rendere difficoltoso il radunarsi di assembramenti neofascisti sul territorio, è quella di pungolare le amministrazioni locali per una netta e precisa presa di posizione politica, delegittimando la vecchia e consunta fiaba del "rossi contro neri" e riconoscendo la pericolosità sociale di questo movimento nel panorama della crisi europea.
Torniamo a Casalgrande, dunque. Succede che dopo l'approvazione dell'odg contro i neofascisti Casapound risponde, come al solito di notte, attaccando uno striscione sul municipio con su scritto: "Casapound non si tocca" e indicendo una conferenza stampa, paventando denunce a destra e a manca (ovviamente mai pervenute).
Dopo alcuni mesi, e più precisamente lo scorso giovedi 19 aprile Casapound convoca via Facebook un presidio, in piazza Martiri della Libertà a Casalgrande, dal titolo "DOVE NON SI PUO', PASSIAMO!", contro la "censura politica". Guarda caso proprio nel giorno in cui il cantante neofascista Skoll avrebbe dovuto presentare il proprio libro (sanno anche scrivere?) a Sassuolo. Non sarà che i camerati a corto di personale siano stati costretti a concentrare le attività tutte negli stessi luoghi e negli stessi giorni, così da prendere due piccioni con una fava?
Chiaramente gli antifascisti locali, hanno immediatamente convocato all'interno delle proprie reti, una contro-manifestazione.
Fatto sta che, come da copione, organizzando iniziative da tenere segrete fino all'ultimo secondo ed avendo evidentemente seri problemi organizzativi, nella serata di venerdì arriva la notizia che il presidio dei duri e valorosi "fascisti del terzo millennio" viene annullato per "motivi organizzativi".
Motivi organizzativi, dicono. Forse non avrebbero raggiunto il numero minimo di persone per essere penalmente perseguibili in caso di manifestazione non autorizzata (3 persone). Forse hanno pensato che farsi vedere in pubblico, essendo abituati a fare cose turbodinamiche notturne, sarebbe stato sconveniente.
Al di là delle ipotesi sui "motivi organizzativi", è bene far sapere che ad oggi sono già 14 i comuni reggiani e la Provincia ad aver aderito al documento dell'Anpi sugli spazi pubblici ai neofascisti.
Altri dati importanti sono due: finalmente degli amministratori hanno avuto il coraggio di rivendicare con la prassi i valori antifascisti, senza attendere azioni legali o provvedimenti della magistratura, restituendo un po’ di dignità e di indipendenza alla politica, valorizzando il bistrattato principio della separazione dei poteri, e dimostrando a tutti che dietro ad ogni scelta c’è sempre una volontà politica, che può e deve stare al di sopra delle convenienze.
In un periodo di crisi tanto feroce, che porta rigurgiti neonazisti in tutta Europa, con gravi rischi per la libertà di tutti noi, grande è il valore di questo primo piccolo passo, soprattutto alla luce della presa di coscienza, anche delle municipalità reggiane, che proprio all’interno della crisi economica e della sua deriva sociale queste organizzazioni hanno più facilità di proliferare e recuperare consensi.
E' stato inoltre rotto il vecchio schema dei “rossi contro i neri”, speriamo infatti che da adesso in avanti non si guardi più l’antifascismo militante storcendo la bocca, e che non si lascino più sole quelle persone che lavorano costantemente, con ogni mezzo necessario, per tenere pulita la propria città. Se questo passaggio fosse venuto prima, probabilmente si sarebbero evitate tante violenze e situazioni pericolose, alcune delle quali costate la vita a persone che a volte non erano neppure “antifascisti militanti”, come Nicola, studente medio, ammazzato a calci dai nazi nella Verona di Flavio Tosi 4 anni fa, solo per fare un esempio.

Links Utili:
FONTE