involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

martedì 27 ottobre 2015

AMMORTIZZATORI SOCIALI UN'ARMA IN MANO AL CAPITALE PER LA LOTTA DI CLASSE DALL'ALTO VERSO IL BASSO

Si possono usare gli ammortizzatori sociali solo per salvare le tasche della proprietà, ma non i posti di lavoro? A quanto pare sì. Basta usare i soldi dello Stato per migliorare i conti poco prima di vendere l'azienda, lasciando poi che i nuovi arrivati licenzino come e quanto vogliono. Sembra impossibile, ma è esattamente quello che stanno subendo 141 dipendenti della Maggiore Rent, società romana di noleggio auto che dallo scorso marzo è passata nelle mani della multinazionale statunitense Avis.

Tutto comincia a inizio 2013, quando Maggiore Rent stima di dover fronteggiare entro fine anno un rosso di 2,6 milioni di euro. Sindacati e azienda firmano quindi un contratto di solidarietà della durata di due anni. In teoria, l'accordo può essere prorogato per un altro biennio, ma a fine gennaio 2015 la società decide di non rinnovarlo.
Ormai non serve più, lo scopo è raggiunto: il bilancio è migliorato, facendo salire il prezzo dell'azienda. Appena due mesi dopo, infatti, il colosso made in Usa sborsa ben 170 milioni di dollari per rilevare l'attività.

Il 5 ottobre arriva il colpo di scena. Avis decide di licenziare quasi la metà del personale (141 su 287 dipendenti a tempo indeterminato, più quattro dirigenti e 11 lavoratori a tempo determinato), nonostante i conti della Maggiore Rent siano ormai sotto controllo. A fine 2013, dopo un solo anno di solidarietà, i libri contabili parlavano di un utile in crescita da 2,8 a 4 milioni, di costi del personale scesi da 16 a 14,4 milioni e soprattutto di un Ebitda quasi triplicato (da 3,6 a 9,6 milioni). E per il 2015 non è previsto un nuovo tracollo, ma un calo del fatturato del 3%, pari a circa 3,9 milioni di euro.

Quanto ad Avis, stiamo parlando di un colosso che stima di chiudere l'anno con ricavi da 8,7 miliardi di dollari (in lieve miglioramento rispetto al 2014) e un Ebitda tra i 900 e i 950 milioni (la crescita attesa è fra il 3 e l'8%). Insomma, a guardare i numeri, non esistono ragioni economiche plausibili per giustificare la pioggia di licenziamenti che gli americani vogliono infliggere alla società italiana.

Eppure, il destino del personale non sembra interessare nemmeno ai vertici di Maggiore Rent, visto che si sono rifiutati d'inserire nell'accordo di vendita una clausola di salvaguardia per i posti di lavoro. “Ci hanno risposto che il prezzo sarebbe sceso”, spiega Marino Masucci, coordinatore nazionale Fit Cisl.

In questo modo, un gruppo che fattura quasi 9 miliardi di dollari l'anno può permettersi di lasciare a casa più di 150 persone sostenendo che "non ci sono alternative" per fronteggiare un calo dei ricavi da nemmeno quattro milioni di euro (su Ebitda e risultato netto non esistono proiezioni). 

Di fronte a questa situazione, i dipendenti di Maggiore Rent hanno indetto uno stato d’agitazione che ha già prodotto uno sciopero, mentre i sindacati hanno già chiesto un incontro ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico perché “preoccupati per la perdita dei posti di lavoro e dall’uso distorto degli ammortizzatori sociali”.  Una storia che non può e non deve finire all’italiana, con i furbi che incassano e i lavoratori che pagano.

FONTE 

sabato 24 ottobre 2015

GENERALE ISRAELIANO CONFESSA



 TRADUZIONE ITA

Updated: Israeli General Captured in Iraq Confesses to Israel-Isis Coalition

“There is a strong cooperation between MOSSAD and ISIS top military commanders...Israeli advisors helping the Organization on laying out strategic and military plans, and guiding them in the battlefield”
 
[ Editor’s note:  Israel’s claim that Shahak is only a Colonel requires us to at least publish this claim of theirs.  It may well be important to Tel Aviv that a colonel was caught rather than a general.  This reminds me of the battle of Stalingrad and Hitler who promoted General Paulus to Field Marshal in the belief that Field Marshals didn’t surrender.  To Netanyahu, it is obviously a belief that generals don’t get caught.
General Shahak was captured by Shiite militia and is still being held in Iraq.  His captors are keeping DESI informed, a European security organization with close ties to VT.  The article below is based on questions we submitted to his captors this morning.  We also inquired as to the conditions under which he is being held... GD ] 
 EXCLUSIVE -VETERANS TODAY  
______________
USA Parliament (Intr) Foreign Minister and European Department for Security and Information Secretary General Ambassador Dr Haissam Bou Said exclusively confirms to VT that the Israeli Brigadier Yussi Elon Shahak captured by the Iraqi popular army confessed during the investigation that…
 “There is a strong cooperation between MOSSAD and ISIS top military commanders,” asserting that  “there are Israeli advisors helping the Organization on laying out strategic and military plans, and guiding them in the battlefield.”
The terrorist organization also has military consultants from Saudi Arabia, Qatar, United Arab Emirates and Jordan. Saudi Arabia has so far provided ISIS with 30,000 vehicles, while Jordan rendered 4500 vehicles. Qatar and United Arab Emirates delivered funds for covering ISIS overall expenditure.
The planes belonging to the aforesaid countries are still landing in the Mosel airport, carrying military aid and fighters, especially  via the Jordanian borders.
The Parliament and the DESI also confirm the Death of ISIS leader Abu Baker al Baghdadi, who received two bullets: one in the head and the other in the shoulder in a fire exchange. Two of his top aides were killed as well.  It is believed that the CIA and MOSSAD are behind his death as he becomes a wasted commodity.
Furthermore, Eight ISIS top commanders were killed in “Haith” in an Iraqi airstrike after two weeks of surveillance by the Iraqi military service.
The report concluded  that ISIS terrorist group recently arrested  in Moscow came from Syria and Iraq through Ukraine. The  perpetrators were planning to carry out subversive operations in railways and bus stations. The bombers are from Chechen, Caucasus, Iraqi, Syrian and Saudi nationalities.
Ukraine became the hotbed of embracing terrorist activities in complicity with Putin’s arch enemies who want to break up Russia and then absorb it in revenge of his military intervention in Syria.


fonte 

lunedì 19 ottobre 2015

Attilio Folliero: Le grandi menzogne della storia

Attilio Folliero: Le grandi menzogne della storia: Conferenza di Massimo Mazzucco, Tom Bosco e Maurizio Blondet Milano 11/05/2014 Il video della conferenza "Le grandi menzogne della...