involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio
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sabato 12 marzo 2011

La rivoluzione Islandese

Di: Emmanuele Lupi
Per quanto incredibile possa sembrare, in questo momento in Islanda sta avendo luogo una vera rivoluzione democratica e anticapitalista e nessuno ne parla, nessun “Media” ne riporta l’informazione, non ne troverete quasi alcuna traccia su “Google”: in breve, il black-out totale.

Tuttavia, la natura degli avvenimenti in corso in Islanda è sconcertante: un popolo che scaccia la destra al potere assediando pacificamente il palazzo presidenziale, una “sinistra” liberale anch’essa allontanata dalle “responsabilità” poiché intendeva condurre la stessa politica della destra, un referendum imposto dal Popolo per determinare se bisognasse rimborsare o no le banche capitaliste che hanno affondato il paese nella crisi a causa della loro irresponsabilità, una vittoria del 93% che impone di non rimborsare le banche, una nazionalizzazione delle banche e, punto d’orgoglio di questo processo per molti aspetti “rivoluzionario”: elezione, il 27 novembre 2010, di un’assemblea costituente incaricata di scrivere le nuove leggi fondamentali che tradurranno, d’ora in poi, la collera popolare contro il capitalismo e le aspirazioni del popolo ad un’altra società.

Mentre sull’Europa intera incombe la collera dei Popoli presi alla gola dal rullo compressore capitalista, l’attualità ci rivela un altro aspetto, una storia in atto in grado di rompere delle certezze e soprattutto di dare una prospettiva alle lotte che infiammano l’Europa: la riconquista democratica e popolare del potere, al servizio della popolazione.

Dopo sabato 27 novembre, l’Islanda dispone di un’assemblea costituente composta da 25 semplici cittadini eletti dai loro pari. Il suo obiettivo: riscrivere interamente la costituzione del 1944 tenendo ben presente la lezione della crisi finanziaria che nel 2008 ha colpito in pieno il paese. Dopo questa crisi, dalla quale è ben lontana dal riprendersi, l’Islanda ha conosciuto un certo numero di cambiamenti assai spettacolari, a cominciare dalla nazionalizzazione delle tre principali banche, seguita dalle dimissioni del governo di destra sotto la pressione popolare.

giovedì 10 marzo 2011

La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile

di Michele Altamura

Etleboro

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale. Un esito anticipato dalle analisi dell'Osservatorio Italiano, e che prende oggi delle sfumature molto particolari, in relazione al timore dell'insicurezza energetica creatasi dopo le rivoluzioni del Nord Africa, e al nuovo ruolo che i Balcani stanno assumendo nella cosiddetta 'nuova cortina di ferro' dell'energia. Da mesi, infatti, le varie organizzazioni ed associazioni erano in fibrillazione per preparare la campagna di dossieraggio e dissenso contro gli investimenti in Montenegro ed in tutti Balcani delle società italiane e russe, in antagonismo con le grandi multinazionali energetiche e le lobbies angloamericane. In prima fila la Rete per l'affermazione delle ONG, MANS, che ha aperto una dura campagna di anti-corruzione con la complicità di giornali cosidetti indipendenti, nei confronti del Governo Djukanovic, e soprattutto di A2A e Terna, sparando a zero su ogni tipo di programma di investimento.

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Scarica Bilancio 2008 Open Society Institute

La Open Society Institute. Nonostante la ONG faccia della trasparenza e della difesa dei diritti della società civile un dogma ad ispirazione della sua missione, va sottolineato che questa organizzazione è lautamente finanziata da enti (Donatori MANS) come Charles Stewart Fondazione Mott, Rockefeller Brothers Fund, Microsoft Corporation, Transparency International ma soprattutto dalla Open Society Institute del filantropo George Soros. La sua è una controversa figura che, oltre a ricordare speculazioni e spregiudicati investimenti, rappresenta oggi il simbolo delle moderne rivoluzioni sintetiche, all'avanguardia negli strumenti di disinformazione, di contro-informazione e di intelligence. La sua vera storia ci porta fino alle Antille Olandesi, luogo adatto per nascondere qualcosa e creare società off-shore mediante le quali con bonds e fondi di investimento riciclare e moltiplicare denaro, come un "miracolo dei pani e dei pesci". "Fate come io dico, e non io faccio", la storia è sostanzialmente questa: predicare la lotta alla corruzione e al conflitto di interesse, per poi avere al proprio interno una enorme contraddizione. Non dimentichiamo che proprio in questi giorni il Soros Fund Management crea il private equity Silver Lake Kraftwerk, che investirà in imprese in start-up nei settori delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e dell'efficienza energetica. Inoltre, il Quantum Fund di Soros e la Fondazione legata all'ex segretario di Stato americano, la 'clintoniana' Madeleine Albright, stanno acquistando una partecipazione di controllo nella APR Energy, società che fornisce energia elettrica soprattutto nei paesi in via di sviluppo, investendo 250 milioni di dollari.

Le rivoluzioni colorate. Il conflitto di interesse della MANS, in relazione alla sua campagna di trasparenza sugli investimenti energetici italiani, è sin troppo evidente, anche se può sembrare fatta in buona fede. Lottano senza sosta, non si sa bene per quale causa, in nome di una sedicente democrazia che neanche in America esiste, e nei fatti nessun Paese al mondo l'ha conosciuta. Qual è dunque la vittoria delle ONG e della Open Society Institute finanziata con miliardi di dollari all'anno provenienti dall'oscuro patrimonio di Soros. Ricordando la storia di questa fondazione - che ha finanziato le più celebri rivoluzioni colorate degli anni '90 proprio per 'aprire i Paesi in via di transizione al liberismo e alla democrazia' - non è difficile capire lo scopo di tali campagne velate di giustizialismo e valori pseudo-democratici, volte così a costruire il dissenso in società dagli equilibri già precari e foriere di malcontenti e malesseri. La lotta alla corruzione diventa così uno strumento, un mezzo, per arrivare a scardinare dei rapporti informali o degli accordi taciti tra popoli, classi politiche e compagnie, sulla base dei quali si è costruito un equilibrio all'interno di Paesi così complessi, come appunto i Balcani.

Per far questo si usano moderne tecnologie di comunicazione, come i social network, un linguaggio standardizzato, slogan ed ideali sintetici, giovani e anonimi leader, media e quotidiani al soldo degli interessi delle grandi società. E poi tanto, tanto denaro, riversato nelle campagne di lotta alla criminalità e alla corruzione per finanziare la macchina invisibile, un braccio armato silenzioso che sferra le rivoluzioni colorate del global-english, prive di un programma e senza un'idea, ma con il mito della corruzione e del conflitto di interesse. E quando qualcosa va storto, la si mette sempre sulla questione morale, per poi cadere sempre più in basso con le proteste e gli scontri di quartiere, tra hoolgans, disoccupati e veterani. Tutto ciò serve appunto per destabilizzare i Governi, manipolare le masse e mettere al potere classi politiche consenzienti, creare concorrenze sleali e cancellare progetti alternativi, una sorta di lustrazione silenziosa, che non passa attraverso le istituzioni, le procure o le leggi. La democrazia diventa un baluardo dietro il quale nascondersi, mentre il ricatto è la vera arma per portare a buon fine progetti affaristici spregiudicati, speculazioni e scalate ostili, privatizzazioni selvagge e colonizzazioni.

La disinformazione e il cybercrimine. E' una storia lunga quella di questi signori, perchè hanno bombardato Paesi per imporre il loro regime di potere e di influenza, ed ora continuano a tessere la loro tela per rafforzare la loro zona di influenza. Nei Balcani arrivano ogni giorno miliardi di dollari da ogni tipo di ente ed istituzione, che confluiscono nelle casse di entità come International Crisis Group, Human Right Wacht, Transparency International, che stanno estendendo la loro rete con campagne mediatiche, dossier ed investigazioni: file, archivi, indagini ed indiscrezioni, tutto viene messo sul web per alimentare il flusso di informazioni dei media locali, scagliati contro i politici locali, le società estere e i nuovi investitori. E' in atto una guerra vera e proprio, in cui la disinformazione è la vera arma del cyber crimine, mentre la vera informazione è l'unico strumento di difesa. Un monito questo da tempo lanciato dall'Osservatorio Italiano, che ha parlato del progetto di Wikileaks ( si veda Lo scontro tra potere ortodosso e lobbies della cybernetica ) - che tra l'altro sembra sia finanziato anch'essa dalla Open Society Institute - come una "macchina dei messaggi" per distruggere il concetto del 'documento segreto' e far crollare ogni barriera al filtro dell'informazione istituzionale. Questo è stato da noi definito 'crimine invisibile', la cui pericolosità sta venendo alla luce. Si pensi alle nuove guerre per il controllo del petrolio e delle risorse energetiche nel Nord Africa, sotto i colpi delle rivolte mediatiche. Purtroppo chi lavora in queste organizzazioni si rende complice di un crimine molto grave. Esempio eclatante quello della scoperta di una "fossa comune in Libia" (VIDEO), che però già esisteva nell'Agosto del 2010 (FOTO - Coordinate Google Map). Senza nulla togliere alle reali vittime della guerra in Libia, le immagini del video sono state presentate come una fossa comune, quando in realtà è un cimitero: è in questa sottile differenza che si commette un crimine.

Nel mosaico di ricostruzione delle zone di influenza nel Mediterraneo, si incastra la denigrazione dell'Italia, che ha nelle campagne contro il Premier Berlusconi il proprio cavallo di battaglia. Lle sue televisioni e il suo conflitto di interesse sono oggetto di perenni discussioni, ed ora anche oggetto di odio del cosiddetto 'Popolo viola'. Al contrario nessuno parla di Murdoch e del controllo quasi planetario dell'informazione, eppure nessuno ha mai sollevato un dito. Ovviamente, la denigrazione dell'Italia ha un significato L'Italia, tuttavia, non deve arretrare, deve rispondere a questo tipo di attacchi e creare un suo organismo di tutela alle imprese che investono all'estero, e deve difenderle con orgoglio e dignità. Le aziende italiane, quindi, non devono dividersi, bensì unire attorno ad un'unica intelligenza e costruire una forza che sia fatta di 'imprese-istituzioni-cittadini'.

martedì 11 gennaio 2011

Fuga di informazione: aumento del prezzo dei cibi

Fonte: http://dissidentvoice.org

In un incontro nel gennaio 2008, i funzionari commerciali di Stati Uniti e Spagna hanno pianificato come aumentare l’accettazione di alimenti geneticamente modificati in Europa, compreso tramite il gonfiamento dei prezzi sui prodotti di mercato, secondo un’informazione trapelata di un diplomatico americano rilasciata da Wikileaks.

Durante l’incontro, il Segretario di Stato per il Commercio Internazionale, Pedro Mejia, ed il Segretario Generale, Alfredo Bonet, “hanno notato che l’impennata dei prezzi degli alimenti potrebbe incitare una maggiore liberalizzazione sulle importazioni biotecnologiche.”

A quanto pare i commercianti di Wall Street hanno mantenuto la parola. Entro il giugno del 2008, i prezzi degli alimenti si erano alzati in maniera così grave che “The Economist annunciò che il prezzo reale del cibo aveva raggiunto il suo livello massimo dal 1845, l’anno in cui la rivista ne fece il calcolo per la prima volta”, riporta Fred Kaufman in The Food Bubble: How Wall Street starved millions and got away with it [La Bolla Alimentare: Come Wall Street ha affamato milioni e l’ha fatta franca, ndt]

Il picco senza precedenti dei prezzi degli alimenti del 2008 ha causato la fame di 250 milioni di persone in più, spingendo il numero globale oltre il miliardo. Il 2008 è anche stato il primo anno “dal quale sono state misurate tali statistiche, in cui la proporzione della popolazione mondiale senza cibo a sufficienza è aumentata,” afferma Kaufman.

Tutto per incentivare l’accettazione di cibi OGM, e fatto tramite uno schema commerciale dal quale gli speculatori di Wall Street hanno enormemente beneficiato.

Ribellioni di massa in diverse nazioni ne furono la conseguenza, come anche l’investigazione del Comitato di Sicurezza Interna e Affari Governativi del Senato statunitense, che risultò nella scoperta che, sì, la speculazione illimitata sui prodotti alimentari ha causato il forte aumento dei prezzi.

In un commento alla fine del documento, il diplomatico ha inoltre rivelato un certo pessimismo circa l’intenzione della Spagna per aiutare ad introdurre alimenti OGM in Europa:



Questa è stata una discussione alquanto sostanziosa. Tuttavia, è chiaro che mentre la Spagna di tanto in tanto continuerà a votare a favore delle proposte di liberalizzazione biotecnologica, gli spagnoli procederanno cautamente sul problema vista le loro sensibilità interne ed altre azioni ordinarie che la Spagna ha nell’UE.
Tale pessimismo era grandemente infondato, dato che “la Spagna ha piantato l’80% di tutto il mais biotecnologico nell’Ue nel 2009 ed ha mantenuto il suo record con un tasso di adozione del 22% rispetto l’anno precedente”, nota un rapporto del Servizio Internazionale per l’Acquisizione di Applicazioni Agri-biotecnologiche (ISAAA).

I documenti diffusi, che ora sono oltre 1.300, rivelano l’ossessione degli Stati Uniti per l’espansione del mercato biotecnologico:

Un documento conferma l’interesse degli USA nel promuovere alimenti Ogm in Africa, che Richard Brenneman ha descritto come “un significativo punto nell’ordine del giorno del Dipartimento di Stato.”

In un altro documento che descrive la potenziale espansione degli interessi USA verso l’Austria “isolazionista”, viene sottolineato il divieto sui cibi OGM di quella nazione.

Secondo un documento del 2007, l’interesse era sul desiderio del presidente francese Sarkozy di realizzare un divieto sui cibi OGM in linea con il sentimento populista. Secondo la GM Free Regions, la Francia continua a tutt’oggi ad opporsi agli OGM.

In questo documento, il Papa dà apertamente la colpa della fame nel mondo alla speculazione sui prodotti ed ai funzionari pubblici corrotti, rifiutando fino ad ora il sostegno all’uso di alimenti OGM. (Vedere anche il mio articolo del 12 dicembre, “Leaked cables confirm Pope’s distance from GMO debate and limited stance on bioethics.” [Documenti trapelati confermano la distanza del Papa sul dibattito sugli OGM e la limitata presa di posizione sulla bioetica, ndt])

Altro ancora potrebbe essere rivelato nei documenti restanti.

Lo Sciacallaggio Lascia il Mondo Aperto ad una Futura Manipolazione dei Prezzi

La speculazione sui generi alimentari fu resa possibile nel 2000 dal Commodity Futures Modernization Act [Legge sulla Modernizzazione delle Futures sulle Merci, ndt]. Il Senatore tutto fare della deregulation Phil Gramm (Texas) introdusse la legge, co-redatto dalla lobby dell’industria finanziaria e co-sponsorizzato dal Senatore Richard Lugar (Indiana), il presidente del Comtitato per l’Agricoltura.

Mother Jones descrive il clima lesgislativo durante il quale la legge fu approvata:

Come parte di una crociata anti-normativa lunga decenni, Gramm ha spinto una subdola manovra legislativa che ha favorito la strada al crollo multimiliardario dei subprime....

Il colpo più scaltro di Gramm a beneficio dei suoi amici nell’industria dei servizi finanziari – amici che gli hanno regalato milioni nel corsi della sua carriera di 24 anni al Congresso – arrivò il 15 dicembre del 2000. allora l’aria era particolarmente tesa a Washington. Solo due giorni prima, la Corte Suprema aveva emanato le sue decisioni su Bush vs Gore. Il presidente Bill Clinton ed il Congresso controllato dai Repubblicani erano bloccati nella resa dei conti del budget. Era il momento perfetto per un Senatore astuto per prendersi gioco del sistema. Mentre il Congresso e la Casa Bianca stavano raggiungendo faticosamente e precipitosamente una legge sulle spese generali da 384 miliardi di dollari, Gramm infilò una misura di 262 pagine chiamata Commodity Futures Modernization Act.
Quella legge non solo ha permesso il crollo del subprime che ha rovinato l’economia e ha provocato milioni di pignoramenti, ma ha anche permesso agli investitori di Wall Street di aumentare artificialmente il prezzo del cibo.

“I banchieri hanno preso il controllo degli alimenti globali, il denaro andava a caccia di denaro, riducendo alla fame miliardi di persone,” ha chiarito Kaufman.

In seguito ad un anno di investigazione, ha confermato che l’impennata dei prezzi del cibo dal 2005 verso il picco del giugno 2008 non aveva niente a che fare con la catena dei rifornimenti, anzi è stata la conseguenza dello schema di investimenti di Wall Street conosciuto come Commodity Investment Funds [Fondi d’Investimento sui Prodotti, ndt]. Il primo a sviluppare l’idea è stato Goldman Sachs, che ha preso 18 diverse fonti alimentari, compresi bovini, caffè, cacao, mais, suini e frumento, ed ha creato un pacchetto di investimenti. Spiega Kaufaman:

Hanno soppesato il valore dell’investimento di ogni elemento, mescolate e messe insieme le parti in somme, poi hanno ridotto quello che era una complicata serie di cose reali in una formula matematica che poteva essere espressa come una singola manifestazione, in seguito nota come Goldman Sachs Commodity Index [Indice dei Prodotti della Goldman Sachs, ndt]. Poi hanno iniziato ad offrire azioni.


(Kaufman riassume il suo rapporto in questa intervista con Thom Hartmann dello scorso giugno ed in questa intervista a Democracy Now dello scorso luglio.)

Kaufman sottolinea che anche nel 2008, la ConAgra Foods riuscì a vendere il suo settore commerciale ad un fondo speculativo per 2.8 miliardi di dollari. Il gigante a livello mondiale per il commercio del grano e degli OGM, Cargill, ha registrato un balzo dell’85% nei guadagni annuali nel primo trimestre del 2008, attribuito alle merci di scambio ed ad un mercato di biocombustibili in espansione. Lo Star Tribune ha calcolato che la Cargill guadagnava 471.611 dollari all’ora in quel trimestre.

La bolla degli investimenti è scoppiata nel giugno 2008 e “i prezzi sui prodotti aggregati crollò di circa il 60% entro la metà di novembre”, nota Steve Suppan dell’Istituto per le Politiche Agricole e Commerciali. Sebbene la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti introdusse un decreto normativo, “le scappatoie legislative esenteranno almeno il 40-45%” di tali attività commerciali. Cargill sostiene le scappatoie, insieme ad altre multinazionali. Suppan conclude:

Le previsioni che un sistema finanziario sostenibile e trasparente sottoscriva la sicurezza alimentare basata sul commercio non sono buone... Il bilancio per la Commissione di Indagine sulla Crisi Finanziaria appena lanciata dal Congresso, il cui rapporto è previsto per il 15 dicembre [2010], è solo di 8 milioni di dollari. Il bilancio delle lobby di Wall Street per sconfiggere la riforma legislativa finanziaria è finora di 344 milioni...


Il decreto definitivo fu passato a legge nel luglio 2010 (riassunto da New York Times), Commodity Futures Trading Commission [commissione che regola le borse di commercio ed il mercato dei futures, ndt] continua ad emanare nuove regole che teoricamente hanno come scopo la regolazione dei mercati finanziari. “Ma le grandi banche influenzano le norme che regolano i derivativi attraverso una varietà di gruppi industriali”, nota un altro articolo del New York Times.

L’impennata dei prezzi artificiale ha aperto le porte dell’UE ai cibi OGM?

No, infatti, la ISAAA ha notato che : “Sei paesi europei hanno piantato 94,750 ettari di colture biotecnologiche nel 2009, in minore quantità rispetto ai sette paesi ed ai 107,719 ettari del 2008, dato che la Germania ha interrotto la coltivazione.”

Uno sguardi da vicino alle azioni degli stati membri dell’UE riguardo gli OGM dopo il giugno 2008 fornisce alcuni dettagli sulla battaglia dei senza-OGM in Europa:

Nel dicembre 2008, dopo uno iato di 10 anni, l’Italia ha accettato ad aprire dei campi di prova delle colture OGM.

La Repubblica Ceca è diventata il secondo maggior coltivatore di mais biotecnologico nell’UE nel 2008, raddoppiando la superficie coltivata nel 2007. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti lo ha considerato come un obiettivo per gli investimenti non solo in campo agricolo ma anche nello sviluppo dei vaccini.

A livello di UE, “In un apparente inversione a U del suo atteggiamento come funzionario dell’UE tra i commissionari più diffidenti verso gli OGM, il capo del settore ambientale Stavros Dimas” ha redatto delle proposte di legge per altre due varietà di mais OGM, come riportato da Reuters nel dicembre 2008.

Tuttavia, entro il settembre 2008, Galles, Irlanda del Nord e Scozia era tute diventate senza-OGM e sollecitavano l’Inghilterra a fare altrettanto.

Sebbene messa sotto pressione dalla Commissione Europea, l’Ungheria ha rifiutato di rimuovere il suo divieto sui cibi OGM. Il suo diritto sovrano di rifiutare gli OGM, insieme all’Austria, fu più tardi difeso da un voto dell’UE con 20 stati membri a sostegno di tali divieti.

Nel marzo 2009, il Lussemburgo è diventato il quinto paese dell’UE a vietare i cibi OGM, dopo la Francia, l’Ungheria, la Grecia e l’Austria.

Nell’ottobre 2009, la Turchia ha vietato l’importazione di prodotti biotecnologici.

Per aggiornamenti ed un’analisi più profonda delle azioni dell’UE sui cibi OGM, vedere GMO-Free Europe. Gli stati europei gestiscono il problema in maniera diversa rispetto agli Stati Uniti, permettendo alle regioni all’interno di una nazione di mantenere zone senza-OGM. Ogni passo compiuto da una nazione verso l’approvazione degli OGM avanza invariabilmente la resistenza regionale.

Nel 2009 le colture biotecnologiche si espandono a livello mondiale

Sebbene strategia per aumentare i costi del cibo al fine di incitare gli europei ad accettare gli OGM sia fallita, ha funzionato altrove. A livello mondiale, le colture biotecnologiche si sono espanse del 7% nel 2009 rispetto alle cifre del 2008, secondo questo grafico dell’ISAAA:


Infatti, l’ISAAA ha affermato che l’espansione degli OGM è stata dovuta all’impennata dei prezzi del 2008, come ha notato il presidente e fondatore Clive James: “Con la crisi alimentare dello scorso anno, i picchi dei prezzi, la fame e la malnutrizione che affliggono più di un miliardo di persone per la prima volta, c’è stato un passaggio globale dai semplici sforzi per la sicurezza alimentare verso l’autosufficienza alimentare.”

Le nazioni più povere colpite più duramente dalla fame – in Africa ed in America del Sud – sono più vulnerabili agli aumenti dei prezzi. Ma anche dopo il terremoto geologicamente inaspettato in gennaio, i contadini haitiani hanno rifiutato il “dono” di semi OGM di Monsanto. Tuttavia, la pressione maggiore resta in Africa e Cina.

Un futuro di cui diffidare

Sebbene è ormai largamente accettato che la speculazione di Wall Street abbia causato la bolla alimentare, affamando centinaia di milioni di persone, finora i regolatori non sono riusciti a frenare le pratiche che permettono ai bankster internazionali di manipolare i prezzi del cibo.

Intanto, l’industria biotecnologica continua a ripetere il suo mantra per cui gli alimenti OGM possono curare la fame nel mondo. Questo slogan non ha alle spalle la scienza e sembra avere poca influenza nel dibattito dei cibi OGM, specialmente con il Papa che riconosce quello che molti altri affermano: non c’è scarsità di cibo; la fame si è diffusa a causa dell’impennata dei prezzi. 

sabato 8 gennaio 2011

L'occidente imperialista: strategia di attribuzione dei premi nobel

Il mese d’ottobre di ogni anno vede il rituale della consacrazione, secondo uno scenario ben rodato, dell’attribuzione del premio Nobel che la doxa occidentale presenta come il massimo della consacrazione “universale” di un merito personale. Se tra i diversi Nobel attribuiti, quelli che riguardano le scienze fisiche e la biologia (fisica, chimica e biologia) non suscitano generalmente contestazioni, sebbene le maggiori lobby occidentali siano presenti a raccomandare fortemente “ i loro campioni”, il premio Nobel della pace e ad un livello inferiore quelli letterari suscitano una serie di questioni.

Tentiamo ora di fare chiarezza nella strategia di assegnazione dei Premi Nobel da parte dell’Occidente, in funzione dei suoi interessi. Tanto per ricordarlo, il premio Nobel della Pace ricompensa “ la personalità che abbia maggiormente o al meglio contribuito all’avvicinamento dei popoli , alla soppressione o alla riduzione degli eserciti permanenti, all’unificazione e alla diffusione dei progressi di pace”, secondo le volontà definite nel testamento, di Alfred Nobel.

Su Le Monde, in “Ricordi di un europeo” (Souvenirs d’un Européen, Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers), Stefan Zweig racconta che Florence Nightingale sarebbe stata all’origine della fondazione di questo premio, convincendo Alfred Nobel a riparare “al male che aveva causato con la sua dinamite”.

Anche Hitler…

In parole povere, Alfred Nobel era un mercante di morte che si è arricchito e che alla fine, voleva giocare al “pompiere piromane”. Ci dicono che le nominations per questa onorificenza sono il frutto di proposizioni argomentate e dettagliate, emesse dai membri delle Assemblee nazionali o dei Congressi legislativi, da circoli di professori universitari nell’ambito della geopolitica, del diritto e delle scienze politiche, o da anziani vincitori del premio,()… Molte tra queste sono ormai conosciute e mediatizzate, in particolare quelle comprese tra il 1901 e il 1955. Quando alcune di queste liste sono state rivelate alla stampa, si è potuto scoprire che Adolf Hitler era stato un tempo candidato, nel 1939, da Erik Brandt, membro del parlamento svedese, prima che questo ritornasse sulla sua decisione alcuni giorni più tardi. Altre proposte di questo genere, sottoposte al comitato, come quella di Benito Mussolini ( nel 1935) o ancora di Stalin (nel 1945) e nel 1948). Questo per capire la strumentalizzazione che aveva luogo, dietro le quinte, per eleggere qualcuno e sbarrare la strada ad altri.

I nobel per la pace e per la letteratura di quest’anno non si distinguono dai precedenti per i “ metodi” della candidatura. Il premio Nobel della pace è stato conferito ad un cinese. Pierre Haski ce ne parla: “Liu Xiaobo, 54 anni, è stato condannato nel dicembre 2009 ad 11 anni di prigione per il suo ruolo nella redazione e la divulgazione della Carta 08, un testo che reclama la democratizzazione della Cina, firmato da diverse migliaia di persone. Questo testo si ispira alla Carta 77 dei dissidenti cechi all’epoca del comunismo e Vaclav Havel, dissidente e poi presidente ceco, ha sponsorizzato la “candidatura ” di Liu Xiaobo per questo premio. La scelta del Comitato per il Nobel è certa di suscitare la collera di Pechino, che aveva inviato un vice-ministro degli Affari esteri a Oslo, quest’estate, per mettere in guardia il presidente del comitato per il Nobel sulle le conseguenze di una possibile assegnazione a questo dissidente imprigionato. Il vice-ministro aveva previsto che questa scelta avrebbe avuto delle conseguenze negative sulle relazioni cino- norvegesi”. “Durante il suo processo, ha fatto una notevole arringa personale nella quale sperava di essere l’ultima vittima dell’inquisizione intellettuale della Cina”. Un testo con cui plaude ai considerevoli progressi raggiunti dalla Cina, dalla fine dell’era maoista con la morte del Grande Timoniere nel 1976, ma che sottolinea le lacune in termini di Stato di diritto e di rispetto dei valori universali ai quali proclama il suo attaccamento. La Cina non ha mai ricevuto direttamente il premio Nobel. Nel 1989, l’anno del massacro di Tienanmen, il premio Nobel per la pace era stato attribuito al Dalai Lama, leader spirituale tibetano esiliato in India. E nel 2000, lo scrittore Gao Xingjian, esiliato in Francia e divenuto cittadino francese, riceveva il premio Nobel per la letteratura”. Pechino ha qualificato l’attribuzione come atto di “depistaggio” e ha messo in guardia la Norvegia contro possibili ripercussioni diplomatiche. Nel 1989, di ritorno dagli USA, dove aveva insegnato alla Columbia University di NY, questo insegnante dell’Università normale di Pechino partecipa al movimento democratico della piazza Tienanmen, proclamato dagli studenti.(…) Escluso dall’università, diventa uno degli animatori del Centro indipendente PEN Cina, gruppo di scrittori. Mantiene stretti contatti con il mondo intellettuale; e anche se non può essere pubblicato in Cina, i suoi libri sono diffusi a Hong Kong. In una recente intervista, conservava la speranza di una democratizzazione progressiva della Cina: “ Questa progredisce lentamente ma le domande di libertà- da parte della gente comune, ma anche degli stessi membri di partito- non saranno facili da contenere”. Liu Xiaobo è sposato e non ha figli. Pechino si era ufficialmente dichiarato contrario all’attribuzione del Nobel al dissidente.

Come si può notare, tre premi Nobel sono stati attribuiti in 20 anni a cinesi, per le loro prese di posizione contro la loro patria. Se in assoluto, la loro lotta per la libertà e la loro competenza sono riconosciute, è probabile che non siano i soli. Ci devono certamente essere delle personalità cinesi o altre con simili competenze, il cui impegno contro il loro paese non è stato preso in considerazione.

Lo stesso metodo permette di comprendere l’assegnazione del Nobel alla letteratura del 7 ottobre, allo scrittore ispano peruviano Mario Vargas Llosa per il quale la bestia nera è Chavez che in un modo o nell’altro, sarebbe da abbattere . “Simpatizzante comunista durante la sua giovinezza universitaria e vicino a Castro fino al 1971, Mario Vargas Llosa diventa l’apostolo del neoliberismo: “Spero che mi abbiano dato il il premio più per la mia opera letteraria che non per le mie opinioni politiche. Ma se le mie opinioni politiche, in difesa della democrazia e della libertà e contro le dittature, sono state prese in considerazione, ne sono contento” dichiarava Mario Vargas Llosa, all’Istituto Cervantes di New York, di fronte ad una folla di giornalisti che raccoglievano le sue reazioni all’assegnazione del Nobel”.

Come si vede, Mario Vargas Llosa ha dei dubbi e pensa che il Premio Nobel gli sia stato attribuito per le sue posizioni politiche di destra. Senza rinnegare le qualità letterarie, bisogna constatare che in un certo senso è in missione per conto dell’Occidente.

Interrogato sul futuro dell’America latina, sottolinea che presenta oggi “ governi di sinistra e di destra che sono democratici. E’ una grossa novità rispetto al passato, quando né la destra né la sinistra erano democratici, l’una credeva nei golpe militari e l’altra nella rivoluzione”.E poi aggiunge: “ Cuba e il Venezuela presentano, secondo me, un arretramento ma la mia impressione è che questa corrente autoritaria, antidemocratica va esaurendosi. Ha sempre minore appoggio popolare, come si è appena visto, per esempio con le elezioni (legislative) venezuelane”. (…)L’esistenza di un caudillo carismatico suppone sempre l’abdicazione della volontà, del libero arbitrio, dello spirito creatore e della razionalità di tutto un popolo davanti ad un individuo riconosciuto come essere superiore, meglio dotato per decidere nel bene e nel male per un paese in materia politica, economica, culturale, sociale, scientifica, ecc. E’ questo che vogliamo? Che un nuovo Chavez ci liberi da Chavez?” .

E’ risaputo che l’Occidente che si considera come unico detentore della norma universale e capace di distinguere il bene dal male. Le sue “argomentazioni” per convincere, fanno appello alla democrazia aeroportata, come si sa, con droni interposti, che permette pure all’ultima recluta, dal fondo di una sala climatizzata del Texas, di decidere con il suo joystick sul bene e sul male, braccando il bersaglio con un piacere sadico. Distrutto l’obbiettivo, se ne rimane con la soddisfazione per il lavoro ben svolto e se poi è stato un errore, sarà un’altra azione incaricata di farla dimenticare … L’altro modo di combattere i propri nemici consiste nell’attivare altri canali, oltre a fomentare disordini, si incoraggiano le dissidenze nei paesi che danno problemi all’ “ordine imperiale”.

Per noi non è questione di rifiutare in blocco, tutte le assegnazioni, ci dobbiamo inchinare umilmente , per esempio, davanti a Madre Teresa che meritò mille volte questo riconoscimento ma bisogna ricordare che Gandhi- l’apostolo della non violenza- non ha ricevuto il premio Nobel pur essendo stato nominato più volte perché la Gran Bretagna si era opposta. Tuttavia, non possiamo negare le malversazioni politiche di ogni tipo, circa l’attribuzione dei premi Nobel. Così, durante la guerra fredda, si sa che lo scrittore sovietico Boris Pasternack ha ricevuto il premio Nobel per un manoscritto fuoriuscito nel 1959, grazie alla CIA e proposto al comitato Nobel quando il libro era ancora in forma di manoscritto. Fu,così, per Soljenitsyne, per operaio Lech Walesa che aveva avuto la benedizione di un certo Carol Wojtyla, futuro papa , che minarono l’impero sovietico dall’interno a partire dai suoi satelliti quali la Polonia, la Cecoslovacchia con Vaclav Havel (Letteratura), lo stesso Vaclav Havel che sponsorizzava la candidatura del dissidente cinese per il premio per la pace del 2010. Il colpo da maestro dell’occidente fu inferto all’impero sovietico attribuendo il premio Nobel per la pace a Mikhail Gorbatchev.

Questo fu, al contempo, “la fine della storia”, secondo Fukuyama, la fine della guerra fredda e “l’inizio dello choc di civilizzazioni”, secondo Samuel Huntington, declinata in modo soft come guerra al terrorismo nel le sue multiple varianti( Irak, Hamas, Iran, Afganistan). Fu anche l’Indonesia musulmana che ne fece le spese abdicando alla propria sovranità su Timor orientale. Per far conoscere la causa, Mgr Belo, un uomo di chiesa, fino ad allora sconosciuto, si vide attribuire il premio e con questo titolo la sua causa ebbe più visibilità. Non si può non vederci la lotta sorda contro l’Islam e di fatto contro l’ordine stabilito e contro il neoliberismo che si giocano con ogni mezzo, rischiando di vanificare milioni di speranze.

Infine, trattando il feuilleton dei premi Nobel concessi ai dirigenti arabi “normalizzati” che accettano l’ordine imperialista, con Israele come avanposto di democrazia nella barbarie, due serie di premi Nobel sono stati assegnati per niente: Sadate e Begin, che ha permesso di neutralizzare definitivamente l’Egitto e Arafat, Rabin che ha permesso a Oslo lo smembramento di quello che resta della Palestina. Anche la guerra contro l’Iran ha visto l’attribuzione del premio Nobel della pace a Shirin Ebadi. Tutto va bene per destabilizzare i paesi che non accettano di rientrare nei ranghi.

Chi ha sentito di premi Nobel per la pace in questi ultimi anni che abbiano compiuto la missione storica che ci si aspettava da loro? Malgrado media compiacenti, questi non riescono ad emergere e se ci riescono sono scacciati come disonesti, con un silenzio assordante dei media; fu così per Mairead Corrigan premio Nobel per la pace espulsa da Israele per reato d’opinione che aveva mostrato compassione per i bimbi palestinesi, fu scacciata dagli israeliani e nessuno trovò da ridire. Allo stesso modo Monsignore Desmond Tutu, Premio Nobel per la pace, gli fu vietato di tenere una conferenza in una università USA. Cris Toffolo, presidente del programma di studi “Giustizia e pace” dell’università cattolica Saint Thomas di Minneapolis/St. Paul, era fiero di essere riuscito ad invitare l’arcivescovo sud africano e celebre militante anti apartheid Desmn Tutu per venire a parlare davanti ai suoi studenti. La direzione dell’Università, temendo che potesse far sogere una controversia, decise di consigliarsi con la comunità ebraica della città” (…) Doug Hennes, vice presidente dell’Università, giustificò la decisione: “Abbiamo avuto sentore di un certo numero di cose che ha detto che certe persone trovano le trovano antisemite, perché opposte alla politica israeliana. Non lo accusiamo di essere antisemita. Ma ha comparato lo stato di Israele a Hitler e stimiamo che questo genere di paralleli morali siano offensivi per certi membri di quella comunità”.

Il Nobel per la pace o per la guerra?

La Cina non è come l’ex Urss, è la seconda potenza economica del mondo, ha buoni del tesoro americani (circa 1500 miliardi di dollari), si permette di venire in aiuto di numerosi paesi europei (Grecia, Spagna). Non vuole sopravvalutare la sua moneta come esigerebbe Europa, Stati Uniti e Giappone. Infatti, nessuno, per quanto affidabile, potrà distogliere la Cina dalla sua battaglia contro la fame, battaglia che le ha permesso di far uscire dalla miseria 400 milioni di persone. Vediamo bene come in Europa le proteste dei cittadini siano rispettate: tre milioni di persone in strada e hanno fatto come se non ci fosse stata nessuna protesta. Continueranno a sgobbare passando dalla fabbrica al cimitero senza essersi goduto la pensione.

Quando l’Occidente riduce in briciole paesi come Irak e l’Afghanistan è perché porta la democrazia con droni interposti. Non ci sono mai stati tanti morti da quando è stato dato il premio Nobel ad Obama.E’ certamente il premio per la guerra che avrebbero fatto bene a consegnargli. Ci si domanda come mai Mahmoud Abbas non abbia ricevuto il premio, lui che ha fatto della resa incondizionata un modo di governare e negoziare.

Aspiriamo tutti alla democrazia ma bisogna domandarsi se l’esempio Cinese che privilegia lo sviluppo e una apertura al rispetto della condizione umana, non sia lo schema migliore per questo paese. Cosa vuole l’Occidente? La democrazia, ovunque, come in Irak o in Afghanistan? O più semplicemente una esplosione della Cina che prima di tutto farà male ai cinesi e permetterà al liberismo selvaggio di fare definitivamente manbassa sul pianeta? La democrazia occidentale che discute sempre degli oppressi è da opporsi ad un dispotismo illuminato che dà da mangiare a tutti che non lascia nessuno indietro. Il problema sta tutto qua. L’occidente che vuole imporre un neoliberismo tagliente e le sue lacrime di coccodrillo non è interessato che ai dissidenti che, in un modo o nell’altro, che lo si voglia o meno, sono complici della distruzione del proprio paese. Così gira il mondo.

Fonte: www.mondialisation.ca