involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

mercoledì 30 marzo 2011

Kosovo.Il traffico di organi e la grande ipocrisia dell'Occidente


Etleboro
"Sulla base dei nostri esami, a nostro parere, non esistono prove conclusive che delle persone siano state ferite come risultato di atti criminali nella casa del sud-ovest di Burrel in Albania". Queste le conclusioni del rapporto ufficiale della Missione UNMIK del 2004 sulla casa gialla, di cui l'Osservatorio Italiano dispone di una copia. Si tratta del report relativo alle indagini in Albania del team dell'Ufficio delle Persone scomparse e legale (OMPF), guidato da José-Pablo Barayabr, capo del OMPF, dietro l'assistenza del Tribunale Penale Internazionale dell'Aja (Report-Forensic Examination and Assassment in Albania) .
Il team ha condotto un sopralluogo a Burrel nel 3 Febbraio del 2004, esaminando i luoghi di un'abitazione segnalata come sospetto centro in cui avvenivano operazioni di espianto di organi da prigionieri non-albanesi dell'esercito di liberazione del Kosovo. Stando a quanto affermano gli stessi inquirenti de L'Aja, dopo una prima perlustrazione che non ha portato al rilevamento di tracce di sangue, sono state effettuate delle analisi al luminol che hanno evidenziato delle piccole tracce di sangue, soggette a loro volta ad inquinamento da elementi esterni che non permettevano l'individuazione come sangue umano. Il rapporto è di per sé molto eloquente e illustra la mappa della casa e la sua posizione geografica, nonchè le indagini della scientifica, che hanno portato ad escludere già nel 2004 l'esistenza di un traffico di organi in quella regione dell'Albania. Conclusioni che confermano la tesi descritta sin dall'inizio dall'Osservatorio Italiano, parlando di indagini strumentalizzate dai media per conseguire degli obiettivi politici (si veda Disinformazione e insabbiamento sulla pulizia etnica del Kosovo).


Il secondo documento in possesso dell'Osservatorio Italiano è un report del Tribunale Penale Internazionale de L'Aja soggetto a segreto istruttorio classificato nel novembre del 2003 come "Confidential" ma "Subject to journalistic confidentiality", firmato da Lopez Terres, capo del nucleo investigativo dell'ICTY. Questo riporta una ricostruzione delle testimonianze di 8 fonti, che descrivono uno pseudo traffico di essere umani dal Kosovo al Nord dell'Albania, aggiungendo alcune loro percezioni e conclusioni in relazioni ad un traffico di organi,  a cui non hanno assistito in prima persona, bensì lo hanno ipotizzato indotti da vari elementi a se stanti. Innanzitutto le fonti raccontano quasi la stessa versione dei fatti, ossia sull'esistenza di un traffico di esseri umani - che tra la fine del 1999 e i primi mesi del 2000 può essere anche stato un trasferimento di persone da un confine all'altro, ma non vi sono altri elementi per confermarlo - mentre alcune testimonianze aggiungendo dei dettagli che li hanno indotti a concludere che in una 'casa gialla, che sembrava un ospedale' avveniva un espianto di organi. Tali elementi sono aver sentito che avrebbero "fatto analisi delle urine e del sangue", l'offerta di una sorta di 'medicina',  "aver sentito da altri presenti che si parlava di organi", aver sentito da altri di "scortare un veicolo all'aeroporto di Rinas che trasportava organi umani", aver sentito che "sarebbe giunto un medico arabo". Oltre a tali elementi, le fonti non hanno assistito ad alcuna operazione o ferimento di persone, ma solo ipotizzato perchè 'sentito dire'.  Le testimonianze convengono tutte sul fatto che i gruppi trasportati erano misti etnicamente, vi erano giovani donne albanesi o provenienti dall'Est Europeo o ex URSS. Vengono descritte scene in cui dei corpi, di persone la cui origine dai territori del Kosovo è solo presunta, che vengono seppellite in uno spazio che "sembra l'Afghanistan". Si tratta quindi di racconti che, a ridosso della guerra in Kosovo e vista la grande presenza di media internazionali nelle regioni di confine dell'Albania, se ne potevano trovare a centinaia. Tanti erano infatti quelli disposti a raccontare una storia che fosse di interesse per giornalisti ed investigatori, pur di guadagnarsi qualche lira. D'altro canto, queste fonti non sono neanche riuscite ad identificare con precisione questa casa, indicando sempre vaamente in Nord dell'Albania, nei pressi di Burrel. A tutti viene chiesto di visionare dieci fotografie di case del Nord Albania, e tutti hanno indicato una casa bianca, dicendo che la ricordavano gialla. Descrivono questa casa dicendo che vi erano due piani, ambienti grandi, senza elementi caratterizzanti.
Sulla base di tale fare istruttoria è stata evidentemente poi condotta l'indagine nel 2004, quella di Barayabr, che ha effettuato un sopralluogo scortato da una equipe scientifica che non rilevato macchie di sangue evidenti, ma solo tracce rilevate al luminol. E' interessante notare che gli inquirenti hanno tracciato la mappa della casa, avendo avuto sicuramente il dubbio che la casa gialla descritta dalle testimonianze non fosse quella bianca trovata dagli inquirenti. Infine, teniamo a sottolineare che il rapporto di Dick Marty omette completamente questa indagine del 2004 e si limita ad affermare che "nel  febbraio del 2004, è stata organizzata   una visita esplorativa da un team formato congiuntamente da ICTY e UNMIK, con la partecipazione di un giornalista. Questa visita non può essere considerata come un adeguato esame forense, secondo tutte le norme tecniche". Tuttavia, il documento in nostro possesso parla di 'indagine forense' e specifica che il folto team di inquirenti, di cui solo due  ricercatori (non specifica la presenza di giornalisti), ha utilizzato tecniche e strumentazioni a tutti gli effetti professionali e a norma di legge.

Il team era così composto:
Jose Pablo Barajbar, capo OMPF
Alain Wittmann, Forensic Photographer
Tom Grange, Forensic Anthropologist
Tania Delabarde, Forensic Anthropologist
Hroar Frydelund, Forensic Crime Scene Examiner
2 guardie di sicurezza ICTY
Capo Procuratore di Burrel
Taduttore ICTY
Ricercatore Micheal Montgomery
Ricercatore Stephen Smith

Un esempio questo della ipocrisia  dei media e delle stessa comunità internazionale, che ha nascosto dei reati nel Kosovo, per poi strumentalizzarli e presentarli all'opinione pubblica come crimini di guerra per ricattare e controllare un Governo da essa stessa creato.  Dopo essere state complici dei traffici in Kosovo, le missioni internazionali decidono di occultare le indagini, per poi riproporle sotto diversa veste e immagine. Tali difformità e contraddizioni dovrebbero invece indurre le istituzioni ed i Governi a diffidare da tali tentativi di manipolazioni delle masse, dalle mensogne mercificate dall'ex Procuratore Carla del Ponte, nel tentativo di riconquistare una posizione di rilevanza sulla scena internazionale.

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martedì 29 marzo 2011

L'acqua dei libici per i libici

Il Man Made River
Libia
 Il 1 ° settembre segna l'anniversario della apertura della fase principale della Libia's Great Man-Made River Project.  Questo schema di acqua e di successo enorme incredibilmente è praticamente sconosciuto in Occidente, tuttavia rivali e supera anche tutti i nostri progetti di sviluppo più grande.  Il leader del cd avanzati paesi è così, gli Stati Uniti d'America non può portare a riconoscere la Libia's Great Man-Made River. L'Occidente si rifiuta di riconoscere che un paese piccolo, con una popolazione non più di quattro milioni di euro, può costruire niente di così grandi dimensioni senza prendere in prestito un solo centesimo da parte delle banche internazionali.
  Fino a poco tempo fa, la Libia di approvvigionamento di acqua provenienti da falde sotterranee o impianti di desalinizzazione lungo la costa.  L'acqua derivata da desalinizzazione o falde acquifere nei pressi della costa era di scarsa qualità e, a volte imbevibile. Questo problema anche fatto sì che poca acqua era disponibile per l'irrigazione per l'agricoltura, che è fondamentale in questo paese in gran parte desertico.
  scavatore utilizzato per creare la trincea
Nel 1960 durante l'esplorazione petrolifera nel profondo del deserto libico meridionale, vaste riserve di acqua di alta qualità sono stati scoperti in forma di falde acquifere.  La più importante di queste falde, o acque strati di roccia del cuscinetto, sono state stabilite in un periodo geologico in cui il mare Mediterraneo scorreva verso sud fino ai piedi delle montagne del Tibesti, che si trovano sulla frontiera di Libia con il Ciad. Durante questo periodo il mare Mediterraneo, spesso in vario livello, a seguito della quale, i depositi erano formati vari sedimentarie.
  L'attività geologica ha causato la spinta di formazioni montuose (Jabal Nefussa e Jabal Al Akhdar) e verso il basso il movimento associato formata naturali bacini sotterranei.  Tra 38.000 e 10.000 anni fa il clima del Nord Africa era temperato, durante i quali vi era una notevole piovosità in Libia. Le precipitazioni in eccesso infiltrati in arenaria porosa ed è stato intrappolato tra gli strati, formando bacini sotterranei di acqua dolce.
In Libia ci sono quattro grandi bacini sotterranei, essendo questi il bacino di Kufra, il bacino di Sirte, il bacino e il bacino Morzuk Hamada, i primi tre dei quali contengono combinato si riserva di 35.000 chilometri cubi di acqua.  Queste vaste riserve di offrire quantità quasi illimitata di acqua per il popolo libico.
uno dei serbatoi
  Il popolo della Libia, sotto la guida del loro leader, il colonnello Muammar Gheddafi, ha avviato una serie di studi scientifici sulla possibilità di accedere a questo vasto oceano di acqua dolce. Early considerazione è stata data allo sviluppo di nuovi progetti agricoli vicino alle sorgenti d'acqua, nel deserto. Tuttavia, si è reso conto che sulla scala necessaria per fornire i prodotti per l'autosufficienza, una infrastruttura di grande organizzazione molto sarebbe necessario. Oltre a questo, una redistribuzione importante della popolazione dalla fascia costiera sarebbe necessario.  L'alternativa era quella di 'portare l'acqua alla gente'.
  Nel mese di ottobre 1983, il Grande Man-Made River Authority è stata creata e investiti della responsabilità di prendere acqua dalle falde acquifere, nel sud, e trasporto dal economici e pratici mezzi più per l'uso, prevalentemente per l'irrigazione, nella cintura costiera libica .
Nel 1996 il Grande Man-Made River Project aveva raggiunto una delle sue fasi finali, il quarto zampillante di dolce acqua non inquinata nelle case e nei giardini dei cittadini della capitale Tripoli, Libia.  Louis Farrakhan, che ha partecipato alla cerimonia di apertura di questa importante fase del progetto, ha descritto il Grande-Made River Man come "un altro miracolo nel deserto." Parlando alla cerimonia di inaugurazione di un pubblico che includeva libici e di molti ospiti stranieri, il colonnello Gheddafi ha detto che il progetto "è stato il più grande risposta in America ... che ci accusano di essere in materia di terrorismo".
  The Great Man-Made River, come il più grande progetto di trasporto d'acqua mai realizzato, è stato descritto come "ottava meraviglia del mondo". Trasporta più di cinque milioni di metri cubi di acqua al giorno attraverso il deserto alle zone costiere, incrementando la quantità di terra arabile.Il costo totale del progetto è enorme dovrebbe superare i 25 miliardi dollari (US).
  tubi sul modo per estendere il sistema
  Composto da una rete di tubi interrati a eliminare l'evaporazione, quattro metri di diametro, il progetto si estende per 4.000 km fino in profondità nel deserto.  Tutto il materiale è progettato e prodotto localmente.acqua sotterranea è pompata da 270 pozzi di centinaia di metri di profondità in serbatoi che alimentano la rete. Il costo di un metro cubo di acqua è uguale a 35 centesimi.  Il metro cubo di acqua desalinizzata è di $ 3.75.  Gli scienziati stimano la quantità d'acqua equivalente al flusso di 200 anni di acqua nel fiume Nilo.
L'obiettivo del conflitto arabo popolo libico, incarnata nella Grande-Made River Project Man, è quello di rendere la Libia una fonte di ricchezza agricola, in grado di produrre cibo ed acqua a fornire le proprie esigenze e di condividere con i paesi vicini. In breve, il fiume è letteralmente Libia 'buono pasto' per l'autosufficienza.
  Ogni tubo del progetto fiume è sepolto in una fossa di circa sette metri di profondità, lo scavo delle quali richiede la rimozione di circa 100.000 metri cubi di materiale ogni giorno lavorativo. Lavori di scavo è effettuato da grandi escavatori idraulici muniti di secchi di 7,6 metri cubi. Una volta che la trincea è stata predisposta, tubi in cemento armato precompresso cilindri 7,5 metri di lunghezza e pesare fino a 80 tonnellate sono portate a conoscenza del sito, con una flotta di circa 128 appositamente progettate trasportatori.
Tubo di essere consegnato
I tubi sono collocati nella trincea utilizzando le gru di grandi dimensioni, in grado di sollevare fino a 450 tonnellate, e si è unito al tubo di cui già da spingendoli in luogo con un bulldozer. La giunzione tra i tubi è sigillato con una guarnizione di gomma installato in una scanalatura sul fine del tubo e questo stesso comune chiuso, sia all'interno che all'esterno del tubo, con boiacca di cemento.  La trincea è poi riempita, coprendo il tubo con un minimo di 2 metri di materiale e il ripristino della superficie del deserto.
  Dopo il riempimento, il tubo viene adeguatamente sostenuta dal suolo e può essere idrostaticamente. Ciò richiede l'installazione di paratie di acciaio progettato appositamente ad ogni estremità della sezione di prova e il riempimento della linea con acqua proveniente da pozzi perforati adiacente al trasporto.Fino a 8 lunghezze chilometro del trasporto sono testati alla volta, e, dopo lasciando il tempo sufficiente per il rivestimento in calcestruzzo del tubo di assorbire l'acqua, la linea è sotto pressione per provare sia il tubo e le sue articolazioni.
grande escavatore idraulico
L' attrezzature e impianti logistici di supporto per questo progetto sono anche su vasta scala. Circa 10.000 persone e 4.500 pezzi di attrezzature sono impiegati nel lavoro.  Duemila e cinquecento tonnellate di cemento al giorno sono fornite dalla Cement Company libica e trasportato in una flotta di 127 navi cisterna in cemento per le piante tubo a Brega e Sarir.
  The Great Man-Made River Project sta portando l'acqua ai cittadini e fornire l'acqua per uso industriale e agricolo uso comunale. La strategia del libico autorità responsabile è volta a incrementare sia la produzione vegetale e animale a un livello che raggiunge il più alto tasso possibile di autosufficienza e riduce la dipendenza dalle importazioni da mercati esteri a più basso livello possibile. Essa mira inoltre ad accrescere la capacità produttiva della forza lavoro e degli investimenti di capitale nel settore, e alla produzione di materie prime per le industrie di trasformazione alimentare.
  deserto e cammelli
Secondo lo scrittore Baghdadi Ali, "il fiume è una nuova lezione e un esempio nella lotta per raggiungere l'autosufficienza, la sicurezza alimentare e di vera indipendenza. Nessuna nazione che dipende da un paese straniero per sfamare il suo popolo possa essere libero. Il Grande River è un trionfo contro la sete e la fame. E 'una sconfitta contro l'ignoranza e arretratezza. riflette la determinazione dei libici a resistere alla pressione coloniale, di acquisire la tecnologia, sviluppare, migliorare la loro vita, e per controllare il proprio destino in conformità loro spontanea volontà. "

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venerdì 25 marzo 2011

appello di Saoud Salem, anarchico libico

Faccio appello a tutti i popoli perchè ci sostengano: faccio appello agli Egiziani, ai Tunisini, ai Francesi, persino ai Cinesi, a tutti i popoli del mondo, perchè siano benvenuti il loro appoggio e la loro solidarietà [العربية ]

In poche ore, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di dare inizio agli attacchi aerei contro la Libia. La Francia era già pronta la notte prima.
Condanniamo questa risoluzione internazionale. E respingiamo totalmente ogni intervento straniero in Libia, da qualsiasi parte, e specialmente quello francese. Quella Francia, che ha venduto a Gheddafi armi per un valore di miliardi, armi che ora vengono usate per colpire i libici, quella stessa Francia che ha continuato a fare affari con Gheddafi fino a 3 settimane fa.
Noi condanniamo questo intervento che trasformerà la Libia in un inferno peggiore. Si tratta di un intervento che sta rubando la rivoluzione agli stessi libici, una rivoluzione che sta costando loro migliaia di morti fra uomini e donne.
E’ un intervento che dividerà la stessa resistenza libica.
Ed anche se queste operazioni riuscissero a far cadere Gheddafi (o ad ucciderlo) come fu per Saddam Hussein, vorrà dire che dovremo agli Americani ed ai Francesi la nostra libertà e possiamo stare sicuri che ce lo ricorderebbero ogni istante.
Come possiamo accettare questa situazione? Come spiegheremo tutte queste vittime alle generazioni future e tutti quei cadaveri ovunque?
Essere liberati da Gheddafi solo per diventare schiavi di coloro che lo hanno armato e lo hanno sostenuto in tutti questi anni di violenza e di repressione autoritaria?
Dopo il primo errore –aver militarizzato la rivoluzione popolare – stiamo commettendo il secondo errore – l’istituzione di una nuova dirigenza o di figuri che provengono dai resti del regime libico della Jamahiriya. Ed il nostro terzo errore si sta realizzando inevitabilmente: chiedere aiuto ai nostri nemici. Spero solo che non commetteremo anche un quarto errore: e cioè l’occupazione e lo sbarco dei marines.
Sarkozy e la Francia sono nostri nemici; e lo sono anche di tutto il Terzo Mondo. Non nascondono il loro disprezzo nei nostri confronti. A Sarkozy importa solo di essere ri-eletto l’anno prossimo.
L’uomo che ha organizzato l’incontro tra Sarkozy ed i rappresentanti del consiglio nazionale ad interim non è altri che Bernard-Henri Lévy, un filosofo ciarlatano, e per coloro che non lo conoscono, si tratta di un attivista sionista francese che si impegna strenuamente a difesa di Israele e dei suoi interessi. Costui è stato visto recentemente in Piazza Tahrir per vigilare che i giovani rivoluzionari non se la prendessero con Israele.
Cosa possiamo dire delle bombe che arrivano?
Che esse non sanno distinguere tra chi è pro-Gheddafi e chi è contro.
Le bombe colonialiste, come ben si sa, hanno il solo scopo di difendere gli interessi dei commercianti di armi.
Costoro hanno venduto armi per miliardi ed ora ne chiedono la distruzione.... Poi noi compreremo altre armi col nuovo governo ed è una vecchia storia che si ripete. Ma ci sono persone che non sanno imparare senza commettere gli stessi vecchi errori di sempre.
Credo sia tutto molto chiaro: si tratta di un vero errore strategico, un errore che il popolo libico pagherà forse per anni. Forse per un tempo persino più lungo deI governo di Gheddafi e della sua famiglia.
Mi appello oggi, in queste ore in cui la Libia sta bruciando come una nuova Baghdad, a tutti i libici, a tutti gli intellettuali agli artisti, ai laureati, a chi sa scrivere ed a chi è analfabeta, alle donne ed agli uomini, affinché rifiutino questo intervento militare di USA, Francia, Gran Bretagna e regimi arabi che lo sostengono. Al tempo stesso faccio appello a tutti i popoli perchè ci sostengano: faccio appello agli Egiziani, ai Tunisini, ai Francesi, persino ai Cinesi, a tutti i popoli del mondo, perchè siano benvenuti il loro appoggio e la loro solidarietà.
Ma per quanto riguarda i governi, tutti i governi, noi non gli chiediamo niente, se non di lasciarci in pace, di lasciarci risolvere Il problema con Gheddafi per conto nostro.
Saoud Salem,anarchico libico

Franco Berardi "Bifo" all'Accademia di Brera, Milano    http://vimeo.com/21160879

lunedì 21 marzo 2011

L'architetto Saviano 2

Etleboro
Tirana - Riprendendo l'intervista rilasciata da Roberto Saviano per l'emittente albanese Top-Channel, il settimanale Investigim conferma la paternità dell'inchiesta sui legami tra Camorra e Sigurimi, frutto dell'analisi dei documenti declassificati del regime comunista albanesi, poi tradotta in italiano dall'Osservatorio Italiano ( si veda Il copyright di Saviano) . Nelle sue parole Saviano descrive le dinamiche degli affari tra i camorristi di Michele Zaza e i servizi segreti comunisti per il traffico di armi e sigarette, senza però citare la fonte da cui trae queste informazioni. "Saviano riconosce il diritto d'autore solo quando si tratta di firmare contratti milionari con aziende di Berlusconi. Mentre il diritto d'autore non si applica ai giornalisti albanesi", scrive Alket Aliu, direttore del settimanale Investigim. Nel suo editoriale, Aliu spiega come Saviano - ancora una volta - "copia, ma lo fa male", riportando molte inesattezze e disinformazioni. "Contrariamente da quanto affermato da Saviano, i mezzi di repressione delle manifestazioni popolari, come manganelli di gomma o gas lacrimogeni, sono stati acquistati dal regime di Ramiz Alia non dalla camorra, bensì dalla Cina comunista. Le armi date dalla camorra sono state vendute in contanti e non pagando con la peseta spagnola, bensì con dollari - spiega Aliu, osservando - . Le imprecisioni sono molte e sono conseguenza della tipica arroganza di chi pensa di saper tutto e parla di tutto, ed è stato raccomandato per prendere in giro spudoratamente gli albanesi. E' un insulto al giornalismo, ai giornalisti e agli albanesi in generale che, per quanto ritengano Saviano, non sono esseri con la coda. Anzi, sono così civili, che hanno cominciato a produrre personailtà politiche e analisti sul modello del Grande Fratello". Egli osserva infine che la stessa giornalista di Top-Channel ha notato nell'intervista che Saviano non forniva nomi e fatti, ma restava sempre su toni vaghi, rimproverando gli albanesi di non sapere ciò che invece sui conosce benissimo. "Se c'è un modo per fare soldi parlando della mafia, Saviano lo ha trovato. Conviene non solo a lui, ma anche chi paga questo spettacolo, chi vuole spostare l'attenzione sulla criminalità di strada, sulla mafia di basso profilo, mentre la vera mafia passa attraverso le banche", conclude Aliu.
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articolo correlato

appello video di un blogger yemenita

questo regime ha governato lo Yemen con corruzione e violenza da più di 32 anni.
Il paese non ha guadagnato nulla dal regime di saleh e la sua cricca.
Adesso il popolo yemenita ha deciso che ne ha avuto abbastanza ed è uscito nelle strada in manira determinata dicendo di volerlo abbattere.Quello che ha fatto,ogni giorno, il regime in un mese di rivoluzione è stato di accanirsi contro la folla,in tutta la nazione,con tutti gli strumenti a loro disposizione,armi da fuoco,gas,manganelli,
sfortunatamente il peso di questa violenza si è accanita sempre più su di noi oppositori.
Voglio ricordare che siamo un paese di 22 milioni di abitanti circa e che abbiamo 60 milioni di armi a diposizione ma abbiamo deciso di portare avanti questa rivoluzione in modo pacifico,di contro siamo stati attaccati in maniera decisa dal governo,le persone sono morte a decine nelle passate settimane,probabilmente avete visto su internet foto ed immagini e noi non siamo mai passati alle armi.
La gente dell'Europa,degli Stati Uniti,cittadini normali come noi,ci chiedono come possono fare per aiutarci a raggiungere la libertà che chiediamo,vorrei dire tre cose.
1° Ditelo al mondo,apparentemente i media sembrano ciechi oppure danno scarse notizie,quindi fate passare la notizia che stiamo abbattendo questo regime non violentemente ,noi non siamo attori di film,noi non siamo una nazione violenta,noi abbattiamo il regime con proteste non violente e il regime sta cercando di soffocare la rivolta con mezzi violenti,con armi e gas e tutto cio che hanno.
2°Chiamate il vostro governo,i vosrti rappresentanti e ditelo,questa cosa è andata avanti abbastanza,non abbiamo più bisogno di martiri,50 persone sono state uccise ieri a San'a dagli Snipers,questo è un intervento armato su protestanti pacifici,questa situazione è stata ignorata per settimane noi siamo stati uccisi a sangue freddo da professionisti.
Smettetela con gli aiuti al regime noi non abbiamo bisogno di altri soldi da parte di nessuno per essere uccisi,boicottate i suoi rappresentanti governativi e chiunque venga nella vostra nazione ed organizzazione per chiedere soldi noi abbiamo solo bisogno dei soldi che questo regime ci ha rubato per decenni,quando è troppo è troppo.
3°Per favore aiutateci dicendo al mondo quello che sta accadendo allertando il vostro governo e boicottando questo regime ignorando i loro diplomatici e le loro richieste di aiuto.
grazie a tutti

trad.di Rossoallosso                                          video
http://www.youtube.com/watch?v=ViYde27rits


sabato 19 marzo 2011

Le lezioni di economia del “Fatto quotidiano”

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Ho già osservato che il Fatto quotidiano ha appaltato ai neoliberisti del sito NoiseFromAmerika la costruzione di una visione economica per l’area politica al quale la testata si rivolge. La nuova sinistra che così si va coagulando attorno alla testata può finalmente conoscere l’ardita e inedita teoria della mano invisibile del mercato che sistema tutti gli impicci e gli imbrogli dell’economia nazionale mentre ognuno di noi pensa felicemente ai casi suoi. Se Federico Caffè e Claudio Napoleoni fossero ancora tra noi chissà se Padellaro gli permetterebbe di scrivere un paio di colonne sul giornale che dirige…
Comunque ieri Michele Boldrin (membro del collettivo di NoiseFromAmerica ) ha scritto sul giornale un articolo di attacco a Giulio Tremonti e ancora più all’informazione economica del nostro paese. Concordo con la sostanza del pezzo, anche quando viene censurata la mania della sinistra di promettere che vivremo tutti nel paese dei balocchi quando avremo finalmente sconfitto l’evasione fiscale (come se l’evasione fiscale avesse qualcosa a che fare con l’anchilosi di tutte le strutture della nostra economia ).
Dati però gli intenti pedagogici del duo Padellaro/Boldrin verso la sinistra sovietizzante del nostro paese mi sento autorizzato a isolare un brano dell’articolo che, invece, non scorre via tanto pacificamente.
Ora, dovete sapere che negli ambienti neoliberisti esiste l’idea che la speculazione non esista, e che quando si parla di speculazione in realtà ci si riferisce a ordinari fenomeni di mercato. Voi potreste pensare che la speculazione sui mercati obbligazionari è quel fenomeno per cui uno stato vede aumentare gli interessi sul suo debito pubblico per ragioni che non hanno a che fare con la sua solvibilità reale, ma piuttosto con vulnerabilità del sistema che grandi operatori in grado di muovere enormi quantità di “hot money” possono sfruttare in modi preclusi a tutti gli altri. Ma no, vi sbagliate. Sui mercati obbligazionari, e su tutti gli altri, ognuno ha quello che si merita, e tanto meno le contrattazioni sono regolamentate tanto più la giustizia divina può fare il suo corso senza intralci.
Nell’articolo di Boldrin si insinua il dubbio che vi sia una relazione tra speculazione e aumento tendenziale dei prezzi. Riporto il suo pensiero
Poiché per ogni acquisto “speculativo” deve esserci una vendita, può spiegare, signor ministro [si rivolge a Tremonti], in che modo gli speculatori creano “carovità”, ovvero spingono tendenzialmente in alto i prezzi?
L’argomento è talmente formidabile che leggendo quasi mi dimenticavo che nell’universo in cui viviamo gli aumenti tendenziali dei prezzi esistono davvero, e che quando hanno luogo non vi è alcuna sospensione delle transazioni, ossia acquisti e vendite continuano a esserci e a corrispondersi di amorosi sensi. L’aumento del prezzo—sia quando vi è speculazione sia quando non vi è — non sembra affatto correlato all’esistenza o al numero delle transazioni ma solo al livello del prezzo in cui domanda e offerta si incotrano. Se non vi sono meccanismi di forte ponderazione nella formazione dei listini di borsa può ben accadere che un aumento delle quotazioni si accompagni a una contrazione del volume degli scambi; a Piazza Affari funziona proprio così. Di conseguenza la natura consustanziale di acquisti e vendite non prova affatto l’arbitrarietà del concetto di speculazione, che non ha alcun bisogno di essere messo tra virgolette come fa Boldrin.
Infine, la speculazione non si attua necessariamente attraverso la trasmissione di ordini di borsa. Si può speculare semplicemente assentandosi dal mercato, come accade ad esempio quando ci si astiene dal vendere una determinata merce proprio per farne aumentare il prezzo, magari dopo previa provvista a prezzi bassi (ciò che una volta si chiamava accaparramento). Sulle borse di commodity accade continuamente, e in passato oscillazioni del 10-15% sulle derrate alimentari contrattate a Chicago — con effetti disastrosi sui paesi del terzo mondo bisognosi di grano e riso — erano facilmente imputabili a logiche speculative di questo tipo.
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venerdì 18 marzo 2011

Perchè hai tanta fretta Sarkozy?


NotLibyaStateTV
The Villain Sarkozy is sending his planes to within hours. Here is a picture of our #1 anti-plane
defense.
 Il villano Sarkozy sta inviando i suoi aerei in Libia entro poche ore.Ecco la foto del nostro n°1 difesa antiaerea

Proseguono le provocazioni di Gheddafi

sabato 19 /3/ ore 09,10

NotLibyaStateTV
Hearing rumors that the Super Mario Brothers (UK/France) will launch an attack on after their summit. We're not scared. Really.
Audizione voci secondo cui il Super Mario Brothers (UK / Francia) lancerà un attacco contro la Libia # dopo il vertice. Noi non siamo spaventati. Davvero.

NotLibyaStateTV
9 hours until Villain Sarkozy speaks at the summit. Judging by the French pace of action so far. 150 hours until they do something
9 ore fino a quando Villain Sarkozy parla al vertice. A giudicare dal ritmo francese di azione finora. 150 ore fino a fare qualcosa.

NotLibyaStateTV
Remember when we said that we weren't going to enter Benghazi? yeah, about that. We changed our minds. Sorry Sarkozy.
Ricordate quando abbiamo detto che non avremmo di entrare Bengasi? sì, a tale proposito. Abbiamo cambiato le nostre menti. Ci dispiace Sarkozy.
We suspended the ceasefire because the Rebels shot first. We swear. Sarkozy, où êtes-vouuuuuuuuuuuuuuuuuus?
Abbiamo sospeso il cessate il fuoco perché i Ribelli primo colpo. Giuriamo. Sarkozy, où êtes-vouuuuuuuuuuuuuuuuuus?
Let us amend that. We are not attacking Benghazi. Our army is now an independently-run pro-Gaddafi group. We can't stop them!
Cerchiamo di modificare tale. Non stiamo attaccando Bengasi. Il nostro esercito è ora un gruppo di gestione indipendente pro-Gheddafi. Non possiamo fermare!
African Union sending 5 to end #Libya conflict. Here's information on these leaders

giovedì 17 marzo 2011

L'architetto Saviano

Roma - Non si arresta la campagna di auto-celebrazione del giornalista italiano che, dopo essere stato proclamato paladino della lotta anti-mafia in Italia, si rivolge ai Balcani come terreno fertile per rilanciare la propria immagine di analista della criminalità organizzata. Proprio questa domenica Saviano rilascia una intervista per il quotidiano di Podgorica DAN affermando che "il Governo montenegrino nasconde Saric, che continua a gestire il traffico di droga, grazie alla protezione del Montenegro". Una dichiarazione questa che non viene argomentata né con fatti e né con documenti, rifacendosi semplicemente ad una constatazione personale dopo aver letto le cronache giornalistiche sui recenti eventi, relativi agli arresti nel quadro delle indagini sul traffico di cocaina. Saviano fa riferimento all'operazione 'Guerriero Balcanico' e alla dinamica delle ricerche di Darko Saric, senza fornire nessun elemento che non fosse stato diramato dalla stampa locale. Parla poi di interconnessioni tra le varie organizzazioni mafiose dei Balcani, spiegando che, in base ad una serie di studi ed indagini, è possibile prevedere che "la mafia serba diventerà la più forte nei Balcani" e che questa regione è diventata "parte della nuova Europa libera, in cui la mafia compra tutto quello che vuole".
 Anche in questo caso non si può parlare di analisi contestualizzate, bensì di osservazioni per 'sentito dire' che - considerando la grande complessità della storia e degli eventi dei Balcani nonchè la grande disinformazione dei media occidentali su tematiche sensibili - sono già inadeguate e sorpassate. Per affrontare discorsi sui Balcani bisogna avere un ampio bagaglio di conoscenze ed informazioni, e ciò spiega perchè i più grandi media italiani hanno sempre fallito nei loro progetti editoriali rivolti a questa regione. Praticamente, la strategia del 'tuttologo' non funziona in queste terre, che hanno la grande virtù di far cadere in errore il più grande esperto o analista e di smascherare ogni bluff.  Tra l'altro, ci chiediamo come  il giornalista italiano abbia  fatto le sue indagini e le sue ricerche non vivendo nei Balcani, e per di più stando 'sotto scorta', semprechè le sue cosiddette 'antenne' non siano delle ONG che promuovono progetti 'umanitari' nella regione, a scrocco dei soldi degli italiani. 

Oltre al Montenegro, gli interventi di Saviano sono ormai noti anche in Albania, dove il giornalista italiano è ormai un abitué della trasmissione Top-Channel, di cui è ospite per la seconda volta. Risponde alle domande dei suoi interlocutori parlando del 'coraggio di certi procuratori', della 'dilagante corruzione in Albania', e persino dei legami con le mafie italiane. In particolare cita la collaborazione  tra la Camorra e il Sigurimi nel contrabbando di armi. Per gli addetti ai lavori è cosa nota che i traffici del Sigurimi è venuto alla luce con l'apertura dei dossier del regime comunista, analizzati in tale occasione dal settimanale albanese Investigim e ripreso dall'Osservatorio Italiano.  E' curioso che, proprio con la pubblicazione di quell'articolo  (Il traffico di armi tra il Sigurimi e la Camorra , lanciato il 26.01.2009  e ripubblicato il 13.08.2009) la nostra redazione ha ricevuto una e-mail da Roberto Saviano, che chiedeva di contattare la giornalista per avere un confronto sulle tematiche della mafia nei Balcani. Da parte nostra fornimmo tutte le informazioni e la disponibilità a cooperare, ma dopo aver dato il materiale, non vi è stata altra comunicazione:

----- Message from xxxxxx  -----
    Date: Tue, 27 Jan 2009 12:58:33 +0100
    From: Roberto Saviano
cari sono roberto saviano, autore di gomorra. ho letto il bell'articolo su camorra e albania. mi piacerebbe incontrare il giornalista che ha redatto tale pezzo. anche io lavcoro su questa vicenda da anni. e cerco esperti sulla questione criminale balcanica con cui confrontarmi.
un abbraccio e continuate così.
rs
----- End message -----
----- Message from info@rinascitabalcanica.com -----
    Date: Tue, 27 Jan 2009 14:55:52 +0100
    From: info@rinascitabalcanica.com
 Subject: RE:
      To: Roberto Saviano
Gent.le Roberto Saviano,
l'articolo di cui parla è stato redatto da una giornalista albanese che lavora presso l'ufficio di Rinascita Balcanica a Banja Luka, nella Republika Srpska (BH). Le informazioni sono tratte dagli archivi dei servizi segreti albanesi, che in questo periodo sono stati rispolverati, per portare alla luce man mano delle verità. L'articolo fa parte di una serie di ricerche che stiamo conducendo sull'organizzazione della mafia balcanica, che ha formato una rete che si estende in tutta la regione e coopera con altre strutture.
----------- Message --------
----- Message from xxxxxxxx  -----
Date: Tue, 28 Jan 2009 10:88:33 +0100
From: Roberto Saviano

Grazie. Potrei avere la email della giornalista albanese?
mi segnalate gli altri lavori sulle mafie balcaniche che avete fatto?
vi ringrazio 
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Come si può notare, il caro Saviano monitorava già da tempo le informazioni pubblicate in internet dal nostro portale e dal Blog, senza però che la fonte delle notizie 'balcaniche' sia stata mai rivelata.  D'altro canto, prima di tale fortuito incontro, la nostra organizzazione aveva già avuto modo di esprimere le sue riserve nei confronti di Saviano e della sua campagna giornalistica ben mirata a colpire determinate strutture di potere ( La Camorra e il sistema  , Uno spettacolo fratricida  ), essendo consapevoli che certe verità, quando raggiungono una così vasta scala mediatica non sono mai "scomode", bensì utilissime alla destabilizzazione dei Governi, di determinati equilibri e per alimentare la campagna mediatica di discredito. Rilanciare oggi la teoria della mafia transnazionale - che noi come primo media abbiamo lanciato spiegando il concetto di Santa Alleanza Balcanica  - non è altro che un modo per restare sulla cresta dell'onda, al servizio di determinate lobbies di potere. Già osservando quali siano le controparti di questo giornalista, giornali i cui proventi sono di dubbia origine o derivanti da reti finanziate da grandi filantropi ( si veda il caso della Open Society Institute ) fa capire uno dei tanti aspetti della 'mafia della editoria'.
Ci chiediamo come mai Saviano parla di Saric in Montenegro, in un momento in cui sono sempre più duri gli attacchi rivolti all'ex premier Milo Djukanovic e ai rapporti istituzionali con l'Italia, a seguito della campagna di  trasparenza intrapresa dalla MANS e dai suoi finanziatori. La sua sfera di interesse sembra si stia spostando in un'area che è tra l'altro nevralgica per l'interconnessione tra l'Italia e i Balcani, ma anche per altre strutture come la rete di George Soros. Se davvero Saviano volesse capire gli arcani misteri balcanici, potrebbe cominciare dalle connessioni tra Vaticano-IOR e regime Ustasha, oppure dalle operazioni di riciclaggio delle banche svizzere o (perchè no) dal caso Telekom Srbija.  Tuttavia, fin quando continuerà a ripetere ciò che altri giornalisti hanno scritto con coraggio, senza pubblicare documenti o prove certe, resterà un semplice servo dei poteri, un eroe sintetico di questa società controllata dal web e dai socialnetwork, che manipola le masse in nome di una falsa battaglia contro la mafia. Allora è proprio vero che "ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nel cuore di poche persone.  Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perchè hanno combattuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi".
 
Michele Altamura
 

lunedì 14 marzo 2011

I governi occidentali ei media minimizzano il disastro nucleare in Giappone

I mass media ei governi occidentali stanno cercando di mascherare e nascondere le informazioni su cui è senza dubbio uno dei più grandi disastri nucleari è avvenuto.  S econdo i dati forniti dalle agenzie di sicurezza nucleare giapponese, i danni causati dal terremoto in centrale nucleare di Fukushima è stato classificato come un incidente a livello quattro su una scala di sette, mettendolo dietro gli eventi e Three Mile Island. Chernobyl, ma la situazione nucleare in Giappone è molto grave: 11 impianti sono in custodia cautelare, 5 reattori con gravi problemi di raffreddamento e di moltiplicare i rischi di una esplosione nucleare. Más de 140.000 personas han sido evacuadas. Più di 140.000 persone sono state evacuate.

  L'esplosione è avvenuta alle 16.00 ora locale (07.00 GMT) di ieri, dopo uno shock in cui il tetto è crollato e le mura che ospitava il reattore, seguito da varie scosse di assestamento che ha colpito il Giappone il Venerdì.
Sia il governo del Giappone e la International Atomic Energy Agency (IAEA) ha tentato di minimizzare la portata della tragedia.In una conferenza stampa, il portavoce del ministro del Giappone, Yukio Edan, ha detto che l'esplosione non era nel reattore, che è stato causa di una reazione chimica tra idrogeno e ossigeno e ha detto che non aveva prodotto una fuga radioattiva importante, e anche aveva abbassato il livello di radioattività nella zona.

Per quanto riguarda l'ordine di evacuazione, in un raggio di 20 miglia intorno alla pianta, Edan insistito sul fatto che si trattava di una misura di "prevenzione", in quanto vi era un rischio specifico.

  L'AIEA ha per parte sua riferito che le autorità stavano cercando di verificare, dopo l'esplosione, le condizioni nel reattore è stato lasciato, che a quanto pare non aveva subito danni.

  Questo è stato il diffondere il messaggio rassicurante da parte dei media mainstream e dei governi occidentali, nonostante gli effetti dell 'incidente è stato classificato come un livello quattro su una scala di sette.  Su questa scala, l'incidente di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979, ha un valore di cinque, mentre il disastro nucleare di Chernobyl nel 1986, il più grave nella storia di questa industria, è un sette su sette.

. Dopo il terremoto il livello di radioattività in uno stabilimento di Fukushima ha raggiunto fino a mille volte il suo livello abituale nella sala di controllo di un reattore e fino a 70 volte il suo livello di prossimità dell'ingresso principale della pianta.

Secondo la NHK rete locale oltre tarda serata di ieri i dirigenti della centrale nucleare (la Tokyo Electric Power Company, TEPCO-) hanno cercato di iniettare acqua di mare nel reattore per raffreddarlo, ma le operazioni dovevano essere sospesi a causa di un nuovo terremoto e la paura di uno tsunami (1). In questi momenti più di 83.000 persone sono state evacuate dalla zona in un raggio di 10 km intorno alla centrale di Fukushima Fukushima 1 e 2 (2). In questi due impianti sono stati arrestati sette reattori di emergenza per cercare di prevenire la fuoriuscita di vapore ridurre radioattivi . TEPCO anunció Temperatura e pressione del nucleare (3). Fukushima 2 era in arresto a freddo (4). . Secondo la società, il livello dell'acqua era molto basso nel reattore 2 di Fukushima 1 e ad alta pressione in reattori 2 e 3. (5).
  Lo stato di emergenza richiesta
Alle 01:00 (ora locale) ha avvertito che TEPCO è stato di essere adeguatamente raffreddati a non essere in grado di raggiungere   acqua   il contenitore del reattore per il raffreddamento e ha chiesto la dichiarazione del governo  stato di emergenza. "Tutte le funzioni per mantenere il livello dei sistemi di raffreddamento sono danneggiate", ha detto un portavoce della società. (6) (6)   A quel tempo, secondo l'AIEA, circa 140.000 persone sono state evacuate in un raggio più grande dei due impianti nucleari sono stati riforniti di iodio per prevenire la formazione di tumori. TV Asahi segnalato, tuttavia, che i rapporti I residenti locali sono stati diagnosticati con avvelenamento da radiazioni. almeno 190  persone potrebbero essere colpite. Molti residenti della zona di evacuazione o di campioni   fueron esposizione alle radiazioni sono stati separate del resto.  (7)

TEPCO dopo la segnalazione, la Nuclear Security Agency of Japan ha ammesso che era in atto una fusione parziale del nocciolo del reattore nucleare numero 1 (Fukushima 1), e altri 3 ha avuto problemi con la temperatura (unità 1, 2 e 4 Fukushima 2). (8) (8)

Fuentes: Fonti:
(1) NHK a las 17h35 del 12.03.11 http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11031231-e.html
(2) http://edition.cnn.com/2011/WORLD/asiapcf/03/12/japan.nuclear/ 
(3) http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11031233-e.html 
(4) http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11031233-e.html
(5) http://www.tepco.co.jp/en/press/corp-com/release/11031229-e.html 
(6) http://groupes.sortirdunucleaire.org/blogs/alerte-nucleaire-au-japon-apres-un/article/reacteur-3-en-panne-de-systeme-de
(7) http://www.beyondnuclear.org/home/2011/3/12/people-around-fukushima-reactor-suffering-radiation-poisonin.html
(8) http://groupes.sortirdunucleaire.org/blogs/alerte-nucleaire-au-japon-apres-un/article/4-autres-reacteurs-presentent-des 
fonte 






discorso di Michael Moore Pronunciato a Madison, Wisconsin, sabato 5 marzo 2011

L’America non è in bancarotta


Traduzione Andrea Grillo
michael-mooreContrariamente a quanto vuol farvi credere chi governa perché rinunciate alle vostre pensioni, perché vi vengano ridotti i salari e perché vi adattiate alla vita dei vostri bisnonni, l’America non è in bancarotta. E non lo sarà per parecchio tempo. Il Paese sguazza nella ricchezza e nei contanti. Solo che non sono nelle vostre mani. Sono stati trasferiti, tramite la più grande rapina della storia, dai lavoratori e i consumatori alle banche e nei portafogli dei super-ricchi.
Oggigiorno solo 400 statunitensi hanno la stessa quantità di ricchezza di metà di tutti gli statunitensi messi insieme.
Lasciatemi dire che 400 persone oscenamente ricche, molte delle quali godono in qualche modo della multi-trilionaria riduzione delle tasse del 2008, hanno un bottino, delle riserve e tante proprietà quanto i beni di 155 milioni di statunitensi messi insieme. Se non lo si può chiamare un colpo di Stato finanziario, allora non si è onesti con quello che nel nostro cuore sappiamo essere vero.
E capisco perché. Ammettere di aver lasciato scappare un piccolo gruppo di persone con un’enorme quantità di denaro che muove la nostra economia vorrebbe dire riconoscere in modo umiliante di aver consegnato la nostra preziosa Democrazia a un’élite finanziaria. Wall Street, le banche e Fortune 500 sono quelli che governano questa Repubblica e fino al mese scorso noi che siamo il resto della popolazione ci siamo sentiti completamente orfani, incapaci di trovare la strada per fare qualcosa in questo senso.
Io sono arrivato solo a finire le scuole superiori. Ma prima, quando andavo a scuola io, tutti noi studenti dovevamo fare un corso semestrale di economia per diplomarci. E quello che ho imparato è che il denaro non cresce sugli alberi. Cresce quando facciamo delle cose. Cresce quando abbiamo un buon posto di lavoro con un buon salario che ci servono per comprare le cose di cui abbiamo bisogno, e questo crea nuovi posti di lavoro. Cresce quando manteniamo un buon sistema educativo che permette la crescita di nuove generazioni di inventori, di imprenditori, di artisti, scienziati e pensatori che generano nuove e importanti idee per il pianeta. E queste nuove idee generano nuovi posti di lavoro e generano entrate per lo Stato. Ma se chi ha più denaro non paga le tasse, lo Stato non può funzionare. Le scuole non possono produrre le teste migliori e più brillanti capaci di creare questi posti di lavoro. Se i ricchi mettono da parte la maggior parte del loro denaro, abbiamo visto cosa ne fanno: scommettono dissennatamente nel pazzo labirinto di Wall Street e distruggono la nostra economia. Il fallimento che generano ci costa milioni di posti di lavoro. Anche questo produce una riduzione delle entrate fiscali. Tutti noi alla fine abbiamo sofferto a causa di quello che hanno fatto i ricchi.
La nazione non è in bancarotta, amici. Il Wisconsin non è in bancarotta. Dire che il Paese è in bancarotta è ripetere una Grande Bugia. È una delle tre grandi bugie del decennio: 1) L’America è in bancarotta 2) L’Iraq ha armi di distruzione di massa; 3) i Packers non possono vincere il Super Bowl senza Brett Favre.
La verità è che c’è molto denaro in giro. Moltissimo. Il fatto è che qualcuno si è occupato di deviare questa ricchezza verso un pozzo profondo che si trova nelle sue proprietà ben difese. Loro sanno di aver commesso dei crimini perché questo succedesse, e sanno che un giorno vorrete vedere di nuovo quel denaro che una volta era vostro. Ma hanno comprato e pagato centinaia di politici di tutto il Paese perché facessero questa operazione per loro. Ma nel caso che tutto questo non funzionasse, hanno sempre le loro residenze recintate, e i loro jet di lusso tengono sempre il serbatoio pieno di benzina e i motori accesi per quel  giorno che sperano non arrivi mai. E per evitare che arrivi il giorno in cui la gente rivorrà i suoi soldi indietro, i ricchi hanno fatto due cose intelligenti:
  1. Controllare i messaggi. Essendo i padroni della maggior parte dei media, hanno convinto abilmente gli statunitensi a basso reddito a comprare la loro versione del Sogno Americano e votare per i loro candidati. La loro versione del sogno dice che anche tu potrai essere ricco un giorno: questa è l’America, dove tutto può succedere se ti applichi a sufficienza! Hanno concesso opportunamente posti di lavoro credibili per far vedere come un giovane povero è arrivato a diventare un uomo ricco, come il figlio di una ragazza madre nato nelle Hawaii può diventare presidente, come un ragazzo con solo un diploma può diventare un produttore cinematografico di successo. Ti raccontano queste storie l’una dopo l’altra tutto il giorno finché l’ultima cosa che vorresti essere è la mela marcia, perché tu, sì, anche tu! potrai esser un giorno ricco/presidente/vincitore di un Oscar! Il messaggio è chiaro: tieni la testa bassa, non ficcare il naso, non remare contro e assicurati di votare per un partito che protegge i ricchi perché anche tu un giorno potrai essere uno di loro.
  1. Hanno creato una pillola avvelenata che sanno  tu non vorrai mai prendere. È la loro versione della mutua distruzione assicurata. E quando hanno minacciato di scatenare queste armi di annientamento economico di massa nel settembre del 2008, abbiamo sbattuto le ciglia. Quando l’economia e il mercato sono andate a picco e le banche sono state prese in flagrante mentre costruivano uno schema Ponzi mondiale (1), Wall Street ha diffuso questa minaccia: o qualcuno ci consegna trilioni di dollari dei contribuenti americani o mandiamo l’economia direttamente a fondo. Riducete o dite addio ai libretti di risparmio. Addio alle pensioni. Addio Tesoro degli USA. Addio case e posti di lavoro e futuro. Ha avuto un impatto terrificante e ha spaventato tutti. “Ehi! Prendete il nostro denaro! Non ci preoccupiamo. Stamperemo ancora altro denaro per voi! Non avete che da usarlo! Ma per favore lasciate la nostra vita in pace, PER FAVORE!”
I dirigenti nei loro uffici e i fondi d’investimento non riuscivano a trattenere le risate di soddisfazione e nel giro di tre mesi avevano già cominciato a emettere un’altra quantità di buoni, meravigliandosi loro stessi di come si erano bevuti così bene una nazione di scemi. Molti persero i propri posti di lavoro, milioni le loro case. Ma non ci furono rivolte.
Finora. In Wisconsin! Mai nessun abitante del Michigan si è sentito così felice di condividere il suo grande, enorme lago con voi! Avete svegliato il gigante addormentato noto come popolo lavoratore degli Stati Uniti. In questo momento la terra trema e il pavimento traballa sotto i piedi dei governanti. Il vostro messaggio ha ispirato la gente di 50 Stati e il messaggio è:  LO ABBIAMO FATTO! Abbiamo respinto tutti quelli che dicono che l’America è in bancarotta. È esattamente il contrario. Siamo ricchi di talento e idee e lavoro duro e anche di amore. Amore e solidarietà per quelli che, senza aver commesso errori, sono finiti in fondo alla classifica. Ma anche loro reclamano quello che reclamiamo tutti: che il nostro paese ritorni ad essere come prima! Che torni la nostra democrazia! Che torni il nostro buon nome! Gli Stati Uniti d’America. NON la Corporation degli Stati Uniti d’America. Gli Stati Uniti d’America!
Ora cosa dobbiamo fare per arrivarci? Beh, dobbiamo farlo con un po’ d’Egitto qui e un po’ di  Madison là. E ora lasciateci fare una pausa per ricordare che c’era un poveraccio a Tunisi che vendeva frutta e che ha dato la vita perché il mondo prestasse un po’ di attenzione al fatto che  un governo di multimilionari è un affronto alla libertà, alla morale e all’umanità.
Grazie Wisconsin. Avete fatto capire alla gente che questa era la nostra ultima e migliore opportunità per aggrapparsi a quello che è rimasto di ciò che siamo come americani. Per tre settimane siete rimasti al freddo, avete dormito per terra, avete lasciato la città per dirigervi verso l’Illinois –qualsiasi cosa ci sia voluta, ci siete riusciti e una cosa è certa: Madison è solo il principio. I ricchi soddisfatti hanno esagerato. Non si sono accontentati del denaro che hanno rubato al Tesoro. Non si sono saziati  delocalizzando milioni di posti di lavoro portandoli oltreoceano per sfruttare i poveri in altri posti. No, volevano di più –qualcosa in più degli altri ricchi del mondo. Volevano le nostre anime. Dovevano privarci della nostra dignità, comprimerci sempre di più finché non potessimo più sederci al tavolo con loro e potessimo occuparci solo di piccole cose come le dimensioni di un’aula o i giubbotti antiproiettile della polizia o permettere alcune ore in più di sonno a un pilota perché possa fare il suo lavoro –il suo lavoro da 19mila dollari all’anno. Questo è quello che guadagnano molti piloti di linea principianti e forse anche quello che mi ha portato a Madison stamani. Mi ha detto che aspettava un aumento. Il massimo che chiede è un po’ di tempo in più per non addormentarsi in macchina mentre va all’aeroporto O’Hare. Questo è il punto così miseramente basso a cui siamo arrivati. I ricchi non si accontentavano di pagare quest’uomo 19mila dollari l’anno. Dovevano  prendersi anche il suo sonno. Lo degradano e lo disumanizzano e ci godono. Dopotutto è solo uno dei tanti vagabondi, vero?
E questo amici miei è il terribile errore dell’Azienda America. Ma cercando di distruggerci hanno dato alla luce un movimento -un movimento che è diventato di massa, una rivolta non violenta in tutto il Paese. Sapevamo che un giorno saremmo arrivati al punto di rottura e questo punto è fra noi. Molta gente dei media non lo capisce. Dicono che sono stati colti di sorpresa dai fatti dell’Egitto, nessuno si è accorto che stava per succedere. Ora sono sorpresi e confusi vedendo che così tante centinaia di migliaia di persone sono venute a Madison nelle ultime tre settimane nonostante un inverno brutale. Perché rimangono al freddo? Voglio dire, c’erano quelle elezioni a novembre e suppongo sia per quello.
“Qualcosa sta succedendo qui e non sapete di cosa si tratta, o lo sapete?”
L’America non è in bancarotta. L’unica cosa in bancarotta è la bussola morale dei dirigenti. E noi ora  pretendiamo di fissare la rotta e guidare noi stessi la nave. Non dimentichiamolo, finché abbiamo questa  Costituzione una persona è un voto e questo è ciò che i ricchi odiano di più dell’America -perché hanno sempre pensato di avere a disposizione tutto il denaro e tutte le carte e ora capiscono a malincuore questo fatto fondamentale e immutabile: Siamo molti più noi di loro!
Madison, non un passo indietro. Siamo con voi, uniti vinceremo.
Nota 1) Lo schema Ponzi è un’operazione fraudolenta d’investimento, che implica il pagamento di cambiali o interessi esagerati
Pronunciato a Madison, Wisconsin, sabato 5 marzo 2011

sabato 12 marzo 2011

La rivoluzione Islandese

Di: Emmanuele Lupi
Per quanto incredibile possa sembrare, in questo momento in Islanda sta avendo luogo una vera rivoluzione democratica e anticapitalista e nessuno ne parla, nessun “Media” ne riporta l’informazione, non ne troverete quasi alcuna traccia su “Google”: in breve, il black-out totale.

Tuttavia, la natura degli avvenimenti in corso in Islanda è sconcertante: un popolo che scaccia la destra al potere assediando pacificamente il palazzo presidenziale, una “sinistra” liberale anch’essa allontanata dalle “responsabilità” poiché intendeva condurre la stessa politica della destra, un referendum imposto dal Popolo per determinare se bisognasse rimborsare o no le banche capitaliste che hanno affondato il paese nella crisi a causa della loro irresponsabilità, una vittoria del 93% che impone di non rimborsare le banche, una nazionalizzazione delle banche e, punto d’orgoglio di questo processo per molti aspetti “rivoluzionario”: elezione, il 27 novembre 2010, di un’assemblea costituente incaricata di scrivere le nuove leggi fondamentali che tradurranno, d’ora in poi, la collera popolare contro il capitalismo e le aspirazioni del popolo ad un’altra società.

Mentre sull’Europa intera incombe la collera dei Popoli presi alla gola dal rullo compressore capitalista, l’attualità ci rivela un altro aspetto, una storia in atto in grado di rompere delle certezze e soprattutto di dare una prospettiva alle lotte che infiammano l’Europa: la riconquista democratica e popolare del potere, al servizio della popolazione.

Dopo sabato 27 novembre, l’Islanda dispone di un’assemblea costituente composta da 25 semplici cittadini eletti dai loro pari. Il suo obiettivo: riscrivere interamente la costituzione del 1944 tenendo ben presente la lezione della crisi finanziaria che nel 2008 ha colpito in pieno il paese. Dopo questa crisi, dalla quale è ben lontana dal riprendersi, l’Islanda ha conosciuto un certo numero di cambiamenti assai spettacolari, a cominciare dalla nazionalizzazione delle tre principali banche, seguita dalle dimissioni del governo di destra sotto la pressione popolare.

la non risposta di tremonti

giovedì 10 marzo 2011

La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile

di Michele Altamura

Etleboro

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale. Un esito anticipato dalle analisi dell'Osservatorio Italiano, e che prende oggi delle sfumature molto particolari, in relazione al timore dell'insicurezza energetica creatasi dopo le rivoluzioni del Nord Africa, e al nuovo ruolo che i Balcani stanno assumendo nella cosiddetta 'nuova cortina di ferro' dell'energia. Da mesi, infatti, le varie organizzazioni ed associazioni erano in fibrillazione per preparare la campagna di dossieraggio e dissenso contro gli investimenti in Montenegro ed in tutti Balcani delle società italiane e russe, in antagonismo con le grandi multinazionali energetiche e le lobbies angloamericane. In prima fila la Rete per l'affermazione delle ONG, MANS, che ha aperto una dura campagna di anti-corruzione con la complicità di giornali cosidetti indipendenti, nei confronti del Governo Djukanovic, e soprattutto di A2A e Terna, sparando a zero su ogni tipo di programma di investimento.

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Scarica Bilancio 2008 Open Society Institute

La Open Society Institute. Nonostante la ONG faccia della trasparenza e della difesa dei diritti della società civile un dogma ad ispirazione della sua missione, va sottolineato che questa organizzazione è lautamente finanziata da enti (Donatori MANS) come Charles Stewart Fondazione Mott, Rockefeller Brothers Fund, Microsoft Corporation, Transparency International ma soprattutto dalla Open Society Institute del filantropo George Soros. La sua è una controversa figura che, oltre a ricordare speculazioni e spregiudicati investimenti, rappresenta oggi il simbolo delle moderne rivoluzioni sintetiche, all'avanguardia negli strumenti di disinformazione, di contro-informazione e di intelligence. La sua vera storia ci porta fino alle Antille Olandesi, luogo adatto per nascondere qualcosa e creare società off-shore mediante le quali con bonds e fondi di investimento riciclare e moltiplicare denaro, come un "miracolo dei pani e dei pesci". "Fate come io dico, e non io faccio", la storia è sostanzialmente questa: predicare la lotta alla corruzione e al conflitto di interesse, per poi avere al proprio interno una enorme contraddizione. Non dimentichiamo che proprio in questi giorni il Soros Fund Management crea il private equity Silver Lake Kraftwerk, che investirà in imprese in start-up nei settori delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e dell'efficienza energetica. Inoltre, il Quantum Fund di Soros e la Fondazione legata all'ex segretario di Stato americano, la 'clintoniana' Madeleine Albright, stanno acquistando una partecipazione di controllo nella APR Energy, società che fornisce energia elettrica soprattutto nei paesi in via di sviluppo, investendo 250 milioni di dollari.

Le rivoluzioni colorate. Il conflitto di interesse della MANS, in relazione alla sua campagna di trasparenza sugli investimenti energetici italiani, è sin troppo evidente, anche se può sembrare fatta in buona fede. Lottano senza sosta, non si sa bene per quale causa, in nome di una sedicente democrazia che neanche in America esiste, e nei fatti nessun Paese al mondo l'ha conosciuta. Qual è dunque la vittoria delle ONG e della Open Society Institute finanziata con miliardi di dollari all'anno provenienti dall'oscuro patrimonio di Soros. Ricordando la storia di questa fondazione - che ha finanziato le più celebri rivoluzioni colorate degli anni '90 proprio per 'aprire i Paesi in via di transizione al liberismo e alla democrazia' - non è difficile capire lo scopo di tali campagne velate di giustizialismo e valori pseudo-democratici, volte così a costruire il dissenso in società dagli equilibri già precari e foriere di malcontenti e malesseri. La lotta alla corruzione diventa così uno strumento, un mezzo, per arrivare a scardinare dei rapporti informali o degli accordi taciti tra popoli, classi politiche e compagnie, sulla base dei quali si è costruito un equilibrio all'interno di Paesi così complessi, come appunto i Balcani.

Per far questo si usano moderne tecnologie di comunicazione, come i social network, un linguaggio standardizzato, slogan ed ideali sintetici, giovani e anonimi leader, media e quotidiani al soldo degli interessi delle grandi società. E poi tanto, tanto denaro, riversato nelle campagne di lotta alla criminalità e alla corruzione per finanziare la macchina invisibile, un braccio armato silenzioso che sferra le rivoluzioni colorate del global-english, prive di un programma e senza un'idea, ma con il mito della corruzione e del conflitto di interesse. E quando qualcosa va storto, la si mette sempre sulla questione morale, per poi cadere sempre più in basso con le proteste e gli scontri di quartiere, tra hoolgans, disoccupati e veterani. Tutto ciò serve appunto per destabilizzare i Governi, manipolare le masse e mettere al potere classi politiche consenzienti, creare concorrenze sleali e cancellare progetti alternativi, una sorta di lustrazione silenziosa, che non passa attraverso le istituzioni, le procure o le leggi. La democrazia diventa un baluardo dietro il quale nascondersi, mentre il ricatto è la vera arma per portare a buon fine progetti affaristici spregiudicati, speculazioni e scalate ostili, privatizzazioni selvagge e colonizzazioni.

La disinformazione e il cybercrimine. E' una storia lunga quella di questi signori, perchè hanno bombardato Paesi per imporre il loro regime di potere e di influenza, ed ora continuano a tessere la loro tela per rafforzare la loro zona di influenza. Nei Balcani arrivano ogni giorno miliardi di dollari da ogni tipo di ente ed istituzione, che confluiscono nelle casse di entità come International Crisis Group, Human Right Wacht, Transparency International, che stanno estendendo la loro rete con campagne mediatiche, dossier ed investigazioni: file, archivi, indagini ed indiscrezioni, tutto viene messo sul web per alimentare il flusso di informazioni dei media locali, scagliati contro i politici locali, le società estere e i nuovi investitori. E' in atto una guerra vera e proprio, in cui la disinformazione è la vera arma del cyber crimine, mentre la vera informazione è l'unico strumento di difesa. Un monito questo da tempo lanciato dall'Osservatorio Italiano, che ha parlato del progetto di Wikileaks ( si veda Lo scontro tra potere ortodosso e lobbies della cybernetica ) - che tra l'altro sembra sia finanziato anch'essa dalla Open Society Institute - come una "macchina dei messaggi" per distruggere il concetto del 'documento segreto' e far crollare ogni barriera al filtro dell'informazione istituzionale. Questo è stato da noi definito 'crimine invisibile', la cui pericolosità sta venendo alla luce. Si pensi alle nuove guerre per il controllo del petrolio e delle risorse energetiche nel Nord Africa, sotto i colpi delle rivolte mediatiche. Purtroppo chi lavora in queste organizzazioni si rende complice di un crimine molto grave. Esempio eclatante quello della scoperta di una "fossa comune in Libia" (VIDEO), che però già esisteva nell'Agosto del 2010 (FOTO - Coordinate Google Map). Senza nulla togliere alle reali vittime della guerra in Libia, le immagini del video sono state presentate come una fossa comune, quando in realtà è un cimitero: è in questa sottile differenza che si commette un crimine.

Nel mosaico di ricostruzione delle zone di influenza nel Mediterraneo, si incastra la denigrazione dell'Italia, che ha nelle campagne contro il Premier Berlusconi il proprio cavallo di battaglia. Lle sue televisioni e il suo conflitto di interesse sono oggetto di perenni discussioni, ed ora anche oggetto di odio del cosiddetto 'Popolo viola'. Al contrario nessuno parla di Murdoch e del controllo quasi planetario dell'informazione, eppure nessuno ha mai sollevato un dito. Ovviamente, la denigrazione dell'Italia ha un significato L'Italia, tuttavia, non deve arretrare, deve rispondere a questo tipo di attacchi e creare un suo organismo di tutela alle imprese che investono all'estero, e deve difenderle con orgoglio e dignità. Le aziende italiane, quindi, non devono dividersi, bensì unire attorno ad un'unica intelligenza e costruire una forza che sia fatta di 'imprese-istituzioni-cittadini'.