involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

domenica 30 gennaio 2011

George Clooney,ci è o ci fa?

George Clooney sta sponsorizzando l’osservazione satellitare del Darfur



Un sito web dedicato alle osservazioni satellitari del Sudan meridionale è stato postato il 29 Dicembre 2010. Satellite Sentinel è l’ultima scoperta della politica della comunicazione della CIA: per presentare le prove della colpevolezza del presidente Omar el-Bashir, per la sua traduzione davanti al Tribunale penale internazionale per genocidio.
La comunicazione sul sito è stata affidata ad una galassia di star di Hollywood riunite da George Clooney, in associazione con Not On Our Watch (non sotto i nostri occhi).
Il sito e la raccolta dei dati via satellite sono stati progettati da Trellon e Google. La Harvard Humanitarian Initiative di Jennifer Pendente e Michael Van Rooyen garantisce la loro interpretazione. Mentre il progetto Enough! di Gayle Smith e John Prendergast (ex responsabili del progetto di partizione del Sudan presso l’US National Security Council) fornire l’analisi politica.
Il problema è che nessuno contesta le violenze nel Darfur, ma vi è un ampio dibattito sulle responsabilità di questi crimini e sulla loro grandezza. Data la loro bassa risoluzione, le immagini satellitari raccolte permetteranno di vedere i villaggi in fiamme o i movimenti della popolazione e questo, con un ritardo di 24 a 36 ore, ma nessun modo per identificare i criminali, né di valutare il numero delle vittime. In breve, non servirà a molto, se non da are l’impressione che il presidente Omar el-Bashir è colpevole di ciò di cui è accusato, e che la partizione del Sudan da parte degli Stati Uniti è legittima.

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