involuzione

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Poche cose abbiamo imparato dalla storia all'infuori di questa: che le idee si condensano in un sistema di ortodossia, i poteri in una forma gerarchica e che ciò che può ridare vita al corpo sociale irrigidito è soltanto l'alito della libertà, con la quale intendo quella irrequietezza dello spirito, quell'insofferenza dell'ordine stabilito, quell'aborrimento di ogni conformismo che richiede spregiudicatezza mentale ed energia di carattere.
Io sono convinto che se non avessimo imparato dal marxismo a vedere la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una nuova immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell'isola della nostra interiorità o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni. Ma tra coloro che si sono salvati, solo alcuni hanno tratto in salvo un piccolo bagaglio dove, prima di buttarsi in mare, avevano deposto, per custodirli, i frutti più sani della tradizione intellettuale europea: l'inquietudine della ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose.
Norberto Bobbio

lunedì 24 gennaio 2011

TANTE DOMANDE,POCHE CERTEZZE,UNA SPERANZA di Beppino De Zan

Ci tengo ad approfondire questo argomento che purtroppo coinvolge direttamente la mia famiglia.
Vorrei essere così bravo da farlo in maniera sintetica , distaccata e nel modo piu' chiaro e corretto possibile , non so se ci riuscirò,a dire il vero non so neppure da dove cominciare, ma come dicevo ci tengo molto ed allora mi butto.
Questa storia è cominciata ben nove anni fa quando a mia suocera fu diagnosticato il  morbo di Alzheimer. I primi sintomi evidenziati dalla suocera che ci spinsero a chiedere aiuto alla USL locale sono i classici,disattenzione,confusione mentale,problemi di memoria immediata,cambi di umore repentini  e difficolta' di coordinare la parola.Dopo i primi esami,TAC,DOPPLER,MINI MENTAL, la diagnosi fu per i luminari purtroppo immediata ed inequivocabile.Subito ci dissero che la malattia è incurabile,
che al massimo si può rallentarne il processo,che ci sono in studio sperimantazioni ,che per usufruire di queste
ci vogliono determinati parametri e che al momento la signora non rientra in questi requisiti  a cui fece seguito una prescrizione di  farmaci (ARICEPT,EBIXA,LORAZEPAM ,dove quest'ultimo non lo abbiamo mai somministrato) gia' sperimentati e preordinati ma a detta di loro stessi poco efficaci nella cura,praticamente palliativi,che però rientrano tra quelli pagati dalla mutua,seguita da una visita semestrale da effettuarsi presso lo stesso ambulatorio per verificare il  paziente e alla prescrizione di nuovi farmaci (cosa mai avvenuta) in base al progredire della malattia.Alle nostre domande riguardo possibili alternative ci risposero che al momento "questa cura  è il meglio cui si possa aspirare",se si vuole si puo accedere,sempre tramite USL, ad un supporto psicologico per i famigliari,non per il malato che così viene dato gia automaticamente per spacciato,irrecuperabile.
Veniamo all'oggi,son passati nove anni e in questi mia suocera è rimasta pressochè stabile,tranne queste ultime settimane in cui si è notato un sensibile peggioramento sia psicologico che fisico.Nell'ultima visita(nov 2010) effettuata presso la USL ci siamo sentiti dire che oramai la malattia è troppo avanzata e che i farmaci disponibili sono del tutto inefficaci per cui ce li hanno negati e che se vogliamo continuare a somministrarli ciò è possibile solo a pagamento ed è proprio quello che abbiamo fatto visto che la signora non dormiva piu' la notte ed era sempre agitata e ansiosa ed abbiamo verificato che purtroppo i farmaci in questione sono veramente inutili, solo giusto per dormire qualche ora in piu'.
Ora ciò che vado a scrivere va preso come esperienza personale,lungi da me dare speranze di guarigione o di qualunque altro genere a chicchessia,nemmeno noi ne abbiamo,cerco di riportare alcuni fatti così come sono avvenuti ,che forse possono portare ad un miglioramento della qualita di vita sia al paziente che a chi vive a stretto contatto con esso.
Dopo questa premessa torniamo a noi,ma soprattutto a mia moglie che oramai presa dallo sconforto e pensando di non aver piu' nulla da perdere ha cominciato a far ricerche sul web in cerca di un qualcosa,non importa cosa, cui attaccarsi,una possibile soluzione alternativa.
Abbiamo così scoperto che seguendo i vari,canonici,siti dedicati al tema Alzheimer non si giungeva a nulla di nuovo percui abbiamo deciso di seguire i vari commenti arrivando a scoprire questo(1).Ora come potete ben capire a noi  tutto ciò appare assai incredibile ma come dicevo prima non avendo nulla da perdere abbiamo cominciato a fare le nostre dovute verifiche e abbiamo constatato che in questa materia nei siti di medicina ufficiale non si trova assolutamente nulla,nessun riscontro,nemmeno un'accenno e abbiamo iniziato la ricerca in siti stranieri dove abbiamo trovato questo(2).Pure in questo caso in Italia gli ultimi riferimenti all'argomento risalgono al 2008,data in cui è stato pubblicato la prima volta un articolo ripreso anche da universita e media italiani (qui).Solo risalendo al nome( Dr.Tobinick )dello scopritore e detentore di brevetto di questa teoria siamo riusciti a risalire a due nominativi italiani ,di cui non faccio i nomi per non creare imbarazzo,dei quali contattati telefonicamente,il primo spense ogni nostra aspettativa dichiarando inconsistente tale teoria e che la sperimentazione non ha portato  a nessun evidente risultato,il secondo, che si offre dietro consistente parcella,a praticare la terapia ma pure lui avvertendoci di non aspettarci  altro se non lievi miglioramenti nell'immediato ma che alla lunga non portano a niente.Di fronte a tanta sincerita non possiamo che ringraziare ma noi si rimane al punto di partenza.Dunque strada chiusa pure qui e visto che l'uso di psicofarmaci per noi equivale ad una resa non ci rimane altro che rivolgerci verso siti di medicina alternativa senza tralasciare l'evolversi delle vicende di Sassari (questo 1). Così facendo arriviamo a conoscere il Dr. Romeo Lucioni ,cerchiamo in internet il suo curriculum vitae e ritenendolo affidabile  riusciamo ad ottenere un appuntamento per una visita a mia suocera,in modo da stilare una diagnosi ed eventualmente quale percorso seguire per una possibile cura.Il dottore ci spiega parecchie cose,prima fra tutte la probabile causa che porta alla malattia e cioè uno o piu' traumi psichici che creano microlesioni nel cervello e che con l'evolversi del morbo queste microlesioni si ampliano fino ad arrivare alla corteccia rendendo il soggetto irrecuperabile.Come recuperare queste microlesioni?Prima di tutto evitare stress ed ansia nei pazienti tramite assunzione di erbe come la passiflora,escolza e favorire la memoria con bacopa, altra cosa molto importante favorire il sonno e conseguentemente il sogno visto che a suo parere tramite il sogno i pazienti possono metabolizzare meglio i traumi subiti ed in piu' prescrive la melatonina per una piu' accentuata  produzione di cellule,poi per non farci mancare niente pure i sali per un piu' corretto funzionamento dell'intestino anche quello responsabile di fastidio e malessere vista la poca mobilita dei pazienti.
L'incontro è durato circa due ore dove noi abbiamo formulato i nostri dubbi con domande alle quali il dr. ha risposto sempre in maniera pertinente con calma e serenita.Giunti a casa abbiamo deciso di seguire la cura visto che le erbe prescritte male non fanno ,al limite non fanno nulla ,tanto vale provare.Sono pochi giorni,ripeto pochi giorni,che seguiamo la nuova terapia e devo dire che effettivamente la signora appare piu' rilassata ,meno ansiosa e si riesce ad interagire meglio con lei,dorme con meno difficolta e riesce ad accennare piccoli discorsi cosa che prima farfugliava solamente,è poco certo ma per chi vive a contatto con queste persone possono essere significativi.Nel frattempo mia moglie insiste nella sua ricerca in quel di Sassari per avere nuove notizie e dopo tanto penare riesce a contattare telefonicamente  la dottoressa D'Onofrio che le spiega che stanno divulgando un testo che specifica il trattamento cui si ispirano e che il giorno  20 gennaio 2011  Via Arco del Monte n. 99 (Zona Campo de’ Fiori) Roma, si teneva una conferenza organizzata da loro per divulgare tale metodo.Sui media non ho trovato nulla in merito a tale evento,solo qui che per leggere tutto bisogna abbonarsi pero' su facebook  c'è una piccola relazione a nome verde mare ,inoltre la dottoressa ci ha descritto le cause della malattia nello stesso modo in cui lo ha fatto il dr.Lucioni sebbene i due non si conoscano,che messa così puo' non voler dir niente, ma visto che si tratta di un metodo innovativo ci da speranza di essere sulla strada giusta.La dottoressa aggiunge anche che le erbe vanno bene ma vanno supportate con il loro aiuto psicoterapico e di appoggiarsi ad un counselor,figura che qui da noi in emilia non è presente o almeno io non l'ho trovata e di conseguenza ci siamo appoggiati ad una psicoterapeuta nelle vicinanze che sembra sia interessata alla cosa visto che vuole leggere il libro e si è impegnata a discuterne con alcuni colleghi.Per il momento è tutto e ricordando ancora una volta che cio che ho scritto non vuole alimentare assolutamente false illusioni mi riprometto di tenervi aggiornati su eventuali sviluppi.

2 commenti:

verdemare ha detto...

Innovativa terapia per curare le demenze.La Psiconeuroanalisi.
Sardegna1 ha trasmesso diverse interviste a riguardo con toccanti testimonianze.

L'associazione AION cercherà grazie a tutti i sostenitori di far fronte alle richieste di chi vive il disagio della malattia di Alzheimer.
http://www.youtube.com/watch?v=U4vCswj0Vlc&feature=share
www.youtube.com
Troverete le testimonianze complete sul nostro blog
http://lafinedellademenzadialzheimer.blogspot.com/

rossoallosso ha detto...

grazie per le segnalazioni